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Il calo delle vaccinazione, di cui abbiamo già parlato, sta favorendo il ritorno di malattie da tempo dimenticate. In Spagna, per esempio, stanno tornando la Difterite e la Pertosse.

Anche in Italia qualche allarmante segnale sta iniziando a vedersi. Il Morbillo ha iniziato a mietere qualche vittima tra i bambini.

L’Istituto Superiore di Sanità aveva già lanciato l’allarme e subito Aifa e Pediatri hanno risposto per lanciare campagne di sensibilizzazione e promuovere un Piano nazionale Vaccini.

“La copertura vaccinale nel nostro Paese – rileva Walter Ricciardi, neopresidente dell’Iss – è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane”.

Il fenomeno, sottolinea la Società Italiana di Pediatria, è già in atto. “Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate – afferma il presidente Giovanni Corsello -. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale”.

 

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Allattare al seno è utile non solo per la salute del bambino e delle mamme ma anche per le casse dello stato con una riduzione dei costi sanitari.

Lo sostengono i pediatri di 5 societa’ scientifiche che in un documento di promozione sui benefici ricolto alle famiglie e agli operatori.
Oltre il 90% delle donne italiane decide di allattare al seno il neonato nei primi giorni di vita, anche se in maniera non esclusiva. E’ ormai certo che il latte materno è indispensabile per la crescita sana di un bambino.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dal nuovo Position Statement sull’Allattamento al seno e uso del latte materno/umano, per la prima volta sottoscritto dalle Società Scientifiche Pediatriche Italiane Sip, Sin, Sigenp, Sicupp e Simp.

L’iniziativa per la realizzazione del documento è partita dal Tavolo Tecnico sull’Allattamento al Seno del Ministero della Salute e nasce dalla necessità di tracciare una linea d’azione comune agli operatori del settore, ma di riferimento anche alle famiglie, per una maggiore consapevolezza dei benefici dell’allattamento materno.

Dal documento si evidenzia anche un risparmio in termini economici dati dall’allattamento al seno sia alle famiglie che al sistema sanitario: infatti per ogni singolo bambino non allattato al seno si stima un incremento annuale per cure ambulatoriali ed ospedaliere di circa 140 euro.

Negli Stati Uniti si stima che se l’80 % della popolazione riuscisse ad allattare in maniera esclusiva per 6 mesi verrebbero non solo prevenute 741 morti (per morte in culla o Sids, enterocolite necrotizzante del pretermine o Nec e per le basse infezioni respiratorie), ma anche risparmiati 10.5 miliardi di dollari per le cure.

Anche per il Servizio Sanitario inglese (NHS) la promozione dell’allattamento al seno porta ad una stima di risparmio economico sostanziale. “Il Documento nasce dalla necessità di tracciare una linea d’azione comune agli operatori del settore ma di riferimento anche alle famiglie” afferma Riccardo Davanzo, Neonatologo, e Presidente del Tavolo Tecnico Allattamento (Tas), Ministero della Salute.

“Bisogna promuovere l’allattamento materno prolungato ed esclusivo nel primo semestre di vita. Fa parte di un percorso nutrizionale che deve proseguire con un divezzamento equilibrato e bilanciato nelle varie componenti e poi nelle età successive. Servono percorsi sociali di sostegno alle donne che allattano, che non creino ostacoli alla sua prosecuzione anche quando le donne riprendono il lavoro”, spiega il Presidente SIP Giovanni Corsello

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Tra i pediatri si è sempre dibattuto se far svolgere o meno attività sportive a bambini affetti da patologie croniche. Di argomenti pro e contro ce ne son stati tanti, ma è indubbio che l’attività fisica aiuta l’organismo, previene patologie, migliora l’autostima e le relazioni con gli altri.

Ma è necessario scegliere la giusta attività fisica adatta all’età, ai gusti e anche alle proprie condizioni fisiche

Per questo la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha messo a punto una guida con le indicazioni su come scegliere lo sport adatto.

“Lo sport – spiega il presidente della SIP Giovanni Corsello – aumenta agilità, resistenza, forza e di conseguenza migliora l’autostima, l’apprendimento e riduce l’ansia per la prestazione, favorisce la socializzazione, abitua al rispetto delle regole”.

Lo sport, spiegano i pediatri, è un fattore protettivo nei confronti dell’asma, ma è necessario evitare discipline sportive che si svolgono in condizione di esposizione ad aria fredda e secca o attività in ambienti fortemente inquinati, via libera invece al nuoto che migliora la respirazione.

L’attività fisica nei diabetici contribuisce anche a regolare il compenso metabolico. Per evitare ipoglicemie, è importante però controllare sempre i valori prima, durante e dopo l’attività svolta. In questo caso, non esistono sport controindicati, eccetto quelli “estremi” come l’arrampicata che non garantirebbero un adeguato controllo glicemico.

Per i bambini con neoplasie l’attività motoria vuol dire poter nuovamente provare la gioia del movimento all’aria aperta e la condivisione con i coetanei. Nuoto, ginnastica e atletica sono attività simmetriche e complete, particolarmente indicate.

Nei casi di Disturbo da Deficit di Attenzione o ADHD, l’esercizio fisico riduce ansia, depressione, atteggiamenti compulsivi e migliora il cronico stato di agitazione e favorisce l’apprendimento. Meglio privilegiare sport che tengono sempre in movimento come il calcio, ed evitare quelli che prevedono lunghi momenti di inattività come il baseball.