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Gli interventi chirurgici del femore per gli over 65 sono in continuo aumento. Secondo gli ultimi dati oltre 120 mila interventi sono stati eseguiti in Italia ogni anno.
La Otodi (Ortopedici Traumatologi Ospedalieri d’Italia), durante un congresso a Riccione ha reso noto che i costi di ricovero, assistenza e pensioni di invalidità si aggirano intorno a 1,2 miliardi l’anno.
Giorgia Maria Calori, presidente del Congresso e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Ricostruttiva e Revisione Protesica dell’Apparato Locomotore della ASST Centro Specialistico Ortopedico e Traumatologico Gaetano Pini-Cto di Milano ha sottolineato che: “il paziente anziano non può aspettare per poter essere reinserito a una vita normale. Allo stesso tempo deve poter usufruire di un’assistenza e di cure adeguate al fine di impedire eventuali complicazioni che potrebbero seriamente comprometterne il recupero. La disabilità, infatti – prosegue l’ortopedico – è senza alcun dubbio più penalizzante per il paziente fragile perché va ad aggiungersi ad una condizione pregressa già compromessa”.
Quindi è necessario aumentare gli standard di assistenza e cura di questi pazienti nel quadro di un miglioramento della loro qualità di vita.

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Patologia costa 7 miliardi l’anno. Nuove linee guida Osteoporosi

L’80 per cento delle persone che hanno avuto una frattura non ha una diagnosi corretta, non viene curato adeguatamente ed è a rischio di nuove fratture. I dati OsMed, Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, rivelano un quadro preoccupante. Viene stimato che un milione e 200mila italiani si trovi in questa situazione, soprattutto anziani fragili che con una terapia farmacologica potrebbe mantenere in sicurezza lo scheletro e avere maggiori possibilità di autonomia. L’allarme è stato lanciato da otto società scientifiche, Sie, Sigg, Simfer, Simg, Simi, Siommms, Sir e Siot, che hanno creato una Commissione che ha prodotto le nuove Linee Guida sulla gestione dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità impegnandosi a diffondere tra i 30 mila medici associati concetti scientifici moderni e indicazioni pratiche. L’impatto economico di una patologia così diffusa è molto elevato: il costo per il trattamento delle fratture da osteoporosi supera i 7 miliardi di euro all’anno, di cui ‘soltanto’ 360 mila per la prevenzione farmacologica secondaria.
In Italia l’impatto epidemiologico dell’osteoporosi è molto elevato, hanno spiegato gli esperti in una conferenza stampa al Cnr. Ne soffrono tre milioni e mezzo di donne e un milione di uomini. E, poiché nei prossimi 20 anni la percentuale della popolazione italiana al di sopra dei 65 anni aumenterà del 25%, ci dovremo attendere un proporzionale incremento dell’incidenza della malattia. Nella popolazione ultracinquantenne il numero di fratture di femore per anno supera le 90.000, e, per quelle vertebrali nel 2010 sono stati riportati più di 70.000 accessi al Pronto Soccorso, ma, considerando che molte non vengono diagnosticate, si ritiene che il loro numero complessivo sia di almeno 10 volte superiore.
Le fratture osteoporotiche, vertebrali e femorali, aumentano il rischio relativo di mortalità, è stato spiegato, per quelle del femore è di circa 5-8 volte nei primi 3 mesi dall’evento, diminuendo nei successivi 2 anni, ma resta comunque elevato anche al follow-up a 10 anni. In termini assoluti l’incidenza è fino al 9% ad un mese dalla frattura e del 36% ad un anno, sostanzialmente sovrapponibile a quella per ictus e carcinoma mammario e superiore di 4 volte a quella per carcinoma endometriale. Il 50% delle donne con una frattura del femore presenta, inoltre, una consistente riduzione del livello di autosufficienza che, in circa il 20% dei casi, comporta l’istituzionalizzazione a lungo termine.
Claudio Marcocci, presidente Siommms, ha ottenuto che nei prossimi anni queste patologie vengano insegnate nel corso di laurea in Medicina.

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Si trova in legumi e frutta secca, spesso è carente negli anziani

Insieme al calcio e alla vitamina D, il magnesio potrebbe essere la chiave per prevenire una delle più frequenti cause di disabilità nella mezza età tra le persone anziane, ovvero le fatture. Lo conferma uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Epidemiology.
Il magnesio è un nutriente essenziale ed è una componente importante del tessuto osseo. Anche se alcune ricerche ne hanno dimostrato l’effetto benefico sulla salute delle ossa, nessuno studio è stato in grado di mostrare il suo effetto sulle fratture. Quello che invece si sa è che bassi livelli ematici di questo oligoelemento sono comuni nella popolazione, soprattutto tra gli anziani, i più soggetti a fratture. Questa carenza in genere non provoca sintomi evidenti e non viene normalmente misurata in ospedale, pertanto gli individui con bassi livelli di magnesio sono difficili da identificare. Per verificarne le conseguenze, i ricercatori delle Università di Bristol e della Finlandia Orientale hanno seguito 2.245 uomini di mezza età per un periodo di 20 anni, scoprendo che quelli con più bassi livelli di magnesio nel sangue avevano un aumento del rischio di fratture, in particolare dell’anca. Mentre il rischio di avere una frattura è risultato ridotto del 44% negli uomini con elevati livelli di magnesio. Il magnesio viene assunto attraverso acqua e cibi come verdura a foglia verde, frutta a guscio, cacao, legumi e farine integrali. Ma questa assunzione potrebbe essere ostacolata nel caso di anziani che hanno difficoltà a mantenere un’alimentazione sana, così come per persone con disturbi intestinali o che assumono alcuni farmaci. In questi casi assumere integratori potrebbe essere un modo efficace di compensare la carenza. Questi risultati, inoltre, concludono gli autori, potrebbero suggerire di includere la misurazione del magnesio tra gli esami del sangue periodici, soprattutto per gli anziani.

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Considerata antinfiammatoria ma amica delle ossa delle donne

Frutta, verdura, pesce e cereali integrali. Ecco la dieta ‘amica’ della salute delle ossa delle donne. Una dieta considerata anti-infiammatoria e che può prevenire anche le fratture. A esaminarne i benefici uno studio della Ohio State University, pubblicato sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research. Gli studiosi hanno preso in esame un’ampia ricerca condotta su donne di età compresa tra i 50 e i 79 anni dal 1993 al 1998, la Women’s Health Initiative, analizzando i dati sulla dieta di 160191 donne e assegnando a 32 componenti di cibi, in particolare consumati nei tre mesi precedenti all’arruolamento allo studio, un punteggio in termini di infiammazione.
Per 10mila donne sono stati poi raccolti dei dati sulla densità minerale delle ossa, mentre per tutto il campione sono stati esaminati dati relativi alle fratture. Dai risultati è emersa una correlazione fra una dieta altamente infiammatoria e fratture nelle donne di meno di 63 anni, in particolare con un rischio di frattura all’anca maggiore del 50 per cento rispetto a quelle che si posizionavano nel gruppo con punteggi infiammatori più bassi. “Questo suggerisce che una dieta di alta qualità e meno infiammatoria può essere particolarmente importante nella riduzione del rischio di frattura dell’anca nelle donne più giovani”, scrivono i ricercatori. Non solo: se è vero che le donne che seguivano una dieta meno infiammatoria avevano una più bassa densità minerale ossea all’inizio dello studio, probabilmente per una costituzione corporea più piccola, ne hanno persa comunque meno rispetto alle loro coetanee in sei anni di osservazione.

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Boom fratture soprattutto al Sud, con il grande freddo anche picco influenza

A causa del ghiaccio che si e’ formato sulle strade, gli ospedali, soprattutto al sud, stanno registrando un boom di accessi per fratture. E’ Claudio Cricelli presidente della Simg, la societa’ italiana di Medicina Generale, a riferirlo, lanciando un appello: ”gli anziani non devono uscire di casa”. ”Ci premuniamo di lanciare allarmi durante le ondate di calore durante l’estate ma il freddo e’ un pericolo piu’ grande, causa piu’ vittime soprattutto fra gli anziani”, commenta Cricelli. Il freddo di questi giorni inoltra di accompagna ad una grande recrudescenza delle malattie respiratorie: ”gia’ da questa settimana siamo nel periodo epidemico. L’influenza tuttavia si sta dimostrando piu’ aggressiva nei confronti dei bambini che sono stati vaccinati di meno rispetto agli anziani”.