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Si è aperta una speranza per il giovane milanese, Salvatore Pezzano, che pochi giorni fa aveva lanciato un appello su Facebook. A seguito di una grave lussazione sterno claveare, subita mentre giocava a calcio, con l’osso che sfiora l’aorta, la vita del ragazzo era appesa a un filo: nessuno dei medici consultati, in Italia e all’estero, si era detto disposto a intervenire.
Ma ecco che la reazione non tarda ad arrivare. Due medici dell’Ospedale di Perugia “S. Maria della Misericordia”, Massimo Lenti, direttore della Chirurgia vascolare, e Antonello Panti, dell’equipe di Ortopedia e Traumatologia (guidata da Auro Caraffa) hanno risposto alla disperata richiesta di aiuto. “Venga da noi e lo opereremo … abbiamo la competenza e l’esperienza per affrontare questo caso. Siamo pronti a intervenire”, hanno annunciato attraverso l’ufficio stampa.

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Da pediatri, Polizia e Facebook. Attenti ai cambiamenti e all’isolamento

Ascoltare, fermarsi, guardare i cambiamenti, non avere paura di parlare. Sono questi in estrema sintesi i primi consigli per un genitore che teme che il proprio figlio possa essere vittima di bullismo. Dopo il caso del padre del ragazzo che ha messo su Facebook la foto del volto tumefatto del figlio per denunciare la violenza che aveva subito, e l’impressionante boom di condivisioni che ha superato quota 200 mila, sono sempre di piu’ i genitori che si interrogano su cosa fare. I pediatri della piu’ grande societa’ scientifica di categoria, la Sip, hanno elaborato un vademecum assieme alla Polizia di Stato e Facebook (coinvolto visto il forte aumento di cyberbullismo), rivolto non solo ai ragazzi ma anche (e soprattutto) ai genitori per aiutare ad affrontare il disagio, soprattutto quello legato alla violenza online che rappresenta la piu’ in crescita.
Queste le indicazioni.

CONSIGLI PER I GENITORI
– PARLA con i tuoi figli di sicurezza e tecnologia quanto prima e più spesso che puoi, nello stesso modo in cui parli della sicurezza a scuola, in auto, sui mezzi di trasporto pubblici o in ambito sportivo.
– CHIEDI ai tuoi figli quali sono secondo loro le informazioni che è appropriato condividere online e quali è meglio evitare.
Parla con loro di come percepiscono la privacy.
– ACCOMPAGNA i tuoi figli, soprattutto i più piccoli, il più possibile e da subito attraverso l’esperienza di navigazione online, condividendo insegnamenti e impressioni sui contenuti.
– IMPARA dai tuoi figli. A meno che tu non sia un utente di Internet particolarmente attivo, è probabile che i tuoi figli ne sappiano più di te. È un ottimo modo per capire come si comportano su Internet e per renderli consapevoli di eventuali pericoli.
– RISPETTA i loro interessi. I ragazzi di oggi sono cresciuti con Internet, cellulari e SMS. Le nuove tecnologie hanno sempre fatto parte della loro vita e rappresentano una importante opportunità per il loro presente e per il loro futuro.

CONSIGLI PER I RAGAZZI
– STABILISCI alcune regole di base. Prima di postare qualcosa, pensaci bene!
– ATTENTO a non dare confidenza agli sconosciuti, e non rendere disponibili a chiunque informazioni private, fotografie ecc.
– CONTROLLA le impostazioni sulla privacy dei servizi online che utilizzi e stai sempre attento a cosa condividi e con chi.
– SEGNALA i contenuti inappropriati. Puoi rivolgerti alla Polizia Postale per segnalare contenuti o attività illegali su Internet (www.commissariatodips.it).
– APRITI se hai un problema, parlane con qualcuno: un amico, i tuoi fratelli, i tuoi insegnanti, i tuoi genitori, una associazione o le forze dell’ordine. Qualcuno potrà sicuramente aiutarti.

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Al Web Summit Lisbona, Intelligenza artificiale dà innovazione

L’intelligenza artificiale come acceleratore di innovazione e nuove esperienze. L’obiettivo futuro è la creazione di computer che possono imparare, pianificare e ragionare come gli esseri umani. E’ questo il senso dell’intervento che Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook, ha tenuto al Web Summit in corso a Lisbona. E riportato anche in un blogpost.
“L’intelligenza artificiale sta avendo grande impatto sulle nuove tecnologie che disegneranno le decadi future”, ha spiegato Schroepfer elencando una serie di applicazioni a partire dallo stesso social network: “Aiuta a individuare i contenuti che violano le nostre norme della comunità, traduce automaticamente i post, classifica le storie nel flusso di notizie per mostrare agli utenti quelle più rilevanti”. Il manager ha poi spiegato che sul ‘mobile’ si punta alle applicazioni del ‘deep learning’ che permette il controllo “basato sui gesti, riconoscimento delle espressioni facciali ed esecuzione di azioni connesse”.
Secondo Schroepfer, l’Intelligenza artificiale traina “l’innovazione nella realtà virtuale e nella connettività per il prossimo decennio” e cita alcuni esempi come la “tecnologia di stabilizzazione per i video a 360 gradi alimentata dalla visione artificiale”. Ma anche il lavoro del team di Applied Machine Learning sul riconoscimento vocale che “ci sta aiutando – spiega – nella creazione di avatar più realistici e di nuovi strumenti di interfaccia utente per la realtà virtuale”, come i comandi vocali. Riguardo la connettività, il manager di Facebook ha fatto riferimento ad Aquila, il drone solare che porta il web nei paesi poco sviluppati, e al sistema wireless a basso costo Terragraph.
“Negli ultimi anni – ha poi concluso Schroepfer – lo stato della ricerca sull’Intelligenza artificiale è avanzata molto rapidamente ma c’è ancora una lunga strada da percorrere prima che i computer possono imparare, piano, e la ragione come gli esseri umani. Questa è la prossima frontiera”.

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Conta ora decine di migliaia di amici

Una donna originaria di Calolziocorte (Lecco), Deborah Beretta, ha scoperto a 40 anni di avere una grave malattia, ma ha poi trasformato la disperazione in forza per riuscire a trasmettere coraggio e speranza agli altri attraverso una pagina Facebook che conta ora decine di migliaia di amici.

Un anno e mezzo fa, Deborah – come racconta oggi il quotidiano “La Provincia di Lecco” – era interamente concentrata sul suo imminente matrimonio con Claudio, sul piccolo Gabriele e sul lavoro che da oltre dieci anni svolge all’istituto Airoldi e Muzzi di Lecco. Era il mese di maggio. Cinque giorni prima del fatidico “si”, ecco la diagnosi, durissima, quasi violenta per chi, lavorando in ambito medico, sa bene quello a cui andrà incontro: cancro metastatizzato al colon, con una massa all’altezza del cervelletto.

”La reazione è stata di paura – spiega Deborah, che ha vissuto a Calolzio fino a due anni fa, trasferendosi quindi con Claudio a Vimercate (Monza e Brianza) – Paura di non riuscire a vedere mio figlio crescere, e che quella metastasi in testa mi portasse via i pensieri oltre che la vita. Poi ho imparato che, per quanto si pianga e ci si disperi, la situazione non cambia.

E ho iniziato ad usare il sorriso”.

Fondamentale, nell’affrontare questa lotta con “il mostro”, come lo chiama Deborah, è il sostegno della famiglia; soprattutto di Claudio e Gabriele. Deborah ha scritto ora anche un libro dal titolo “Come io ti vedo, pensieri sparsi nell’anima in viaggio con un mostro” che presenterà venerdì al Lavello di Calolziocorte. I proventi serviranno ad aiutare Nicolhas, un ragazzino affetto da sarcoma mieloide.

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Commenti da amici aumentano benessere psicologico

Facebook rende felici? Sì, se si ricevono tanti commenti o messaggi personali di amici.

 Una ricerca condotta presso la Carnegie Mellow University mostra che le interazioni personali sul social network danno benessere e appagamento al pari di altre esperienze importanti quali il matrimonio o la nascita di un figlio.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Computer-Mediated Communication. Gli esperti hanno stimato che la chiave della felicità e del benessere psicologico ‘via facebook’ è rappresentata dal ricevere circa 60 messaggi o commenti da amici intimi nell’arco di un mese.

L’uso di Facebook e l’impatto che può avere a livello psicologico è stato più volte oggetto di indagine scientifica, con esiti non sempre positivi per il social, spesso accusato di avere un impatto negativo su autostima, o sulla percezione del proprio aspetto fisico, nonché di essere una ‘piattaforma’ che stimola l’utente a fare sfibranti confronti con altre persone e con le loro vite.

In questa ricerca, invece, il social viene riabilitato. Gli esperti hanno esaminato lo stato di benessere e appagamento per la propria vita di quasi 2000 utenti FB di 91 paesi. Hanno osservato il tipo di scambi che ciascuno aveva con gli amici virtuali. E’ emerso che coloro che si dicevano globalmente più felici e presentavano un più elevato stato di benessere psicologico erano quelli che ‘collezionavano’ più messaggi e post personalizzati da parte di amici stretti. Non si tratta di ricevere lunghe lettere da un amico, basta anche una riga purché il commento sia scritto appositamente per noi e non sia un a frase “senz’anima” pigramente copiata da qualche parte sulla rete o inoltrata da un altro amico.