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Scoperta Università di Milano Bicocca pubblicata su Neuroscience

L’osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell’errore stesso, contribuendo all’apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Le sperimentazioni hanno coinvolto 10 giudici esperti e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia: 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari senza una specifica educazione musicale. Ognuno di loro ha visualizzato di video nei quali venivano mostrate un paio di mani nell’atto del suonare. Nella metà dei casi i movimenti delle mani erano compatibili con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, no. Quando il suono non era compatibile con le immagini visualizzate, il cervello dei pianisti registrava l’incongruenza, mentre quello dei partecipanti non esperti non rilevava gli errori. La ricerca ha evidenziato che la sola osservazione del movimento stimola direttamente l’attività della corteccia motoria e premotoria del nostro cervello, come se a compiere un dato movimento fossimo noi stessi. Ecco perché, per gli esperti, anche la semplice visione di filmati, o la dimostrazione dal vivo da parte dell’insegnante è fondamentale per l’apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo. “La scoperta in futuro potrebbe essere utile alla riabilitazione clinica in pazienti paralizzati e con deficit motori – spiega Alice Mado Proverbio – La stimolazione sensoriale, attraverso la visione di un video, contribuisce all’apprendimento della pratica motoria grazie all’attivazione dei neuroni specchio visuo-motori. Lo studio, inoltre, ha permesso di comprendere il meccanismo cerebrale grazie al quale si codificano, e dunque si ricordano, quali dita usare per suonare le note musicali, contribuendo così al processo di apprendimento delle abilità musicali”.

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Fotografati in posizioni sbagliate o con oggetti nel lettino

Le pubblicità di culle e lettini per neonati troppo spesso mostrano i bebè in posizioni non sicure, o con oggetti che possono favorire il soffocamento. Lo afferma uno studio Usa pubblicato dalla rivista Pediatrics. Per lo studio sono state analizzate quasi 1800 inserzioni pubblicitarie su riviste nel 1992, 2010 e 2015. 

Nonostante notevoli miglioramenti nel tempo, sottolineano gli autori dell’università dell’Alabama, anche in anni recenti il 34% non segue le comuni linee guida, secondo cui per ridurre il rischio di morte improvvisa i bambini devono dormire sulla schiena senza nessun oggetto nel lettino, dal cuscino al paracolpi. 

Proprio la presenza di quest’ultimo è l’errore più comune, presente nel 70% delle inserzioni ‘sbagliate’, seguita dalla presenza di biancheria da letto ‘libera’, nel 56%. Il 40% delle pubblicità errate invece mostrava il bimbo che dormiva sulla pancia, un tasso che aumenta se quello raffigurato è di una minoranza etnica.

”L’impatto di queste pubblicità è uno dei fattori che continua a far usare i paracolpi o gli animaletti di peluche nei lettini – scrivono gli autori -. I genitori sono esposti molto di più alle pubblicità rispetto al tempo passato dal pediatra”.

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Dono non va strumentalizzato per condurre messaggi educativi, per punire o premiare

I regali sotto l’albero di Natale per i bambini? Vanno fatti, ma “attenti genitori, perchè donare non ripara ad alcun errore”. A mettere in evidenza il vero senso dei regali natalizi per i più piccoli è Nicoletta Aliberti, neuropsichiatra infantile all’Istituto Neurotraumatologico Italiano.
    “Il regalo ha significati diversi per il bambino che lo riceve e per il genitore che lo dona. Mamme e papà attenti – avverte l’esperta – perché i regali natalizi per i vostri figli devono essere atti incondizionati di amore. I regali non riparano errori, non compensano vuoti. Il dono, quello vero, deve essere legato all’istintivo desiderio di condividere con il vostro bambino la gioia di appartenersi”. Spesso, sottolinea la neuropsichiatra, “ci si chiede se è sbagliato fare regali a Natale ai bambini. No, non è sbagliato e non è possibile stabilire quanti regali sia sano fare. Ciò che conta è decidere e vivere con il bambino il significato che si vuole attribuire al dono”.
    Secondo la neuropsichiatra infantile “il dono va offerto e non strumentalizzato per condurre messaggi educativi, per punire o premiare. E’ fondamentale ricordare che l’amore che un bimbo sente di ricevere con un dono è proporzionale a come un genitore si rende disponibile all’ascolto dei suoi bisogni, dubbi e resistenze e alla pazienza che gli dedichiamo per aiutarlo a comprendere i nostri ‘sì’ e i nostri ‘no’ e non alla quantità o grandezza degli oggetti donati”.
    Il punto, spiega, è che “oggi purtroppo si fanno regali e non doni e questi regali sono funzionali solo ai genitori che regalando oggetti ai loro figli colmano i sensi di colpa, colmano l’assenza di parole e la difficoltà di utilizzare il tempo per vivere con i figli e non per loro. Colmano l’incapacità di essere genitori autorevoli. Questo tipo di regali non sono un mezzo di condivisione – conclude – ma solo uno strumento di compenso che non svilupperà in modo sano il mondo emozionale del bambino”.


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Cresce il numero dei morti di 0-4 anni, 60% senza seggiolini

Ci sono alcuni comportamenti superficiali dei genitori, spesso dettati da ignoranza o leggerezza, che possono costare la vita ai loro figli, come farli viaggiare in auto senza il seggiolino previsto dalla legge o, peggio, non allacciati con le cinture di sicurezza. Le motivazioni sono spesso allarmanti e degne di un decalogo delle idiozie al volante, come è emerso al convegno ”Vai sul sicuro” organizzato da Cercaseggiolini a Milano.
Innanzitutto la ricerca sistema Ulisse, ISS-MIT ha evidenziato come il ”60% dei genitori italiani non usa il seggiolino auto per il proprio figlio, un dato che, distribuito su tutto il territorio nazionale, dice che il sistema di ritenuta è usato di più al Nord (61,80%), meno al Centro (42,20%) e decisamente poco al Sud, dove la percentuale scende e si attesta intorno al 23,80%”. Secondo un’indagine effettuata da Altroconsumo, l’85% degli automobilisti italiani che hanno bimbi piccoli acquista un seggiolino nuovo ma il 33% di loro non ”allaccia tutte le volte il bambino per tragitti brevi, in zone con poco traffico, soprattutto se il bambino ha fra i 4 e i 7 anni (45%) e soprattutto al Sud (49%)”. Secondo la ricerca i bimbi non vengono allacciati perché il rischio è ritenuto erroneamente basso (75%), per evitarne i capricci (28%), perché si va piano (25%) o perché un altro passeggero tiene in braccio il bambino (14%). Da notare che a fronte di un generico valore in decrescita di mortalità dei bambini dovuta alle conseguenze di incidenti stradali si registra un aumento del tasso percentuale relativo ai decessi tra 0 e 4 anni. Come è stato sottolineato nel convegno commentando i dati Istat del 2015, lo scorso anno sono stati ”40 bambini morti in incidenti stradali, di cui 17 (il 42,5%) fra gli 0 e i 4 anni, 11.407 sono stati i feriti, di cui 2.839 (25%) fra gli 0 e i 4 anni. Anche se l’Italia si sta avvicinando all’obiettivo ‘vision zero’ per la mortalità sulle strade dei bambini, il campanello d’allarme è proprio la percentuale di vittime fra gli 0 e i 4 anni che è passata dal 19,3% del 2001 al 42,5% del 2015. Fra questi, molto elevata è la percentuale di vittime su strade urbane, a riprova del fatto che non sono più sicure, nonostante la velocità contenuta”.