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Esperto, causa troppi indumenti, riscaldamento alto, e freddo

La disidratazione, nell’immaginario di tutti, è associata soprattutto ai mesi caldi. Eppure si verifica costantemente anche in inverno: e trascurarla può portare anche a problemi di salute. A riportare l’attenzione sul tema è Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation.
“In inverno – racconta lo specialista – l’attenzione è tutta concentrata sul pericolo di contrarre malanni di stagione come l’influenza, e questo ci induce a proteggerci con indumenti pesanti” o a vivere in ambienti troppo riscaldati, che però ci portano a sudare di più. Inoltre, “nei mesi freddi il nostro organismo è meno sensibile allo stimolo della sete, e questo è dovuto al meccanismo della vasocostrizione, messo in atto dal nostro corpo in risposta alle basse temperature”.
Il senso della sete, continua Zanasi, “è un campanello d’allarme importante, ma è già un rilevante segnale di disidratazione e in quanto tale andrebbe addirittura anticipato.
Una corretta idratazione parte proprio dalla buona abitudine di bere spesso e in maniera costante nel corso della giornata, anche nelle situazioni in cui la perdita di liquidi non è apparentemente significativa”. Per questo, gli esperti consigliano di bere almeno 8 bicchieri d’acqua da distribuire lungo tutta la giornata, “anche nei mesi invernali, quando lo stimolo della sete diminuisce ma è comunque necessario ripristinare i liquidi persi”.

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Disturbi colpiscono una donna su due

“L’inverno rappresenta il periodo migliore per la cura delle patologie venose, che colpiscono una donna su due, ma anche gli uomini non devono trascurare il problema. Oggi, a distanza di 30 anni, la tecnologia ci consente di effettuare interventi molto meno invasivi e soprattutto migliori dal punto di vista funzionale ed estetico per curare tali patologie. Con gli ecocolordoppler di ultima generazione possiamo fare diagnosi piu’ precise e praticare tecniche ecoguidate come la scleroterapia o con la schiuma e il laser endovascolare con piccolissime incisioni o addirittura senza incisioni con risultati eatetici molto soddisfacenti”. Così il prof. Lanfranco Scaramuzzino, presidente del congresso “Flebologia Oggi”, svoltosi a Napoli e giunto alla XXX edizione, a margine dei lavori del meeting.
“Una buona alimentazione e’ fondamentale – ha spiegato la biologa nutrizionista Adriana Carotenuto – Occorre variare i cibi ed evitare diete ipoproteiche ed ipovitaminiche e povere di fibre. L’acqua durante i pasti? Si puo’ bere e nel corso della giornata vanno assunti almeno due litri di acqua. Per renderla piu’ palatabile ci si puo’ far aiutare da prodotti drenanti che sono ricchi di antiossidanti. Il tutto va accompagnato da attivita’ motoria legger e costante allo stesso tempo”.