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L’Ebola fa ancora paura. Nonostante i buoni risultati degli ultimi mesi, le sperimentazioni di nuovi protocolli di cura e guarigioni (come nel caso degli italiani Fabrizio Pulvirenti e Stefano Marongiu), l’OMS dichiara che l’emergenza sanitaria è ancora in corso.

“Il Comitato di Emergenza dell’Oms ha stabilito che l’epidemia di Ebola continua a costituire una Emergenza Internazionale di Salute Pubblica, e che le raccomandazioni formulate fin qui ai paesi colpiti dovrebbero essere estese”.

“La risposta all’epidemia è stata troppo lenta”, sottolineano gli autori del rapporto della commissione indipendente istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, “mentre al contrario si è dichiarata finita l’emergenza con troppa fretta nonostante gli allarmi delle Ong sul campo”.

Il rapporto mette anche in evidenza le difficoltà incontrate  dall’Oms nel coordinare gli sforzi con le altre organizzazioni già presenti, a partire appunto dalle Ong, e con le autorità locali.

“Al momento – scrivono gli autori, sei ricercatori internazionali – l’Oms non ha le capacità e la cultura organizzativa per produrre una risposta piena a un’emergenza di salute pubblica. L’Oms deve ristabilire la sua posizione come guardiano della salute pubblica, ma può farlo solo attraverso profondi cambiamenti”.

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E’  guarito da uno dei più micidiali patogeni esistenti, il virus Ebola, ed è pronto a ricominciare. Parliamo di Stefano Marongiu, l’infermiere sardo di Emergency dichiarato guarito in questi giorni e dimesso dall’Istituto Spallanzani di Roma, dove è stato ricoverato 28 giorni.

I protocolli terapeutici hanno dunque funzionato, anche se per Marongiu, come ha spiegato il direttore scientifico dell’Istituto Giuseppe Ippolito, sono stati impiegati farmaci e procedure diversi rispetto al ‘paziente zero, Fabrizio Pulvirenti’: ”Ai due pazienti italiani sono stati applicati protocolli clinici in parte differenti, questo poiché – ha chiarito – ogni caso è diverso e anche per l’influenza dell’età. I farmaci, ad ogni modo, sono stati realmente miracolosi”. Soddisfatto anche il neo commissario dello Spallanzani, Marta Branca: ”L’Istituto ha affrontato bene l’emergenza, in attesa che sia disponibile la nuova struttura ad alto isolamento realizzata da ministero e Protezione civile. Esorto le istituzioni a sostenerlo”.

il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che in un messaggio ha sottolineato come questa sia ”un’altra dimostrazione di eccellenza nella cura di questa malattia” e come ci sia stata ”un’eccezionale collaborazione internazionale grazie alla quale abbiamo avuto accesso immediato ai farmaci per il trattamento”

Ora nel futuro dell’infermiere c’è il ritorno a casa, in Sardegna per un periodo di riposo e convalescenza e poi, probabilmente il ritorno in Africa con Emergency