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Concluso l’esame degli emendamenti al decreto vaccini, l’Aula del Senato tornerà a riunirsi domani per il voto conclusivo del provvedimento

Con 198 sì e 48 no l’Aula del Senato ha approvato l’emendamento al decreto vaccini che prevede la possibilità di prenotarli nelle farmacie. A presentarlo, nella sua prima versione che prevedeva la somministrazione dei vaccini nelle farmacie con personale medico e infermieristico, era stato il senatore di FI Andrea Mandelli, che è anche presidente dell’ Ordine dei farmacisti. Poi, anche in seguito a problemi di copertura che ne erano nati, era stato fatto proprio e riformulato dalla relatrice Patrizia Manassero (PD) che prevede solo la possibilità di prenotarli in farmacia.
L’emendamento Mandelli-Manassero approvato dall’Aula del Senato prevede: “In via sperimentale e al fine di agevolare gli adempimenti vaccinali relativi all’anno scolastico 2017/2018 la prenotazione delle vaccinazioni di cui all’articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, può avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP)”.
Concluso l’esame degli emendamenti al decreto vaccini, l’Aula del Senato tornerà a riunirsi domani alle 9. L’Assemblea ha infatti accolto la richiesta del vicepresidente di Palazzo Madama Roberto Calderoli di rinviare a domani le dichiarazioni di voto e il voto conclusivo del provvedimento. E si comincerà mezz’ora prima del previsto per consentire ai parlamentari di seguire la cerimonia del Ventaglio prevista per domani alle 11.30.

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ROMA – Va modificata la norma che consente ai farmacisti di ottenere un’autorizzazione regionale per esportare in altri Paesi i medicinali e ci vuole un prezzo unico europeo”. Lo sostiene il presidente di Federfarma, la Federazione nazionale dei titolari di farmacia privata, Annarosa Racca secondo cui “non possiamo permettere che in questo Paese manchino i farmaci per i malati italiani perché vanno all’estero.
Racca si dichiara contraria alle attività di esportazione parallela “che però fa capo ai farmacisti, non alle farmacie, tengo a precisarlo. I medicinali vengono esportati per la differenza di prezzo: nell’Europa del Sud costano meno rispetto all’Europa centrale e del Nord. Non difendo quindi i titolari di farmacia che fanno questo, so che sono pochissimi, ma non è tollerabile perché poi è la farmacia ad avere problemi. Però bisogna evidenziare che i maggiori esportatori paralleli sono i distributori intermedi, che hanno uffici e voci di fatturato dedicati. A me risulta che i farmacisti esportatori siano 200-300, come verificabile anche su internet dove vengono pubblicati nomi e cognomi di chi ottiene la licenza. Avevamo iniziato a fare un lavoro con le Regioni affinché diano le autorizzazioni solo a chi è veramente grossista e proposto – prosegue – la soluzione di adottare un prezzo unico europeo dei farmaci. Spesso sono da sola a dirlo, ma sarebbe il caso di fare questa scelta – conclude Racca – visto che siamo in un’Europa unita”.