Medical News

Riparte mercoledì 16 ottobre il corso antifumo gratuito, organizzato come ogni anno dal Serd – Servizio Dipendenze della Asl Toscana sud est, di Grosseto, diretto dal dottor Fabio Falorni.

Il corso “Liberi dal fumo e stili di vita sani” si svolgerà nella sede del Servizio Dipendenze di via Don Minzoni 9, dalle 18.15 alle 19.45, per dieci incontri, a partite dal 16 ottobre. Per iscriversi basta telefonare ai numeri 0564 483741 oppure 0564 483718, o inviare una email all’indirizzo: paolacarmela.valenziano@uslsudest.toscana.it.

L’iniziativa ha l’obiettivo di aiutare chi ha deciso di smettere di fumare a mettere in pratica questa scelta, anche grazie al sostegno del gruppo “Liberi dal fumo”. Al corso può iscriversi sia chi ha deciso di smettere di fumare ma anche chi non ha ancora deciso e cerca una motivazione per farlo e il senso di condivisione di un’esperienza può essere realmente utile a tal fine. La tecnica di disassuefazione si basa su un approccio cognitivo-comportamentale che unisce le tecniche psicologiche al mutuo-aiuto tra i componenti del gruppo ed è impostato sugli stili di vita che promuovono salute e benessere della persona, raccomandati anche dall’OMS – Organizzazione Mondiale Salute:  niente fumo, né alcol, attività fisica (meglio se all’aperto), consumare 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere. Alla luce di questo infatti il SerD si avvale anche della collaborazione dell’Educazione alla Salute, diretta dal dottor Claudio Pagliara.

Il programma prevede inoltre esercizi di rilassamento e di respirazione, percorso dei 5 sensi al Parco della Maremma e attività fisica all’aperto nel verde con la collaborazione della UISP.

Nel gruppo “Liberi dal fumo” si pone quindi attenzione anche all’ambiente, dato che dalla sua salvaguardia dipende la salute delle persone.

“Il gruppo è un percorso di crescita insieme, di scambio di esperienza, di arricchimento e di supporto. – afferma Paola Valenziano, sociologa Asl che coordina i corsi –  Il gruppo è il luogo dove può aumentare la motivazione. La decisione di dire stop al fumo è qualcosa di straordinario perché porta a un vero e proprio cambiamento di vita. Tra il 2018 e il primo corso del 2019 hanno partecipato 27 persone (12 femmine e 15 maschi), di cui 11 hanno smesso di fumare a fine corso, corrispondente al 40%”.

Medical News

Da lunedì 6 maggio dieci incontri per dire addio alle sigarette
Lunedì 6 maggio, al Centro antifumo di Vignola, prende il via il corso per smettere di fumare. Il percorso, della durata di due mesi (dieci gli incontri previsti), utilizza una metodica di tipo cognitivo-comportamentale, il cui vantaggio risiede nell’auto mutuo aiuto tra i fumatori che partecipano al gruppo e nel percorso di consapevolezza sui meccanismi della dipendenza. Al gruppo si accede dopo un colloquio preliminare; è possibile inoltre effettuare consulenza pneumologica.
 
Altri corsi sono in fase di organizzazione negli altri Centri antifumo della provincia: in base al Distretto di residenza, gli interessati potranno rivolgersi alla segreteria del Centro antifumo più vicino per avere informazioni sui corsi e conoscere le date di inizio. Tutti i corsi sono gratuiti, non prevedono pagamento del ticket.
 
“Smettere di fumare è un’azione importante per la nostra salute e per quella delle persone che ci circondano. Affrontare la dipendenza con uno sforzo minimo, oggi è possibile – sottolinea Massimo Bigarelli, coordinatore del progetto tabaccologico dell’Azienda USL di Modena – imparando insieme a dei compagni di viaggio le regole fondamentali per smettere e per restare non fumatori per il resto della propria vita”.
 
I dati
Gli ultimi dati disponibili, quelli del Sistema di sorveglianza Passi riferiti al periodo 2014-2017, dicono che a fumare in provincia di Modena è il 28% delle persone tra 18 e 69 anni, vale a dire oltre 129mila persone. Una percentuale in linea con quella regionale e con quella nazionale. Pochi sono i fumatori occasionali (4%) mentreil 26% è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno). Poco meno del 2% le persone 18-69enni che hanno riferito di utilizzare la sigaretta elettronica, pari a circa 11mila e 900 persone (il 5,9% fa uso di entrambe).
 
L’elenco dei Centri antifumo dell’Azienda USL di Modena
Carpi: P.le Donatori di Sangue 3 – tel. 059 659921
Castelfranco Emilia: P.le Grazia Deledda – tel. 059 929357
Mirandola: Via L. Smerieri 3 – tel. 0535 602434
Modena: c/o ex Ospedale Estense, V.le V. Veneto 9 – tel. 059 436147
Pavullo: Via Ricci 2 – tel. 0536 309721
Sassuolo: Via Cairoli 19 – tel. 0536 863658
Vignola: Via Paradisi 3 – tel. 059 7574650

Medical News

Continuano i corsi per smettere di fumare promossi dalla Asl Toscana sud est. Il prossimo, il 59°, prenderà il via ad Arezzo all’inizio del mese di settembre.

Smettere di fumare non è facile, ma è possibile. La maggior parte dei fumatori ci riesce soltanto dopo alcuni tentativi, magari ricorrendo all’aiuto ed al supporto di esperti.

La durata del corso è di circa 2 mesi e si basa su incontri settimanali (due nel primo mese ed uno nel secondo) in orario pomeridiano, dalle 17,30 alle 18,45.


Chi è interessato può contattare la d.ssa Eleonora La Ferla ai numeri 0575/255943 oppure 0575/255935 (tutti i giorni feriali dalle 8 alle 14) e fissare la prima visita, che è gratuita.



Il programma di disassuefazione, attuato con metodologie sperimentate e efficaci in gruppi da 15 a 20 pazienti, si basa su un approccio integrato medico-psicologico e porta a favorire la cessazione dell’abitudine al fumo.
Nel 2017, nell’Area Aretina, il 75% dei partecipanti ai corsi ha smesso di fumare a fine trattamento; il 60% è rimasto non fumatore a distanza di 3 mesi.

Medical News

Il 12% degli adolescenti è tabagista, 1 su 5 vive in casa con adulti fumatori

Il pediatra per smettere di fumare.
E’ l’idea di varie società scientifiche (Fimp, Simri e Aipo), che si sono ‘alleate’ per migliorare la preparazione dei medici che devono convincere giovani e genitori a smettere per sempre con le sigarette. In Italia, infatti, un bimbo su 5 cresce in una casa in cui gli adulti fumano regolarmente e il 12% degli adolescenti è già tabagista.
Convincere i genitori di bambini con malattie respiratorie a smettere per sempre di fumare e, al tempo stesso, aiutare gli adolescenti a buttare via il pacchetto di sigarette prima che sia troppo tardi. Si tratta di due interventi di prevenzione strettamente correlati. In Italia infatti, ricordano gli esperti, un bambino su cinque cresce in una casa in cui è consentito fumare e questo aumenta il rischio di acquisire uno stato di dipendenza da grandi ma anche di sviluppare precocemente una malattia fumo correlata. Il pediatra può però svolgere un ruolo educativo importante. Per questo motivo, al fine di fornire una corretta preparazione ai professionisti, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la Società di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) danno il via a un progetto educazionale dal titolo “Il pediatria come facilitatore di smoking cessation”. Dopo il primo corso che si è svolto a Salerno, le attività formative si sposteranno a Roma, Torino e Firenze.
Obiettivo dei corsi, condotti con modalità interattiva, è quello di fornire strumenti adeguati ad affinare le competenze del pediatra per stimolare, orientare e gestire il problema del tabagismo nei genitori (comprese le donne in gravidanza) e nei più giovani. “Vogliamo porre le basi di una rete che metta in relazione gli interventi di primo livello messi in atto dal pediatra con quelli di secondo livello effettuati nei centri antifumo pneumologici – afferma Renato Cutrera, presidente Simri -. Il fumo, sia attivo che passivo, è infatti uno dei principali fattori di rischio per le malattie respiratorie infantili come l’asma”.
Gli interventi non sono però rivolti solo ai pazienti ma soprattutto ai cittadini non sintomatici ancora giovani per orientarli nell’ottica di una strategia di prevenzione dei danni da fumo di tabacco. Il “12% degli adolescenti italiani fuma regolarmente, aggiunge Giampietro Chiamenti, presidente FIMP – e otto tabagisti su dieci hanno iniziato a fumare prima di aver compiuto 20 anni. Stiamo dunque parlando di un comportamento estremamente pericoloso e che interessa anche i giovani. Il pediatra può e deve fare di più per educare sia i ragazzi che i genitori. Con questa iniziativa itinerante vogliamo migliorare la preparazione degli specialisti su un tema di salute pubblica sempre più importante”. “E’ la prima volta – afferma Paola Martucci dell’AIPO – che due Società Scientifiche di Medicina Respiratoria, una dell’età pediatrica e l’altra dell’età adulta, si incontrano su un tema condiviso di prevenzione delle malattie respiratorie. I tempi sono maturi perché si attuino azioni sinergiche per la lotta contro il fumo, condividendo percorsi diagnostico e terapeutici comuni adattati alle varie fasi della vita”.