Medical News

Sondaggio Eurodap; via campagna prevenzione ‘Fuori dal trauma’

Nove italiani su 10, su un campione di 950 intervistati, negano di avere un disagio psicologico, pur soffrendone in qualche misura, e dichiarano di provare comunque vergogna nel riconoscere di avere problemi come ansia e attacchi di panico; solo 1 su 10 riconosce che l’ansia è una patologia. E ciò mentre aumenta l’uso di psicofarmaci. Lo rivela un sondaggio online dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap), presentato nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Associazione EMDR Italia ‘Fuori dal trauma’.
Si tratta di una campagna di sensibilizzazione rispetto al disagio psicologico che parte oggi da Roma con la messa in scena della rappresentazione teatrale ‘Fuori dal trauma’ scritta, diretta e interpretata da Anastasia Astolfi.
“Nove italiani su 10 che hanno risposto hanno dichiarato di provare disagio nel riconoscere di soffrire di ansia e attacchi di panico e sempre 9 persone su 10 non sanno riconoscere un disagio emotivo. Hanno dichiarato ad esempio che è normale avere il battito cardiaco irregolare o continui dolori muscolari. Ma ciò non è normale. E’ un campanello d’allarme sottovalutato che nasconde un disagio psicologico, che le persone tentano di controllare con farmaci – afferma Paola Vinciguerra, responsabile Comunicazione Associazione EMDR Italia e Presidente Eurodap -. Siamo di fronte ad un grave diniego culturale del disagio psicologico, basato sull’idea che soffrire di questo tipo di patologie significa essere deboli e incapaci”. Dietro a vari disturbi psicologici, spiega, possono esserci traumi del presente o del passato. Le persone “negano i disagi emotivi ma sempre più spesso fanno ricorso ad antidepressivi – afferma Isabel Fernandez, presidente Associazione EMDR EUROPE – e nel 2011 il Cnr ha calcolato che usavano tranquillanti e ansiolitici 5 mln di italiani. Da qui la Campagna di prevenzione, per far prendere coscienza a tutti che il disagio psicologico non va sottovalutato. La finalità è comunicare in modo nuovo, attraverso il teatro, che il disagio psicologico va riconosciuto e curato, anche attraverso il trattamento psicologico dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) riconosciuto dal 2013 dall’Oms metodo elettivo nella risoluzione dei disturbi post traumatici da stress”.

Medical News

Vinciguerra (Eurodap), riprendere al più presto la routine

“Non bisogna sottovalutare le conseguenze della paura che il terremoto ha contagiato a molti”. A dirlo è la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), nel sottolineare che “sono in particolar modo i 40-45 enni a rischiare che questa sensazione di allarme costante si trasformi in attacchi di panico, perché hanno il peso delle responsabilità familiari, quindi casa, figli spesso piccoli, genitori anziani. Tuttavia chiunque può sviluppare crisi d’ansia che possono degenerare”.
“Chi ha vissuto un’esperienza traumatica molto forte che lascia strascichi e che va affrontata – avverte l’esperta – altrimenti il trauma può strutturare uno stato ansioso permanente. In queste situazioni non ci si deve isolare, ma è bene scambiare ciò che si è vissuto”. Secondo la psicoterapeuta “già da subito ognuno può mettere in atto la strategia dell’agire: cercare di riprendere la routine facendo cose anche banali, purché siano consuete può essere utile ad affrontare la situazione e combattere il senso di impotenza che questa situazione ci porta a provare”.
Da qui il vademecum dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico in quattro punti: respirare in maniera diaframmatica e profonda in modo da riuscire ad abbassare i livelli di adrenalina che il nostro cervello produce automaticamente in caso di pericolo percepito. Evitare di esporsi costantemente a immagini televisive e notizie ansiogene. Per sonni tranquilli una tecnica utile è concentrarsi su un episodio bello della nostra vita e contare all’indietro da cento a zero. I genitori trasmettano tranquillità ai figli e per i bambini bene favole che contemplino la terra che trema, e un lieto fine, cercando però sempre di trasmettere calma e gioco”.