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Studio sui topi. Esperta, importante il ruolo delle vaccinazioni

La leucemia linfoblastica acuta dei bambini potrebbe essere ‘innescata’ dall’esposizione a infezioni comuni. Lo dimostra uno studio condotto su topi dalla ricercatrice Julia Hauer della Clinica di oncologia pediatrica ed ematologia di Dusselforf, presentato al Congresso dell’Associazione europea di ematologia (Eha) in corso a Madrid.
“La leucemia acuta – spiega la ricercatrice – è la forma di tumore più comune dell’infanzia e la sua incidenza è in crescita. Il ruolo delle infezioni quali ‘grilletto’ che innesca lo sviluppo della leucemia nei bambini è un’ipotesi di cui si è discusso, tuttavia sono rare le evidenze sperimentali che provino una connessione tra l’esposizione ad infezioni comuni e leucemia”. Questo studio offre dunque una importante evidenza in tale direzione: “Abbiamo utilizzato due modelli animali, due topi, geneticamente modificati – chiarisce Hauer – che rappresentano i tipi classici di leucemia infantile. Abbiamo quindi osservato che i topi sviluppano la leucemia solo dopo l’esposizione ad un ambiente caratterizzato da infezioni comuni, ad esempio dal virus dell’epatite”. Dunque, questo studio, sottolinea, “offre per la prima volta una nuova intuizione sul ruolo delle infezioni nello sviluppo della leucemia infantile ed offre anche nuovi approcci per la prevenzione di questa malattia”. Ma lo studio apre anche ad una ulteriore valutazione: “Si dimostra – afferma la ricercatrice – ancora di più l’importante ruolo delle vaccinazioni contro le infezioni.
Infatti, se è ancora presto per poter dire che ci sia un legame effettivo tra vaccinazioni e prevenzione della leucemia, tuttavia – conclude – prossimi studi potrebbero portare a tale conclusione”.

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I ministri della Salute approvano le linee guida contro obesità infantile

Gli Stati dovrebbero prendere misure per “limitare l’esposizione dei bambini a marketing e pubblicità” di alimenti ad alto tenore di grassi, sali e zuccheri. E’ una delle raccomandazioni contenute nelle linee guida per contrastare la diffusione dell’obesità infantile approvate oggi dal Consiglio Ue per la salute. Il documento cita quali ambiti privilegiati di intervento la promozione dell’attività fisica e di diete sane, ma anche la necessità di agevolare l’accesso a queste pratiche riducendo i limiti legati allo status economico. “I paesi hanno riconosciuto che il marketing e la pubblicità hanno un ruolo nella diffusione dell’obesità infantile – commenta Pauline Constant di Beuc, associazione ombrello dei consumatori europei – e questo è un buon punto di partenza”.