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I consigli del Ministero, no attività all’aperto nelle ore centrali

In primavera sono più frequenti, ma con il cambiamento climatico le allergie respiratorie ai pollini (e non solo) sono in aumento in Europa e non più limitate ad una sola stagione. Per non farsi sopraffare da starnuti, lacrime, tosse e asma, possono essere d’aiuto alcuni accorgimenti, come evitare le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, lavarsi spesso i capelli e viaggiare in auto con i finestrini chiusi. A suggerirlo sul suo sito è il ministero della Salute.
Cosa fare quindi se si hanno dei sintomi che fanno sospettare un’allergia respiratoria?
1)La prima cosa, indica il Ministero, è rivolgersi al medico curante o allo specialista per una diagnosi corretta, in modo da identificare l’allergene a cui si è sensibilizzati, e organizzare un programma terapeutico prima dell’inizio della stagione pollinica.
2)Sempre come prevenzione, se possibile, è utile fare brevi soggiorni nel periodo della pollinazione al mare visto che lì la concentrazione dei pollini nell’aria è relativamente bassa.
3)Come precauzioni generali è bene consultare i calendari pollinici, per conoscere il periodo di fioritura delle piante causa dell’allergia, o i bollettini dei pollini per conoscere i pollini presenti nell’aria.
4)Bisogna evitare di uscire nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo la mattina presto o la tarda serata, non fare gite in campagna, soprattutto se c’è vento, e non passeggiare nei prati dove è stata tagliata di recente l’erba.
5)Se si viaggia in macchina o in treno, no ai finestrini aperti, meglio usare l’aria condizionata, con filtri di aerazione anti-polline. Vanno evitate le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, soprattutto quando c’è sole e vento, così come le strade trafficate e le aree verdi, ed è utile lavarsi con più frequenza i capelli.
6)Bisogna infine fare attenzione ai temporali e tenere chiuse le finestre nelle ore centrali della giornata.

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Traccia fattori che la scatenano e dati condivisi con il medico

Si chiama My Asthma la nuova app che consente di tracciare e gestire l’asma. I medici possono usarla per seguire con lo smartphone fino a 5 persone, mentre gli utenti, rilevando i dati sull’ambiente e il polline, possono analizzare i fattori che innescano l’asma. A svilupparla i ricercatori dell’unità di ricerca respiratoria dell’università di Nottingham. Gli utenti possono monitorare temperatura dell’aria, inquinamento e livelli di pollini, registrare gli attacchi e i sintomi, con i dati e l’uso di inalatori. Si può tenere traccia dei farmaci, dei dati della spirometria, e tutte queste informazioni possono essere condivise con il medico. ”Questa app permette di fare un significativo passo avanti nell’auto-gestione dell’asma – spiega Dominick Shaw, coordinatore del progetto – Aiuterà la gente a tenerla sotto controllo, migliorando la comprensione dei fattori che la scatenano e non permettono di controllarla. Una buona auto-gestione dell’asma permette di ridurre gli attacchi e i ricoveri in ospedale”. L’app è stata selezionata anche per l’AXA PPP Healthcare Health Tech & You Awards 2017, premio per le tecnologie sanitarie che possono migliorare la vita delle persone. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 27 aprile.

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Cdc, portarlo subito dal medico. Utili anche lavaggi e massaggini

Occhi rossi, palpebre arrossate e gonfie: così può presentarsi la congiuntivite in un neonato. Se il piccolo è nato da poco e presenta questi sintomi, è bene portarlo subito dal medico. Il consiglio arriva dai Centers for diseases control (Cdc), che sul loro sito spiegano sintomi e terapie. A causarla nei neonati possono essere infezioni, irritazioni o il blocco dei canali lacrimali. Le cause di infezione più frequenti possono essere i batteri della clamidia e gonorrea, non trattati nella madre e trasmessi durante il parto cialis bez receptu. Si parla di congiuntivite ‘chimica’ quando le gocce date per prevenire infezioni batteriche irritano gli occhi nei neonati (i sintomi durano 24-36 ore). Le forme batteriche possono essere trattate con antibiotici dati per goccia, pomata sciroppo, o per via endovenosa, a seconda della gravità. Si può usare una soluzione salina per pulire l’occhio e rimuovere il pus, e se a causare la congiuntivite è il blocco dei canali lacrimali, può essere utile fare un massaggio delicato tra l’occhio e il naso del bambino.
Se i canali non si sbloccano entro l’anno di età, potrà essere opportuno intervenire chirurgicamente. Negli adulti invece altre cause di congiuntivite possono essere allergeni, come polvere e animali, e sostanze irritanti (come lo smog o il cloro delle piscine). Bisogna andare dal medico quando il dolore nell’occhio è forte, la luce dà fastidio, la vista è appannata, gli occhi sono molto rossi, si ha il sistema immunitario indebolito da tumore o hiv, e se i sintomi peggiorano o non migliorano dopo 24 ore dall’uso dell’antibiotico. Se causata da virus e batteri, la congiuntivite può essere contagiosa. Per ridurre i rischi è bene lavarsi le mani, evitare di toccarsi e strofinarsi gli occhi, non usare trucco nè lenti a contatto.