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Presentate a Giardini Naxos durante l’assemblea nazionale della CAO (Commissione Albo Odontoiatri), l’app e il sito internet appositamente realizzati con l’obiettivo di lottare e smascherare i 15mila dentisti abusivi esistenti in Italia, e di e di comunicare una “sana” informazione sanitaria in ambito odontoiatrico ( prevenzione, formazione, aggiornamento, profili giuridici, banche dati di letteratura scientifica, assistenza). Il presidente nazionale Giuseppe Renzo ha parlato di “www.caoce.it  come un grande contenitore di dati costantemente aggiornati dove sono registrati tutti i dentisti italiani. Il sito è accessibile a chiunque e può accertarsi si il dentista è regolarmente iscritto all’Ordine. L’app ha uno spazio utile a segnalare a che esercita abusivamente la professione e gli enti da contattare per le tempestive denunce (ASL, NAS, Guardia di Finanza, Ordini, associazioni di consumatori).

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Solo 1 su 10 contiene principio attivo in una dose adeguata

Sono i maschi i clienti più “affezionati” delle farmacie illegali sul web. Tra i prodotti contraffatti più venduti, infatti, quasi 7 su 10 sono “pillole dell’amore”. Ma non ma mancano nella “top list” dei medicinali più imitati anche anabolizzanti e anticancro per tumori tipici dell’uomo. E’ l’allarme lanciato oggi in occasione del convegno “Contraffazione, un virus da estirpare”, promosso da Federfarma Servizi (Associazione Nazionale delle aziende di distribuzione intermedia di proprietà dei Titolari di Farmacie), in collaborazione con la Società Italiana di Urologia (Siu).
Tra i prodotti falsificati più spesso acquistati tramite vie non ufficiali, il 60-70% della merce sequestrata è un prodotto contro la disfunzione erettile. Spesso questo, osserva Vincenzo Mirone, segretario Siu, “nasce in parte dagli imbarazzi dei pazienti nel parlare al medico delle difficoltà sotto le lenzuola” o dai costi inferiori. Ma appena 1 su 10 contiene il principio attivo in dose adeguata, alcuni ne hanno il doppio e il 25% non ne contiene affatto. E i rischi sono enormi. “I prodotti acquistati sul web – aggiunge – possono contenere tracce di altri principi attivi che mettono a repentaglio la salute, come gli ipoglicemizzanti. Inoltre nell’8,5% si trovano impurità pericolose, dall’arsenico al veleno per topi, dall’acido borico alle polveri di cemento”. Inoltre, prosegue Mirone, “spesso la disfunzione erettile è il primo segnale di patologie cardiovascolari e un farmaco inadeguato, assunto nel più completo fai da te, potrebbe peggiorare le condizioni”. Altro farmaco spesso assunto degli uomini a rischio contraffazione sono gli anabolizzanti. “Questi farmaci interferiscono con l’equilibrio ormonale e possono portare a problemi come l’infertilità o perfino al decesso”. Inoltre, conclude l’esperto, “causano spesso problemi sessuali”, spingendo gli uomini a “acquistare illegalmente farmaci per contrastare la disfunzione erettile e portandoli in un circolo vizioso che può avere conseguenze gravi per la salute”.

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Cranio di Piltdow presentato come ‘anello mancante’ uomo-scimmia

Risolto uno dei più celebri ‘cold case’ scientifici: a un secolo dalla sua morte, è stato identificato il responsabile di una delle più grandi frodi scientifiche di tutti i tempi, quella del cranio di Piltdown presentato come l’anello mancante nella storia dell’evoluzione dalle scimmie all’uomo. 
 
Lo studio guidato dalla paleoantropologa Isabelle De Groote, dell’università John Moores di Liverpool, e pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science dimostra che l’autore della truffa fu il solo Charles Dawson, avvocato e appassionato di fossili, che creò il falso modificando ossa di scimmie e uomo.
 
Nel 1912 in un piccolo villaggio britannico fece scalpore il ritrovamento di resti fossili che presentavano caratteristiche ibride tra gli uomini e le scimmie, esattamente come si riteneva all’epoca dovesse essere il tanto ricercato ‘anello mancante’ della storia evolutiva umana. Sin dall’inizio alcuni ricercatori dubitarono fortemente dell’originalità del ritrovamento ma l’attenzione per il fossile fu molto grande e dovettero passare molti decenni prima di arrivare alla definitiva conclusione che il ritrovamento fosse un falso. Si trattava infatti di un cranio umano ma con mandibola e denti di un orangutan abilmente modellati in laboratorio per risultare un antico fossile.
 
Svelata la truffa rimaneva però da capire chi e quante persone, al di là di Dawson, fossero state coinvolte nella frode. Sospettati ad aver partecipato alla truffa furono in tanti, come Arthur Smith Woodward, il paleontologo che presentò al pubblico il ritrovamento, e personaggi di vario tipo tra cui anche Sir Arthur Conan Doyle, il creatore delle avventure di Sherlock Holmes. Analizzando i resti con la Tac è però emerso ora che le manipolazioni fatte sui resti sarebbero state tutte opera di una sola mano e secondo lo studio nessuno dei sospettati fu in realtà mai a conoscenza del falso, la truffa fu interamente organizzata da Dawson.