News del giorno

Commenti da amici aumentano benessere psicologico

Facebook rende felici? Sì, se si ricevono tanti commenti o messaggi personali di amici.

 Una ricerca condotta presso la Carnegie Mellow University mostra che le interazioni personali sul social network danno benessere e appagamento al pari di altre esperienze importanti quali il matrimonio o la nascita di un figlio.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Computer-Mediated Communication. Gli esperti hanno stimato che la chiave della felicità e del benessere psicologico ‘via facebook’ è rappresentata dal ricevere circa 60 messaggi o commenti da amici intimi nell’arco di un mese.

L’uso di Facebook e l’impatto che può avere a livello psicologico è stato più volte oggetto di indagine scientifica, con esiti non sempre positivi per il social, spesso accusato di avere un impatto negativo su autostima, o sulla percezione del proprio aspetto fisico, nonché di essere una ‘piattaforma’ che stimola l’utente a fare sfibranti confronti con altre persone e con le loro vite.

In questa ricerca, invece, il social viene riabilitato. Gli esperti hanno esaminato lo stato di benessere e appagamento per la propria vita di quasi 2000 utenti FB di 91 paesi. Hanno osservato il tipo di scambi che ciascuno aveva con gli amici virtuali. E’ emerso che coloro che si dicevano globalmente più felici e presentavano un più elevato stato di benessere psicologico erano quelli che ‘collezionavano’ più messaggi e post personalizzati da parte di amici stretti. Non si tratta di ricevere lunghe lettere da un amico, basta anche una riga purché il commento sia scritto appositamente per noi e non sia un a frase “senz’anima” pigramente copiata da qualche parte sulla rete o inoltrata da un altro amico.

Medical News

Nonostante acciacchi e declino cognitivo

La vita forse comincia davvero dopo i 40 anni. Aumentano probabilmente gli acciacchi, ma ci si sente più felici e meno stressati. Le età ‘critiche’ , quelle più stressanti della nostra vita, sono infatti tra i 20 e i 30 anni, poi mano a mano che si entra nella mezza età, ogni anno o decade che si aggiunge significa maggiore felicità. E’ quanto emerge da uno studio della University of California San Diego School of Medicine, pubblicato su Journal of ClinicalPsychiatry.

Per lo studio sono state esaminate la salute fisica, le funzione cognitive e altri indici di misura della salute mentale e del benessere in 1.546 uomini e donne. L’età era compresa tra i 21 e i 100 anni e i partecipanti sono stati scelti in maniera casuale.

Dai risultati e’ emerso che le persone più anziane avevano punteggi relativamente alla salute mentale significativamente più alti rispetto ai partecipanti più giovani, si sentivano più felici, soddisfatti e meno stressati nonostante le funzioni fisiche e cognitive risultassero globalmente peggiori.

Una delle ipotesi avanzate dagli studiosi e’ che aumentando la saggezza con l’età, le persone anziane tendono ad essere più abili a ‘regolarsi’ e quindi essere più stabili emotivamente e a orientarsi nel complesso processo decisionale sociale.

News del giorno

In Italia sono oltre 7 mln, studio ne svela il profilo

Non tristi e soli, alla disperata ricerca di un’anima gemella. Le persone single sono invece più aperte alle esperienze di quelle che hanno scelto la vita di coppia, hanno un maggiore senso di autodeterminazione e sono più propense ad una maggiore crescita e sviluppo psicologico. A rivelarlo è la ricerca ‘Quello che nessuno ti ha mai detto sui single’, presentata al 124/esimo convegno annuale della American Psychological Association che si è appena chiuso a Denver, negli Stati Uniti.

I single – in Italia secondo dati Censis del 2011 sono oltre 7 milioni – sono ancora ‘vittime’ di stereotipi secolari che i ricercatori dell’Università della California-Santa Barbara hanno deciso di smontare. Hanno pertanto preso in esame, per una revisione della letteratura scientifica in materia, 814 studi precedenti. Dal confronto è emerso che i single tendono a dare più valore al proprio lavoro e sono anche più in contatto con i genitori, fratelli, amici, vicini e colleghi di lavoro. Inoltre hanno un senso di auto-determinazione più marcato e sono più propensi a sperimentare un senso di continua crescita e sviluppo come persona. Un altro studio citato mostra che sono meno inclini a sperimentare emozioni negative rispetto a persone sposate. Quanto agli studi che sostengono come sposarsi renda le persone più felici, sane e meno isolate, non sembrerebbero “metodologicamente in grado di dimostrare tali affermazioni”, secondo i ricercatori. In sintesi la ricerca lancia un messaggio: ‘non c’è un progetto di vita più di successo rispetto a un altro’. “Ciò che conta è se siamo in grado o meno di trovare luoghi, spazi e persone che si adattano chi siamo veramente”, conclude Bella DePaulo, autrice principale del lavoro.