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Più muscoli bloccando una proteina

E’ più vicino il traguardo di una ”pillola dell’esercizio fisico”, grazie ad una proteina capace di limitare la crescita dei muscoli. I test condotti sui topi hanno mostrato infatti che bloccando la sua produzione, si può aumentare la massa muscolare, migliorare la salute di cuore e reni, e proteggere dai danni dell’obesità. Il lavoro, dei ricercatori dell’Augusta University, sarà presentato da Joshua Butcher al congresso di Biologia sperimentale a Chicago.
I ricercatori sono partiti dal fatto che la miostatina limita la crescita dei muscoli. L’ipotesi quindi, era che con una sua maggiore produzione si avesse meno massa muscolare, e che con meno miostatina si avesse invece più massa muscolare. Per dimostrarla hanno allevato quattro gruppi di topi: magri e obesi con produzione di miostatina bloccata e non. Come ci si aspettava, i topi incapaci di produrla, hanno sviluppato più massa muscolare, mentre quelli obesi sono rimasti tali, anche se con più muscoli.

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Rischio interventi inutili per gli adulti di mezza età

Rotture del menisco: per adulti di mezza età la chirurgia potrebbe non essere la prima opzione. La fisioterapia, l’esercizio fisico infatti cura come il ‘bisturi’.

È la conclusione di uno studio sul British Medical Journal condotto presso l’ospedale norvegese Martina Hansens. Lo studio solleva dubbi su una pratica chirurgica molto diffusa (si stimano circa 2 milioni di artroscopie del ginocchio praticate ogni anno nel mondo con una spesa per pazienti e sistemi sanitari di molti miliardi di dollari) che però non è supportata da evidenze scientifiche.

Le rotture del menisco si riscontrano in soggetti di ogni età. Possono avvenire per cause traumatiche nei giovani oppure, dopo i 45 anni, in seguito ad un processo degenerativo dei tessuti del ginocchio.

L’artroscopia è un intervento molto praticato e i ricercatori hanno voluto vedere se vi fossero o meno reali ragioni per tale diffusione, così hanno allestito una rigorosa sperimentazione clinica su 150 pazienti tutti con rottura del menisco. Metà dei pazienti sono stati operati, gli altri hanno seguito un percorso di terapia fisica (esercizi più volte a settimana sotto il controllo di esperti). A distanza di tempo la funzione del ginocchio nei due gruppi non presentava differenza, come pure il dolore lamentato o la capacità di fare sport e altre attività ricreative da parte dei pazienti. I risultati suggeriscono quindi che non vi è ragione di procedere subito all’intervento, e che l’esercizio fisico è un’ottima opzione alternativa. “In un mondo in cui si fa sempre più evidente il problema delle risorse limitate e degli sprechi medici di dimensioni epidemiche, quel che non dovremmo fare è consentire alla comunità degli ortopedici, agli amministratori degli ospedali, ai fornitori di assistenza sanitaria di ignorare i risultati di sperimentazioni rigorose e continuare l’uso diffuso di procedure per le quali non ci sono mai state prove convincenti”, commentano Teppo Järvinen dell’Università di Helsinki e Gordon Guyatt della McMaster University in Canada in un editoriale sul BMJ polska-ed.com.

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Non solo: meno rischi pressione alta e diabete gestazionale

L’esercizio fisico durante la gravidanza e’ sicuro e non aumenta il rischio di andare incontro a un parto pretermine. In più, le donne che praticano attività fisica hanno meno chances di fare un cesareo. E’quanto emerge da una ricerca della Thomas Jefferson University, negli Usa, pubblicata sulla rivista American Journal of Obstetrics and Gynecology. Gli studiosi hanno preso in esame i dati di nove studi, analizzando complessivamente 2059 donne in gravidanza, una metà circa delle quali (1022) aveva fatto esercizio per 35-90 minuti 3-4 volte a settimana per 10 settimane. Questo campione è stato messo a confronto con un altro gruppo che invece non aveva svolto attività fisica. Dai risultati e’ emerso che non vi era un aumento significativo delle nascite pretermine, prima di 37 settimane di gestazione, nelle donne che si erano esercitate regolarmente. In più, vi era un minor ricorso al cesareo (17% rispetto a un 22% nel gruppo che non aveva fatto esercizio). Non solo: le donne più attive dal punto di vista fisico risultavano avere meno pressione alta, fattore di rischio per lo sviluppo di una condizione detta gestosi che può essere pericolosa, e sviluppavano meno diabete gestazionale.

”Ci sono molte ragioni per cui in gravidanza si rinuncia a fare esercizio fisico: disagio, sensazione di fiato corto, aumento della stanchezza – spiega uno degli autori della ricerca, Vincenzo Berghella -. Questo studio rafforza il dato che l’esercizio fisico fa bene alla mamma e al bambino e non aumenta il rischio di un parto pretermine”.