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Dal gennaio 2016 a oggi, sono circa 19mila i casi di morbillo segnalati e, 44 i morti. In cima alla lista in Europa stanno Romania, Italia e Germania come segnala il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
Se il morbillo continua a colpire è a causa del basso livello di protezione vaccinale. La mappa della copertura vaccinale dell’Ecdc evidenzia che in Italia è sotto l’84%, insieme a Francia e Romania, mentre in Germania, Inghilterra, Austria e Polonia è tra l’84 e 94%, in Spagna e Svezia è tra il 95 e 99%. L’aumento dei casi ha coinvolto tutte le fasce d’età. Occorre pertanto interrompere il contagio – evidenzia l’Edcd rispettando le dosi di vaccinazione, soprattutto per proteggere i bambini sotto l’anno di vita, troppo piccoli per ricevere la dose di vaccino e a rischio per le conseguenze del morbillo.

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Per esperto capaci già a 4-5 anni, ‘divieti non funzionano’

La regola di ‘non giocare col fuoco’ per i bambini può portare all’effetto opposto, ed è meglio insegnare loro a ‘bruciare responsabilmente’. Ne è convinto Kain Karawhan, un artista tedesco scovato dal New York Times che ha già insegnato il suo metodo a oltre 2mila educatori in Germania.
L’esperto insegna ai bambini già a 4-5 anni come tenere in mano un fiammifero o un accendino e come usarli per accendere candele e piccoli falò, sempre sotto la supervisione di un adulto, in modo tale da soddisfare le curiosità sul fuoco senza sentire il bisogno di farlo in segreto. Recentemente ha iniziato a usare questi bimbi come ‘esperti’, chiedendo loro di trasmettere le conoscenze a loro volta a compagni più piccoli, di 3 anni. “Questo lavoro cerca di prevenire le tragedie causate dai bambini che giocano in segreto con il fuoco – spiega l’ideatore -. I bambini che bruciano qualcosa non lo dicono ai genitori per paura di punizioni, e ancora peggio qualche volta si nascondono subito dopo averlo fatto, finendo per morire a causa del fumo. Sono ormai dieci anni che insegno queste cose, e non c’è stato ancora nessun bambino che ha dato fuoco a qualcosa”.
Solo negli Usa, dove le linee guida dei Vigili del Fuoco affermano che i bambini non devono giocare con il fuoco, ogni anno ci sono 49mila incendi causati da bimbi sotto i 6 anni. La tradizione ‘proibizionista’, spiega al quotidiano Daniel Fessler, antropologo dell’università della California, riguarda solo i paesi più industrializzati, mentre dove il fuoco è ancora un elemento centrale della vita di tutti i giorni si impara a usarlo molto prima. “In almeno 19 società, dagli Yanomami in Venezuela ai Kipsigis in Kenya, i bambini imparano molto presto cos’è il fuoco, e sono in grado di maneggiarlo tra 5 e 8 anni”.
In Italia, secondo uno studio sul sito dei Vigili del Fuoco, circa il 60% degli incendi si verifica in casa, anche se non ci sono indicazioni su quanti siano provocati da bambini.
L’opuscolo sulla sicurezza prodotto dal ministero della Salute contiene l’indicazione “Accendini e fiammiferi devono essere posti in cassetti chiusi a chiave o zone custodite”. In Germania invece molti dipartimenti dei Vigili del Fuoco hanno un atteggiamento più indulgente, anche per il lavoro di Günter e Gryta Julga, una coppia di Amburgo in cui lui era Vigile del Fuoco e lei insegnante che negli anni ’80 hanno sviluppato un programma educativo che rimuoveva le proibizioni sul fuoco.

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Nel 2050 la popolazione anziana del pianeta raddoppierà. Dagli attuali 900 milioni, si arriverà a quasi due miliardi, una cifra che potrebbe essere maggiore se le condizioni di vita miglioreranno e se la scienza medica farà progressi più rapidi.

E’ quanto emerge dal nuovo rapporto sull’invecchiamento e la salute lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità durante la Giornata internazionale degli anziani tenutasi la scorsa settimana. Secondo il documento, per la prima volta nella storia, la maggior parte delle persone raggiunge e supera i 60 anni, mentre 125 milioni di persone nel mondo raggiungono gli 80; entro il 2050 molti di questi anziani – 120 milioni – vivranno in Cina, mentre 434 milioni nel resto mondo.

Nel 2050, secondo il Rapporto dell’Oms, l’80% della popolazione anziana vivrà nei Paesi a medio e basso reddito. In Europa, la popolazione anziana è aumentata dal 10% al 20% in circa 150 anni, nei paesi come Brasile, Cina e India ci vorranno poco più di 20 anni per raggiungere lo stesso cambiamento a causa del più alto tasso di natalità.

“L’agenda globale di sviluppo deve adottare cambiamenti in linea con una società più anziana pensando in particolare le donne che costituiscono la porzione piu’ consistente degli ‘over 60′”, ha detto Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini secondo cui, contrariamente a quanto si pensi, ci sono poche prove a dimostrazione che la terza età di oggi sia vissuta più in salute rispetto alle generazioni precedenti: “I 70 anni non sembrano ancora essere diventati i nuovi 60. Ma potrebbe essere così. Anzi, dovrebbe essere così”.

L’Italia, grazie a fattori come l’accessibilità universale e l’alto livello del sistema sanitario tra cui anche i risultati raggiunti nella salute materno-infantile, è al secondo posto per numero di anziani al mondo con il il 21,4% degli “over 65” e il 6,4% “over 80”, seconda solo al Giappone, e medaglia d’oro d’Europa davanti a Germania e Portogallo.