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Soffrire di epilessia causa nei bambini difficoltà di inserimento nell’ambito scolastico. Lo si sostiene nella nuova Guida alle epilessie presentata dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (Lice) al Policlinico Umberto I di Roma.
Per facilitare l’inserimento scolastico del bambino, indica l’opuscolo sono fondamentali interventi educativi e formativi che devono coinvolgere i genitori e gli insegnanti da un lato, e il bambino stesso e i suoi compagni dall’altro.
Gli insegnanti, spiegano gli esperti, a loro volta sono poco preparati sui problemi dell’epilessia e spesso drammatizzano accrescendo il pregiudizio e contribuendo, anche se involontariamente, a emarginare ulteriormente il bambino.

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Lettino, balcone, bagnetto, mai soli in giardino o durante bagnetto e pappa

Una casa a misura di bambino, dal bagnetto al lettino, dalla cucina al soggiorno, fino a balconi, terrazze e giardini. Dagli esperti del Bambino Gesù arriva una guida per prevenire le emergenze domestiche nel nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di salute’.
1. A letto. Per scongiurare il rischio di soffocamento, non riempire la culla di giocattoli, peluche, laccetti del ciuccio.
Sconsigliate anche catenine, braccialetti o ciondoli. Il bambino va fatto addormentare sul dorso e il cuscino non deve essere troppo grande e neppure soffice. Il lettino deve avere sponde alte almeno 75-80 cm, mentre le sbarre devono essere distanti tra loro non più di 8 cm per evitare che ci possa infilare la testa. Consigliato installare zanzariere alle finestre o quelle di protezione sulla culla e divieto di fumare in casa.
2. I giochi. Devono essere realizzati con materiali atossici e non infiammabili. Attenzione ai palloncini gonfiabili in lattice: possono rompersi all’improvviso in piccoli pezzi ed essere inalati se in prossimità della bocca del bambino
3. Il bagnetto. Per prevenire le ustioni si può verificare con un termometro o con il proprio gomito che la temperatura dell’acqua calda sia sempre sotto i 48 gradi. Si possono prevenire rischi di annegamento evitando di lasciare soli i bambini in vasca. I più piccoli possono trovarsi in pericolo anche senza lanciare allarme, all’improvviso (si perde conoscenza nel giro di due minuti) e in uno spazio di appena 5 cm d’acqua. Per rendere il ‘rito’ del bagnetto sicuro utilizzare tappetini antisdrucciolo a terra e protezioni antiurto sulle rubinetterie.
4.In soggiorno. Paracolpi e paraspigoli consentiranno ai bambini di muoversi quasi come fossero in cameretta. Quando si guarda la tv ricordarsi sempre di farlo alla giusta distanza (pari a 5 volte la diagonale dello schermo).
5.In cucina Fuoco, detersivi e oggetti appuntiti sono pericoli che non consentono di lasciare il bambino da solo. Controllare la temperatura del latte o degli altri cibi e sorvegliare il bambino mentre mangia.
6. Penne, batterie, monete. Mai lasciare alla portata dei bambini piccoli oggetti. Inoltre non lasciare incustodite sostanze tossiche, alcoliche o comunque nocive e non travasarle.
7. Balconi, terrazzi e giardini. Accanto alle ringhiere montare reti di protezione adeguate. In giardino non lasciare mai da soli i bambini che giocano con altalene, scivoli e dondoli.
Controllare che i piccoli non si avvicinino a piante o bacche velenose, come l’oleandro.

Fonte:www.ansa.it

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Messa a punto dai ginecologi Sigo, distribuita in tutta Italia

Tra le donne italiane c’è poca consapevolezza sulla menopausa. Un’italiana su tre non ha mai ricevuto informazioni a riguardo. Il 23% vorrebbe invece conoscere meglio quali sono i principali fattori di rischio per la salute. Per questo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha pubblicato la guida ‘Menopausa Meno…Male Scopri come Viverla al Meglio’, la prima interamente dedicata a questa delicata fase della vita femminile.
    Nelle prossime settimane sarà distribuita nei reparti di ginecologia di ospedali, consultori e ambulatori di medici specialisti e di medicina generale di tutto il territorio nazionale.
“La menopausa non deve più essere considerata un tabù o un sinonimo esclusivo di invecchiamento – afferma Paolo Scollo Presidente Nazionale SIGO -. Oggi grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita, a poche e semplici regole di prevenzione e alle terapie innovative, è possibile mantenere inalterata la qualità di vita anche dopo la fine del ciclo mestruale. Con questo opuscolo vogliamo fornire un valido supporto e uno strumento di informazione per tutte le donne”. La guida fa parte del progetto SIGO ‘Menopausa Meno…Male’ che è realizzato grazie ad un educational grant di MSD. L’iniziativa vede la collaborazione di diverse società scientifiche come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e la Fondazione Insieme contro il Cancro. Si articola attraverso un sito internet dedicato www.menopausamenomale.org; la distribuzione di materiale informativo; l’elaborazione di sondaggi tra la popolazione e le società scientifiche, l’organizzazione di dibattiti pubblici e la formazione del personale medico.
 “L’obiettivo è far comprendere all’intera società come devono essere affrontati i cambiamenti di questo periodo della vita femminile – aggiunge Scollo -. Le trasformazioni a cui ogni donna deve andar incontro sono molteplici ma possono rappresentare una possibilità di evoluzione e miglioramento. E’ perciò indispensabile affrontare la menopausa con il giusto approccio”.

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Durante le feste nessuna ‘lista nera’ dei cibi, porzioni piccole e pasti regolari

Mangiare sempre alla stessa ora, preparare e portare qualcosa di sano se si è invitati ad una festa, non saltare i pasti in preparazione di un banchetto: sono alcuni dei consigli che i Centers for disease control (Cdc) americani danno alle persone diabetiche, in modo da superare ‘indenni’ le feste natalizie, con tutte il loro carico di bontà culinarie.
Il primo suggerimento è di prepararsi per tempo: quindi cercare di mangiare all’ora in cui si è soliti farlo, in modo da tenere stabile il livello di zuccheri nel sangue, e mangiare un piccolo snack alla propria ora dei pasti se il pranzo o cena a cui si è invitati verrà servito più tardi. L’altro consiglio è di fare le scelte più sane quando si hanno di fronte tanti cibi deliziosi: quindi farsi un piccolo piatto con le cose che piacciono di più dal tavolo del buffet, partire con le verdure per smussare l’appetito, mangiare lentamente ed evitare o limitare l’alcol.
Nessun cibo comunque è su una ‘lista nera’: si possono scegliere dei piatti che piacciono e non si mangiano nel resto dell’anno. Meglio mangiarli piano e assaporarli poco per volta.
Altro consiglio è quello di fare attività fisica e mantenersi attivi, magari facendo una passeggiata dopo i pasti con gli amici e la famiglia. Infine, anche se si fa più tardi, è importante cercare di dormire almeno 7-8 ore per notte, perchè quando si dorme meno, si tende a mangiare di più, in particolare cibi ricchi di grassi e zuccheri.

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Cosa arriva con il nuovo piano nazionale

Nuovi vaccini, offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale, per varie fasce di età, e altri per cui viene estesa la popolazione interessata. Saranno a disposizione presumibilmente dal 2017 e a introdurli è il nuovo piano vaccinale legato ai Lea, livelli essenziali di assistenza, cioè le cure e le prestazioni garantite gratuitamente ai cittadini. Come si legge in una relazione tecnica allegata del Ministero della Salute i vaccini offerti gratuitamente, alcuni dei quali disponibili in alcune regioni a pagamento e in altre già gratuiti,sono l’anti Pneumococco e lo zoster per gli anziani, l’anti Meningococco b e il rotavirus per i più piccoli, insieme all’anti Varicella. Inoltre, si estende il vaccino per il papillomavirus anche agli adolescenti maschi, introducendo sempre per l’adolescenza anche il meningo tetravalente. Tutto ciò si somma all’offerta vaccinale già disponibile, che prevede il vaccino anti difterite, tetano pertosse, quello anti-polio, anti epatite b ed haemophilus influenzae(esavalente), l’Mpr (trivalente per morbillo, parotite e rosolia) e il meningococco c.
Ecco, per fasce di età, suggerimenti, indicazioni su quando e come somministrare i nuovi vaccini che verranno offerti gratuitamente e la loro importanza.
-Fino al primo anno di vita: antimeningococco b e rotavirus. “E’ importante farli, perché sia la meningite da meningococco b che le infezioni da rotavirus sono importanti. Però le due cose vanno distinte, perché mentre il meningococco b e’ un germe molto pericoloso e in grado di determinare anche la morte di chi ne viene colpito il rotavirus, soprattutto in un Paese come l’Italia, pur essendoci molto bambini che si ammalano è meno pericoloso. Sono stati fatti però degli studi che hanno dimostrato che questa vaccinazione potrebbe evitare moltissimi ricoveri sopratutto nel primo anno di vita” spiega Alberto Villani, vicepresidente della SIP, Società italiana di pediatria. “Si tratta di due vaccini che arricchiscono di molto le possibilità di prevenzione, tanto più che, per quanto riguarda soprattutto il rotavirus, sempre più bambini vengono scolarizzati precocemente, vanno nei nidi, e quindi chiaramente proteggerli dalla gastroenterite da rotavirus è importante- prosegue- perché è sempre una malattia impegnativa e soprattutto lo è nel bambino molto piccolo. Il primo vaccino, quello contro il meningococco b, si effettua a partire dai tre mesi di vita, con diversi richiami nel primo anno di vita (al quarto mese, al sesto e a seguire).
Per il secondo vaccino, il rotavirus, la proposta del calendario per la vita 2016 è di somministrarlo a partire dalla sesta settimana di vita, in co-somministrazione con tutti gli altri vaccini previsti per i primi mesi di vita. “Il rotavirus ha la grossa comodità che si somministra per bocca” spiega Villani. – Secondo anno di vita: varicella “Quello contro la Varicella è importante come vaccino perché anche se eccezionalmente la malattia può creare problemi piuttosto importanti- spiega Villani- una complicanza importante è rappresentata dalla cerebellite che è l’interessamento del cervelletto da parte del virus della varicella. Pur essendo la situazione non gravissima mediamente richiede più di 10 giorni di ricovero ospedaliero, non è uno scherzo”. “Il vaccino della varicella può essere fatto tanto insieme a quello per morbillo, rosolia o parotite (Mpr) quanto in maniera isolata- prosegue- però dovendolo fare conviene risolvere tutto con un’unica puntura. Questo vaccino si può fare già dal tredicesimo mese di vita”. Il vaccino si effettua dai 13-15 mesi di vita, con richiami a seguire (sesto anno di vita, dodicesimo-diciottesimo anno ecc).
-Adolescenza: papillomavirus anche per i maschi e meningo tetravalente “Nelle femmine l’Hpv fa più danno, ma se lo facciamo solo a loro e non ai maschi questi ultimi diventano il veicolo di trasmissione del virus. Se lo si vuole debellare fa fatto a entrambi” rileva Villani. “Non solo- aggiunge- anche nel maschio L’Hpv, anche se più raramente che nella donna, provoca delle infezioni che sono sia di carattere infettivologico (condilomi e altro tipo di problemi) e anche se pur eccezionalmente può determinare il tumore”.
Questo vaccino si effettua a partire dal 12 anno di età (s’intende per dodicesimo anno di vita il periodo compreso fra il compimento degli 11 anni e il compimento dei 12 anni).
“Per quanto riguarda il meningo tetravalente, si ha sempre la tendenza ad accorpare le vaccinazioni-sottolinea il vicepresidente della Sip- In Italia epidemiologicamente quelli che devano maggiori problemi erano il meningococco b e c. Il meningococco b non è abbinabile al momento con altre vaccinazioni da meningococco, mentre si è visto che per quello c è possibile averne uno che protegga anche da quello A,C, W, Y. È importante farlo perché i nostri ragazzi viaggiano, il mondo è diventato più piccolo e possono andare in posti dove questi ceppi sono diffusi. Si può fare ad esempio una dose già dal tredicesimo mese di vita, al posto del meningococco c e ha lo stesso schema degli altri vaccini: si può fare il richiamo a 12 anni. Quella dell’adolescenza è una fascia di età importante perché queste meningiti colpiscono dai 15 ai 24 anni”. -Anziani: pneumococco e zoster:”Per quanto riguarda l’herpes zoster, importante come vaccino, va ricordato che chi viene vaccinato da bambino contro la varicella non ha poi bisogno di vaccinarsi contro l’herpes zoster- conclude Villani- per quanto riguarda lo pneumococco il vaccino protegge sia contro la meningite che contro la polmonite nell’anziano”.

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In Italia circa 50 bambini under4 muoiono per questa causa

Quando si passa dalle pappe cremose e frullate ai primi bocconi di cibo solido e il bebè non è ancora capace di masticare, mamma e papà possono vivere con apprensione il momento dei pasti, con la paura che un boccone ”vada di traverso”. Per aiutare i genitori arriva la prima “Guida sulla sicurezza a tavola”, il manuale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale che insegna ad eseguire la “manovra salvavita”.
Il manuale, “La sicurezza a tavola. Genitori oggi: i trucchi del mestiere. Come si esegue la manovra salvavita” (Pier Carlo Salari, Francesco Pastore e Marco Squicciarini), è stato presentato a Firenze. “I dati riportano che ogni anno in Italia circa 50 bambini con meno di 4 anni muoiono per soffocamento, nel 70% dei casi dovuto a cibo – afferma Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS: “la Guida è fondamentale per i genitori e dovrebbe essere presente in tutte le case dove c’è un bambino”. Ogni settimana, in media, un bambino perde la vita a seguito di cibo o corpi estranei. Il 42% dei bimbi ha un incidente quando è solo e ha eluso la sorveglianza di un adulto, mentre il restante 58% ha un incidente grave con un adulto presente ma che non riconosce il cibo pericoloso e non sa come intervenire. Nel 30% dei casi, inoltre, il soffocamento, e quindi l’ostruzione delle vie aeree, è provocato da oggetti o giochi di piccole dimensioni. Tutti gli oggetti che passano attraverso un foro del diametro di 4,5 cm sono pericolosi per i bambini di età inferiore ai 4 anni. Tra questi, i più pericolosi e più frequentemente responsabili di soffocamento sono pile al litio, palline di gomma, parti di giocattoli, pongo, monete, tappi di biro o penne. Il manuale, inoltre, divide gli alimenti in quattro categorie (molli o scivolosi, duri o secchi, solidi o semisolidi, appiccicosi o collosi) e “disegna” le modalità per ingerirli nel modo corretto.
“La guida – aggiunge Francesco Pastore pediatra, formatore nazionale Basic Life Support (BLS) e Pediatric Basic Life Support (PBLS) – dipende anche dal rispetto di semplici norme comportamentali, valide soprattutto per i bambini più grandi: mi riferisco alla buona abitudine di non parlare mentre si mangia e di non distrarsi, per esempio, per leggere, giocare o guardare la televisione, che peraltro dovrebbe essere spenta”.

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Da lista a dosi, consigli per evitare interazioni ed effetti collaterali

Non fare di testa propria, farsi una lista completa e rivedere almeno una volta l’anno tutto l’elenco di farmaci e integratori che si assumono. Sono alcuni dei consigli della Food and drug administration (Fda), l’agenzia Usa che regola i farmaci, su come gestire al meglio i numerosi farmaci che si prendono durante la terza età.
Una volta superati i 60 anni, la lista delle medicine da prendere, tra farmaci, integratori e preparazioni erboristiche può aumentare notevolmente, e man mano che si aggiungono medicine, cresce anche il rischio di effetti collaterali, interazioni e complicazioni. Il primo consiglio è di prendere i farmaci regolarmente e secondo le istruzioni del medico.
Evitare quindi di assumere medicine per cui serve la prescrizione senza che il medico le abbia indicate e non saltare le dosi senza prima consultarsi con lui. Altro suggerimento è quello di farsi una lista dei farmaci (con nome commerciale e generico, dosaggio e quanto spesso la si prende) e portarsela dietro, magari dandone una copia a un amico o un familiare, specialmente in caso di emergenza o se si deve viaggiare.
Poi è importante conoscere le potenziali interazioni tra i farmaci ed effetti collaterali. L’interazione può aversi quando un farmaco, un integratore o preparazione erboristica influiscono sul funzionamento di un altro, e non bisogna dimenticare che cibi, bevande e alcolici reagiscono con i farmaci. Se si vedono più medici, dire a ognuno quali farmaci e integratori si stanno prendendo.
Quarto e ultimo consiglio è quello di rivedere i farmaci con il proprio medico, discutendone se possibile ad ogni visita, in modo da verificare se sono ancora necessari. Se non è possibile farlo a ogni visita, almeno una volta l’anno, e chiedere al medico un’alternativa meno costosa, se un farmaco è troppo caro, e fargli sapere se non fa effetto.

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I consigli per evitare interazioni ed effetti collaterali

Non fare di testa propria, farsi una lista completa e rivedere almeno una volta l’anno tutto l’elenco di farmaci e integratori che si assumono. Sono alcuni dei consigli della Food and drug administration (Fda), l’agenzia Usa che regola i farmaci, su come gestire al meglio i numerosi farmaci che si prendono durante la terza età.

Una volta superati i 60 anni, la lista delle medicine da prendere, tra farmaci, integratori e preparazioni erboristiche può aumentare notevolmente, e man mano che si aggiungono medicine, cresce anche il rischio di effetti collaterali, interazioni e complicazioni. Il primo consiglio è di prendere i farmaci regolarmente e secondo le istruzioni del medico. 

Evitare quindi di assumere medicine per cui serve la prescrizione senza che il medico le abbia indicate e non saltare le dosi senza prima consultarsi con lui. Altro suggerimento è quello di farsi una lista dei farmaci (con nome commerciale e generico, dosaggio e quanto spesso la si prende) e portarsela dietro, magari dandone una copia a un amico o un familiare, specialmente in caso di emergenza o se si deve viaggiare. 

Poi è importante conoscere le potenziali interazioni tra i farmaci ed effetti collaterali. L’interazione può aversi quando un farmaco, un integratore o preparazione erboristica influiscono sul funzionamento di un altro, e non bisogna dimenticare che cibi, bevande e alcolici reagiscono con i farmaci. Se si vedono più medici, dire a ognuno quali farmaci e integratori si stanno prendendo.

Quarto e ultimo consiglio è quello di rivedere i farmaci con il proprio medico, discutendone se possibile ad ogni visita, in modo da verificare se sono ancora necessari. Se non è possibile farlo a ogni visita, almeno una volta l’anno, e chiedere al medico un’alternativa meno costosa, se un farmaco è troppo caro, e fargli sapere se non fa effetto.

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Gestire lo stress e fare 2,5 ore attività fisica a settimana

Settembre, tempo di ritorno sui libri e nelle aule anche per chi va all’università. E per chi va a vivere fuori casa, magari in appartamenti, collegi o studentati, è bene tenere a mente alcuni consigli per stare bene in salute, a partire dal mangiare sano e fare attività fisica in modo regolare.
A ricordarlo sono i Centers for Disease Control (Cdc) sul loro sito. A livello nutritivo, spiegano i Cdc, è bene farsi un piano, in modo da variare i cibi, evitando quelli alti in calorie e grassi saturi, riducendo la quantità di zuccheri e sale e facendo attenzione alle bibite con calorie extra. Per mantenersi attivi servono almeno 2,5 ore di attività fisica a settimana. In questo modo cala il rischio di problemi al cuore e di sviluppare alcuni tumori. Per fare esercizio non serve per forza andare in palestra, ma si può scegliere di camminare anziché guidare, salire le scale invece di prendere l’ascensore, o allenarsi con un amico.
E’ inoltre importante riuscire a gestire lo stress e mantenere l’equilibrio. Per questo è fondamentale dormire abbastanza, almeno 7-8 ore al giorno, evitare droghe e alcol, avere rapporti sociali, prendersi del tempo per se stessi, cercare supporto medico o psicologico se ci si sente depressi o in ansia. Sembra ovvio e scontato, ma visto che il 37% degli stupri sulle donne avviene quanto hanno tra i 18 e 24 anni, i Cdc ricordano agli studenti che il sesso diventa violenza quando è fatto ai danni di qualcuno che non ha dato il suo consenso o non lo ha espresso in modo libero. E invitano a cercare subito aiuto se si è vittima o si conosce qualcuno che ha subito violenza. Chi ha rapporti sessuali dovrebbe farsi il test per le malattie a trasmissione sessuale e l’hiv, in modo da proteggere se stessi e il proprio partner. Va inoltre evitato l’abuso di sostanze come alcol e droga: sotto il loro effetto, concludono i Cdc, si adottano comportamenti più rischiosi in campo sessuale, si può andare incontro a gravidanze indesiderate, malattie, incidenti, violenze e avvelenamento.

News del giorno

E’ nel cervello

C’è una sorta di sesto senso che ‘scatta’ per proteggere i guidatori più distratti. Una specie di pilota automatico cerebrale che si avvia quando si guida con poca attenzione, perchè sconvolti da forti emozioni, o sovrappensiero o per l’età, ma che smette di funzionare quando si cerca scrivere sms al volante. Il meccanismo, descritto sulla rivista Scientific reports, è stato individuato dai ricercatori coordinati da Ioannis Pavlidis, dell’università di Houston. 



I ricercatori hanno testato 59 volontari, cui è stato chiesto di guidare sullo stesso tratto di autostrada quattro volte: in condizioni normali concentrati sulla guida, distratti da domande di tipo cognitivo, distratti da domande di tipo emotivo, e occupati a scrivere banalità sul cellulare. In tutti e tre i casi di distrazione, il volante veniva maneggiato in modo agitato e nervoso, rispetto alla guida in condizioni normali. Solo però nel caso degli sms questa guida ‘nervosa’ ha portato a deviazioni in corsia e guida poco sicura. Nel caso di guida sovrappensiero o distratta da forti emozioni, la traiettoria è rimasta comunque più dritta. 

”Una possibile spiegazione sta nella funzione svolta da un’area del cervello, la corteccia anteriore cingolata o Acc – precisa Pavlidis – nota per intervenire a correggere gli errori in caso di conflitto. In questo caso il conflitto arriva da stress cognitivi, emotivi e sensomotori o di testo. Ciò aumenta i livelli di stress fisiologico, incanalando l’energia nelle braccia del guidatore, che finisce per maneggiare il volante in modo agitato”. Quando interviene, questa area del cervello controbilancia uno strattone a sinistra con uno uguale a destra, e viceversa, annullando ogni sterzata a sinistra o destra della corsia e ‘raddrizzando’ la guida. 



Per funzionare, questo meccanismo ha bisogno però del circuito di coordinamento occhio-mano. Se si interrompe, come quando si scrivono gli sms, allora non funziona più, e la macchina finisce per deviare in corsia, con il rischio di incidenti. I ricercatori stanno lavorando ad una sorta di ‘stress-analizzatore’, che potrebbe funzionare da ‘scatola nera’ in caso di incidenti e allertare il guidatore.