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Avvicinare le ragazze e i ragazzi a temi di rilevanza medica e sociale utilizzando il loro linguaggio e intercettando i canali sui quali quotidianamente si informano ed interagiscono, ossia la rete e i social media: sono i presupposti su cui si basa la campagna di comunicazione #ideefertili promossa da Sifes – Società Italiana di Fertilità e Sterilità, per sensibilizzare i più giovani sulle tematiche afferenti alla salute riproduttiva, all’infertilità e alla sterilità. Esce oggi il primo dei tre video animati che vedono come protagonisti Giulia e Luca, alle prese con le problematiche della crescita, dal lavoro all’indipendenza alle relazioni affettive e sessuali, interpretate con sguardo ironico e ritmo vivace. La voce fuori campo interagisce con i due cartoons passando in rassegna alcune delle principali malattie sessualmente trasmissibili che, se non correttamente affrontate con la giusta prevenzione, possono portare all’infertilità catalunyafarm.com. Ecco allora che il preservativo diventa un mezzo efficace non solo per evitare gravidanze indesiderata, ma anche per proteggere nel modo più corretto la propria salute riproduttiva, qualora in futuro si desideri diventare genitori. Il video si chiude con il claim che accompagna tutta la campagna di comunicazione: “Qualunque sia la tua idea di futuro, scegli di scegliere”, un messaggio scevro da qualsiasi giudizio, moralismo o costrizione sociale, che vuole porsi come strumento di consapevolezza per i più giovani, al fine di vivere al meglio la propria sessualità attraverso la corretta conoscenza. Il video verrà trasmesso sui canali social di #ideefertili, da YouTube a Instagram a Facebook, che in questi mesi dal lancio della campagna a inizio giugno hanno visto aumentare in modo costante le interazioni e gli engagement: moltissime le domande rivolte dagli utenti, a dimostrazione di un gap di informazione evidente. D’altra parte la stessa indagine “I giovani e la fertilità”, condotta da Sifes a inizio 2017 su un campione di ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni, aveva rilevato una certa confusione ed approssimazione circa le tematiche afferenti a fertilità e sterilità, figlia di un’informazione reperita soprattutto dalla rete, in assenza di altre fonti – dalla famiglia alla scuola – che si mostrano più deboli se non assenti. Di qui la scelta di Sifes di approcciare i più giovani attraverso gli strumenti con i quali hanno una maggior familiarità, raggiungendoli nei luoghi di aggregazione sia virtuali che reali (non ultima la partecipazione lo scorso 9 settembre al Beautiful Festival di Bologna, dedicato alla Generazione Z e ai suoi idoli), e coinvolgendo direttamente alcuni degli influencers più seguiti: i Soldi Spicci, duo comico palermitano da oltre un milione di followers su YouTube, ha realizzato un video per Sifes dal titolo “Sesso a 20 vs sesso a 30 anni” che ha realizzato in due settimane circa tre milioni di visualizzazioni. Gli altri due video animati saranno lanciati sui social Sifes nelle prossime settimane, continuando a fornire un’informazione divertente, leggera ma scientificamente corretta e tentando di accendere l’attenzione su tematiche di importante rilevanza sociale come il trend negativo dei tassi di fertilità nel nostro paese e in Occidente, puntando sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione fin dalla giovane e giovanissima età. “Come Società Scientifica – spiega il Presidente Borini – sentiamo il dovere di impegnarci nella divulgazione di contenuti corretti, attraverso un’informazione senza pregiudizi né costrizioni sociali, per consentire a tutti di esercitare la propria libertà di scelta nel futuro. Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità. Affrontare queste tematiche fa parte del processo di conoscenza e rispetto di se stessi, per vivere pienamente la propria sessualità”.

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Esperti avvertono,non affidabili,rischio gravidanze indesiderate

Le app per smartphone e computer, pensate per aiutare la fertilita’ e dire alle coppie quali sono i giorni giusti per concepire, vengono usate da molte donne invece come contraccettivo. Il che aumenta il rischio di gravidanze non programmate, perche’ queste app non sono affidabili come anti-concezionale. L’avvertimento arriva da uno studio della Georgetown university, che ha passato in rassegna circa 100 di queste app della fertilita’, con cui si data il periodo mestruale, la temperatura basale e altri fattori che influiscono sulla fertilita’.
L’analisi, come segnala il quotidiano inglese The Independent, ha dimostrato che molte non sono sufficienti ad evitare una gravidanza. Su 100, solo 6 sono risultate accurate e prive di falsi negativi. ”L’efficacia dei metodi basati sul sapere di essere fertili – avverte Marguerite Duane, coordinatrice dello studio – dipendono dall’osservazione della donna, la registrazione di biomarcatori di fertilita’ e linee guida basate su prove. Le app sono un modo conveniente per tracciare i biomarcatori della fertilita’, ma solo alcune seguono linee guida basate su evidenze scientifiche”. Tra le app riviste, 30 prevedono i giorni in cui si e’ fertili e 10 no, mentre solo 6 hanno avuto il punteggio massimo per accuratezza e mancanza di falsi negativi (cioe’ giorni fertili classificati come infertili). ”La popolarita’ delle app da smartphone e’ in aumento – continua – perche’ sempre piu’ donne sono interessate ad usare metodi naturali per programmare una gravidanza. Quando si impara a riconoscere i propri segnali di fertilita’, raccomandiamo alle donne prima di farsi spiegare bene il tutto da un esperto, e poi di utilizzare un’app che abbia ricevuto un punteggio dal 4 in su come accuratezza nel nostro studio”.

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Dagli andrologi la dieta per chi vuole diventare papa’

Un caffè a colazione, una tazzina dopo pranzo, un’altra pausa-espresso a metà pomeriggio: un “vizio” che non è dannoso per chi vuole diventare papà, perché il caffè è stato “scagionato” dagli ultimi studi e tre tazzine al giorno sono non solo una dose sicura per la fertilità, ma addirittura un aiuto naturale come mostrano dati discussi dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) in occasione del loro Congresso Nazionale, durante il simposio ‘Cucina, Salute & Benessere”. “La caffeina è un inibitore aspecifico delle fosfodiesterasi che aumenta la concentrazione del GMP ciclico ‘messaggero’ del segnale di vasodilatazione e di rilassamento del tessuto erettile. Ciò comporta la riduzione fino a un terzo del rischio di disfunzione erettile in chi consuma fino a tre tazzine rispetto a chi non beve caffè o ne beve una quantità superiore.
La caffeina va così ad aggiungersi alle sostanze che favoriscono il benessere sessuale, molte delle quali sono contenute nei cibi della tradizione italiana: la dieta mediterranea aumenta infatti dal 72 al 95% la quota di spermatozoi sani e di elevata qualità, stando ad uno studio italiano discusso durante il congresso, dichiara Alessandro Palmieri, presidente SIA e Professore all’Università Federico II di Napoli.
Ma oltre a seguire una dieta sana, serve puntare sull’esercizio fisico perchè la sedentarietà è una minaccia per la salute sessuale maschile “Una regolare attività fisica migliora la qualità dello sperma e dell’erezione ma un esercizio costante spesso prevede un impegno di tempo poco compatibile con la vita quotidiana, così abbiamo pensato di utilizzare una semplice app, scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone per aiutare gli uomini a monitorare la quantità di moto giornaliera attraverso la conta dei passi” spiega Andrea Salonia, ideatore della pasSIApp, consigliere SIA e Professore Associato di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano L’obiettivo era quello di superare la soglia dei 10.000 passi al giorno. Ebbene, il test della disfunzione erettile eseguito prima e dopo l’incremento dell’attività motoria ha mostrato che dopo tre mesi uno su due è riuscito a muoversi di più e a migliorare la propria disfunzione erettile, il 16% è tornato addirittura a un’erezione normale. Tutto questo semplicemente camminando ogni giorno per circa mille passi in più, per arrivare ai 10.000 raccomandati: questo conferma che il movimento quotidiano regolare ha un grande potenziale sul benessere sessuale maschile”.

Questo nello specifico l’elenco dei cibi per chi vuole diventare papà.
Agrumi: contengono vitamina C, antiossidante, e vitamina A per aumentare la motilità degli spermatozoi.
Pomodori: contengono licopene, che migliora la motilità degli spermatozoi.
Ortaggi a foglia verde: utili per i contenuti di vitamina C e A e di acido folico, importante per produrre spermatozoi sani.
Carote: contengono beta-carotene protettivo per lo sperma.
Fagioli: utili per l’acido folico e lo zinco, che aiutano a dare spermatozoi sani e a ridurne la tendenza all’agglutinazione.
Uova: contengono zinco che impedisce agli spermatozoi di agglutinarsi.
Pesce: per i contenuti di acidi grassi omega-3, che migliorano la qualità del seme.
Frutta secca: apporta zinco in quantità, ma anche il coenzima Q10, antiossidante molto efficiente.
Olio extravergine d’oliva: contiene antiossidanti che migliorano la qualità degli spermatozoi. Cibi no: carni conservate, formaggi grassi e latte non scremato, bevande zuccherate, alcol, dolci.

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Si fa a casa con smartphone, risultati immediati

Sviluppato un test fai da te per gli uomini, da fare in casa, per verificare la qualità dello sperma e la fertilità, semplicemente usando uno smartphone. E’ l’idea resa nota sulla rivista Science Translational Medicine e realizzata presso l’Harvard Medical School e Massachusetts General Hospital di Boston. 

Oggi gli uomini per esaminare la loro fertilità devono far analizzare lo sperma recandosi in ospedale o in centri specializzati e fornendo un campione, cosa che può risultare scomoda e molto imbarazzante. Peraltro i tempi di attesa della risposta non sono brevissimi. Un test semplice da fare in casa e con risultati immediati risolverebbe i problemi del caso. Ciò è tanto più importante se si considera che ci sono 45 milioni di coppie nel mondo con problemi di fertilità e si stima che nel 40% di questi il ‘problema’ sia maschile. Il nuovo test, che si basa sull’uso di materiali semplici per un costo totale di nemmeno 5 dollari, consiste in un apparecchio portatile che misura la concentrazione e la motilità degli spermatozoi in pochi secondi sfruttando il processore e la macchinetta fotografica dello smartphone. 

L’uomo non deve far altro che raccogliere un campione di sperma in un apposito contenitore e poi l’apparecchio collegato al suo smartphone fa tutto il resto. Gli esperti lo hanno testato su 350 campioni e poi ne hanno dimostrato la semplicità di utilizzo e di lettura dei risultati coinvolgendo dieci volontari che non hanno ricevuto alcuna istruzione in merito, ma si sono limitati a usarlo e leggere da soli correttamente i risultati dell’analisi di 100 campioni.

Il test può quindi essere utile per le coppie che tentano di concepire e anche come uno strumento diagnostico low cost da usare in paesi in via di sviluppo con carenti infrastrutture sanitarie.

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Trovato un nuovo difetto negli ovociti

Scoperta una nuova possibile spiegazione del perchè, col passare degli anni, le donne smettono di essere fertili: qualcosa va ‘storto’ nella ‘coreografia’ della divisione delle cellule, che inizia a diventare più disordinata, causando errori nella spartizione dei cromosomi. Lo hanno visto, nelle femmine di topo anziane, i ricercatori dell’università canadese di Montreal, che per la prima volta hanno osservato questo difetto negli ovociti. Lo studio, guidato da Greg FitzHarris, è pubblicato sulla rivista Current Biology.

Le donne, e le femmine nei mammiferi, nascono con un numero fisso di ovociti, che rimangono dormienti nelle ovaie fino all’inizio del ciclo mestruale. Intorno ai 35 anni la fertilità femminile cala in modo significativo. Una delle principali cause note dell’infertilità femminile è un difetto che porta gli ovociti a produrre un numero anomalo di cromosomi (aneuploidia) e considerato la principale ragione del perchè le donne più anziane hanno difficoltà a rimanere incinte. 

Finora si pensava che gli ovociti avessero questo difetto perchè la ‘colla’ che tiene uniti i cromosomi iniziasse a lavorare male. ”Il nostro risultato non contraddice questa ipotesi, ma mostra l’esistenza di un altro problema: un difetto nei microtubuli”, aggiunge FitzHarris. I microtubuli sono dei minuscoli cilindri che si organizzano per formare un fuso. Questa complessa macchina biologica raccoglie insieme i cromosomi e li ‘smista’ al momento della divisione cellulare, in un processo noto come separazione dei cromosomi. 

”I microtubuli che guidano la separazione dei cromosomi iniziano a comportarsi in modo anomalo negli ovuli più vecchi. Invece di assemblarsi in modo simmetrico, vanno in tutte le direzioni”, conclude. 

Questi movimenti alterati contribuiscono agli errori nella separazione dei cromosomi, e rappresentano una nuova spiegazione per l’infertilità legata all’età. Nei topi, circa il 50% degli ovociti delle femmine anziane ha fusi che funzionano in modo caotico, ma il difetto che è presente anche negli uomini.

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Apre a nuove tecniche di diagnosi e cura

Ripristinato l’interruttore della fertilità maschile che ‘accende’ la nuova vita nell’ovulo durante la fecondazione: si tratta della proteina Plc-zeta contenuta negli spermatozoi, le cui mutazioni possono causare sterilità. I ricercatori delle Università del Qatar e di Cardiff sono riusciti per la prima volta a riattivarne la funzione, iniettandone una dose extra direttamente nell’ovulo fecondato: il risultato, pubblicato sulla rivista Biochemical Journal, potrebbe aprire nuove prospettive per la diagnosi e la cura di alcuni tipi di infertilità nell’uomo in cui la proteina è carente o mutata.



Verso nuove tecniche di diagnosi e cura


”Dovremmo iniziare a considerare l’utilizzo in ambito clinico di una proteina Plc-zeta ricombinante per ripristinare l’attivazione dell’ovulo che fallisce in questi casi”, afferma Tony Lai dell’Università di Cardiff. ”Crediamo che questa ricerca potrà dare speranza a molte coppie nel prossimo futuro: il nostro obiettivo è aiutarle a mettere su famiglia”.



Una scoperta importante


L’importanza della scoperta è sottolineata anche Michael Berridge, biochimico e fisiologo dell’Università di Cambridge, che spiega: ”una nuova vita comincia quando lo spermatozoo si fonde con l’ovulo e vi inietta un enzima”, la proteina Plc-zeta appunto, ”che scatena delle oscillazioni della concentrazione di calcio, con picchi che si susseguono ogni due minuti nell’arco di due ore attivando lo sviluppo dell’ovulo. L’esatta natura di questo enzima è stata a volte messa in dubbio”, mentre questo nuovo studio è riuscito per la prima volta ”a mostrare che una mutazione dell’enzima, identificata in uomini sterili, impedisce di attivare la cascata di segnali del calcio che avvia lo sviluppo. Questa – precisa Berridge – è la prova definitiva che l’enzima è il responsabile dell’inizio di una nuova vita”. 
I ricercatori intendono ora verificare se nell’ovulo ci siano recettori ancora sconosciuti in grado di legare Plc-zeta e quindi potenzialmente coinvolti nella mancata fecondazione: questa scoperta ”potrebbe portare a identificare la causa di casi di infertilità femminile ancora inspiegati”, conclude Michail Nomikos, coordinatore del gruppo di ricerca presso l’Università del Qatar.

News del giorno

Affrontati temi della sostenibilità, sanità italiana e fertilità

Nuova campagna per la fertilità con attenzione anche al maschile. Ne ha parlato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, oggi a Roma nel convegno ‘I tre pilastri della stabilità: Impresa, famiglia, casa’, organizzato da Area Popolare per esporre una serie di proposte, che con i gruppi parlamentari di Camera e Senato e i suoi ministri, intende portare nella Legge di Stabilità per il rilancio del paese.

Lorenzin ha annunciato il lancio di nuova campagna sulla fertilità, “fra pochi giorni”. “Ma per per il momento – ha aggiunto – non ne parliamo”. “Non dobbiamo confondere natalità con fertilità”, ha detto, perché “le politiche della natalità si fanno su una coorte di popolazione fertile, se la coorte di popolazione non è fertile non si possono fare queste politiche”.

“Il 15% della popolazione maschile ha problemi di fertilità, che raggiunge dei picchi su alcune fasce di età” e “la prevenzione è fondamentale, anche per gli uomini”. “Anche su questo che ci concentreremo”.

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A causa dei contaminanti presenti nell’ambiente

Negli ultimi 30 anni la fertilità dei cani maschi è in costante declino a causa dei contaminanti presenti nell’ambiente: lo indica una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports e coordinata da Richard Lea, dell’università britannica di Nottingham. 
”E’ la prima volta – ha detto Lea – che un calo della fertilità maschile di queste proporzioni è riportato nei cani e crediamo che questo sia dovuto ai contaminanti ambientali, alcuni dei quali identificati negli alimenti per cani, nello sperma e nei testicoli degli animali stessi”.
Inoltre, secondo il ricercatore, il calo della fertilità individuata nei cani solleva anche il dubbio che il declino della fertilità maschile osservata negli ultimi 70 anni anche nell’uomo potrebbe avere la stessa origine, ossia potrebbe essere collegata all’ambiente. 
Anche se sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare un collegamento tra contaminanti ambientali e calo della fertilità nei cani maschi, ”questi animali – ha osservato il ricercatore – potrebbero effettivamente essere una sentinella per l’uomo perché condividono lo stesso ambiente, mostrano la stessa gamma di malattie, molte con la stessa frequenza, e rispondono in modo simile alle terapie”. 
Lo studio ha analizzato nel corso di 26 anni campioni di seme prelevati da cani di un allevamento in Gran Bretagna e appartenenti a cinque razze: il Labrador, il Golden retriever, il Retriever a pelo riccio, il Border collie e il pastore tedesco. Il campione studiato ogni anno era compreso tra un minimo di 42 animali e un massimo di 97. Tra il 1988 e il 1998, la motilità degli spermatozoi degli animali esaminati è diminuita del 2,5 per cento l’anno. Dopo 4 anni di pausa, la raccolta e l’analisi dei campioni è ricominciata nel 2002 e da quell’anno fino al 2014 la motilità degli spermatozoi è diminuita ulteriormente fino ad arrivare a un tasso del 1,2% annuo.

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Metà adolescenti ha almeno un problema, sinergia con pediatri

Eseguire i controlli, prestare attenzione all’abuso di alcool, droghe, fumo e doping sportivo, curare l’alimentazione e l’attività fisica, evitare l’eccesso di calore a livello dello scroto (anche un pc sulle gambe provoca un aumento della temperatura, preferire intimo di cotone ed evitare pantaloni con il cavallo stretto), limitare l’esposizione agli inquinanti.



Ecco le 5 raccomandazioni degli andrologi ai genitori per salvaguardare la fertilità dei figli. Circa la metà degli adolescenti ha almeno un problema andrologico, una realtà allarmante che può sfociare in infertilità maschile e che nelle ultime due decadi ha raggiunto valori preoccupanti. Basti pensare che il 40% dei casi di sterilità maschile sono causati dal varicocele. Oggi in Italia circa 250-300mila coppie devono far i conti con l’infertilità e nella metà dei casi dipende proprio dall’uomo. “Per questo parte un progetto di prevenzione andrologica nell’età evolutiva, che coinvolgerà anche i pediatri italiani” annuncia Giorgio Franco, Presidente Sia (Società italiana di andrologia). Sarà presentato al Congresso Sia, a Stresa dal 28 al 31 maggio.



”I pediatri di famiglia italiani dovranno inserire nei bilanci di salute anche la situazione andrologica, che verrà monitorata tramite la compilazione a età prestabilite di una scheda andrologica”, spiega Matteo Sulpasso, ideatore dell’iniziativa. Nel corso del Congresso sarà presentato anche un progetto pilota, partito nel Lazio su 600 ragazzi tra 15 ed i 19 anni. In circa 6 su 10 è stata riscontrata una o più patologie andrologiche. Eppure un programma di prevenzione potrebbe non solo contrastare l’infertilità ma anche portare un risparmio di 76milioni entro il 2025.