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Una donna su otto e un uomo su dieci hanno avuto almeno una volta un periodo di infertilità

Una donna su otto e un uomo su dieci in Gran Bretagna hanno sperimentato almeno una volta un periodo di infertilità, ovvero l’impossibilità di concepire per un anno o più, ma quasi la metà di loro non ha cercato aiuto medico, soprattutto se aveva un livello di istruzione e posizioni lavorative non elevate. Lo rivela uno studio condotto presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine di Londra e pubblicato su Human Reproduction, secondo cui i risultati potrebbero essere estesi anche ad altri Paesi.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 15.162 uomini e donne di età compresa tra 16 e 74 anni. Più di un terzo delle donne che sono diventate madri dopo i 35 anni, è emerso, aveva vissuto un periodo di sterilità rispetto a meno di una su dieci che aveva avuto il primo figlio prima dei 25 anni. L’esperienza di infertilità era più comune tra persone con più elevato status socio-economico e incarichi lavorativi gestionali. Inoltre il 42,7% delle donne e il 46,8% degli uomini non aveva cercato aiuto medico per il problema, soprattutto tra coloro che avevano un titolo di studio più basso. Tra i possibili motivi che spingono a non rivolgersi a un medico, notano i ricercatori, il non capire o non riconoscere che esiste un problema, la paura di essere etichettati come sterili, le preoccupazioni circa il costo del trattamento, il peso fisico e psicologico del trattamento.

Medical News

ROMA – Il Censis ha presentato oggi a Roma la ricerca ‘Diventare genitori oggi: il punto di vista degli specialisti’, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ibsa e condotta fra ginecologi, andrologi e urologi. Lo studio ha raccolto informazioni preziosissime sulla procreazione in Italia.
Un dato pesa su tutti. L’infertilità riguarda il 20-30% delle coppie italiane a fronte delle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità che parlano del 10-15%. Non solo. L’Italia subisce il problema della bassa natalità: lo pensa l’88,7% di ginecologi, andrologi e urologi. Il 75% degli specialisti è convinto che la crisi economica scoraggi le coppie, in particolare quelle che devono ricorrere alla procreazione medicalmente assistita. Dallo studio emerge che i bambini concepiti ‘in provetta’ e nati in Italia nel 2012 sono stati 9.800: un aumento quasi del 170% in 7 anni. Circa il 75% degli specialisti ritiene che le coppie con problemi di infertilità consultano più di uno specialista prima di affidarsi alle cure di quello scelto in via definitiva. Ma cresce anche la preoccupazione per la disinformazione perché 6 medici su 10 giudicano i propri pazienti poco o per nulla informati sia sui problemi di infertilità e sterilità, sia sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il 76% dei “camici bianchi” sarebbe inoltre d’accordo con una revisione della legge sulla procreazione medicalmente assistita. In questo scenario, si evidenziano le differenziazioni regionali. L’88,7% dei medici ritiene che la qualità nei trattamenti per la procreazione medicalmente assistita cambi da regione a regione. Poi una raccomandazione. Non ovunque è assicurata la gratuità dell’accesso alle cure per la Pma.

2 Aprile 2015