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Tirar su e liftare un viso cadente o un collo che comincia a soffrire i segni del tempo e’ il desiderio di molte donne e uomini ma spesso il timore di sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico, fa desistere i pazienti dall’intento di realizzare questo sogno.



Sembra trascorso un secolo quando poco piu’ di 15 anni fa veniva introdotta la Luce pulsata ad alta intensita’ che soppiantava gli antecedenti laser resurfacing.



In seguito sono arrivate le apparecchiature “frazionate”, delle radiofrequenze mono e bipolari e di tutte quelle metodiche in grado di stimolare le fibre di collagene presenti nel derma migliorando di conseguenza il tono ed il trofismo della cute. E’ stata poi la volta del lifting dolce senza bisturi con microfili bioassorbili.



Le tecnologie minimamente invasive per simulare un lifting chirurgico hanno fatto un altro passo avanti. Durante il 14esimo Aesthetic & Anti-Aging Medicine World Congress svoltosi nel Principato di Monaco lo scorso aprile gli esperti hanno fatto il punto sugli ultrasuoni micro focalizzati ed ecoguidati capaci di fornire uno stimolo selettivo sui tessuti per arrivare alla fascia muscolare.



Questa tecnica e’ l’unica ad aver ottenuto, come riconoscimento scientifico, l’approvazione a “lifting non chirurgico” di viso e collo, da parte del FDA, il severo organo di controllo Americano grazie anche agli oltre 500.000 trattamenti gia’ eseguiti.



“Pur non potendosi paragonare ad un lifting chirurgico” spiega Francesco Madonna Terracina, chirurgo plastico e docente alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica di Roma “si puo’ affermare che con gli ultrasuoni microfocalizzati si e’ aperta una nuova e decisamente più avanzata era tecnologica”.



“Si tratta di una tecnica indolore, priva di effetti collaterali, che consente a tutti i pazienti di riprendere le proprie attivita’ sociali e lavorative nell’immediato”. Niente aghi, bisturi o siringhe ma semplicemente un manipolo che in maniera altamente selettiva stimola la cute e permette di tonificare e liftare i tessuti trattati ridefinendo i contorni del viso.

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Cresce la popolazione tatuata e in particolare i baby tatuati che ormai sono il 7,7% di quelli fra i 12 e i 17 anni.

Il dato emerge dalla prima fotografia ufficiale del fenomeno che arriva dall’Istituto Superiore di Sanità. In alcune regioni come la Sicilia è completamente vietato per gli under 18, in altre come la Toscana è vietato sotto i 14 anni e il consenso informato deve essere firmato dai genitori.

Le precedenti indagini sul fenomeno condotte dall’Eurispes confermano l’aumento del fenomeno dei baby tatuati, ben percepito da chi si occupa di giovani. Ed un altra recente ricerca dell’Università romana di Tor Vegata dice che un quarto dei liceali che si sono sottoposti a tatuaggi e piercing ha avuto problemi di infezioni. Ma anche l’attenzione da parte di mamma e papà sul fenomeno sembra in alcuni casi lacunosa.

Alberto Renzoni, esperto dell’Istituto Superiore di Sanità che ha coordinato l’indagine sottolinea come in generale solo il 22% di chi si è rivolto a un centro per tatuarsi non ha firmato il consenso informato. ”E’ invece necessario non solo firmarlo ma che nel farlo ci sia un reale consenso e una reale informazione, considerato inoltre che una fetta consistente delle persone tatuate è rappresentato da minori che potrebbero farlo solo con il consenso dei genitori”.

Iniziare presto, come i baby tatuati, inevitabilmente aumenta il rischio di entrare nel grande gruppo dei ”pentiti”: di chi cambia idea e si rivolge al un medico per cancellare un disegno che non si vuole piu’ portare sul proprio corpo.

Il 17,2% dei tatuati italiani ha dichiarato di voler rimuovere il proprio tatuaggio e di questi il 4,3% l’ha già fatto. I costi per l’intervento con il laser – unico sistema a disposizione dopo che alcune creme cancella-tattoo sono state ritirate dal mercato per pericolosita’ – sono elevati.

Servono non meno di 4 sedute per fare sparire un tatuaggio, ma a seconda delle dimensioni ne possono servire anche 10, un anno circa di lavoro con costi che variano dal mille ai 5 mila euro, ha spiegato Francesco Madonna Terracina, chirurgo plastico e docente di laser terapia alla scuola di medicina estetica della Fondazione Fatebenefratelli a Roma.