Medical News

Lorenzin, dai giudici una buona notizia. Zaia: rispettiamo le conclusioni del Consiglio

“Già a decorrere dall’anno scolastico in corso, trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione”. E’ quanto specifica un parere del Consiglio di Stato sulla normativa vigente in materia di obbligo vaccinale, reso in risposta a un quesito del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

Lorenzin, da Consiglio di Stato buona notizia

“Una buona notizia: è sempre importante ricordare che i vaccini sono le uniche armi che abbiamo per combattere virus pericolosissimi”. E’ il commento a caldo del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sulla sentenza del Consiglio di Stato sui vaccini.

Zaia, rispettiamo conclusioni Consiglio di Stato

“Il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge nazionale sui vaccini lo avevamo chiesto noi, quindi ne rispettiamo totalmente le conclusioni. Ci riserviamo peraltro di leggerne integralmente i contenuti, aldilà delle anticipazioni avute tramite le Agenzie”. Lo dice il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, commentando la notizia che il Consiglio di Stato ha indicato che già a decorrere dall’anno scolastico in corso trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai nidi e alle scuole per l’infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione. “Resta in piedi – aggiunge il Governatore – il nostro ricorso alla Corte Costituzionale, che è anche stato aggiornato sulla base della conversione nella legge 119 del Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini, la cui discussione è stata proprio oggi fissata dalla Consulta per il 21 novembre 2017 in udienza pubblica”

Fonte:www.ansa.it

Medical News

In persone normali diminuisce con l’età, ma non in obesi

Se avete chili di troppo potrebbe essere anche colpa del gusto per i dolci che vi portate dietro dall’infanzia e dall’adolescenza e che non avete mai perso. A suggerirlo è una ricerca della Washington University School of Medicine, pubblicata su Diabetes. Quando si raggiunge l’età adulta – spiegano gli studiosi – le preferenze per i cibi dolci tipicamente diminuiscono, ma così non è, almeno in grossa parte, per le persone obese. La minor preferenza dei dolci non è così marcata e il ‘sistema di ricompensa’ del cervello, legato al benessere, agisce differentemente rispetto alle persone di peso normale. I ricercatori hanno analizzato 20 persone con un peso sano comparandole con 24 considerate obese, con un indice di massa corporea di 30 o ancora maggiore. Sono state distribuite loro bevande contenenti vari livelli di zucchero per determinare il grado di dolcezza preferito da ciascuno.

Sui partecipanti allo studio sono poi state eseguite delle Pet, tomografie ad emissione di positroni, per identificare i cosiddetti recettori della dopamina, una sostanza chimica che ci dà senso di benessere ed e’ legata al sistema di ‘ricompensa’ del cervello. Ne è emerso che mentre nei magri c’era un forte legame tra recettori della dopamina e preferenza per i dolci ed entrambi diminuivano con l’età, negli obesi il numero di recettori della dopamina invece non diminuiva. Nessuno dei partecipanti aveva una diagnosi di diabete, ma gli studiosi sospettano che la resistenza all’insulina, frequente nelle persone obese, possa aver portato questi cambiamenti a livello cerebrale.