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Le invasive e dolorose biopsie potrebbero, presto, non essere più necessarie. A sostenerlo è una ricerca portata avanti dalla prestigiosa John Hopkins Medical School. I ricercatori americani hanno messo a punto una nuova tecnica per la diagnosi dei tumori basata su un innovativo uso della risonanza magnetica.

Gli scienziati hanno scoperto che il glucosio può essere visualizzato nel flusso sanguigno grazie all’acqua in cui è immerso. Questa tecnica permette di identificare le cellule tumorali, e di distinguerle da quelle sane, sulla base della perdita di zuccheri.

«Se si imposta la risonanza magnetica per rilevare gli zuccheri attaccati a una particolare proteina possiamo vedere la differenza tra le cellule normali e quelle tumorali», afferma il responsabile dello studio, Jeff Bulte. «Potenzialmente possiamo vedere l’intero tumore e questo spesso non è possibile con i coloranti iniettati perché raggiungono solo una parte del tumore», ha aggiunto Xiaolei Song, primo nome dello studio. Sono, in particolare, stati analizzati gli zuccheri legati alle mucine: con la risonanza magnetica sono stati individuati quattro tipi diversi di cellule tumorali coltivate il laboratorio.

I risultati dei primi esperimenti sulle cavie sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications e sono molto promettenti. Che sia l’inizio della fine per le biopsie?

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Il primo obiettivo di Google Life Sciences, la neonata divisione del colosso informatico dedicata alla salute sarà il diabete.

Il colosso di Mountain View ha annunciato la nascita di una collaborazione tra la divisione Salute con la multinazionale francese Sanofi per sviluppare dispositivi in grado di migliorare il monitoraggio e la gestione dei livelli di glucosio dei pazienti.

“La collaborazione – spiega il comunicato congiunto – unirà le competenze di Sanofi nel trattamento e nei dispositivi per la malattia con l’esperienza di Google nell’analisi dei dati, nella miniaturizzazione dei dispositivi e nel design di chip a basso consumo”.

L’accordo segue quello già siglato da Google con la compagnia Dexcom specializzata nei dispositivi miniaturizzati per il controllo del glucosio, mentre la compagnia ha già annunciato mesi fa di aver messo a punto una lente a contatto speciale in grado di analizzare i valori in tempo reale.

“Le nuove tecnologie – affermano da Google – possono rendere più semplice per un medico capire quando il glucosio nel sangue del paziente sta diventando alto per diversi giorni in fila, o offrire nuovi metodi per il paziente per ottenere