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Ancora una volta l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze si distingue per la sua eccellenza medica. Attraverso la “Spiral intestinale lengthening and tailoring”, tecnica ad alta specializzazione, l’equipe di ricostruzione intestinale – guidata dal Prof. Morabito – ha dato speranza di sopravvivenza a una bimba di 13 anni giunta in Italia dal Brasile. A causa di un malattia congenita, la bambina aveva l’intestino corto e pertanto era obbligata a nutrirsi per via venosa. I medici le hanno ricostruito l’intestino, restituendo la lunghezza e il diametro “normale”. È il secondo intervento di questo tipo portato a termine in pochi giorni al Meyer, unico centro europeo per la cura di questa patologia.

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Per i 41 pazienti in dialisi all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze arriva il cioccolato di Modica. Nel reparto di emodialisi dell’ospedale fiorentino è stata consegnata da parte del Consorzio del cioccolato di Modica, una confezione personalizzata di cioccolato da distribuire ai pazienti in forma di cioccolata calda durante le prossime sedute dialitiche. “Per il suo alto contenuto di potassio – si spiega in una nota diffusa dall’Asl Toscana centro -, questo alimento non sarebbe uno dei raccomandati per chi è in trattamento di dialisi, tuttavia, con la dovuta accortezza e se si ha l’abilità di consumarlo con moderazione e sotto controllo, la seduta di dialisi può tradursi in una delle buone (sporadiche) occasioni di degustazione di questa prelibatezza”. Il cioccolato di Modica contiene solo pasta di cacao e zucchero e viene lavorato a freddo, caratteristica che conferisce al prodotto particolari proprietà nutritive e organolettiche.

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La medicina d’urgenza del San Giovanni di Dio è stata premiata dall’Istituto degli Scudi di San Martino. L’attestato di benemerenza è stato consegnato all’équipe del dipartimento d’urgenza diretta dal dottor Gianfranco Giannasi, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Impegno, professionalità e la capacità di soccorrere, assumendosi grandi responsabilità, nei confronti delle persone che si rivolgono al Pronto Soccorso, talvolta in pericolo di vita, sono le principali motivazioni del prestigioso riconoscimento.
“In particolare – si legge nell’attestato- si ricorda il soccorso ad un paziente giunto con sindrome compartimentale addominale. L’equipe, appurato che l’uomo si trovava gravissime condizioni, senza perdere tempo prezioso, lo sottoponeva a laparotomia d’urgenza direttamente nella Shock Room. È grazie a questo intervento, seguito poi da quello dei medici della rianimazione, e del reparto di chirurgia e medicina d’urgenza, che il paziente ha potuto salvarsi. All’Istituto Scudi di San Martino sono giunte numerose lettere di cittadini che si complimentano per il calore e l’umanità con cui vengono seguiti durante le cure presso questa struttura che rappresenta un’eccellenza della Regione Toscana”.

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Tra interventi primo caso in Italia con donatore a cuore fermo

Sette trapianti di rene con chirurgia robotica eseguiti in 48 ore: gli interventi sono stati effettuati nell’ultima settimana di agosto all’ospedale fiorentino di Careggi. In un caso si è trattato del primo trapianto in Italia di rene da donatore a cuore fermo con l’impiego di un robot. Successivamente sono stati eseguiti tre interventi dello stesso tipo e tre trapianti renali da donatore a cuore battente.
La donazione a cuore fermo è stata resa possibile grazie all’uso del sistema ‘Ecmo’ (extracorporeal membrane oxygenation), il supporto vitale extracorporeo in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca. Il sistema Ecmo mantiene l’ossigenazione degli organi che altrimenti si danneggerebbero irreparabilmente rendendo impossibile il trapianto. Grazie all’impiego del robot, che permette di praticare un incisione di soli sei centimetri, è stato possibile ridurre notevolmente i giorni di degenza post-operatoria per il paziente ricevente.
“Appena pochi giorni fa avevo commentato positivamente gli interventi di trapianto in chirurgia robotica eseguiti a Careggi – ha commentato l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi -, ora l’elenco di questi interventi si è allungato.
Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questi enormi progressi resi possibili dalla chirurgia robotica, sulla quale la Toscana ha puntato molto. Complimenti alle equipe che hanno eseguito gli interventi e soprattutto ai familiari dei donatori”.
Sono 22 i casi in cui è stata attivata la donazione a cuore fermo a Careggi, che oggi è il primo ospedale in Italia per questi interventi e l’unico che dall’ottobre 2016 ha intrapreso l’applicazione sistematica di questo preciso programma di donazione, avviato da circa due anni dal Centro nazionale trapianti e dall’Organizzazione toscana trapianti, col supporto della Regione Toscana.

Fonte:www.ansa.it

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Al via a Firenze l’1 aprile, opere di pittori e ceramisti

Partirà da Firenze ad aprile la mostra itinerante ‘L’arte risveglia l’anima’, con opere di pittori e ceramisti autistici, per poi spostarsi per tutto il 2017 in altri musei italiani. La rassegna, spiegano gli ideatori, ha il compito di mostrare le grandi potenzialità delle persone con disturbi dello spettro autistico.
“Vogliamo andare oltre la patologia – spiega la coordinatrice del progetto Anna Maria Kozarzewska – queste persone hanno molti punti di forza, talenti nascosti che a causa della mancata vita sociale non vengono fuori. E’ il momento di fare sapere al mondo cosa sono in grado di fare”.
La mostra (www.larterisveglialanima.it) sarà inaugurata sabato 1 Aprile a Palazzo Davanzati a Firenze con una selezione di lavori che, in collaborazione con il Museo Nazionale del Bargello – Museo di Palazzo Davanzati, reinterpretano alcune opere della collezione permanente dell’antica magione fiorentina e altri capolavori. In contemporanea, presso l’edificio dell’Ex-Stato Maggiore del Museo Ermitage, il Centro Anton’s Right Here di San Pietroburgo per il lavoro creativo, l’apprendimento e l’abilitazione sociale di persone adulte affette da autismo guidato da Zoya Popova e partner fondamentale dell’intero progetto, inaugura la mostra Coi soli colori (Odnimi kraskami) curata da Ilia Ermolaev, in collegamento streaming con Firenze. Fra le altre sedi che ospiteranno le opere ci sono Musei di San Salvatore in Lauro a Roma (Giugno), la Fondazione Conservatorio di San Giovanni Battista a Pistoia (Ottobre), il Museo Omero ad Ancona (Dicembre).

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Il 7 e 8 aprile a Firenze alcuni dei massimi ricercatori internazionali presentano in anteprima i loro studi: dalle cellule killer del cancro presenti nel latte materno all’impatto della suzione sullo sviluppo muscolare e neurologico dei bambini, dai nuovi protocolli messi a punto per le Unità di Terapia Intensiva Neonatale all’importanza di uno sviluppo della cultura dell’allattamento.

La lotta contro il cancro potrebbe passare anche dal latte materno: è solo uno dei campi di indagine sulla straordinaria complessità del latte umano e dei suoi immensi benefici, che verranno presentati il prossimo 7 e 8 aprile a Firenze, in occasione del 12° Simposio Internazionale Medela sull’Allattamento al seno e la lattazione. L’azienda svizzera, che da anni si dedica alla ricerca su questi temi, favorendo l’incontro tra studiosi di tutto il mondo, ha scelto quest’anno l’Italia per la presentazione degli studi di nove dei massimi esperti internazionali.
“Il Simposio di quest’anno offre una serie di nuove informazioni sull’ampia gamma dei componenti del latte umano e dimostra come l’allattamento al seno e il latte materno siano molto più importanti per i neonati di quanto non si credesse in passato” – spiega il dott. Leon Mitoulas, direttore scientifico del Simposio. La possibilità di uccidere cellule cancerogene, passando dagli studi in laboratorio a quelli sull’attività nello stomaco dei neonati – studio che verrà presentato da Catharina Svanborg, docente di Immunologia clinica alla Lund University di Svezia e membro della Royal Swedish Academy of Science – è senza dubbio uno degli sviluppi più promettenti della ricerca sul latte umano. “Questa è soltanto una delle scoperte che quest’anno stupiranno la platea di esperti – continua Mitoulas – siamo all’apice di un’età dell’oro per la ricerca sul latte umano. Il latte umano è un fluido estremamente complesso, e soltanto negli ultimi dieci anni è stato condotto uno studio intensivo e multidisciplinare che si è avvalso di tecniche di ultimissima generazione”.
I temi trattati in questa edizione incrociano, all’aspetto strettamente scientifico, anche argomenti sociali: uno dei focus su cui si concentrerà l’attenzione dei relatori e delle loro ricerche inedite, è la necessità di mettere a punto protocolli ospedalieri di supporto alle madri, ma anche lavorare – tema caldo per i recenti episodi saliti alla ribalta della cronaca nazionale – alla promozione di una vera cultura dell’allattamento e degli strumenti legislativi a supporto. Necessità legate alle proprietà insostituibili del latte materno: dalla protezione contro le infezioni allo sviluppo del sistema cognitivo ed immunitario. Si tornerà inoltre a discutere dell’unicità della composizione del latte materno umano e del suo insostituibile ruolo nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale: benefici, quelli del latte materno, che non soltanto si rivelano indispensabili nelle prime ore e giorni di vita dei nati prematuri, ma hanno effetti a lungo termine scientificamente dimostrati sullo sviluppo neurologico e sulla prevenzione di malattie, oltre che consentire un corretto sviluppo dei muscoli, delle ossa facciali e del cervello stesso attraverso le dinamiche di suzione.
“Portare queste ultimissime scoperte a conoscenza di medici, personale infermieristico e ostetrico – conclude Mitoulas – permette loro di utilizzare metodi che hanno il potenziale di salvare vite in casi critici e di dare ai neonati di tutto il mondo quante più speranze possibili di vivere una vita lunga e in salute. Inoltre, condividere simili ricerche d’avanguardia stimola nuove idee, che porteranno a un’ulteriore frontiera di scoperte e di campagne in favore del latte umano”.

Registrazione per i giornalisti

Conferenza stampa precedente al convegno 7 aprile. In occasione della colazione per i media i giornalisti avranno l’opportunità di parlare in anteprima con i nove relatori. Durante la conferenza stampa i relatori presenteranno i principali risultati delle proprie ricerche. Seguirà una sessione di Domande e Risposte.

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Dal 2005 gruppo Gaia, un lavoro di squadra

Sono età e comportamento alcuni fattori chiave a cui guardare per individuare se un bimbo ha subito maltrattamenti o abusi. Se l’età va rapportata a ciò che è possibile osservare come segni sul corpo (un’ecchimosi in un bimbo che non cammina ha ad esempio un valore diverso rispetto a quella in un piccolo già autonomo) anche il comportamento può dare anche indizi importanti. Ad esempio, in un bambino che ha già raggiunto una tappa evolutiva e poi in maniera rapida sembra come regredire o cambiare c’è qualcosa da approfondire. A spiegarlo Stefania Losi, pediatra dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze. “I maltrattamenti e le violenze riguardano tutta l’età pediatrica, da 0 a 17 anni, l’età media rilevata è fra i 7 e gli 8 anni- spiega Losi – anche se, a volte, poi la questione emerge durante l’adolescenza, ma le origini sono legate a eventi del passato. “Al Meyer – evidenzia l’esperta- c’è un servizio apposito, chiamato GAIA (Gruppo Abusi Infanzia Adolescenza), di cui sono responsabile, nato nel 2005 e multispecialistico (ne fanno parte 12 professionisti, tra cui pediatri, psicologi, neuropsichiatri, esperti in ginecologia pediatrica, infermieri, assistenti sociali) che viene attivato dal Pronto Soccorso, dai reparti, dagli ambulatori quando un bimbo presenta delle problematiche e si hanno dei dubbi relativi alla ricostruzione di quanto gli e’ accaduto”. Uno dei cardini indicati però anche per prevenire questi episodi è la formazione, come ad esempio quella dei pediatri di base che come sottolinea Losi “può intercettare prima quel sommerso di trascuratezza, maltrattamento o abuso sessuale non evidente, reiterato nel tempo”. Come la formazione programmata col progetto sostenuto da Menarini, in collaborazione con Telefono Azzurro, Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), per creare una rete nazionale antiabuso di 15.000 pediatri e medici di base, con un primo corso nei mesi scorsi a Firenze.

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Non era vaccinata. Ricciardi (Iss), vaccinazione per residenti aree a rischio

Una donna di 45 anni è morta all’ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze dove era stata ricoverata all’alba di oggi al pronto soccorso in condizioni gravissime. Dagli accertamenti svolti dai sanitari, informa la Ausl Toscana Centro, anche l’esame di Pcr, che inviato al laboratorio di immunologia della Aou Meyer di Firenze ha confermato la diagnosi di sepsi da meningococco di tipo C. 
Le strutture di igiene e sanità pubblica si sono immediatamente attivate per effettuare l’indagine epidemiologica al fine di identificare i contatti stretti da sottoporre a profilassi. La donna era residente a Firenze e da un controllo effettuato al data base dell’Azienda Sanitaria è risultato che non si era vaccinata contro il meningococco C.

Ricciardi, necessario vaccinare in aree a rischio

“Al momento rileviamo dei casi sporadici ed il trend è in rallentamento, ma finchè tutta la popolazione della Toscana residente nelle aree più colpite non si sarà vaccinata contro il meningococco C, ci saranno comunque dei rischi”. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, dopo l’ultimo caso di decesso di una donna stamani a Firenze colpita da meningite di ceppo C.
Quest’ultimo caso, sottolinea, “è un’ulteriore conferma della necessità della strategia già adottata dalla Toscana, con Iss e ministero della Salute, di vaccinare estensivamente innanzitutto tutti i residenti nelle zone più a rischio per i focolai già registrati”. Proprio grazie alle vaccinazioni, “da inizio anno si è avuto un rallentamento nel trend dei casi in Toscana, ma la guardia deve restare alta: ad ammalarsi infatti non sono in particolare i bambini, già vaccinati contro il meningococco C, bensì – avverte Ricciardi – gli adulti non vaccinati”.

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Comunicato stampa Azienda Usl Toscana Centro

Un viaggio nelle diverse culture, tradizioni e religioni nel percorso della gravidanza e nel momento della nascita è il tema su cui si sviluppa un confronto ed una riflessione durante il convegno “Maternità e parto tra scienza e coscienza”. Un programma di tre giorni nei quali si alternano tavole rotonde, dibattiti e lezioni ricche di contenuti che si apre mercoledì 19 ottobre a Palazzo Vecchio alle ore 14.30 e proseguirà il 20 e 21 ottobre a Palazzo Medici Riccardi. Tutti i temi, di grande attualità, saranno al centro del dibattito di ospiti, relatori ed opinion leader di massimo livello provenienti dal campo medico-scientifico, istituzionale, accademico, dell’associazionismo, dei media e del mondo religioso.
La gravidanza ed Il parto nelle diverse culture e religioni, la maternità vissuta in un paese straniero ed in ambienti culturali diversi dal proprio, richiedono da parte dei professionisti sanitari un approccio delicato e rispettoso e la conoscenza delle specificità etniche, religiose e culturali delle donne che affrontano un particolare momento della vita, quello dell’attesa e della nascita di un figlio nel nostro paese.
Il programma proposto nel convegno è unico nel suo genere e presenta temi di grande attualità: “l’umanizzazione del parto”, il parto naturale”, “la nascita non violenta”, “la soggettività della partoriente”; “l’influenza delle diverse religioni nell’evento parto” e “l’ integrazione del percorso nascita della Regione Toscana con le diverse comunità religiose”.
L’evento è patrocinato da Azienda USL Toscana Centro, Consiglio Regionale della Toscana, Comune di Firenze, Istituto degli Innocenti ed Unicef.
L’apertura del Convegno a Palazzo Vecchio, si terrà alla presenza del Sindaco di Firenze, Dario Nardella; dell’assessore alla sanità della Regione Toscana, Stefania Saccardi; del Presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani; del direttore generale dell’AUSL Toscana Centro, Paolo Morello Marchese e del coordinatore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, Don Luca Carnasciali. L’introduzione ai lavori è affidata a Paolo Gacci, responsabile ostetricia ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze.
Il convegno è rivolto a medici specialisti in ostetricia e ginecologia e specializzandi, ostetriche, medici di medicina generale, psicologi ed operatori del settore materno infantile.
INFO ed ISCRIZIONE: www.promoleader.com

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Visite ed esami gratuiti per le donne in occasione della Giornata Mondiale Salute Mentale

Martedì 11 ottobre in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale del Mugello, resterà aperto dalle ore 9 alle 18, per test di screening, visite ed esami gratuiti per le donne ed eventualmente i loro familiari. Non occorre nessuna prenotazione.
“I luoghi dell’assistenza psichiatrica in particolare quella ospedaliera tendono ad essere chiusi e non facilmente accessibili. Generando spesso un’idea di un reparto ospedaliero dove paura e vergogna sono gli elementi organizzativi. Il percorso Donne e Salute Mentale ci permette attraverso una particolare sensibilità ed attenzione alla sofferenza psichica al femminile di aprire il nostro reparto ad una dimensione riconosciuta di civile accoglienza ed eccellenza delle cure”, è il commento all’iniziativa del dottor Sandro Domenichetti direttore della unità operativa.
Oltre al servizio psichiatrico ospedaliero sono numerosi anche i servizi sul territorio: a Borgo San Lorenzo sono presenti il centro di salute mentale, il centro diurno e il centro terapeutico, riabilitativo e residenziale “Villa Fallucci” e sedi ambulatoriali sono attive a Barberino di Mugello, Dicomano, Firenzuola e Marradi. A Vicchio c’è il Laboratorio Spazio che consente il recupero sia di capacità organizzative e tecniche del lavoro, che affettive e relazionali, necessarie ad un successivo e possibile inserimento nel mondo del lavoro convenzionale.