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Con gli animali c’è minor spirito di imitazione

Altro che Winnie The Pooh, il dolcissimo orsetto che ama tanto il miele e ha la testa tra le nuvole. Perché i bambini imparino alcuni comportamenti importanti anche per la loro socialità futura, come l’altruismo, sono più congeniali libri che hanno personaggi umani. Forse perché i piccoli vedono gli animali come diversi da loro e quindi la tentazione di ‘imitarli’ e’ minore.
A evidenziarlo è uno studio canadese, dell’Università di Toronto, pubblicato sulla rivista Developmental Science. Gli studiosi hanno preso in esame 96 bambini, dai 4 ai 6 anni, che hanno ascoltato una storia di altruismo e condivisione in cui il personaggio era umano, animale o seppur tale con sembianze umane. Prima dell’esperimento e dopo i bimbi sono stati condotti in una stanza che si caratterizzava per essere un ambiente tranquillo ed e’ stato chiesto loro di scegliere tra 100 sticker 10 preferiti. E’ stato suggerito che avrebbero potuto condividere i propri adesivi con un bambino che non poteva averli, scegliendo quanti donarne senza che i ricercatori potessero vederli. Dai risultati è emerso che molti di più erano gli sticker donati dai piccoli che avevano ascoltato le storie in cui il personaggio principale era umano piuttosto che animale.

Fonte:www.ansa.it

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Associando oggetti in base a un automatismo

I bambini imparano a usare parole nuove come fanno i robot: in entrambi i casi entra in gioco una sorta di automatismo che permette di associare gli oggetti e avere una percezione precisa dell’ambiente. La scoperta, pubblicata sulla rivista Interaction Studies, si deve al gruppo coordinato da Katie Twomey dell’universita’ britannica di Lancaster. Vi ha partecipato anche l’italiano Angelo Cangelosi, che insegna intelligenza artificiale all’universita’ di Plymouth.

”Sappiamo che i bambini di due anni imparano il significato di una parola nuova in base alle parole che gia’ conoscono” ha rilevato Twomey. Per esempio ”imparano che un nuovo giocattolo si chiama ‘giraffa’, quando gia’ sanno che altri due giocattoli si chiamano ‘anatra’ e ‘coniglio”’. 

Per analizzare in dettaglio questo processo di apprendimento del linguaggio i ricercatori hanno deciso di usare il robot iCub, progettato e costruito nell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e capace di imparare come un bambino. I ricercatori britannici lo hanno programmato in modo che potesse riconoscere nuovi oggetti e associarli a parole. E’ emerso così che il robot impara a usare i nuovi termini proprio come fanno i bambini.

Questo risultato suggerisce che l’apprendimento precoce non e’ basato sul pensiero cosciente, ma su una capacita’ automatica di associare gli oggetti. Secondo Twomey, significa che ”alcuni aspetti dell’apprendimento nella prima infanzia si basano su una sorprendente capacita’ di associazione, che permette ai bambini di assorbire rapidamente le informazioni dall’ambiente”.