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Un corso per conoscere le demenze, la loro diffusione e le cause, le terapie possibili e quali strumenti sono previsti per la tutela del malato e dei familiari che lo assistono.
A partire dal 1° ottobre 2018, il Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) Territoriale in collaborazione con la U.O.C di Geriatria dell’ospedale SS. Trinità ed il CDCD Ospedaliero, avvieranno il nuovo CORSO PSICOEDUCAZIONALE destinato a familiari e assistenti di persone affette da Disturbi Cognitivi e Demenza.

Sede del corso, orari e referenti

Il corso avrà inizio il 1° ottobre e terminerà il 17 dicembre 2018. Il corso si articolerà in 12 incontri, con inizio alle ore 16.30, che si svolgeranno presso il Centro Diurno Integrato Alzheimer, Padiglione G, Cittadella della Salute, via Romagna n. 16 a Cagliari.
Coordinatrici e Referenti per il Corso sono la Dott.ssa Valeria Putzu e la Dott.ssa Daniela Viale.

Iscrizioni
Per l’iscrizione, ci si può rivolgere alla segreteria del “CDCD” Centro Disturbi Cognitivi e Demenze chiamando ai numeri 070 47443057/3052 dalle 12.30 alle 13.30.

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‘Appello’ nella XXIII Giornata mondiale

“Oggi – ha ricordato il Papa in un ‘appello’ al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro – ricorre la XXIII Giornata mondiale per l’Alzheimer, che ha per tema ‘Ricordati di me’. Invito tutti i presenti – ha aggiunto – a ‘ricordarsi’, con la sollecitudine di Maria e con la tenerezza di Gesù misericordioso, di quanti sono affetti da questo morbo e dei loro familiari per far sentire la nostra vicinanza. Preghiamo anche per le persone che si trovano accanto ai malati sapendo cogliere i loro bisogni, anche quelli più impercettibili, perché visti con occhi pieni di amore”.

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La ricerca italiana sferra un doppio attacco alla sclerosi laterale amiotrofica (Sla), puntando direttamente alle radici della malattia nelle sue forme sporadiche e familiari. Lo fa partecipando a due studi internazionali, pubblicati su Nature Genetics, che vedono in prima linea l’Irccs Istituto Auxologico Italiano e il Centro ‘Dino Ferrari’ dell’Università di Milano.

Il primo studio conferma il coinvolgimento del gene Nek1 nelle forme di Sla familiare: finora il suo ruolo non era stato dimostrato con certezza perché spesso non era possibile verificare il suo passaggio di generazione in generazione, dato che la Sla familiare colpisce pazienti adulti che generalmente hanno già perso i genitori. Il problema è stato superato grazie ad una innovativa tecnica di analisi che identifica i geni associati alla Sla partendo da indizi genetici non provenienti dallo stesso albero familiare. Un’ulteriore conferma del ruolo di Nek1 è arrivata dall’analisi di una popolazione indipendente di pazienti olandesi: il gene risulta responsabile del 3% dei casi di Sla, con interessamento anche delle forme sporadiche.

Il secondo studio sulla Sla sporadica dimostra invece il coinvolgimento di vecchie conoscenze, come il gene Sarm1 sul cromosoma 17, e di altre nuove, come C21orf2 sul cromosoma 21, Mobp sul cromosoma 3 e Scfd1 sul cromosoma 14. ”Il lavoro assume un particolare significato perché rappresenta il primo prodotto del progetto mondiale ‘Mine’ a cui anche l’Italia aderisce, volto al sequenziamento completo del genoma di pazienti affetti da Sla sporadica”, afferma Vincenzo Silani, neurologo dell’Istituto Auxologico. ”Il lavoro di Nature Genetics – aggiunge – trova quindi il mondo scientifico allineato in un preliminare sforzo di identificazione delle cause”.