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Al palo legge fine vita,slitta al 2017 ddl responsabilità medica

Il 2016 è cominciato con l’entrata in vigore del contestato decreto taglia-esami e si è chiuso con la firma dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. Ha visto l’approvazione di leggi importanti, come il Dopo di Noi, ma anche tante altre ancora al palo, come quella sul fine vita.
TAGLIA ESAMI: Il 20 gennaio entra in vigore il decreto ‘taglia-esami’, ovvero la stretta su 200 prestazioni di cui spesso si tende ad ‘abusare’. Dopo molte polemiche, a luglio viene superato e le sanzioni lasciano il posto a senso della responsabilità.
RESPONSABILITA’ MEDICA: Il 28 gennaio la Camera da il via libera al ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Il testo depenalizza l’atto medico e introduce assicurazione obbligatoria di professionisti e strutture. Atteso da un decennio, sarà approvato definitivamente dal Senato ne 2017.
DOPO DI NOI: Il 14 giugno diventa la realtà la legge sul Dopo di noi, sull’assistenza a favore delle persone con disabilità quando i genitori non ci saranno più. Prevede più case famiglia e meno istituti, maggior peso alla volontà della persona disabile, detrazioni fiscali e uno stanziamento di 270 milioni in tre anni.
ADDIO A MAX: Il 20 luglio l’addio a Max Fanelli, malato di Sla che invano aveva chiesto l’eutanasia. Sarebbero almeno un centinaio ogni anno, secondo l’associazione Coscioni, gli italiani ‘costretti ad andare all’estero a morire’.
LEGGE SCREENING: Il 4 agosto, diventa legge l’estensione degli screening neonatali a tutte le Regioni. Una quarantina di esami potranno essere effettuati alla nascita attraverso un unico prelievo di sangue per individuare malattie metaboliche ereditarie che, se curate per tempo, possono consentire una vita normale.
FERTILITY DAY: A fine agosto esplode la polemica per il Fertility Day. Le locandine scelte per promuovere la giornata del 22 settembre scatenano le ire degli italiani sui social. A chiedere le dimissioni del ministro Lorenzin è anche lo scrittore Roberto Saviano.
CESSATO ALLARME ZIKA: Dopo un’estate trascorsa all’insegna della paura per la zazara Zika, il 18 novembre, l’Organizzazione mondiale della sanità dichiara che l’epidemia non è più una “emergenza di sanità internazionale”. In Italia sono stati registrati circa 60 casi importati e nessun contagio autoctono.
EPATITE C: Il 19 ottobre, cambio vertice Aifa. Nel ruolo di direttore arriva Mario Melazzini, che succede a Luca Pani. A Melazzini, già presidente, il compito di ricontrattare i prezzi dei farmaci innovativi contro l’epatite C. A fine 2016 intanto sono 63.602 i trattamenti avviati.
VACCINI: Il 23 novembre la regione Emilia Romagna approva una legge che prevede l’obbligo vaccinale per i bimbi che si iscrivono al nido. Accolta con entusiasmo dal mondo della scienza e della politica, trova molte regioni pronte a seguirne l’esempio. Ma il Codacons la ritiene “incostituzionale” e avvia una class action.
FARMACI INNOVATIVI: Con l’approvazione della Legge bilancio 2017 viene confermato, dopo mesi di battaglie, il Fondo Sanitario a 113 miliardi per il 2017. Tra le tante novità, tra cui un fondo di 500 milioni annui vincolato ai farmaci innovativi per l’Epatite c e altri 500 mln per gli oncologici innovativi.
LORENZIN TER: Il 12 dicembre viene presentato il nuovo Governo Gentiloni. Tra le conferme, quella di Beatrice Lorenzin al Ministero della Salute. Per lei, è il terzo mandato. Era stata nominata da Enrico Letta nel 2013 e confermata nel 2014 da Renzi.
CALANO ABORTI: La nuova relazione al Parlamento sull’aborto evidenzia un calo di quasi il 10% annuo rispetto al 2015, in buona parte merito, sottolinea il Ministero della Salute , del maggiore utilizzo di pillola contraccettiva dei 5 giorni dopo.
BIOTESTAMENTO: Il 20 dicembre ricorrono i 10 anni dal giorno in cui il medico Mario Riccio staccò il respiratore di Piergiorgio Welby. L’Italia ancora non ha una legge sul fine vita e il testo in discussione alla Camera rischia di non essere approvato per tempo. Ma il 3 novembre il Tribunale ha autorizzato a staccare i macchinari che tenevano in vita Walter Piludu.
NUOVE CURE IN ARRIVO: Il 21 dicembre Lorenzin firma nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, attesi da 15 anni. Il testo prevede, su tutto il territorio italiano, cure gratuite per fecondazione assistita, endometriosi, autismo e un centinaio di nuove malattie rare, oltre a nuovi vaccini.

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Revocato l’incarico al direttore della comunicazione. Polemica anche perchè le foto, accusate di razzismo, era state usate in altre occasione

E’ di nuovo bufera sul Fertility day, questa volta per un presunto messaggio razzista nella copertina di uno degli otto opuscoli della campagna di promozione. In quello dedicato agli stili di vita si vedono due aree con due immagini diverse: per le buoni abitudini da promuovere campeggiamo immagini di ragazzi bianchi e sorridenti. Nella seconda sui ”cattivi compagni” compare invece l’immagine di alcuni ragazzi di colore e con capigliatura rasta. Molte le reazioni sui social da Twitter a Facebook.
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ”ha dato mandato ai propri Uffici di accertare perché l’immagine visionata e vidimata dal Gabinetto non corrisponda esattamente a quella apparsa sul sito”. Lo ha reso noto il ministero dopo le accuse di razzismo rivolte al Ministero della salute per una immagine contenuta in uno degli opuscoli della nuova campagna del Fertility Day. Ritirato l’opuscolo e aperta anche una indagine interna. Revocato infine l’incarico al direttore generale per la comunicazione del ministero. 

Tanti gli utenti che su Twitter commentano la nuova immagine, dopo le polemiche delle scorse settimane sulla prima campagna cancellata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. ”E’ uno scherzo, i buoni usi dei bianchi e i cattivi dei neri, ma se e’ vero chi fa le campagne per il Fertility Day”. ”Un nuovo imbarazzante capitolo” commenta un altro utente, e ancora ”buoni#bianchi, cattivi#neri”.
”Il razzismo e’ negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione”, replica il ministero della Salute
 Le immagini stock contestate sono state per altro utilizzate in altre occasioni: per una campagna Usa contro la droga e, quella con i giovani sorridenti, per una stuttura denstistica.    
 Mentana, è Norimberga della pubblicità regresso – “Qualcuno ha deciso di sabotare il ministero della salute. La contrapposizione tra coppie da spot del dentifricio (a colori) e nero con drogate (virati seppia) per contrapporre gli stili di vita è da tribunale di Norimberga della pubblicità regresso”. A scriverlo su Facebook il giornalista Enrico Mentana, commentando un opuscolo del Fertility Day. 
Saviano,comunicazione non più sessista ma razzista  – “Parliamo di stili di vita. Il Ministero della Salute invita a frequentare giovani ariani (ragazzi biondissimi, sullo sfondo l’azzurro del mare) e ad abbandonare le cattive compagnie (ragazzi neri, capelli afro che fumano da bong). Ma chi sono i consulenti della comunicazione della ministra Lorenzin? I creativi che immaginano di poter proporre simili campagne? Dopo la débâcle del Fertility Day, la ministra ci riprova con una comunicazione razzista (e non più sessista): nero uguale cattivo e biondo uguale buono. Siamo ancora a questo?”Così su Facebook lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, che aveva criticato anche la prima campagna del Fertility Day.
 Alla Camera mozione censura Sinistra Italiana – Sinistra Italiana, si apprende da fonti parlamentari, ha presentato una mozione di censura sul Fertility Day, che cadrà nella giornata di domani. Nella mozione, che definisce l’iniziativa del ministro Beatrice Lorenzin una “campagna di comunicazione aggressiva e ricattatoria”, si impegna il governo a prendere nettamente le distanze dalle scelte e dalle decisioni assunte dal titolare del ministero della Salute, con atti concreti e immediati riconsiderando nel merito e nel metodo le proposte e le iniziative prese sul Fertility Day, si apprende dalle stesse fonti.

News del giorno

Ministro spiega, campagna è low cost, Toscani ci aiuti gratis

La campagna del Ministero della Salute sul Fertility Day cambiera’: dopo una valanga di critiche, compresa quella del premier Renzi, arriva la decisione del ministro Beatrice Lorenzin di modificare l’iniziativa che aveva difeso per oltre 24 ore, da quando il web si era incendiato dopo un post di Roberto Saviano contro gli slogan che secondo le critiche ‘insultano le donne’. Una sollevazione che aveva coinvolto trasversalmente la politica, con la richiesta di dimissioni, fra gli altri, dal Vice Presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord. Una decisione che la stessa Lorenzin definisce ”non un passo indietro ma un passo avanti”. La campagna sul Fertility day ”non e’ piaciuta? Ne facciamo una nuova”, scrive su Twitter.
 
”Il Fertility Day e’ piu’ di due cartoline, e’ prevenzione, e’ la salute degli italiani”. Il ministro aveva spiegato a lungo che l’unico scopo era informare sui problemi di salute che possono compromettere la fertilita’ ma le scelte degli slogan erano state bocciate senza appello. L’accusa e’ stata voler fare una campagna per la natalita’, cioe’ contro le culle vuote, piaga che nel nostro paese nessuno nega. La percezione di chi era insorto sul web era stata quella di una iniziativa che stigmatizzava chi non ha figli. Il risultato non era piaciuto neanche a Matteo Renzi che aveva ammesso di non sapere niente della campagna del Ministero che il giorno prima aveva ricevuto cosi’ tante critiche: ”non l’avevo vista, avevo problemi più importanti da seguire”. E ha aggiunto: ”Certo non conosco nemmeno un amico che fa un figlio perché ha visto un cartellone, se vuoi creare una società che scommette sul futuro devi creare le condizioni strutturali, gli asili nido, i servizi, creare lavoro. Nei paesi dove si fanno figli non credo che sia per effetto di una campagna”.
 
Inizialmente il ministro aveva replicato convinta che la campagna doveva andare avanti, pur annunciando che sarebbe stata migliorata. Con lei, a favore della campagna, si e’ schierato un coro di medici e societa’ scientifiche per le quali, invece l’informazione era necessaria. Le due cartoline incriminate, quelle piu’ prese di mira dagli oppositori, sono quella dove si vede una donna con il pancione e una clessidra in mano ed un’altra con la scritta ‘datti una mossa’. In entrambe il richiamo al tempo che passa. Un messaggio che turba e che ora sara’ rivisto integralmente. La bocciatura era arrivata anche da un maestro della pubblicita’ come Oliviero Toscani che aveva detto senza mezzi termini: ”e’ tutto sbagliato”. Alle molte critiche, soprattutto politiche, Lorenzin ha risposto dicendo che le scelte sulla natalita’ ”sono intersettoriali e fanno parte di una visione da statista del Paese, però – ha specificato – io faccio il Ministro della Salute e mi occupo di questi temi, il resto lo facciano il Presidente del Consiglio e gli altri ministri”.
 
La campagna per il Fertility Day che ora sara’ rivista costa in tutto 28 mila euro per sei eventi. ”Le nostre sono campagne a basso costo, se Toscani vuole siamo felici di accogliere il suo aiuto gratuitamente per fare meglio. Siamo certi che ci aiutera’ a trasformare questa campagna in qualche cosa di cui si parlera’ per un anno e non solo tre giorni. Lo aspetto”. A favore dell’iniziativa era arrivata la dichiarazione del compagno di partito e di governo, Angelino Alfano per il quale la campagna ”era condivisibile nel merito. E ha anche centrato l’obiettivo: tutti ne parlano ed è diventata elemento di dibattito. Missione compiuta”.

News del giorno

Lorenzin, e’ prevenzione non diciamo di fare piu’ figli

C’è anche quello dello scrittore Roberto Saviano tra i migliaia di tweet che stanno criticando il ‘Fertility Day’, l’iniziativa del ministero della Salute per informare le donne sui problemi legati alla fertilità. L’hashtag è ormai top trend su Facebook, con molti commenti negativi soprattutto di donne.

”Il #fertilityday è un insulto a tutti – scrive lo scrittore, che fa anche una disamina molto critica dei manifesti pubblicati dal ministero -, a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno”.

Due le critiche principali alla campagna, che ha slogan come ‘Sbrigati, non aspettare la cicogna’ o ‘La fertilità è un bene comune’. Da una parte si afferma che il problema principale che ostacola la maternità è di tipo economico, dall’altra si accusano gli slogan di colpevolizzare le donne che, per volontà o per altri problemi, non hanno fatto figli, una retorica che richiama secondo alcuni quella fascista. “In un Paese con il tasso di disoccupazione come quello italiano, dove chi ha talento, ambizioni e speranze emigra – scrive ad esempio Saviano – dove chi non ha la solidità economica di un famiglia che possa garantire studi e accesso alla professione, lascia il Paese, sembra una presa in giro”. 
“Lo slogan del Fertility Day e’ ‘conoscere per essere libere di scegliere’, non e’ nostra intenzione fare una campagna per la natalita’ ma fare prevenzione perche’ l’infertilita’ e’ una questione di Salute Pubblica”: il ministro della Salute Beatrice Lorenzin risponde cosi’ alle critiche venute dal web sulla campagna che partira’ nei prossimi giorni in occasione del primo Fertility Day il 22 settembre, che ha ricevuto, fra l’altro, un duro attacco da Roberto Saviano. ”E’ un problema in crescita che riguarda sia gli uomini che le donne. Abbiamo istituito – spiega all’ANSA – un ampio tavolo di lavoro dove erano presenti esperti medici di molte specialita’, dai ginecologi agli andrologi, endocrinologi e pediatri, psicologi e ancora sociologi ed economisti. E’ stata individuata la necessita’ di informare le persone perche’ e’ emerso che spesso manca la consapevolezza dei tempi della fertilita’, che varia a seconda delle eta'”.
“L’obiettivo di questo giorno della fertilità e di tutta questa attività sulla fertilità dopo il tavolo consultivo è teso semplicemente a dare la corretta informazione ai cittadini. Punto”. E’ stupita della reazione del web Eleonora Porcu, esperta di fecondazione assistita, dell’università di Bologna e a capo del tavolo del ministero che si e’ occupato di elaborare il Piano del Ministro.
”Lo dico come operatore con 30 anni di lavoro – sottolinea Porcu – ho visto il dolore delle persone che a un certo punto cercano un figlio e non possono averlo, e spesso perchè non erano a conoscenza del funzionamento del proprio apparato riproduttivo. Se non si conosce questo problema, se non si sa ad esempio che al crescere dell’età cala la fertilità negli uomini e ancora di più nelle donne , se non si sa che le malattie sessualmente trasmissibili possono minare i nostri organi riproduttivi spesso silenziosamente (come la clamidia), se non conosciamo questo profilo fisiologico della specie umana che ha intrinsecamente una bassa fertilità e soprattutto nella parte femminile, ci esponiamo ad un dolore immenso, il dolore della sterilità, del non riuscire ad avere bambini quando li si cerca, e non si riescono ad avere, il dolore è enorme”.