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In occasione della stagione di raccolta funghi Asl 3 ricorda che i cittadini possono far controllare gli esemplari raccolti (integri) rivolgendosi alle due sedi dell’Ispettorato micologico Asl3. Il servizio è disponibile il lunedì e giovedì dalle 11.30 alle 12.30 in via Archimede 30 A e il lunedì e venerdì dalle 11.30 alle 12.30 nella sede di Fiumara (via Operai 80). Qualora il micologo fosse impegnato per servizio esterno nei giorni e orari indicati, potrà essere contattato il Coordinatore dei micologi al seguente numero: 328 04 74 988
“Raccomandiamo – spiega Fabio Romairone, Coordinatore Tecnici della Prevenzione Nucleo Fiumara Asl3 – il controllo micologico al fine di prevenire intossicazioni da funghi tossici, o peggio, potenzialmente mortali. E’ assolutamente sconsigliato il consumo di funghi di cui non si ha certezza di commestibilità o che sia stata sommariamente garantita da raccoglitori non esperti. I funghi devono comunque provenire da luoghi sani e habitat che non siano nelle vicinanze di discariche, cimiteri, zone industriali. Bisogna diffidare dei metodi empirici di riconoscimento dei funghi ivi compreso la morsicatura di animali che, mai, è caratteristica di commestibilità. L’unica sicurezza – conclude Romairone – è il controllo presso gli esperti micologi che oltre a permettere un consumo sicuro è anche utile per imparare a conoscere le specie”.
Sul sito aziendale Asl3, accessibile dall’homepage, è disponibile un approfondimento a cura degli esperti con indicazioni utili e le domande più frequenti sul tema: Funghi in sicurezza: la parola all’esperto.

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Il Servizio di Micologia dell’ASL VCO anche quest’anno dal 27 agosto al 31 ottobre 2018 è a disposizione per la verifica della commestibilità dei funghi raccolti.
I raccoglitori di funghi potranno rivolgersi, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 14,00 alle ore 16,00, presso le segreterie del Dipartimento di Prevenzione, situate a:
Domodossola in Via Scapaccino 47
Verbania in viale Sant’Anna, 83
Omegna in via IV Novembre, 294
I venditori di funghi, potranno rivolgersi presso le stesse sedi, con le seguiti modalità:
– a Domodossola lunedì e mercoledì dalle ore 8,45 alle ore 9,15 – venerdì dalle ore 14,30 alle ore 15,30
– a Verbania su appuntamento chiamando il numero 0323-541441
– ad Omegna su appuntamento chiamando il numero 0323-868040
Si invita la popolazione ad utilizzare il servizio offerto dai professionisti dell’ASL nel modo più ampio possibile.
Ai venditori in possesso di abilitazione alla vendita si chiede di rispettare il regolamento a suo tempo fornito ricordando che i ristoratori che utilizzano funghi epigei spontanei devono utilizzare funghi certificati.

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Da lunedì 2 ottobre i micologi Assl saranno nuovamente a disposizione dei raccoglitori per verificare la commestibilità degli esemplari raccolti


Da lunedì 2 ottobre gli esperti dell’Ispettorato micologico, attivo gratuitamente presso il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) della della Ats-Assl di Oristano, saranno nuovamente a disposizione dei raccoglitori di funghi spontanei per verificarne la commestibilità e garantirne il consumo in piena sicurezza. 
Il servizio ha sede a Oristano (via Carducci, 35 – 4° piano) ed è aperto nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00, senza prenotazione. Sarà possibile accedere allo sportello anche al fuori dei giorni ed orari di apertura, previo appuntamento telefonico chiamando i numeri 0783.317787/317005/317721, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00. 
E’ opportuno che i funghi presentati all’Ispettorato micologico siano contenuti in cestini rigidi e forati, possibilmente suddivisi per specie, interi, freschi, puliti e ben conservati. È inoltre necessario portare con sé l’intero raccolto e non solo un campione, perché fra quelli non controllati potrebbe essere presente un esemplare non commestibile. I micologi Assl consigliano, in ogni caso, di non mangiare mai funghi della cui commestibilità non si sia certi e di non consumarli crudi, né in grandi quantità. E’ buona norma, poi, evitare la raccolta indiscriminata di esemplari troppo giovani o troppo maturi, ammuffiti o alterati e fare attenzione a quelli che crescono in zone a rischio inquinamento, nei pressi di discariche, strade ad alto traffico, aree trattate con pesticidi. Infine si raccomanda di staccare delicatamente i funghi dal terreno, nel rispetto dell’ecosistema, e trasportarli in cestini rigidi e forati, per favorire la diffusione delle spore. In caso invece si verifichino dei disturbi dopo aver consumato funghi, è consigliabile recarsi immediatamente al Pronto Soccorso, portando con sé eventuali avanzi del pasto per permettere ai sanitari di identificare tempestivamente le cause del problema. 
Oltre che fornire consulenza gratuita e qualificata ai raccoglitori, l’Ispettorato micologico rilascia le certificazioni sanitarie di commestibilità per la vendita al dettaglio e la somministrazione dei funghi spontanei, vigila sul loro commercio e sulla somministrazione nei pubblici esercizi, promuove iniziative di informazione-educazione sanitaria della popolazione e organizza corsi di formazione in ambito micologico. Gli operatori del Sian, infine, offrono agli operatori di Pronto soccorso la propria collaborazione, garantita h 24 nei periodi di maggior rischio, in caso di eventuali intossicazioni causate dall’ingestione di funghi velenosi.

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Dal mese di ottobre ripresa a pieno regime l’attività di consulenza gratuita sulla commestibilità degli esemplari raccolti

Con l’arrivo delle prime piogge, ha preso il via nelle campagne la raccolta di funghi spontanei, un’attività che potrebbe esporre al rischio di intossicazioni alimentari. Per evitare questo pericolo, i raccoglitori possono rivolgersi all’Ispettorato micologico, un servizio che fornisce consulenza gratuita e qualificata sulla commestibilità delle specie raccolte. 

Attivato dal SIAN (Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione) della ASL 5, l’Ispettorato micologico svolge attività di prevenzione e vigilanza: oltre che consulenze ai raccoglitori, il servizio rilascia le certificazioni sanitarie di commestibilità per la vendita al dettaglio e la somministrazione dei funghi spontanei, vigila sul loro commercio e sulla somministrazione nei pubblici esercizi, promuove iniziative di informazione-educazione sanitaria della popolazione e organizza corsi di formazione in ambito micologico. Gli operatori del SIAN, infine, offrono agli operatori di Pronto soccorso la propria collaborazione, garantita h 24 nei periodi di maggior rischio, in caso di eventuali intossicazioni causate dall’ingestione di funghi velenosi. 

Dal mese di ottobre l’Ispettorato micologico opera nei seguenti giorni ed orari: 


ORISTANO

Via Carducci, 35 4° piano – lunedì, mercoledì, venerdì, ore 9.00- 13.00 


GHILARZA

Piazza San Palmerio – lunedì, ore 10.00– 13.00 

Sarà possibile accedere al servizio al fuori dei giorni ed orari di apertura degli sportelli esclusivamente previo appuntamento telefonico, chiamando i numeri 0783. 317005 / 317787. 

Si ricorda che i funghi devono essere portati all’Ispettorato micologico in cestini rigidi e forati, possibilmente suddivisi per specie, e devono essere interi, freschi, puliti e ben conservati. È inoltre necessario portare con sé l’intero raccolto e non solo un campione, perché fra quelli non controllati potrebbe nascondersi un esemplare non commestibile. I micologi Asl consigliano comunque di non mangiare mai funghi della cui commestibilità non si sia certi e di non consumarli crudi, né in grandi quantità. E’ inoltre opportuno evitare la raccolta indiscriminata di esemplari troppo giovani o troppo maturi, ammuffiti o alterati e fare attenzione a quelli che crescono in zone a rischio inquinamento, nei pressi di discariche, strade ad alto traffico, aree trattate con pesticidi. Infine, nel rispetto dell’ecosistema, si raccomanda di staccare delicatamente i funghi dal terreno e trasportarli in cestini rigidi e forati, per favorire la diffusione delle spore. In caso invece si verifichino dei disturbi dopo aver consumato funghi, è consigliabile recarsi immediatamente al Pronto Soccorso, portando con sé eventuali avanzi del pasto per permettere ai sanitari di identificare tempestivamente le cause del problema.

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Ha un’incidenza maggiore dell’ infarto, con 60mila morti ogni anno solo in Italia ed un tasso del 40-60% di mortalità ospedaliera nelle forme più gravi: è la Sepsi – una grave forma di infezione caratterizzata da un’abnorme risposta infiammatoria messa in atto dall’organismo – di cui domani si celebra la Giornata Mondiale, con l’obiettivo di far conoscere questa patologia molto pericolosa e tuttavia ancora poco nota.

1)E’ Pericolosa? In Europa si verificano circa 400 casi di sepsi su 100.000 abitanti ogni anno, un’incidenza che supera quella dell’infarto del miocardio e dei tumori. In Italia si stima che ci siano 60.000 morti all’anno per sepsi.

2)Chi mi può aiutare? Il tuo medico di famiglia potrà essere il primo che individua una possibile infezione ed inizia il trattamento. Molto spesso fattori predisponenti del paziente, quali età avanzata, utilizzo di terapie immunosoppressive, presenza di malattie croniche, fanno sì che la terapia di prima linea non sia sufficiente e si renda necessario l’accesso in ospedale per un ricovero.

3)Come faccio ad accorgermene? È necessario chiamare il medico o recarsi in pronto soccorso in caso di: febbre alta (oltre 38,5 gradi che non passa per 24-48 ore nonostante gli antifebbrili) soprattutto se accompagnata da fatica a respirare, malessere e ipotensione con svenimenti; riduzione consistente della diuresi per 24-48 ore; stato di coscienza alterato; gonfiore alle gambe o alle braccia; comparsa di petecchie. Nei bambini sono ulteriori importanti campanelli di allarme il vomito, il mal di testa e la sonnolenza.

4)Come faccio a curarmi? Se l’infezione è localizzata, il trattamento a domicilio con antibiotici può essere sufficiente. Nei casi più gravi, è necessario il ricovero in ospedale, talvolta in terapia intensiva per un trattamento rianimatorio delle funzioni vitali che vengono messe in crisi dalla sepsi.L’esperienza degli ultimi 10 anni ha dimostrato che l’applicazione adeguata nel tempo e nei modi dei trattamenti riduce significativamente la probabilità di morte per sepsi.

5)Come posso prevenirla? La prevenzione delle infezioni è uno dei modi migliori per prevenire la sepsi. Un ruolo fondamentale lo ricopre l’igiene delle mani. Lavarsi accuratamente le mani è il singolo fattore più importante nel ridurre il rischio di sepsi in strutture sanitarie e nella comunità. Almeno il 20% dei casi di sepsi contratte nelle strutture sanitarie sono prevenibili attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche.

6)Quali sono le cause? La diffusione dei germi responsabili è ubiquitaria, dalla comunità fino agli ospedali dove i germi continuamente sottoposti ai trattamenti antimicrobici sviluppano sempre maggiori meccanismi di resistenza, risultando quindi più difficili da trattare e debellare.

7)Chi sono i responsabili della sepsi? La sepsi è causata per lo più da batteri, ma anche da virus o funghi o protozoi.

8)Le vaccinazioni sono utili? Vaccinare i bambini protegge i loro nonni. La vaccinazione dei bambini conduce a un meccanismo più grande conosciuto come “immunità di gregge”, interrompendo catene di infezione e conseguente minor numero di malattie.

9)Gli antibiotici fanno male? No, l’antibiotico cura l’infezione. Tuttavia, l’uso indiscriminato di antibiotici deve essere fermato, perché la loro eccessiva somministrazione negli ultimi anni ha portato ad un drastico aumento della presenza di batteri resistenti.

10)Perchè non ne ho mai sentito parlare prima? È un gigante ancora poco noto. Anche in ambito sanitario la sepsi è un nemico spesso sottostimato e contro il quale si utilizzano frequentemente risorse diagnostiche e terapeutiche insufficienti nei tempi e nei modi.