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La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) accoglie con soddisfazione la decisione del Ministero della Salute e del Ministero dello Sport di eliminare l’obbligo del certificato medico per la pratica dell’attività sportiva in età prescolare: “Le istituzioni competenti hanno accolto una nostra proposta avanzata nel 2015 – afferma Paolo Biasci, Presidente FIMP -. Questa decisione potrà favorire l’attività fisica dei bambini fin dai primissimi anni di vita e aiutare a contrastare così la pericolosa tendenza alla sedentarietà”. Si tratta, infatti, sottolinea Biasci, “di uno stile di vita scorretto ancora troppo diffuso tra gli italiani d’ogni fascia d’età. Attualmente il 53% dei giovani d’età compresa tra i 3 e i 5 anni e il 22% di quelli tra i 6 e i 10 anni non praticano alcuna forma di attività fisica. Il nostro auspicio è che, anche grazie al recente provvedimento, si possano ulteriormente promuovere stili di vita sani tra tutta la popolazione residente nel nostro Paese”. La norma infatti, rilevano i pediatri Fimp, “oltre che ridurre le spese delle famiglie, ha anche il pregio di sburocratizzare l’accesso alle attività sportive e di evitare così sprechi all’intero Sistema Sanitario Nazionale per accertamenti medici superflui”.

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Il 12% degli adolescenti è tabagista, 1 su 5 vive in casa con adulti fumatori

Il pediatra per smettere di fumare.
E’ l’idea di varie società scientifiche (Fimp, Simri e Aipo), che si sono ‘alleate’ per migliorare la preparazione dei medici che devono convincere giovani e genitori a smettere per sempre con le sigarette. In Italia, infatti, un bimbo su 5 cresce in una casa in cui gli adulti fumano regolarmente e il 12% degli adolescenti è già tabagista.
Convincere i genitori di bambini con malattie respiratorie a smettere per sempre di fumare e, al tempo stesso, aiutare gli adolescenti a buttare via il pacchetto di sigarette prima che sia troppo tardi. Si tratta di due interventi di prevenzione strettamente correlati. In Italia infatti, ricordano gli esperti, un bambino su cinque cresce in una casa in cui è consentito fumare e questo aumenta il rischio di acquisire uno stato di dipendenza da grandi ma anche di sviluppare precocemente una malattia fumo correlata. Il pediatra può però svolgere un ruolo educativo importante. Per questo motivo, al fine di fornire una corretta preparazione ai professionisti, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la Società di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) danno il via a un progetto educazionale dal titolo “Il pediatria come facilitatore di smoking cessation”. Dopo il primo corso che si è svolto a Salerno, le attività formative si sposteranno a Roma, Torino e Firenze.
Obiettivo dei corsi, condotti con modalità interattiva, è quello di fornire strumenti adeguati ad affinare le competenze del pediatra per stimolare, orientare e gestire il problema del tabagismo nei genitori (comprese le donne in gravidanza) e nei più giovani. “Vogliamo porre le basi di una rete che metta in relazione gli interventi di primo livello messi in atto dal pediatra con quelli di secondo livello effettuati nei centri antifumo pneumologici – afferma Renato Cutrera, presidente Simri -. Il fumo, sia attivo che passivo, è infatti uno dei principali fattori di rischio per le malattie respiratorie infantili come l’asma”.
Gli interventi non sono però rivolti solo ai pazienti ma soprattutto ai cittadini non sintomatici ancora giovani per orientarli nell’ottica di una strategia di prevenzione dei danni da fumo di tabacco. Il “12% degli adolescenti italiani fuma regolarmente, aggiunge Giampietro Chiamenti, presidente FIMP – e otto tabagisti su dieci hanno iniziato a fumare prima di aver compiuto 20 anni. Stiamo dunque parlando di un comportamento estremamente pericoloso e che interessa anche i giovani. Il pediatra può e deve fare di più per educare sia i ragazzi che i genitori. Con questa iniziativa itinerante vogliamo migliorare la preparazione degli specialisti su un tema di salute pubblica sempre più importante”. “E’ la prima volta – afferma Paola Martucci dell’AIPO – che due Società Scientifiche di Medicina Respiratoria, una dell’età pediatrica e l’altra dell’età adulta, si incontrano su un tema condiviso di prevenzione delle malattie respiratorie. I tempi sono maturi perché si attuino azioni sinergiche per la lotta contro il fumo, condividendo percorsi diagnostico e terapeutici comuni adattati alle varie fasi della vita”.

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Documento a Galletti, 33% bimbi ha malattie da fattori ambientali

Attuare una mappatura dei fattori di rischio ambientale nelle scuole: è l’appello dei pediatri al G7 di Bologna per difendere la salute dei bambini. Per questo, è stato consegnato al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, un documento con analisi e proposte concrete, alla luce del dato secondo cui il 33% dei piccoli sotto i 5 anni è affetto da patologie riconducibili a fattori ambientali.
La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) propone dunque alle Istituzioni azioni concrete da attuare quanto prima: innanzitutto la mappatura dei fattori di rischio ambientale per inquinanti negli edifici scolastici compresi i campi elettromagnetici; il monitoraggio ambientale con rilevatori di varia tipologia dei fattori che possano avere effetti negativi sulla salute dell’infanzia e adolescenza; l’adeguamento dei “valori limite di riferimento” delle concentrazioni dei determinanti negativi per la salute presenti in aria, acqua e suolo secondo il principio di precauzione; la pianificazione delle azioni di salvaguardia per mamma e bambino nei primi 1000 giorni di vita; la promozione e realizzazione di campagne educative rivolte a bambini ed adolescenti, genitori, educatori delle scuole; la programmazione ed il sostegno di interventi adatti a favorire l’utilizzo di energie rinnovabili; infine le iniziative adatte a favorire ed incentivare modelli di sviluppo eco-sostenibile.
Il presidente Fimp Giampietro Chiamenti, durante la manifestazione ‘Salviamo il Respiro della Terra’, ha consegnato al Ministro dell’Ambiente Galletti il documento ‘Ambiente e salute infantile’: “Il ministro – sottolinea Chiamenti – ha apprezzato l’iniziativa ed affermato che terrà conto del contributo civico e scientifico di FIMP”. Si calcola che il 25% degli adulti e il 33% dei bambini in età 0-5 anni sia affetto da patologie riconducibili a fattori ambientali e che 1 decesso su 4 nel mondo secondo dati OMS sia attribuibile al vivere o lavorare in ambienti malsani.

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Documento a Galletti, “già durante la gravidanza sostanze chimiche alterano il feto”

“Già durante la gravidanza pericolose sostanze chimiche possono raggiungere e alterare il feto con conseguenze irrimediabili per la vita”. I pediatri della Fimp si rivolgono al ministro Galletti con un documento che contiene una serie di proposte per fronteggiare l’emergenza. “Il problema più grande è la continua immissione di sostanze chimiche di sintesi – spiega Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale Fimp – sono prodotte da attività industriali e agricole, dalla produzione di energia e dallo smaltimento dei rifiuti.
Questi agenti inquinanti possono esercitare un’influenza sul genoma e modificare l’espressione del Dna”. Non solo: “I rischi per la salute dei bambini e degli adolescenti sono rappresentati da metalli pesanti, solventi, coloranti, diossine, Ppc, Ipa che penetrano nel corpo attraverso aria, acqua, cibo e pelle. Si accumulano fino ad alterare le funzioni di organi e tessuti”. Chiamenti sottolinea inoltre che molti inquinanti riescono a passare la barriera placentare e influenzano il feto con conseguenze irrimediabili. E ancora, “Le modificazioni epigenetiche incidono in maniera drammatica sullo sviluppo emozionale, sul potenziale cognitivo e di apprendimento e anche sullo spettro autistico”.
Maria Grazia Sapia, referente Nazionale Fimp per l’Ambiente, rende noto che con questo documento la Federazione Italiana Medici Pediatri si propone come punto di riferimento per la diffusione del concetto di rispetto dell’ambiente e della prevenzione, proponendosi come partner attivo per le ricerche epidemiologiche e la rilevazione dei danni alla salute dei bambini dovuta agli inquinanti.

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“L’Aquilone, il suo filo e il vento”: è lo slogan del XXVII Congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che si apre oggi a Stresa, presso l’Hotel Regina Palace. Fino a domenica 18 ottobre nella città che si affaccia sul Lago Maggiore si danno appuntamento più di 150 relatori, tra pediatri ed esperti nel campo dello sviluppo psicofisico dei bambini e della diagnosi e terapia delle malattie infantili. Una quattro giorni di riflessioni, incontri e dibattiti che vedrà confrontarsi oltre 700 medici provenienti da tutta Italia.

Giovedì 15 ottobre, i lavori saranno aperti dai “Per…corsi”, approfondimenti su specifiche tematiche: “Quando comunicare è prevenire”, una riflessione sull’importanza dell’alleanza tra famiglia e medico e sulla condivisione delle informazioni; “Rischi e trappole”, sessione durante la quale si farà il punto su internet, droghe, sport e farmaci off label, una sessione dedicata soprattutto ai pazienti già adolescenti. Infine, un mini percorso sulle emergenze pediatriche dal titolo “Per trovarci preparati”, in cui si discuterà di basi teoriche della rianimazione cardio-polmonare, ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, crisi convulsiva e respiratoria e trauma cranico.

Alle 17.00 l’apertura ufficiale dei lavori, con il consueto saluto delle istituzioni: saranno presenti le autorità regionali e nazionali. Porterà poi i propri saluti Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Spazio inoltre alla relazione del Dott. Giuseppe Di Mauro (Presidente del Congresso insieme al Prof. Gianni Bona). “L’aquilone pronto a librarsi in aria – afferma il Dott. Di Mauro, Presidente SIPPS – esprime efficacemente il nostro desiderio di dare a ogni bambino un saldo appiglio alla terra durante il suo volo verso l’età adulta: ogni giorno cerchiamo di essere, insieme alle famiglie, il filo che li guida nel loro percorso di crescita. Siamo noi la mano salda chiamata a reggere il filo sottile ma resistente al tempo stesso: chi regge il filo può aiutare i meno fortunati, è in grado di proteggere i bambini dalla violenza nel mondo ed i piccoli che non possono contare sull’appoggio della famiglia. Chi regge il filo sa come evidenziare i problemi sanitari e sociali dei bimbi immigrati e si preoccupa di favorire il loro benessere psicofisico”. “Chi regge il filo – aggiunge il Prof. Gianni Bona, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università del Piemonte Orientale presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara e vicepresidente della SIPPS – aiuta i genitori nell’accettare un bambino diverso e può dare un sostegno a madri e padri in vari momenti di crisi: difficoltà di alimentazione, difficoltà nell’educazione, gestione dei disturbi del sonno, del comportamento, dell’angoscia di separazione. Non basta però reggere il filo: occorre volerlo fare, averne le motivazioni, occorre il vento, cioè la creatività e l’energia per farlo nel migliore dei modi”.

La giornata inaugurale terminerà con due letture magistrali tenute professori di rilevanza internazionale: Giuseppe Saggese spiegherà il nuovo percorso di formazione del Pediatra. Il Presidente della Conferenza Permanente dei Direttori delle Scuole di Specializzazione di Pediatria si soffermerà infatti sul Decreto di riordino delle Scuole di Specializzazione, firmato il 4 febbraio 2015 dal Ministro dell’Università, Istruzione e Ricerca e dal Ministro della Salute. Il Decreto contiene importanti novità per la Pediatria in quanto riordina, a dieci anni di distanza dal precedente, il percorso formativo delle Scuole di Specializzazione e contiene due importanti risultati: aver mantenuto la durata del Corso in cinque anni e aver previsto il percorso formativo organizzato secondo il modello europeo dell’European Board of Pediatrics (EBP). La pediatria, dunque, deve essere considerata alla stregua della ‘medicina interna’ del bambino, comprendente sia la pediatria generale delle cure primarie e secondarie sia i settori specialistici della pediatria. La Scuola di Specializzazione in Pediatria si pone infatti l’obiettivo di formare un pediatra “a tutto tondo”, ossia uno specialista in grado di iniziare a svolgere la propria professione in qualsiasi ambito di lavoro si trovi ad operare una volta completato il suo programma formativo. Non bisogna poi dimenticare le (sub) specialità pediatriche, la parte più qualificante dello sviluppo scientifico-culturale della pediatria negli ultimi trent’anni. Tale sviluppo ha avuto importanti ricadute sulla qualità delle cure fornite dai pediatri nei vari settori specialistici della pediatria (neonatologia, emato-oncologia pediatrica, endocrinologia pediatrica, gastroenterologia pediatrica, pneumologia pediatrica, ecc…), evitando il ricorso a specialisti d’organo dell’adulto e rafforzando allo stesso tempo il concetto di “area pediatrica”.
Infine, parlando della pediatria di famiglia, per la prima volta il Decreto definisce un percorso formativo organico per cure primarie all’interno della Scuola di Specializzazione in Pediatria.

La seconda lettura magistrale sarà a cura di Marcello Giovannini, Professore Emerito di Pediatria dell’Università degli Studi di Milano che presenterà il proprio lavoro sul Programming e re-programming del gusto. Alcune malattie come obesità, il diabete e l’ipertensione, sono dovute principalmente a scelte alimentari errate che si basano sulle esperienze gustative vissute già nelle prime epoche di vita. Nel corso degli ultimi decenni sono state acquisite importanti conoscenze sullo sviluppo del gusto nel bambino. E’ noto che pochi giorni dopo la nascita, i neonati sono capaci di percepire soluzioni dolci. La preferenza per il gusto dolce rimane accentuata per tutta l’infanzia ed inizia a ridursi nella tarda adolescenza. Diversamente da quanto è stato osservato per il gusto dolce, alla nascita sono state rilevate risposte di repulsione per il gusto amaro (smorfie e protrusione della lingua) e per l’aspro (contrazione delle labbra e strizzata di occhi). L’abilità di percepire e di rispondere al gusto salato, invece, non si manifesta prima dei 2-6 mesi di vita. Tali preferenze gustative sembrano determinate, in parte, dalla genetica. Studi comportamentali suggeriscono che sin dall’ultimo trimestre di gravidanza i recettori del gusto e dell’olfatto sono funzionanti e capaci di percepire i continui cambiamenti di sapore del liquido amniotico. Sin prima della nascita il feto è esposto ad un’ampia varietà di sapori, che riflettono le abitudini alimentari della mamma e, se il bambino sarà allattato al seno, il neonato ritroverà tali sapori anche nel latte materno. Attraverso queste prime esperienze sensoriali il bambino quindi impara a conoscere i cibi della cultura della propria famiglia. Il che, al momento del divezzamento, aumenta il gradimento e la preferenza di alimenti con sapori simili. Al contrario, il neonato alimentato con formula è esposto ad un gusto monotono e potrebbe gradire meno gli alimenti che si allontanano dal sapore della formula. Con l’introduzione di alimenti complementari, il bambino continua ad imparare dalle diverse esperienze sensoriali. I bambini continuamente esposti ad una grande varietà di alimenti “sani” imparano ad apprezzarli e mostrano una maggiore predisposizione ad assaporare cibi nuovi. L’esposizione ripetuta ad alimenti nuovi in fasi precoci della vita può ridurre le tendenze neofobiche e aumentare le preferenze alimentari nei bambini. E’ stato osservato che per aumentare il consumo e il gradimento di un alimento nuovo è necessario proporre al bambino tale alimento tra le 6 e le 15 volte e che proporre alimenti nuovi in un ambiente sociale positivo farà aumentare la disponibilità dei bambini a mangiarli.

Il secondo giorno di lavori, venerdì 16, si aprirà con la presentazione di una Consensus sulla Vitamina D: dalla carenza alle azioni scheletriche; dalle infezioni e allergia fino all’obesità e al diabete. Spazio poi ad un talk-show sulle vaccinazioni. Nel corso della giornata riflettori puntati poi sul Corso “Valutazione neuroevolutiva e segnali di allarme psicomotorio nei primi due anni di vita. Come riconoscere indicatori di rischio e segnali di allarme con i bilanci di salute” e sugli acronimi infettivologi.
La “Consensus sui disordini gastrointestinali funzionali” darà il via alla giornata di sabato 17 ottobre, che proseguirà con una sessione sullo smart food. In programma altri due Corsi: il primo riguardante la “Simulazione avanzata in Pronto Soccorso pediatrico” ed il secondo inerente la “Nutrizione Pediatrica per Farmacisti”: dal pit stop su formule speciali al baby food fino alle false allergie alimentari.
Nel corso della terza giornata di lavori di Stresa, saranno poi approfonditi la prevenzione dei disturbi della crescita, l’antibioticoterapia, la dislessia, la disgrafia e la discalculia, l’infiammazione e dolore nel bambino e la sicurezza dei farmaci in pediatria.

Il Congresso si chiuderà domenica 18 con due sessioni interamente dedicate alla Pediatria Preventiva e Sociale: si parlerà, tra l’altro, del Progetto “Ci piace sognare”, del ruolo del pediatra di famiglia nella gestione delle malattie rare e nella diagnosi precoce e nel follow-up del bambino con patologie onco-ematologiche; senza dimenticare argomenti come la prevenzione andrologica nel bambino per un adulto sano, la Dermatite Atopica, l’impatto storico sociale dell’immigrazione in sanità e le Bandiere verdi, un nuovo approccio scientifico al mare dei bambini. Spazio, infine, al Progetto di monitoraggio, prevenzione e terapia dell’influenza 2015-2016 dal titolo “L’influenza che verrà”: la relazione prenderà in considerazione le nuove opportunità farmacologiche nella prevenzione e nella terapia dell’influenza.

A Stresa la SIPPS ha inoltre previsto tre Sessioni di Comunicazioni Orali per coinvolgere i nuovi colleghi: i giovani medici e gli specializzandi potranno presentare le proprie esperienze maggiormente innovative. “Una scelta – conclude il Presidente Di Mauro – che sottolinea ancora una volta il nostro impegno verso la classe medica futura. Ai nostri ragazzi garantiamo infatti non solo l’iscrizione gratuita ma anche la possibilità di ritagliarsi un proprio spazio per illustrare i propri lavori”.