Medical News

Il sistema dell’emergenza urgenza territoriale sia su gomma che in volo notturno ha permesso di salvare un paziente in gravi condizioni per un evento traumatico avvenuto sui Lidi ferraresi

Ferrara, il sistema dell’emergenza urgenza territoriale sia su gomma che in volo notturno ha permesso di salvare un paziente in gravi condizioni per un evento traumatico avvenuto sui Lidi ferraresi.
Il giorno 26 settembre scorso alle ore 21.02 circa la Centrale Operativa di Area Omogenea di Bologna ha ricevuto una chiamata proveniente da un lido ferrarese. In meno di 15 minuti arrivavano suol posto in codice rosso l’auto medica e l’ambulanza partita dell’Ospedale del Delta e veniva allertato l’elicottero di base a Bologna. Gli immediati soccorsi permettevano la valutazione delle condizioni del paziente e la stabilizzazione delle funzioni vitali e rendevano possibile il trasporto in sicurezza, assistito da medico ed infermiere soccorritore, verso la piazzola dell’elisoccorso dell’Ospedale del Delta attrezzata anche per il volo notturno. Alle 21.58 il paziente è stato trasferito a bordo dell’elicottero il quale alle 22.34 arrivava all’Ospedale Maggiore di Bologna e immediatamente il paziente poteva essere ricoverato presso il reparto di Medicina D’Urgenza.
La grande e precisa integrazione fra i vari mezzi d’ emergenza permette di realizzare interventi tempestivi ed efficaci. La competenza del personale in servizio permette la stabilizzazione delle funzioni vitali del paziente prima di procedere al trasporto, sia esso in ambulanza che in elicottero.
Il progetto della regione Emilia-Romagna di identificare un gran numero di sedi idonee all’atterraggio notturno dell’elicottero di cui è stata data ampia diffusione nei mesi scorsi va certamente nella direzione di rendere ancora più efficiente ed efficace questo sistema salvavita per le persone.
Si rammenta che per la provincia di Ferrara sono state identificate, insieme ai comuni, fino a 15 sedi.

Medical News

I bandi scadono alle ore 12 del 9 agosto 2018; le domande vanno presentate online

Tecnico di laboratorio biomedico, fisioterapista, ostetrica e operatore socio-sanitario. Sono queste le professioni sanitarie per le quali sono stati indetti quattro bandi di concorso per le Aziende Sanitarie di Bologna, Imola e Ferrara per complessivi 23 posti di lavoro.
I posti a concorso sono sei per i tecnici di laboratorio biomedico, altrettanti per fisioterapisti e OSS; cinque per le ostetriche.
I bandi sono disponibili nella pagina “Bandi correnti” della sezione “Concorsi” del sito . Le domande vanno presentate online.

Medical News

Un raggio di luce potrebbe aiutare a contrastare l’epilessia. Si tratta di una nuova tecnologia presentata a Ferrara nel convegno organizzato dalla Federazione italiana epilessie (Fie) e dedicato ai progetti di ricerca europei in questo campo.

Si tratta di proiettare un fascio di luce irradiato da fibre ottiche impiantante nel cervello. L’emissione riesce a ‘spegnere’ i neuroni responsabili delle crisi di epilessia.

”Si tratta di una terapia ‘intelligente’, perchè lo spegnimento indotto dalla luce è un fenomeno che si può indirizzare solo ai neuroni responsabili delle crisi”, commenta Merab Kokaia, dell’università svedese di Lund, che coordina il progetto di ricerca europeo Epitarget. Avviato nel 2013, il progetto ha l’obiettivo di identificare anche nell’uomo nuovi biomarcatori della malattia e studiare i meccanismi di base di come si generano le crisi epilettiche.

Utilizzando la terapia genica, i ricercatori hanno inserito nelle membrane dei neuroni una proteina sensibile alla luce chiamata rodopsina e derivata da un batterio. Grazie ad essa diventa possibile modificare il comportamento delle cellule nervose. Per esempio, quando i neuroni vengono irradiati con luce giallo-arancio l’attività elettrica dei neuroni si ‘spegne’. Per ottenere questo risultato, i ricercatori stanno sperimentando microscopiche fibre ottiche impiantate nel cervello.

In questo modo è possibile interrompere una crisi epilettica, bloccando lo stato di ipereccitazione elettrica tipico dell’attacco. I dati finora ottenuti riguardano però solo modelli sperimentali realizzati in laboratorio, e prima di passare agli studi sull’uomo saranno necessarie ulteriori verifiche e studi sulla tecnica.