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Sperimentata in Cile, con micro alghe geneticamente modificate.
Ingegnere dell’università Cattolica del Cile di Santiago, Tomas Egana, sperimenta la prima pelle fotosintetica che può aiutare e velocizzare la guarigione e rigenerazione dei tessuti

Un trapianto di pelle attraverso micro alghe modificate geneticamente per produrre ossigeno e rigenerare la zona: all’ospedale Salvador di Santiago.Con questa tecnica i ricercatori sono pronti per la prima sperimentazione clinica su 20 pazienti che hanno riportato dei traumi, Durerà sei mesi e Se i risultati saranno positivi, sarà possibile applicarla ad altri tipi di pazienti e malattie, come i trapianti di organo e i tumori. La prima parte della ricerca si concentrerà sulle possibili applicazioni di questa tecnica sulle ferite, per ossigenarle con creme, bendaggi o suture che contengano queste micro alghe. Dopo la si proverà nei trapianti di organo, per vedere se gli organi vivono più tempo fuori dal corpo, e nelle terapie oncologiche, per consentire una maggiore eliminazione delle cellule tumorali.

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Imita le piante producendo energia pulita

Costruita la macchina ‘pulisci-aria’: imita la fotosintesi delle piante, assorbendo l’anidride carbonica e producendo al tempo stesso energia pulita. La descrivono sul Journal of Materials Chemistry A i ricercatori dell’Universita’ della Florida Centrale, guidati da Fernando Uribe-Romo. La tecnologia potrebbe aiutare a ridurre l’impatto dei gas serra e a ottenere carburanti non inquinanti. 

L’idea di base e’ quella della fotosintesi delle piante, che convertono l’anidride carbonica e la luce solare in cibo, solo che in questo caso, al posto del cibo, si produce energia solare. Gli studiosi sono riusciti a innescare una reazione chimica in un materiale sintetico (chiamato Mof), capace di scomporre l’anidride carbonica in composti organici non dannosi. 

Uno dei problemi incontrati finora era trovare un materiale capace di raccogliere i colori della luce in modo da creare reazioni chimiche e trasformare l’anidride carbonica in carburante. Molti ricercatori hanno provato diversi materiali, ma quelli capaci di assorbire la luce visibile erano rari e troppo costosi, come il platino o l’iridio. 

Il gruppo di Uribe-Romo ha usato invece il titanio, un metallo non tossico e comune, a cui gli hanno aggiunto delle molecole che funzionano da antenne ‘raccogli-luce’, e assorbono determinati colori di luce, in questo caso il blu. Per testare la loro ipotesi hanno quindi assemblato un fotoreattore a luce led blu, simile ad un lettino solare e il risultato e’ stato positivo. 

La reazione chimica innescata ha trasformato l’anidride carbonica in due forme ‘ridotte’ di carbonio (due tipi di combustibili solari) e al tempo stesso pulito l’aria. ”L’obiettivo ora e’ continuare a rifinire questo processo per renderlo piu’ efficiente”, commenta Uribe-Romo.

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I raccolti possono aumentare del 20%

Per la prima volta la fotosintesi è stata manipolata per permettere alle piante di crescere più rapidamente e fino al 20% in più, aumentando di conseguenza il rendimento dei raccolti. L’esperimento, che per ora ha solo dimostrato la fattibilità di questa tecnologia, è descritto sulla rivista Science ed è stato condotto da un gruppo di ricercatori internazionali guidato da Johannes Kromdijk dell’Università dell’Illinois.

Una scoperta dal grande potenziale in diversi campi, da quello dell’alimentazione alla produzione di energia con le biomasse, ma che secondo gli esperti richiede prudenza. Secondo Roberto Defez, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), “per poter affermare che un processo funziona, una sperimentazione va ripetuta per diversi anni, e soprattutto in campo”.

La sperimentazione è stata condotta su piante di tabacco, nelle quali i ricercatori hanno attivato tre geni allo scopo di migliorare il meccanismo di dissipazione energetica kaletra precio. La risposta è stata più che soddisfacente. In condizioni di luce variabile, le piante hanno aumentato fino al 14% la resa nel processo di fotosintesi e di fissazione del carbonio, e di conseguenza hanno aumentato del 20% la crescita di arbusto e foglie. Secondo gli autori della ricerca, questo processo potrebbe teoricamente essere applicato a tutte le principali colture.