Medical News

3 milioni di italiani soffrono di disfunzione erettile. E’ questo il quadro preoccupante che è emerso durante una serie d’incontri tenutisi all’Expo che hanno riunito  esperti urologi, ginecologi e sessuologi. I medici hanno messo  a confronto le loro esperienze per insegnare agli italiani che “il cibo è l’alleato della passione da cui partire per ritrovare una buona sessualità”.

Nonostante ci siano alimenti che aiutano a ‘non fare cilecca’, come asparagi, zenzero e mandorle, e nonostante l’importanza del creare la giusta atmosfera, “purtroppo questi due fattori spesso non bastano – spiega Vincenzo Mirone, segretario nazionale della Società italiana di urologia (Siu) – sono infatti tre milioni gli italiani con disfunzione erettile”. Un problema per il quale da tempo esistono alcuni farmaci tra i quali”la nuova pillola italiana dell’amore, Avanafil: efficace contro la disfunzione erettile ma con meno effetti collaterali e una ridotta interazione con i cibi e che può essere utile per diabetici e prostatectomizzati.

“Il buon sesso – riprende Mirone – inizia proprio a tavola: sappiamo che la dieta mediterranea mette al riparo da disturbi sessuali riducendo il rischio di disfunzione erettile. Peperoncino, cacao e ostriche si confermano alleati della passione, così come mandorle e zenzero hanno comprovati effetti antimpotenza”.

“Ci mettiamo a tavola 100.000 volte nell’arco della vita – continua Antonio Chiantera, segretario nazionale dell’ Associazione ginecologi italiani (Aogoi) – passando a mangiare ben cinque anni dell’esistenza. Ma il cibo è anche amore, nutrimento affettivo, sessuale e culturale.

Da sempre sono le donne a tramandarne tradizioni, conoscenze, esperienze, ma anche l’uomo deve imparare a esserne più consapevole, magari proprio grazie alle richieste della partner che oggi, sempre più spesso, vuole essere conquistata a tavola”.

L’esperienza culinaria, insomma, “deve passare da lei a lui – conclude l’esperto – perché i fornelli diventino una passione di coppia. Per questo vogliamo far capire che le problematiche sessuali vanno affrontate con un approccio multidisciplinare, in cui specialisti per lui e per lei lavorino insieme ai due partner”.

Medical News

Un’Apecar dotata di cella frigorifera e con a bordo un’ostetrica per raccogliere il latte materno dalle mamme che ne hanno in abbondanza e assicurarlo ai bimbi che ne hanno bisogno.

E’ stato presentato all’Expo di Milano, il progetto Human Milk Link, promosso dall’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (Aiblud), che provvederà a trasportare il prezioso ‘oro bianco’ dalle case delle donatrici a una delle 33 banche del latte presenti in Italia. Attualmente la raccolta è portata avanti su iniziativa di singoli ospedali, con non pochi problemi di tipo organizzativo.

La conseguenza è che quello che abbiamo non basta. “Per alimentare almeno tutti i neonati prematuri con peso inferiore a 1500 grammi, sarebbero necessari quantitativi di latte 3 volte superiori”, afferma Guido Moro, neonatalogo e presidente Aiblud. I prematuri, infatti, avendo un sistema immunitario non formato, beneficiano molto del potere protettivo del latte materno. “Protegge il bambino – chiarisce l’esperto – dal punto di vista nutrizionale, immunologico e metabolico. Aiuta a previene molte patologie e infezioni”.

Proprio perché è importante non sprecarlo, la raccolta in Italia è partita nel 2007 con 739 donatrici, arrivate, nel 2012 (ultimi dati disponibili), a 975. Ma, nello stesso arco di tempo, il volume di latte è quasi raddoppiato, passando da 5.541 litri a 9.448.

L’evento, patrocinato dal Ministero della Salute, avrà luogo giovedì 10 settembre con tanto di flash mob di mamme e con una madrina di eccezione, l’étoile dell’Opéra di Parigi, Eleonora Abbagnato.

Il primo step del servizio sarà operativo a Milano a partire da ottobre 2015 per estendersi alle altre grandi città italiane (Roma, Torino, Firenze, Bari, Palermo) dove è presente una banca del latte. Per l’hinterland si provvederà invece attraverso una rete di farmacie di prossimità a cui saranno le madri a consegnarlo.

Medical News

MILANO – Il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri celebra il XIX Congresso nazionale iniziato ieri all’Hotel Michelangelo di Milano, per chiudersi sabato 16 maggio con una sessione sulla ‘Green oncology’ ospitata all’Expo in Cascina Triulza.
Il meeting 2015 prende spunto dal tema chiave dell’Esposizione Universale – un’alimentazione sostenibile che garantisca a tutti il diritto al cibo e alla vita – traducendolo nel campo dei tumori: ‘Cancer and Human Values’ è il titolo del Congresso meneghino. Il Cipomo ipotizza una oncologia dei valori, all’insegna di una ‘slow medicine’ attenta ai bisogni dei malati e alla sostenibilità del sistema sanitario, per vincere le sfide dell’era genomica.

Concorde il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “La lotta al cancro – scrive in un messaggio – costituisce una delle priorità del Servizio sanitario nazionale, per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Non posso che esprimere tutto il mio apprezzamento per la vostra iniziativa, che si propone di promuovere una riflessione sulla necessità di una medicina efficace ma sostenibile, che riesca a conciliare l’aumento dei costi con la necessità delle cure, passando quindi da una ‘Evidence Based Medicine’ a una ‘Values Based Medicine'”.