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L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, al fine di consentire una normale vita sociale ai soggetti allergici, comprese le persone celiache, anche fuori casa, organizza corsi di formazione per fornire agli operatori della ristorazione pubblica e collettiva corrette informazioni sulla dieta corretta, variegata ed equilibrata.

Grazie al SIAN aziendale – Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – in collaborazione con l’istituto Galileo Ferraris di Ragusa e l’AIC – Associazione Italiana Celiachia -, per il 2018 sono stati programmati 3 corsi “gratuiti”, di formazione ed aggiornamento professionale della durata di 6 ore, con una parte teorica e una parte pratica.
I corsi si terranno il 27 aprile, 8 maggio e 24 maggio p.v. dalle ore 10:30 alle ore 17.00 presso l’Istituto Galileo Ferraris in Via Tommaseo 5 – Ragusa.

Obiettivo dei corsi è fornire agli OSA gli elementi conoscitivi essenziali della patologia e dei rischi per i celiaci connessi ad una alimentazione contenente glutine; gli elementi per gestire il controllo dei rischi con una corretta applicazione dei principi dell’autocontrollo secondo la logica dell’HACCP; la sensibilizzazione verso la scoperta di una gastronomia costituita da piatti semplici e sani; la valorizzazione dei cibi non processati, la comprensione della loro etichettatura, l’abbandono del cosiddetto cibo spazzatura e la riscoperta della tradizione del “fare da e per sé” piatti semplici e genuini, utilizzando le tante materie prime naturalmente “prive di glutine”.

Gli operatori della ristorazione collettiva (mense scolastiche, ospedaliere, aziendali, ecc.), della ristorazione pubblica (ristoranti, pizzerie, bar, bed & breakfast, alberghi, grande distribuzione ecc.) del settore artigianale (gastronomie, gelaterie, laboratori artigianali, panifici, macellerie, ecc.) e gli studenti del IV e V anno degli Istituti alberghieri che fossero interessati a partecipare alle edizioni sopra indicate, possono inoltrare la domanda allegata, debitamente compilata, all’indirizzo e-mail: marinella.ricci@asp.rg.it e corsisian@libero.it.

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Sono disponibili sul portale www.uslcentro.toscana.it i bandi per i corsi OSS (Operatore Socio Sanitario) 2018 AUSL Toscana centro.
E’ possibile presentare la domanda esclusivamente tramite procedura informatica, secondo le modalità riportate nell’avviso pubblico, fino alle ore 24:00 del giorno 28febbraio 2018.
L’eventuale presentazione di domande con modalità diverse da quelle indicate sarà priva di effetto ai fini dell’iscrizione.
Per qualsiasi difficoltà riscontrata nella presentazione della domanda on line è attivo un servizio di Help Desk all’indirizzo corsioss@uslcentro.toscana.it
 Due sono le offerte di formazione assistenziale/sanitaria per le persone interessate (nel link dell’avviso pubblico sono consultabili curriculum e regolamento del corso, nonché una descrizione dettagliata delle competenze sviluppate conseguendo la qualifica di OSS.):
Corso abbreviato AAB/OSS (400 ore) – Il corso si rivolge a persone che hanno già acquisito la qualifica di AAB (Addetto all’Assistenza di base ) o equipollenti, conseguito ai sensi della L. 845/78 o a coloro che siano in possesso del diploma quinquennale di Tecnico dei Servizi Sociali. La formazione professionale, in questi casi, è integrativa per la parte sanitaria al fine di compensare e completare il percorso di almeno 1000 ore.
Operatore Socio Sanitario (1000 ore) – Corso rivolto a coloro che sono interessati ad acquisire conoscenze/competenze nell’ambito socio sanitario per assistere le persone non autosufficienti e aiutarle nelle attività di vita quotidiane.
Contatti:
- Firenze ASL Viale Michelangiolo 41: 055 6937667 – 055 6937672 – 055 6938418
- Firenze AOU Careggi c/o Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi: 055 794 7392
- Pistoia c/o Polo universitario via S. Pertini n° 358: 0573 3620109-104
- Prato c/o Polo universitario “Città di Prato” Piazza dell’Università,1 Prato     0574/602550/26
- Empoli c/o Agenzia per la formazione via Oberdan 13 Sovigliana/Vinci:0571 704327, 0571704032

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Sta per prendere il via un importante progetto che vede coinvolte due realtà territoriali: l’Associazione Onlus “Il Glicine” e l’Hospice “Casa delle Farfalle” di Isola del Liri. 
Un’iniziativa nata grazie al protocollo d’intesa siglato tra la ASL di Frosinone e l’Associazione e che prevede l’attivazione nell’ambito della struttura Hospice di un servizio di volontariato in cure palliative coordinato da “Il Glicine”.
Il servizio verrà anticipato da un corso base di formazione che si svolgerà nei mesi di novembre e dicembre prossimi ed al quale è possibile iscriversi dal 7 al 30 ottobre.
Si apre così la possibilità di aiutare i pazienti malati oncologici e far sì che possano vivere in un ambiente più familiare e rassicurante. Grazie a questo progetto, infatti, si porterà avanti una serie di iniziative e di attività, come l’orto terapia e la musicoterapia, che servirà a stimolare le funzioni sensoriali e a far trascorrere momenti di normalità. Ma per fare ciò sono necessari l’azione e l’impegno dei volontari, che, si precisa, non si andranno a sostituire al personale professionale nell’erogazione di cure, ma potranno far fronte ai bisogni del malato e della sua famiglia attraverso la capacità di instaurare relazioni significative.
L’incontro di presentazione si svolgerà sabato 7 ottobre alle ore 11.00 presso l’Hospice “Casa delle Farfalle” e in quell’occasione verrà inaugurato lo spazio dedicato all’orto pensile, i cui materiali sono stati donati da un’azienda della provincia di Caserta, da sempre vicina alla tematica e attiva nella raccolta fondi.

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Via piano formazione, in Italia 16 milioni persone con problemi sfera sessuale

Il medico di famiglia cambia volto e diventa anche ‘dottore della sessualità’. La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), dal congresso nazionale in corso a Chia Laguna (Cagliari), ha infatti annunciato un accordo con la società scientifica che si occupa delle patologie sessuali (Fiams), grazie al quale sarà estesa all’intera platea dei medici di famiglia la formazione sulle patologie ed i disturbi sessuali, formazione che invece oggi ‘copre’ circa 30mila medici l’anno.
E dal Congresso i medici lanciano l’allarme: “Attenzione alla disfunzione erettile, può anticipare ictus e infarti”. Questo, spiegano, ”per via delle caratteristiche anatomiche delle arterie che irrorano il membro, che sono di minori dimensioni rispetto a quelle cardiache e cerebrali e che proprio per questo possono manifestare con anni di anticipo problemi rispetto a quelle di organi vitali come cuore e cervello”. Un campanello d’allarme che dopo una prima anamnesi per capire come e quando la disfunzione si manifesta, consiglia analisi e accertamenti su altri distretti cardiovascolari, che spesso hanno permesso di prevenire eventi ben più pericolosi. In Italia, sono 16 milioni le persone che vivono non serenamente la propria vita sessuale.
In 4 milioni per via dell’eiaculazione precoce, ai quali si sommano 3 milioni di maschi per la disfunzione erettile e 4 milioni e mezzo di donne che soffrono di anorgasmia (assenza di orgasmo).

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Da Nord a Sud per gestire emergenza, verso modello formazione

Medici come i piloti, addestrati a gestire, con un simulatore, situazioni straordinarie, come una catastrofe naturale o un afflusso enorme di feriti dopo un attacco terroristico. In questo caso non si tratta di una cabina di pilotaggio ma un vero e proprio ‘reparto’, dove manichini speciali e attrezzature mediche ‘inscenano’ una emergenza.



L’obiettivo e’ chiaro: imparare a gestire la tensione e gli imprevisti, per essere addestrati a non sbagliare, diventando, perche’ no, ‘top gun’ della chirurgia.



In Italia sono meno di una decina in tutto le strutture ospedaliere che hanno deciso di investire su questo tipo di formazione (tutte nate negli ultimi due o tre anni), che ancora una volta trae ispirazione dal mondo della aeronautica dove da sempre e’ indispensabile un training rigidissimo e continuo. Chirurgia, anestesiologia e medicina d’urgenza sono i settori clinici in cui la simulazione inizia ad avere un certa diffusione, anche se in Italia i centri di didattica, gli IRCCS e le strutture di cura che hanno abbracciato l’uso massivo della simulazione in ambito medico sono ancora pochi (tra questi l’Istituto Besta e l’Università del Piemonte Orientale). Altri due sono a Firenze, uno a Trento, uno in Sicilia a Caltanissetta ed infine uno in Sardegna. Per gli esperti un’ora al simulatore chirurgico equivale a 100 ore in sala operatoria. La realtà virtuale diventa quindi una scuola continua per il neurochirurgo e una garanzia per il paziente. Gli esperti del Besta di Milano evidenziano infatti che “nel 2013, in Italia, oltre il 36% delle denunce contro medici ha riguardato l’ambito chirurgico (fonte Marsh risk consulting). Non si tratta solo di cattive pratiche”, puntualizzano, perché per esempio “in neurochirurgia, anche quando l’intervento è svolto secondo i migliori standard di qualità, poiché si tratta dell’atto medico col rischio più alto, si registrano complicanze in una proporzione che varia in media dal 3 al 16%, a seconda del tipo di intervento”.



Su questi temi si è svolto nella giornata finale di Exposanità un simposio interdisciplinare proposto dall’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, con la partecipazione di esperti del settore della difesa e del peace keeping, tecnici biomedicali, formatori e comandanti di aviazione, accademici e clinici.



Estremamente fiducioso è Gianfranco Gensini (presidente SIMMED, Società italiana di simulazione in medicina): “dovrebbe divenire parte integrante del sistema ECM nazionale”. Paolo Gazzaniga, direttore del Centro Studi di Assobiomedica, spiega che la “collaborazione virtuosa tra ricerca, accademia, industria e mondo clinico può essere l’unico modo per sviluppare una didattica nuova capace di utilizzare il meglio di ciò che le tecnologie avanzate possono offrire”.



L’Associazione italiana di ingegneria clinica, conclude Paolo Pari, membro del direttivo AIIC, si è proposto come nucleo di spinta di questo cambiamento, “anche ipotizzando la creazione di autentici centri per la simulazione concepiti come cittadelle della formazione avanzata. Luoghi che potrebbero divenire poli didattici di attrazione internazionali”.

Corsi ECM
Corso-ATC-Ragusa

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Informazioni
Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 50
Data  Dal 30 Ottobre al 20 Dicembre 2015
Costo € 750
Location  Vittoria (RG)
Destinatari Medici Chirurghi specialisti in Medicina Fisica e Riabilitazione – Fisioterapisti – Studenti del 3° anno del CDL in Fisioterapia

L’approccio terapeutico combinato è frutto di una trentennale esperienza lavorativa e di studio da parte del docente in ambito neurologico e in terapia manuale e prende l’avvio dalla considerazione che la funzione e la “disfunzione” sono sempre il risultato  dell’’interazione tra vari sistemi che devono essere tenuti in considerazione contemporaneamente nel trattamento riabilitativo.

Tra le caratteristiche peculiari dell’’ATC troviamo:  la valutazione, l’’elaborazione di un piano terapeutico e il trattamento basati  sul modello “Struttura-Funzione , l’estrema attenzione alle tecniche manuali, alle guide ed alla scelta delle proposte terapeutiche in generale, l’’idea che accanto al sapere scientifico, cioè il bagaglio di conoscenze proprie del clinico che indaga e interviene sul paziente, sia utile  essere dotati di pensiero euristico e della  capacità di  approcciarsi, con metodoipotetico-deduttivo.

L’’ATC ritiene dunque che l’’intuito, sia elemento strutturale indispensabile nel ragionamento clinico tanto quanto lo sia il sapere scientifico. L’’ATC, sia in fase valutativa, quanto nel trattamento considera l’’individuo-paziente nel suo insieme,  senza distinguerlo in paziente “ortopedico” e “neurologico”, e sottolinea la necessità di non  tralasciare l’’inevitabile e importante interrelazione tra diverse componenti, come limitazioni e alterazioni delle strutture articolari, sistema nervoso centrale, alterata neuro-dinamica, disallineamenti biomeccanici, modificazioni a carico del muscolo, dolore, alterazioni delle capacità di apprendimento e di controllo motorio ed altri fattori, che intervengono nel determinare una  ridotta o alterata possibilità di movimento. Non c’’è lavoro di terapia manuale che mobilizzando un’’articolazione o un muscolo  non interessi  vie nervose e non coinvolga il Sistema Nervoso Centrale. Non c’’è manovra di allungamento muscolare che non metta in tensione il tessuto nervoso obbligandolo ad adattarsi (neuro dinamica).

Non c’’è trattamento di neuro riabilitazione che non debba fare i conti con una “periferia corporea” strutturalmente compromessa.  La disattenzione che può portare a non cogliere questo insieme” è spesso responsabile di ritardi nel processo di recupero così come di insuccessi.

Corsi ECM
Corso-ATC-Siracusa-2015rev3

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Informazioni
Provider ECM AV Eventi e Formazione
Crediti ECM 50
Data  Dal 13 Febbraio al 19 Aprile 2015
Costo € 750 00
Location  Siracusa
Destinatari Fisioterapiti – Studenti di Fisioterapia – Medici Specialisti in medicina della riabilitazione

L’approccio terapeutico combinato è frutto di una trentennale esperienza lavorativa e di studio da parte del docente in ambito neurologico e in terapia manuale e prende l’avvio dalla considerazione che la funzione e la “disfunzione” sono sempre il risultato  dell’’interazione tra vari sistemi che devono essere tenuti in considerazione contemporaneamente nel trattamento riabilitativo.

Tra le caratteristiche peculiari dell’’ATC troviamo:  la valutazione, l’’elaborazione di un piano terapeutico e il trattamento basati  sul modello “Struttura-Funzione , l’estrema attenzione alle tecniche manuali, alle guide ed alla scelta delle proposte terapeutiche in generale, l’’idea che accanto al sapere scientifico, cioè il bagaglio di conoscenze proprie del clinico che indaga e interviene sul paziente, sia utile  essere dotati di pensiero euristico e della  capacità di  approcciarsi, con metodoipotetico-deduttivo.

L’’ATC ritiene dunque che l’’intuito, sia elemento strutturale indispensabile nel ragionamento clinico tanto quanto lo sia il sapere scientifico. L’’ATC, sia in fase valutativa, quanto nel trattamento considera l’’individuo-paziente nel suo insieme,  senza distinguerlo in paziente “ortopedico” e “neurologico”, e sottolinea la necessità di non  tralasciare l’’inevitabile e importante interrelazione tra diverse componenti, come limitazioni e alterazioni delle strutture articolari, sistema nervoso centrale, alterata neuro-dinamica, disallineamenti biomeccanici, modificazioni a carico del muscolo, dolore, alterazioni delle capacità di apprendimento e di controllo motorio ed altri fattori, che intervengono nel determinare una  ridotta o alterata possibilità di movimento. Non c’’è lavoro di terapia manuale che mobilizzando un’’articolazione o un muscolo  non interessi  vie nervose e non coinvolga il Sistema Nervoso Centrale. Non c’’è manovra di allungamento muscolare che non metta in tensione il tessuto nervoso obbligandolo ad adattarsi (neuro dinamica).

Non c’’è trattamento di neuro riabilitazione che non debba fare i conti con una “periferia corporea” strutturalmente compromessa.  La disattenzione che può portare a non cogliere questo insieme” è spesso responsabile di ritardi nel processo di recupero così come di insuccessi.

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ROMA  – In riferimento al comunicato dell’8/01/2013, e allo scopo di evitare interpretazioni difformi, si rappresenta che la decisione adottata dalla Commissione Nazionale in materia di decorrenza dell’obbligo formativo in data 4 dicembre 2012 va intesa come di seguito: per i professionisti sanitari obbligati all’iscrizione all’Albo professionale per l’esercizio della professione, l’obbligo formativo decorre dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di iscrizione all’Albo professionale; per i professionisti sanitari non obbligati all’iscrizione all’Albo professionale, l’obbligo formativo decorre dal primo gennaio dell’anno successivo al conseguimento dell’abilitazione professionale. Si rende noto, inoltre, che il comunicato dell’8/01/2013 è stato modificato di conseguenza.

5 Marzo 2015