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Governo approva piano in “tre livelli” per superare gli Usa

La Cina vuole diventare il leader mondiale dell’intelligenza artificiale (Ai) per il 2030, scalzando gli Usa. L’ambiziosa strategia definita dal Consiglio di Stato (il governo di Pechino) è stata approvata l’8 luglio scorso. Si tratta di un piano strutturato in tre livelli: mettersi al passo di tecnologie e applicazioni Ai entro il 2020; raggiungere target primari entro il 2025; fare della Cina il leader mondiale entro il 2030.

L’intelligenza artificiale è tra i comparti guida, insieme a energie rinnovabili, robotica e auto elettriche, su cui Pechino punta per trasformare la nazione da manifattura del mondo a pioniere della tecnologia. Al servizio dell’operazione ci sono risorse stimate in 150 miliardi di yuan (circa 22 miliardi di dollari) entro il 2020, mentre i settori legati all’Ai sono valutati 1.000 miliardi di yuan, secondo le proiezioni governative. Entro il 2025, questi valori saliranno, rispettivamente a 400 e 5.000 miliardi di yuan (quasi 750 miliardi di dollari).

News del giorno

Al Web Summit Lisbona, Intelligenza artificiale dà innovazione

L’intelligenza artificiale come acceleratore di innovazione e nuove esperienze. L’obiettivo futuro è la creazione di computer che possono imparare, pianificare e ragionare come gli esseri umani. E’ questo il senso dell’intervento che Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook, ha tenuto al Web Summit in corso a Lisbona. E riportato anche in un blogpost.
“L’intelligenza artificiale sta avendo grande impatto sulle nuove tecnologie che disegneranno le decadi future”, ha spiegato Schroepfer elencando una serie di applicazioni a partire dallo stesso social network: “Aiuta a individuare i contenuti che violano le nostre norme della comunità, traduce automaticamente i post, classifica le storie nel flusso di notizie per mostrare agli utenti quelle più rilevanti”. Il manager ha poi spiegato che sul ‘mobile’ si punta alle applicazioni del ‘deep learning’ che permette il controllo “basato sui gesti, riconoscimento delle espressioni facciali ed esecuzione di azioni connesse”.
Secondo Schroepfer, l’Intelligenza artificiale traina “l’innovazione nella realtà virtuale e nella connettività per il prossimo decennio” e cita alcuni esempi come la “tecnologia di stabilizzazione per i video a 360 gradi alimentata dalla visione artificiale”. Ma anche il lavoro del team di Applied Machine Learning sul riconoscimento vocale che “ci sta aiutando – spiega – nella creazione di avatar più realistici e di nuovi strumenti di interfaccia utente per la realtà virtuale”, come i comandi vocali. Riguardo la connettività, il manager di Facebook ha fatto riferimento ad Aquila, il drone solare che porta il web nei paesi poco sviluppati, e al sistema wireless a basso costo Terragraph.
“Negli ultimi anni – ha poi concluso Schroepfer – lo stato della ricerca sull’Intelligenza artificiale è avanzata molto rapidamente ma c’è ancora una lunga strada da percorrere prima che i computer possono imparare, piano, e la ragione come gli esseri umani. Questa è la prossima frontiera”.

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Robot nelle scuole, semafori anti-traffico e frigoriferi smart

Dal traffico all’ordine pubblico fino alle case: in meno di 15 anni l’intelligenza artificiale si prepara a trasformare molti aspetti della vita quotidiana. Lo indica il rapporto dell’università di Stanford che traccia uno scenario per il 2030 basato sulle previsioni fatte dai massimi esperti mondiali del settore.

Una prima ondata di tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale è già entrata da qualche tempo nelle nostre vite, degli ‘assistenti’ vocali negli smartphone fino ai sistemi che riconoscono i volti sui social network, ma siamo solo agli inizi.

Secondo gli esperti riuniti da Stanford per mettere a punto il rapporto intitolato “Intelligenza artificiale e vita nel 2030” dobbiamo prepararci all’arrivo di nuove applicazioni, che forse pochi si aspettano. Ad esempio nelle scuole i docenti saranno presto affiancati da robot capaci di rispondere a tutte le domande dei bambini e la polizia farà presto uso di applicazioni, ben lontane da quelle della fantascienza di Minority Report, capaci di analizzare i rapporti tra sospetti e criminali, ricostruire reti di organizzazioni e indirizzare pattuglie in zone che si prevedono più a rischio. Altre novità saranno nelle nostre case, con frigoriferi che faranno la lista della spesa o nelle stradesemafori intelligenti aiuteranno a eliminare il traffico urbano.

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Prima mappa dei pipistrelli che trasmettono il virus

L’Intelligenza Artificiale è in grado di prevedere quali specie di pipistrelli potrebbero essere capaci di trasmettere Ebola e altri virus simili, permettendo così di mappare le zone del mondo più a rischio dove concentrare gli sforzi per prevenire lo scoppio di nuovi focolai. Il risultato, pubblicato sulla rivista Plos Neglected Tropical Diseases, si deve alla collaborazione fra il Cary Institute of Ecosystem Studies di Millbrook, New York, con l’Università della Georgia e della California.

Il gruppo di ricercatori, guidato dall’esperta di ecologia delle malattie Barbara Han, ha studiato il ciclo vitale, la fisiologia e le caratteristiche ecologiche di 21 specie di pipistrelli già note come vettori di infezione, fino ad elaborare un ‘identikit’ di questi pericolosi mammiferi volanti. Partendo da questo profilo, i ricercatori hanno quindi sviluppato un algoritmo che tiene conto di 57 variabili (come la dieta, il comportamento riproduttivo e le rotte migratorie) riuscendo a distinguere i pipistrelli positivi ai virus con un’accuratezza dell’87%. 

Applicando questo sistema di intelligenza artificiale alle oltre mille specie di pipistrelli del mondo, è emersa una mappa di quelli che potrebbero essere i nuovi potenziali ospiti dei virus come Ebola: la maggior parte si trova nell’Africa sub-sahariana, ma molte specie arrivano fino al Sud-est asiatico e all’America centro-meridionale.

”I nostri risultati confermano studi precedenti condotti in Africa che indicano come la nicchia ambientale di Ebola si estenda alla foresta pluviale tropicale, ma a differenza di altre ricerche – precisa Barbara Han – abbiamo identificato degli hot spot nel Sud-est asiatico dove si sovrappongono fino a 26 specie potenziali riserve per i virus, soprattutto in Thailandia, Birmania, Malesia, Vietnam e India nord-orientale”.

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Fra Europa e Usa, è il futuro dell’intelligenza artificiale

Una macchina capace di analizzare problemi e di ragionare in modo concreto per trovare delle soluzioni: costruirla è l’obiettivo del progetto promosso dal Massachusetts Institute of Tecnology (Mit) e condotto in collaborazione con una rete di centri di ricerca americani e, per l’Europa, con Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova e Istituto tedesco Max Planck.

 Finanziato dalla National Science Foundation degli Stati Uniti, il progetto si chiama “Brain, Minds and Machines” e riunirà gli esperti che vi partecipano dal 20 al 22 giugno in Italia, a Sestri Levante (Genova). “E’ un progetto molto grande, il cui obiettivo è fondare una scienza dell’intelligenza: l’idea è mettere insieme chi studia il cervello, con chi si occupa di sistemi cognitivi e di intelligenza artificiale”, ha detto Giorgio Metta, dell’Iit, che ha organizzato l’incontro in collaborazione con Boris Katz del Mit e Lorenzo Rosasco dell’università di Genova.

”Si è deciso – ha aggiunto – di mettere insieme diverse discipline per capire che cosa significa ricreare l’intelligenza nella macchina”, con l’obiettivo di “realizzare macchine capaci di imparare autonomamente e ragionare su problemi concreto e trovare soluzioni”. Potrebbero volerci decenni per realizzarla, ha rilevato. “A breve – ha detto ancora Metta – è possibile immaginare forme di intelligenza settoriali”, come auto che si guidano da sole, robot domestici che sanno cucinare o riordinare la casa, o ancora macchine capaci di utilizzare gli elementi esistenti per progettare cose nuove. Il prossimo passo, invece, sarà un’intelligenza artificiale capace di analizzare un problema e fare più tentativi per trovare una soluzione in maniera autonoma.

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Online il seminario organizzato dalla Casa Bianca, segui la diretta

Dal maestro digitale, ai droni, ai sistemi intelligenti per diagnosticare le malattie, l’intelligenza artificiale sta diventando onnipresente nella vita di tutti i giorni, tanto che la Casa Bianca ha annunciato quattro laboratori pubblici sul tema e ha creato una commissione per valutare sfide, rischi e opportunità di questa tecnologia. Uno dei seminari è in programma oggi alle 14,30 (italiane) a Washington sull’intelligenza artificiale per il bene sociale ed è prevista la diretta sul canale Scienza e Tecnica dell’Ansa.
”C’è molto entusiasmo sull’intelligenza artificiale – ha detto Ed Felten, vice capo dell’Ufficio per la Scienza e la Tecnologia della Casa Bianca – dopo anni di progresso costante, ma lento, su come rendere i computer più ‘intelligenti’, una serie di innovazioni nel mondo della ricerca e dell’industria hanno recentemente dato uno slancio agli investimenti nel settore”. Il ritmo di crescita attuale, ha proseguito, avrà ampie implicazioni in molti campi, dall’istruzione, alla sanità, ai sistemi di trasporto.


Negli ospedali, secondo Felten, sistemi intelligenti aiuteranno i medici a diagnosticare malattie e a suggerire terapie. L’intelligenza artificiale è già entrata anche nelle scuole, dove maestri digitali affiancano gli insegnanti e li aiutano a personalizzare l’istruzione in base alle esigenze di ogni studente. 

Da qualche anno l’intelligenza artificiale ha un ruolo chiave anche nei sistemi di guida automatici e questa tecnologia ha la potenzialità di cambiare il trasporto globale nei prossimi decenni. 

Come ogni tecnologia, tuttavia, ha rilevato Felten, anche l’intelligenza artificiale porta delle trasformazioni e presenta sfide complesse: ad esempio, eliminerà dei posti di lavoro ma ne creerà di nuovi.
”Ci sono enormi opportunità – ha concluso – e per integrare con efficacia questa tecnologia sia nel settore pubblico sia nel settore privato, vanno tenuti in considerazione molti aspetti su privacy, sicurezza, leggi e regolamentazioni”