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Giovedì 11 aprile alle 16, nell’aula magna del Palazzo centrale, l’Università di Catania conferirà la laurea magistrale Honoris Causa in “Biotecnologie Mediche” al direttore generale dell’Agenzia Europea dei Medicinali Guido Rasi, già docente di Microbiologia all’Università di Roma “Tor Vergata”.
 
Dopo gli indirizzi di saluto del rettore Francesco Basile, la lettura della motivazione da parte del prof. Filippo Drago (direttore del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche) e della laudatio da parte del presidente del corso di laurea in Biotecnologie mediche Michele Purrello, il prof. Rasi terrà la sua lectio doctoralis dal titolo “Dallo speziale all’uomo geneticamente modificato: il passato e il futuro della regolamentazione dei medicinali nell’Unione Europea”.
 
Prima di essere nominato direttore dell’EMA, il prof. Rasi ha lavorato all’Istituto di Medicina sperimentale del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 1999 ha insegnato e svolto ricerca all’Università della California, Berkeley. Nel 2005 è stato nominato direttore della ricerca all’Istituto di Neurobiologia e Medicina molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Nel 2008 è diventato professore ordinario di microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata.

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Consumo sopra la media di statine

Troppi antibiotici al Sud, un eccesso di vitamina D in tutta Italia, un consumo sopra la media di statine in un gruppo di regioni del meridione, e poi ancora dati da approfondire sui consumi di farmaci cardiovascolari.
L’Agenzia Italiana del Farmaco ha elaborato e reso disponibili per la prima volta online i Report regionali sul consumo dei farmaci nell’anno 2017.
Obiettivo principale dei rapporti è fornire ai referenti regionali uno strumento per la programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. I Report sono stati elaborati sulla base dei dati utilizzati per la stesura del Rapporto OsMed 2017: per ciascuna regione sono presentate le analisi contenute nel Rapporto nazionale, ritenute di maggior impatto.
In particolare, i Report forniscono i dati di spesa e consumo, relativi sia all’assistenza convenzionata sia all’acquisto da parte delle strutture sanitarie pubbliche, con diversi livelli di aggregazione. Inoltre, viene presentato l’elenco dei principi attivi a maggior consumo, spesa e variazione della stessa rispetto all’anno precedente.
“Le differenze che emergono, partendo dagli antibiotici, confermano un consumo diverso fra Nord e Sud, e già diversi studi – ha spiegato Francesco Trotta, coordinatore del gruppo di lavoro Osmed – fanno pensare ad una potenziale inappropriatezza.
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con i consumi maggiori”.
Per le statine, la differenza viene considerata fra gli esperti da approfondire, ma le regioni che ne consumano di più sono la Campania, la Puglia, la Sardegna e le Marche.
Infine i farmaci generici: resta più netta la propensione dei pazienti delle regioni del Nord a scegliere un farmaco a brevetto scaduto, e per questo più economico, mentre per i farmaci biosimilari (i biologici a brevetto scaduto) la situazione è più a macchia di leopardo.

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Rapporto Aifa, -15% in un anno,crescono quelli per malattie rare

Diminuisce del 15% in un anno e di circa il 40% in 10 anni il numero delle sperimentazioni di medicinali avviate in Italia. Nel 2017 sono state 564, mentre erano 660 nel 2016 e ben 880 nel 2008. E’ quanto emerge dal 17/mo Rapporto Nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), da cui però emerge che nel 2017 “nonostante il calo, la percentuale delle sperimentazioni condotte in Italia rispetto al resto d’Europa resta stabile e pari a circa il 18%” rispetto al 20% dell’anno precedente. La diminuzione, chiariscono gli esperti “potrebbe essere dovuta in parte a una contrazione delle sperimentazioni globali o europee”, che in alcuni casi sono multicentriche e includono anche il nostro Paese. Inoltre il dato potrebbe riflettere “l’uso sempre più diffuso di trial ‘complessi’, che racchiudono in una singola application due o anche più trial, che in passato sarebbero stati presentati come individuali”.
Complessivamente, circa la metà delle sperimentazioni condotte in Italia riguarda farmaci contro il cancro. Ma a crescere sono soprattutto i trial per farmaci per la cura di malattie rare, che rappresentano un quarto del totale, il 25,5% (24,8% nel 2016). Anche le sperimentazioni no profit continuano ad aumentare in percentuale, arrivando nel 2017 a quota 26,4%.
Nel rapporto, infine, sono presentati i dati relativi alle domande di partecipazione al Bando Aifa per la Ricerca Indipendente, che nel 2017 hanno visto un forte aumento: sono state 428 rispetto alle 343 del 2016.

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Si è costituito il 1° Agosto, presso l’ufficio di Gabinetto del ministero della Salute, il Tavolo tecnico di lavoro sui farmaci e i dispositivi medici. Suoi compiti saranno: verificare gli atti e i provvedimenti che disciplinano la governance farmaceutica, rilevarne le principali criticità ed elaborare soluzioni anche di carattere normativo, indicare proposte innovative sia per i farmaci che per i dispositivi medici. Il Tavolo è composto da rappresentanti di Aifa (Agenzia italiana del farmaco), del ministero dell’Economia e delle Finanze, del ministero dello Sviluppo economico, dal coordinatore tecnico della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dal coordinatore del tavolo tecnico sulla farmaceutica delle stessa Conferenza. Fanno parte del Tavolo, inoltre, quattro esperti individuati dal ministro: il professor Silvio Garattini, l’architetto Giovanni Bissoni, la dottoressa Luciana Ballini, il dottor Giuseppe Traversa.

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In aumento in tutta Italia le segnalazioni di carenze di farmaci. Lo rileva Federfarma, la federazione dei titolari di farmacia. Una delle situazioni più pesanti riguarda il Veneto. “La situazione è drammatica – ha affermato Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona e componente del Consiglio di Presidenza – su tutto il territorio nazionale. Sono 4 anni che segnaliamo all’Aifa, attraverso le Regioni, questa situazione senza vedere nessun miglioramento. In questo momento – aggiunge Bacchini – sappiamo che i Nas stanno controllando le farmacie per vedere se fanno le segnalazioni e mi risulta che sono stati fatti verbali per delle mancanze”. Sul sito dell’Aifa è presente l’elenco delle carenze, un documento di circa 80 pagine con 1500 farmaci, anche se spesso sono presenti più formulazioni per lo stesso principio attivo. ne fanno parte diversi vaccini, da quello per il meningococco B all’antitetanico, ma anche antibiotici, alcune statine e altri principi attivi molto diffusi. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, segnala ancora Federfarma, gli Ordini di Trieste, Gorizia e Udine hanno segnalato la scarsità di rifornimenti, e in Sardegna, infine, nei giorni scorsi c’è stata una emergenza su alcuni farmaci salvavita nata da problemi burocratici.

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Un trial clinico dimostra gli effetti rapidi di una sola dose. La sostanza è chiamata ‘ayahuasca’, ed è un infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche

Una sostanza allucinogena sembra avere effetti antidepressivi importanti su pazienti con depressione resistente ai farmaci.
Lo rivela una sperimentazione clinica condotta da Draulio de Araujo dell’università del Rio Grande de Norto in Brasile, allestita ‘in doppio cieco’ (due gruppi di pazienti scelti a caso cui viene dato il trattamento o una sostanza placebo senza che né i ricercatori né i pazienti sappiano chi prende la sostanza e chi il placebo).
La sostanza è chiamata ‘ayahuasca’, ed è un infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche. Poichè già precedenti studi clinici (ma non in doppio cieco) avevano suggerito gli effetti antidepressivi della ayahuasca (che significa liana degli spiriti), gli esperti hanno deciso di condurre una sperimentazione con una dose di ayahuasca confrontata con placebo in doppio cieco.
Hanno coinvolto 29 pazienti depressi che non traevano giovamento alcuno dalle terapie standard (o, come si dice, resistenti ai farmaci) e misurato gli effetti della ayahuasca confrontandola con placebo.
Gli esperti hanno misurato con scale ad hoc il grado del disturbo depressivo di ciascun paziente prima e dopo il trattamento (dopo uno, due e 7 giorni dalla dose).
E’ emersa una risposta significativa alla sostanza allucinogena già dopo il primo giorno dalla dose.
”Per quanto ne sappiamo – scrivono i ricercatori nel loro lavoro – questo è il primo trial a testare gli effetti di sostanze allucinogene sulla depressione resistente ai farmaci.
Inoltre questo studio porta nuove prove della sicurezza e del valore terapeutico della ayahuasca, nei dosaggi appropriati, contro la depressione”.

Fonte:www.ansa.it

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Un vademecum per la sicurezza quando la temperatura sale troppo

Le malattie e piccoli disturbi, si sa, non vanno in vacanza, e, qualunque sia la meta del relax estivo, in valigia non possono mancare i farmaci prescritti dal nostro medico, che assumiamo abitualmente come, ad esempio, i medicinali per la pressione alta, il diabete o la pillola anticoncezionale e quelli senza obbligo di ricetta, di automedicazione che portiamo con noi per affrontare fastidi di salute che possono rovinarci le vacanze, come disturbi gastro-intestinali, mal di testa, scottature ed eritemi.
Affinché anche i farmaci siano protetti dai rischi dei nostri viaggi, bisogna però tenere a mente che vanno trasportati e conservati nel modo corretto evitando gli eccessi di temperatura che potrebbero avere su di essi effetti non trascurabili. Questi i consigli che arrivano da ASSOSALUTE (l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione).
1 – Leggere sempre attentamente le modalità di conservazione indicate dai foglietti illustrativi: se non ci sono indicazioni precise, è bene conservare i farmaci in un luogo fresco e asciutto a una temperatura non superiore ai 25°, evitando sempre l’esposizione diretta a fonti di calore. Inoltre, alcuni medicinali, ad esempio l’insulina, prevedono una conservazione in frigorifero; in caso di trasporto è quindi bene usare un contenitore termico, in quanto agenti atmosferici come eccessiva luce e sbalzi di temperatura possono deteriorare il medicinale.
Quando la temperatura di conservazione è indicata, non rispettarla potrebbe rendere il prodotto inefficace e a volte dannoso per la salute.
2 – Evitare forti sbalzi di temperatura: se si affronta un lungo viaggio in auto, non lasciare i farmaci nel bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente e preferire piuttosto trasportarli nell’abitacolo condizionato, se possibile in una borsa non esposta direttamente al sole. Anche le temperature troppo basse possono essere dannose: per questo, se si viaggia in aereo è sempre meglio tenere la valigetta dei farmaci nel bagaglio a mano e non nella stiva, dove la temperatura scende anche di molti gradi sotto lo zero.
3 – Attenzione all’umidità: meglio evitare di conservare i farmaci in stanze troppo umide, come può essere un bagno non ben areato, per non far alterare capsule, compresse e cerotti medicati. In particolare, prodotti come strisce per test diagnostici – specie quelle utilizzate per verificare la glicemia, per la gravidanza o l’ovulazione – potrebbero danneggiarsi in quanto estremamente sensibili all’umidità.
4 – Preferire formulazioni solide: rispetto a quelle liquide contenenti acqua, sono meno sensibili alle alte temperature. Se il farmaco in questione è disponibile in diverse formulazioni è bene, se possibile e se non ci sono controindicazioni, scegliere quella in capsule o compresse.
5 – Occhio all’aspetto: se il medicinale che si utilizza abitualmente appare diverso nell’aspetto o presenta dei difetti, prima di assumerlo è bene consultare il medico o chiedere consiglio a un farmacista. Se il medicinale risulta alterato nel colore, nell’odore o nella consistenza, è probabile che vi sia stata un’alterazione.
6 – Non confondere le confezioni: si dovrebbe evitare di inserire farmaci diversi in una sola confezione per risparmiare spazio in valigia, poiché la confezione dei farmaci aiuta a renderli sempre riconoscibili, oltre a riportare dati essenziali quali la data di scadenza e contenere il foglietto illustrativo.
Una buona abitudine è quella di non trasportare diverse pillole sfuse nello stesso contenitore, in quanto potrebbero contaminarsi a vicenda.
7 – Attenzione agli spray: in caso se ne faccia uso, utilizzare contenitori termici per la loro conservazione. È bene evitare temperature elevate e la diretta esposizione al sole. Infatti, oltre a essere liquidi e più sensibili al calore, le confezioni di metallo in cui sono contenuti si surriscaldano facilmente. Se si portano spray in spiaggia, andrebbero tenuti in una borsa all’ombra e in luogo areato.

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Un numero verde per informare dal primo luglio

Sono circa 150mila gli over 75, piu’ esattamente il 15% dei pazienti anziani che fanno piu’ di una terapia, in trattamento per diabete, ipertensione e iperlipidimia, e a causa dei farmaci doppioni che hanno lo stesso principio attivo sono a rischio di sovradosaggio. Ed e’ proprio il sovradosaggio a causare un ricovero su dieci.
La SICGE (la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica) per questo ha promosso un Numero Verde, l’ 800894140, attivo dal primo luglio, per fornire informazioni e assistenza su farmaci e terapie ai cittadini, e lancia in partnership con FederAnziani la SICGe Community (http://community.sicge.it ), un servizio di informazione e supporto per cittadini e classe medica polska-ed.com.
”Siamo di fronte ad un’emergenza molto seria – dichiara Alessandro Boccanelli, Presidente SICGe – in Italia, gli ultra65enni sono oltre il 21% della popolazione totale, e sono destinati a superare il 33% entro 20 anni. La duplicazione terapeutica, con casi frequenti di assunzione di farmaci della stessa classe, nasce da problemi di comunicazione tra medico e paziente e tra più medici che seguono lo stesso paziente”. Per questo, SICGe ha lanciato un Numero Verde dedicato agli over65, l’800894140. ”È solo uno dei servizi offerti dalla SICGe Community, il primo progetto nazionale realizzato in partnership con Federanziani dedicato alle patologie cardiovascolari nell’età avanzata” spiega Niccolò Marchionni, Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare di Careggi-Firenze.

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Solo 1 su 10 contiene principio attivo in una dose adeguata

Sono i maschi i clienti più “affezionati” delle farmacie illegali sul web. Tra i prodotti contraffatti più venduti, infatti, quasi 7 su 10 sono “pillole dell’amore”. Ma non ma mancano nella “top list” dei medicinali più imitati anche anabolizzanti e anticancro per tumori tipici dell’uomo. E’ l’allarme lanciato oggi in occasione del convegno “Contraffazione, un virus da estirpare”, promosso da Federfarma Servizi (Associazione Nazionale delle aziende di distribuzione intermedia di proprietà dei Titolari di Farmacie), in collaborazione con la Società Italiana di Urologia (Siu).
Tra i prodotti falsificati più spesso acquistati tramite vie non ufficiali, il 60-70% della merce sequestrata è un prodotto contro la disfunzione erettile. Spesso questo, osserva Vincenzo Mirone, segretario Siu, “nasce in parte dagli imbarazzi dei pazienti nel parlare al medico delle difficoltà sotto le lenzuola” o dai costi inferiori. Ma appena 1 su 10 contiene il principio attivo in dose adeguata, alcuni ne hanno il doppio e il 25% non ne contiene affatto. E i rischi sono enormi. “I prodotti acquistati sul web – aggiunge – possono contenere tracce di altri principi attivi che mettono a repentaglio la salute, come gli ipoglicemizzanti. Inoltre nell’8,5% si trovano impurità pericolose, dall’arsenico al veleno per topi, dall’acido borico alle polveri di cemento”. Inoltre, prosegue Mirone, “spesso la disfunzione erettile è il primo segnale di patologie cardiovascolari e un farmaco inadeguato, assunto nel più completo fai da te, potrebbe peggiorare le condizioni”. Altro farmaco spesso assunto degli uomini a rischio contraffazione sono gli anabolizzanti. “Questi farmaci interferiscono con l’equilibrio ormonale e possono portare a problemi come l’infertilità o perfino al decesso”. Inoltre, conclude l’esperto, “causano spesso problemi sessuali”, spingendo gli uomini a “acquistare illegalmente farmaci per contrastare la disfunzione erettile e portandoli in un circolo vizioso che può avere conseguenze gravi per la salute”.