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Consigli ‘estivi’ per migliorare le possibilità di successo

Buona idratazione, corretta protezione dal sole, uniti a dieta equilibrata e a una moderata attività sportiva. Sono i consigli per affrontare l’estate e arrivare al meglio della forma fisica e mentale alla ripresa o all’inizio un nuovo trattamento di riproduzione assistita. A ricordarlo sono gli esperti dell’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI), che però forniscono anche regole utili a chi un trattamento di riproduzione assistita lo sta facendo.
    Oltre alle raccomandazioni già citate, in questo caso, in primis, è bene evitare situazioni che possano causare un aumento della temperatura del corpo o provocare disidratazione, come esercizio intenso, sauna, esposizione al sole.
Regola numero due: non bere bevande alcoliche o non assumere farmaci senza aver prima consultato il proprio medico. Infine non fare esercizi che prevedano molto movimento, come salti, aerobica, ginnastica. La possibilità di praticare sport durante un trattamento di Riproduzione Assistita – sottolinea l’Ivi – solleva molti dubbi. Durante la stimolazione ovarica ormonale prima di un trattamento, specialmente nel caso di fecondazione in vitro, le ovaie possono essere infiammate e potrebbero dare luogo ad alcune complicazioni. Se il livello di attività fisica è intenso, è possibile che si abbiano dolori addominali, oltre al rischio di torsione ovarica. “E’ importante specificare con lo specialista il tipo di esercizio adeguato durante questo periodo. Tuttavia – afferma Antonio Pellicer, codirettore della rivista Fertility and Sterility e presidente IVI – il nuoto a livelli moderati è lo sport da preferire, perché ha il minor impatto sul corpo”.

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Con Livelli assistenza garantite pure protesi ad alta tecnologia

Fecondazione assistita eterologa ed omologa, nuovi vaccini, screening alla nascita, esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi. Ed ancora: trattamenti per la celiachia e per ulteriori malattie rare. Queste alcune tra le nuove prestazioni che dovranno essere garantite su tutto il territorio italiano secondo quanto previsto dai nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea), ovvero le cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o pagando un ticket. Nei Lea aggiornati entra anche il trattamento dell’AUTISMO: il documento recepisce infatti integralmente la legge 134 del 2015, che prevede diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, integrazione nella vita sociale e sostegno per le famiglie. I nuovi Lea introducono importanti novità anche in relazione alle MALATTIE RARE: si assegna un codice che dà diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa a 110 nuove malattie rare, tra cui miastenia grave e sclerosi sistemica progressiva. Viene rivisto anche l’elenco delle MALATTIE CRONICHE e invalidanti, con l’introduzione di 6 patologie che saranno esenti da ticket, tra cui Broncopneumopatia ostruttiva, sindrome da talidomide, rene policistico, endometriosi moderata e grave (per cui le donne colpite avranno diritto in esenzione ad alcune prestazioni specialistiche di controllo. Stimate 300 esenzioni). Inoltre, alcune malattie già esenti come malattie rare vengono spostate tra quelle croniche, come la celiachia (confermata la concessione di alimenti per celiaci) e la Sindrome di Down.
Molto si investe in prevenzione, con il recepimento del nuovo Piano Vaccinale che introduce NUOVI VACCINI, come l’anti Pneumococco, l’anti Meningococco e l’anti Varicella. Si estende inoltre il vaccino anti Papillomavirus anche agli adolescenti maschi. Previsti poi SCREENING alla nascita per individuare con anticipo eventuale sordità e cataratta congenita, così come una quarantina di malattie metaboliche ereditarie.
Il testo aggiorna pure il NOMENCLATORE DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, fermo al 1996, introducendo, ad esempio, le prestazioni per la procreazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa, finora erogate solo in regime di ricovero ospedaliero. Si prevedono inoltre le prestazioni di genetica e terapie innovative come l’adroterapia per la cura dei tumori o la radioterapia stereotassica.
Attesissimo anche l’aggiornamento del NOMENCLATORE PROTESICO fermo al 1999, che vede introdurre, negli elenchi dei dispositivi, ausili informatici e di comunicazione (come i comunicatori oculari e le tastiere adattate), come quelli per i malati di Sla, ma anche apparecchi acustici digitali e carrozzine a tecnologia avanzata. Introdotte pure i sensori di comando e controllo per ambienti, relativi ad esempio al telesoccorso. Ed ancora: saranno forniti dal Servizio sanitario nazionale attrezzature per disabili come barelle adattate per la doccia, scooter a 4 ruote, sollevatori, carrelli servoscala per ambienti interni, ma pure arti artificiali di ultima generazione, sistemi di riconoscimento vocale, sistemi di puntamento con lo sguardo. Per far spazio alle nuove prestazioni, alcune di quelle precedentemente previste sono state escluse poichè obsolete.
Nei nuovi Lea sono previsti anche i trattamenti contro la LUDOPATIA e la TERAPIA DEL DOLORE.

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Via libera a livelli assistenza, arrivano anche protesi hi-tech

Fecondazione assistita eterologa ed omologa, nuovi vaccini, screening alla nascita, esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi. Ed ancora: trattamenti per la celiachia e per ulteriori malattie rare. Queste alcune tra le nuove prestazioni che dovranno essere garantite su tutto il territorio italiano secondo quanto previsto dai nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea) – ovvero le cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o pagando un ticket – che oggi hanno avuto il via libera dalla commissione Affari sociali della Camera e dalla commissione Sanità del Senato, che hanno espresso parere positivo sulla bozza di decreto della presidenza del Consiglio sull’aggiornamento dei Lea, che dovrebbero diventare operativi entro fine anno o nei primi giorni del prossimo anno. 
   
Nei Lea aggiornati entra anche il trattamento dell’AUTISMO: il documento recepisce infatti integralmente la legge 134 del 2015, che prevede diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, integrazione nella vita sociale e sostegno per le famiglie. I nuovi Lea, che non si aggiornavano da 15 anni, vanno incontro ai malati rari, assegnando un codice che da’ diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa a 118 PATOLOGIE RARE precedentemente escluse dalla lista, tra cui miastenia grave e sclerosi sistemica progressiva. Viene rivisto anche l’elenco delle MALATTIE CRONICHE e invalidanti, con l’introduzione di 6 patologie esenti da ticket, tra cui Broncopneumopatia ostruttiva, sindrome da talidomide, rene policistico. La celiachia passa invece dall’elenco delle malattie rare a quelle croniche.
   
Molto si investe poi in prevenzione con il recepimento del nuovo Piano Vaccinale che introduce NUOVI VACCINI, come l’anti Pneumococco, l’anti Meningococco e l’anti Varicella, ed estende quello per il Papillomavirus anche agli adolescenti maschi.
    Previsti inoltre SCREENING alla nascita per individuare con anticipo eventuale sordita’ e cataratta congenita cosi’ come una quarantina di malattie metaboliche ereditarie.
   
Il testo aggiorna pure il NOMENCLATORE DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, fermo al 1996, introducendo, ad esempio, le prestazioni per la procreazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa, finora erogate in regime di ricovero ospedaliero. Si prevedono inoltre le prestazioni di genetica e l’anestesia epidurale.
   
Attesissimo anche l’aggiornamento del NOMENCLATORE PROTESICO fermo al 1999, che vede introdurre, negli elenchi dei dispositivi, ausili informatici e di comunicazione, come quelli per i malati di Sla, ma anche apparecchi acustici digitali e carrozzine a tecnologia avanzata. Per far spazio alle nuove prestazioni, alcune di quelle precedentemente previste sono state escluse poiche’ obsolete.
   
Nei nuovi Lea sono previsti anche i trattamenti contro la LUDOPATIA, le cure per l’ENDOMETRIOSI, l’ADROTERAPIA per la cura dei tumori e la TERAPIA DEL DOLORE.

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Implicazioni per fecondazione assistita e cura tumori

Embrioni di topo sono stati messi in ‘standby’, bloccandone sviluppo a uno stadio molto precoce e per oltre un mese, prima di farlo ripartire. La tecnica che ha permesso di farlo promette di avere conseguenze importanti per medicina rigenerativa, invecchiamento, fecondazione artificiale e tumori. Pubblicato su Nature, l’esperimento si deve al gruppo coordinato da Aydan Bulut-Karslioglu, dell’università della California a San Francisco.



Una scoperta importante


I ricercatori sono riusciti a mettere in pausa gli embrioni di topo bloccando con un farmaco l’attività di un gene coinvolto nella crescita delle cellule che si chiama mTOR. ”E’ una scoperta molto importante, considerando il ruolo cruciale che ha questo gene nell’invecchiamento ma anche nello sviluppo dei tumori”, ha osservato il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’università di Roma Tor Vergata. ”Si apre – ha aggiunto – uno scenario nuovo e interessante in tantissimi campi, perché potrebbe permettere di mettere in pausa embrioni e cellule staminali, e forse anche organi, evitandone il congelamento”. Quest’ultima tecnica ha infatti ancora delle incognite per i danni che può provocare alle cellule.


Un futuro aiuto per la lotta ai tumori 


Secondo gli autori la ricerca potrebbe avere un grande impatto nella riproduzione assistita  come nella lotta ai tumori. I composti che bloccano il gene mTOR sono infatti già allo studio per il trattamento di alcune forme di tumore.  Lo studio ha dimostrato, inoltre, che è possibile mettere in standby anche le cellule staminali embrionali di topo, con implicazioni importanti nella fabbricazione di tessuti o organi in provetta per la medicina rigenerativa.

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Censis, accesso Pma difficile o precluso a chi ha meno risorse

Sempre più mature anagraficamente, istruite e occupate stabilmente. Sono le coppie che ricorrono alla Procreazione medicalmente assistita (Pma): aumenta infatti l’età media sia dell’uomo (dai 37,7 anni del 2008 ai 39,8 anni del 2016) che della donna (da 35,3 a 36,7 anni), e per entrambi i partner si rileva un livello di istruzione più elevato e una condizione professionale più ‘sicura’. L’identikit emerge dalla ricerca ‘Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma’, presentata oggi e realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa a otto anni di distanza dalla prima ricerca sul tema.



L’indagine è stata realizzata su un campione di 361 coppie seguite da 23 centri per il trattamento dell’infertilità nelle diverse aree del paese. Tra i mutamenti più significativi nel profilo delle coppie che si sottopongono alla Pma, dunque, è proprio l’avanzare dell’età. Si allunga anche il tempo che intercorre tra i primi dubbi e la scelta di rivolgersi al medico (10,9 mesi contro i 9,2 mesi del 2008). Guardando all’intero percorso, dal primo contatto con il medico al ricorso al primo centro di Pma trascorre poco più di un anno (12,7 mesi), un percorso ancora più lungo per le coppie meno istruite (19,2 mesi). Solo al 55% delle coppie è stata però riconosciuta una condizione clinica come causa specifica dell’infertilità (circa 9 punti percentuali in meno rispetto alla precedente indagine).



”Le coppie attualmente impegnate in un percorso di Pma cominciano sempre più tardi a cercare una gravidanza, il che impatta sulle possibilità di successo delle tecniche: la percentuale di gravidanze sulle coppie trattate è attestata infatti intorno al 22%”, ha sottolineato Ketty Vaccaro, responsabile Area Welfare e Salute del Censis. Inoltre, ”sono coppie privilegiate sotto il profilo sociale ed economico, il che fa supporre che l’accesso al percorso sia difficile, se non precluso, a chi ha meno risorse e livelli di istruzione più bassi. Per queste ultime coppie – ha concluso – il percorso di Pma appare più lungo e complesso ed è comunque fortemente differenziato a livello territoriale”.

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Il divieto di utilizzare gli embrioni per la ricerca scientifica, contenuto nella legge 40/2004, non viola il diritto alla vita. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani con una sentenza definitiva.

I giudici di Strasburgo hanno stabilito che l’articolo 13 della legge 40/2004, che vieta la sperimentazione sugli embrioni, non viola il diritto al rispetto della vita privata di Adelina Parrillo. La Corte ha riconosciuto all’Italia un ampio margine di manovra su una questione così delicata su cui non esiste consenso a livello europeo.

I giudici affermano giustificano la sentenza ritenendo di non poter accertare la volontà del compagno della Parrillo, morto a Nassiriya, di donare gli embrioni alla scienza.

Gli stessi giudici hanno ritenuto che il diritto alla proprietà invocato dalla Parrillo “non può applicarsi a questo caso, dato che gli embrioni umani non possono essere ridotti a una proprietà come definita dall’articolo 1 protocollo 1 della convenzione europea dei diritti umani