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“ConFido: Quattro zampe in corsia”: è il progetto varato dalla Asl 3 di Genova che prevede sedute di fisioterapia con l’ausilio di cani condotti da personale appositamente formato, a favore di pazienti che necessitano di riabilitazione neuromuscolare. Avverrà all’ospedale di Arenzano.

L’attività inizierà a settembre per almeno tre mesi, al reparto di riabilitazione neuromuscolare del centro “Nemo” di Arenzano, in una stanza dedicata.

Porte aperte a cani-fisioterapisti anche nelle camere di degenza e palestra, previo accordo con la direzione. “La presenza di un animale di compagnia, e in particolare di un cane, ha una valenza unica nella vita affettiva di una persona e possiede un importante ruolo terapeutico – spiega la Asl3 – Una ricerca giapponese pubblicata su Science dimostra risultati positivi della fisioterapia facilitata dallo scambio di sguardi tra uomo e cane. Il cane può essere un ammortizzatore in condizioni di stress e conflittualità e può rappresentare un aiuto per i pazienti” catalunyafarm.com.

Corsi ECM
focus

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Informazioni
Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 50
Data 1° SEMINARIO: 18 – 19 – 20 MARZO 2016  2° SEMINARIO: 13 – 14 – 15 MAGGIO 2016
Costo € 450 – € 400 Soci AIFI
e GTM
Location Messina
Fisioterapisti

Il corso si articola in 2 seminari che si pongono l’obiettivo di riconoscere, valutare e trattare disturbi e patologie neuro-muscoloscheletriche dei distretti cervicale e spalla attraverso la Terapia Manuale, specializzazione della Fisioterapia che fonda il suo agire su specifiche conoscenze.

Abstract

Prendere in carico un paziente in terapia manuale significa saper individuare possibili bandiere rosse (condizioni non compatibili con un trattamento fisioterapico) e fare diagnosi differenziale, conoscere le tecniche di valutazione funzionale e trattare i tessuti molli e le articolazioni del corpo umano. Obiettivo principale delle tecniche che verranno presentate nei due seminari, riconosciuta la disfunzione, è quello ricondurre i segmenti corporei coinvolti ad un corretto funzionamento attraverso la gestione delle sindromi dolorose muscolari, articolari e del SNP (Sistema Nervoso Periferico), la riduzione od il miglioramento della rigidità dei tessuti molli (muscoli, tendini e legamenti), l’aumento della mobilità ed il miglioramento della stabilità articolare, il ripristino dei corretti schemi di movimento sia nelle ADL (attività della vita quotidiana) che nei movimenti sport-specifici considerando il contesto biopsicosociale nel quale il paziente si relaziona giornalmente.

Il corso presenterà agli studenti i più aggiornati riferimenti della letteratura scientifica sulle scelte terapeutiche più efficaci per la gestione delle patologie prese in considerazione, allo scopo di incrementare la expertise di ognuno nell’ interesse e nel bene del paziente.

Corsi ECM
manipolazione fasciale

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Informazioni
Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 21.5
Data 15 – 16 Maggio 2015
Costo € 350
Location Parte Teorica: Forlì – Parte Pratica: Faenza
Destinatari Fisioterapisti

 

Tra tutti i tendini presenti nel corpo umano, quelli della cuffia dei rotatori manifestano una maggiore percentuale di lesione. Gli studiosi hanno dato a questo fenomeno molte spiegazioni (causa multifattoriale: zona critica ipovascolare del tendine, naturale e progressivo invecchiamento dei tessuti, movimenti ripetitivi, ecc.) e tra i vari motivi, comuni anche alle altre strutture tendinee presenti nel corpo, due sono considerati peculiari della spalla in quanto accrescono i rischi delle lesioni di cuffia.

In primo luogo i tendini della cuffia si trovano interposti tra due strutture ossee (omero e arco coraco-acromiale), il fisiologico contatto tra le due componenti conduce ad una usura lenta e progressiva. Tale usura è favorita dal secondo fattore di rischio caratteristico della spalla, costituito dal precario equilibrio di questa articolazione, sempre “in bilico” tra stabilità e mobilità.

Le sindromi da conflitto possono interessare, con maggiore frequenza, le persone che presentano un’alterazione del rapporto di forza tra intra ed extrarotatori (equilibrio orizzontale anteroposteriore) e in quello tra deltoide e muscoli depressori (equilibrio verticale supero-inferiore). La quantità di movimenti a rischio (movimenti effettuati all’interno dell’arco doloroso, che si trova tra 60° e 120° d’elevazione), eseguiti in presenza di un equilibrio precario, accresce il numero dei pazienti sintomatici rispetto a quelli che manifestano un momentaneo e apparente benessere.

Le lesioni di cuffia, quindi, sono prevalentemente degenerative e, in alcuni casi, acute su base degenerativa, mentre più rare sono le forme primarie.

Attualmente si consiglia un trattamento chirurgico nei pazienti giovani (fino ai 65-70 anni) ed un trattamento conservativo in quelli meno giovani (65-70 anni in su). Il diverso approccio è condizionato non solo dall’età, ma anche dall’intensità del dolore (il dolore nelle lesioni croniche tende comunque ad attenuarsi con il passare del tempo) e dalle carenze funzionali. Nelle patologie di cuffia è importante l’aspetto preventivo che prevede non solo la maggiore attenzione nell’evitare il ripetersi dei movimenti a rischio (sollevare, spingere verso l’alto, ecc.), ma anche l’esecuzione di esercizi utili per il recupero e il successivo mantenimento del corretto equilibrio gleno-omerale (trazionare verso di sé, spingere verso il basso, ruotare internamente ed esternamente).