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I medici di famiglia sono sul piede di guerra. Da troppi mesi aspettano risposte alle loro istanze e, l’ultima tegola dell’appropriatezza prescrittiva di esami e farmaci non ha fatto altro che peggiorare un clima già teso.

“Se non avremo risposte concrete, i medici scenderanno in sciopero a dicembre”. Lo ha detto il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, a margine degli Stati generali della professione medica ed odontoiatrica.
“C’è una politica marcia – ha affermato – che si occupa dei suoi equilibri e non degli interessi del Paese”, ha sottolineato sollecitando delle “risposte concrete” dal governo.

“Abbiamo creato le condizioni per legge al fine di poter dichiarare lo sciopero – ha detto Milillo – che sarà in dicembre, ma valuteremo sia la data sia le modalità sulla base dell’astensione che riceveremo”. Certamente, ha chiarito, “ci sarà lo sciopero dei medici se continueranno ad arrivare solo dichiarazioni superficiali e di stima ma non basate su fatti concreti, che mettano la collaborazione dei professionisti sanitari davanti alle istanze della Conferenza delle Regioni ed alla tecnocrazia delle Regioni stesse”.

Quello che i medici chiedono, ha rilevato Milillo, è un “progetto nazionale coerente per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e per il riconoscimento dell’uguaglianza di tutti i cittadini”. Il problema, ha avvertito, è che “purtroppo il governo si relazione oggi con 21 interlocutori diversi e schizofrenici che sono appunto le diverse istituzioni regionali”. Quanto alle ventilate sanzioni ipotizzate per i medici in varie situazioni, “le sanzioni – ha detto – sono solo un dettaglio di questa degenerazione del Sistema sanitario nazionale”.
Riferendosi quindi al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, Milillo ha sottolineato come il ministro “stia rispondendo con un’attenzione, ma non ha ancora avuto possibilità di dare risposte concrete”.

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Inizierà oggi, 5 ottobre, a Cagliari, il 71° Congresso nazionale Fimmg – Metis, sul tema “Un medico per la persona, la famiglia, la società”.

«Il Congresso sarà occasione di incontro tra la Fnomceo e i principali sindacati del mondo medico – spiega il segretario nazionale Giacomo Milillo – per coordinare le prossime azioni comuni nell’ambito della mobilitazione già in atto».

Attualmente i rapporti tra il Ministero della Salute, l’ordine dei medici e le principali sigle sindacali sono a dir poco tesi. Sul banco degli imputati vi è il famigerato taglio delle cosiddette “Prestazioni inutili”, che pone grandi limiti alle prescrizioni dei Medici di famiglia riguardanti esami diagnostici.

“Nessuno discute lo sforzo massimo e “appropriato” per perseguire l’appropriatezza delle indagini diagnostiche così come della prescrizione farmaceutica. Tutto il mondo medico da anni è impegnato in questa prospettiva, ma non va bene che sia raggiunta con un decreto discutibile perché non ha basi conoscitive, se non molto approssimative. Basi scientifiche sull’appropriatezza non ce ne sono”. continua Milillo e rilancia lo sciopero generale della categoria previsto per Novembre.

Altro tema caldo riguarda i tagli strutturali al Sistema Sanitario Nazionale “Da una parte c’è il taglio delle risorse dall’altra” – sostiene Milillo – “l’incapacità di riorganizzare in modo coerente con una spesa out of pocket elevatissima di 30 mld, di cui conosciamo solo l’emergente, perché c’è tutto un sommerso che non è conosciuto e con un sistema di fondi sanitari integrativi non sufficientemente regolamentato che rischia di diventare un sistema di fondi sanitari sostitutivi, pronti a raccogliere il posto di un sistema sanitario che boccheggia”.

Un congresso, questo della Fimmg che si preannuncia rovente, ma che vede i Medici di Medicina Generale non rigidi sulle proprie posizioni, ma pronti a discutere con il Governo.

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ROMA – A seguito della revoca dello sciopero dei medici e dei pediatri prevista per oggi, Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg, ha inviato una lettera agli iscritti per spiegare i risultati ottenuti con l’accordo di ieri sera al ministero della Salute. Milillo spiega subito che seppure è stata vinta “una battaglia, ancora non si è vinta la guerra”. Per questa ragione restano confermate le altre iniziative di informazione della popolazione annunciate dalla Federazione e previstenel mese di maggio. Intanto, Milillo ritiene che “la mobilitazione della categoria ha ottenuto un livello di ascolto ed una corrispondenza rispetto alle richieste che solo la nostra determinazione e l’unità dimostrata hanno potuto consentire”.

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ROMA – Sciopero dei medici di medicina generale sempre più vicino. A fronte dell’imminente scadenza dell’ultimatum che le parti si erano imposte, la Fimmg fa sapere di assistere a continui rinvii da parte delle regioni sulla ripresa delle trattative per il rinnovo della convenzione. “La Fimmg – spiega il segretario nazionale Giacomo Milillo – ha dato responsabilmente un’ulteriore possibilità alle Regioni per evitare ai cittadini il disagio derivante dalla preannunciata legittima reazione della medicina generale a una insensibilità lunga anni. La notizia degli ulteriori rinvii della Conferenza delle Regioni – prosegue – sembra essere l’ennesima dimostrazione che la loro attenzione è da sempre monopolizzata dagli aspetti economico finanziari piuttosto che da quelli di tutela della assistenza dei cittadini”. Secondo Milillo “si continua a privilegiare un percorso burocratico e impositivo, piuttosto che impegnarsi nella riorganizzazione delle cure primarie che è – secondo il vertice della Fimmg – l’unica strada per dare una risposta equa alle esigenze di appropriatezza e alle necessità di compatibilità economica”.

7 Aprile 2015

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ROMA – Con l’intesa raggiunta tra Regioni, Ministero della Salute e sindacati della medicina convenzionata, via libera alla rivoluzione nell’assistenza di base ma – sostengono i promotori dell’accordo – senza compromettere l’esistenza del tradizionale studio del medico di famiglia, a difesa del quale la Fimmg aveva minacciato lo sciopero.
Grazie all’intesa sarà ridisegnato il lavoro del medico di fiducia integrato da quello di nuove strutture: dall’Aggregazione funzionale territoriale (AFT) e dalle Unità Complesse di Cure Primarie (chiamate anche Case della Salute).
Le parti hanno sottoscritto dunque un documento (firmato da tutti i sindacati medici tranne che da Snami, Smi per la parte di medicina generale e Unp) che permette di superare la rottura della trattativa tra Sisac (l’agenzia che si occupa di stipulare le convenzioni con il servizio sanitario nazionale) e appunto i sindacati. Anche la Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia, si dice soddisfatto, ma precisa – attraverso il segretario nazionale Giacomo Milillo – di voler attendere la ripresa delle trattative sul tavolo tecnico per decidere un eventuale passo indietro rispetto alla protesta decisa.
Lo studio del singolo medico di famiglia resta attivo, mentre l’Aggregazione funzionale territoriale (AFT), una delle strutture centrali della riorganizzazione delle cure territoriali per le cure primarie, dovrà avere almeno una sede di riferimento presso la quale vengono svolte le funzioni di coordinamento, di condivisione, audit. Per il Sottosegretario di Stato alla Salute, Vito De Filippo “il documento fa definitivamente prendere corpo al nuovo sistema di organizzazione dell’assistenza Sanitaria voluto dal Patto della Salute che prevede un forte riequilibrio in favore della presenza territoriale e limitando un eccessivo ricorso all’ospedalizzazione”. De Filippo non ha dubbi: “sarà proprio il mix composto dalle Associazioni Funzionali Territoriali e dalle Unità Complesse di Cure Primarie in cui i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta s’integreranno con medici della continuità assistenziale, specialisti convenzionati, infermieri e altri professionisti sanitari e sociali – dice – a dare il via ad un sistema di assistenza in grado di dare risposte, secondo, alle esigenze di salute 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 senza impropri ricorsi al sistema dell’emergenza urgenza e agli ospedali”.

5 Marzo 2015