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Ipertensione, obesità e fumo sono i fattori che più compromettono la salute in Italia. Il dato emerge da uno studio appena pubblicato su Lancet che ha valutato quali, tra 79 fattori di rischio, rappresentano le 10 principali cause principali di morte e disabilità nel mondo.

Lo studio, coordinato dall’Università di Washington, è stato condotto da un team internazionale coinvolto nel progetto “Global Burden of Disease”, tra cui ricercatori dell’Ospedale Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste.

Dall’analisi risulta che i fattori che nel 2013 hanno più inciso sulla salute degli italiani sono pressione alta, alto indice di massa corporea, fumo, iperglicemia, disfunzioni renali, colesterolo alto, una dieta troppo ricca di sale, alcol, sedentarietà e osteoporosi.

“Sono quasi tutti prevenibili – sottolinea Luca Ronfani, del Burlo Garofolo -. In Italia, infatti, lo stato di salute potrebbe migliorare notevolmente facendo scelte alimentari più salutari, regolare esercizio fisico e dicendo addio alle sigarette. Appare evidente, quindi, il ruolo chiave degli stili di vita: hanno un impatto enorme sulla salute in termini di mortalità e disabilità”.

Per Lorenzo Monasta, epidemiologo dell’ospedale di Trieste “a differenza degli altri Paesi industrializzati sulla nostra salute incidono di più la funzione renale ridotta (basso tasso di filtrazione glomerulare), che può essere causa di ipertensione e osteoporosi e può essere causata a sua volta da diabete, consumo di alcol, uso di antidolorifici, calcoli e cisti renali, e la scarsa densità minerale ossea; assenti invece nella top ten dei fattori di rischio a livello globale, dove troviamo lo scarso consumo di frutta e l’inquinamento”.

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I primi test, svolti su cavie animali hanno dato esito positivo, per i diabetici potrebbe esserci un’arma in più per controllare la loro malattia.

Stiamo parlando del cerotto transdermico a rilascio di insulina ideato e testato dal dott. Zhen Gu e da un’equipe di ricercatori delle università di North Carolina e North Carolina State.

La caratteristica che rende unico questo cerotto è la sua capacità di adattarsi alla glicemia del paziente. I ricercatori hanno realizzato delle minuscole vescicole sintetiche con due sostanze, acido ialuronico e nitroimidazolo, normalmente usate in medicina, che sono state poi riempite con insulina e un enzima sensibile al glucosio. All’aumento della glicemia, le vescicole reagiscono all’ipossia dovuta all’ossidazione enzimatica del glucosio e si dissociano liberando l’insulina e l’enzima glucosio ossidasi, sostanze in grado di ridurre la glicemia.

Si tratta del primo cerotto per diabetici glucosio responsivo che sfrutta uno degli effetti collaterali dell’iperglicemia per entrare in azione.

“Abbiamo progettato un cerotto per diabetici che lavora velocemente, è facile da usare ed è fatto di materiali non tossici e biocompatibili – spiega Zhen Gu -. L’intero sistema può essere personalizzato in base al peso e alla sensibilità all’insulina, diventando ancora più smart”. Il dispositivo è ispirato alle cellule beta delle Isole di Langherans, quelle che nel pancreas sono effettivamente deputate al rilascio dell’insulina, che è contenuta in dei piccoli sacchetti.

Testati su una popolazione di topi con diabete di tipo 1, i cerotti si sono mostrati più efficaci delle semplici iniezioni nel tenere sotto controllo i valori nel sangue.