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Ricciardi, non fare vaccinazione è da irresponsabili

Il bimbo di 22 mesi deceduto in Toscana per meningite da meningococco C è “il primo caso nella Regione, negli ultimi due anni, di decesso di un bambino non vaccinato a causa della meningite”. Lo ha affermato all’ANSA il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, sottolineando come la vaccinazione sia fondamentale anche perché, in caso di infezione da meningococco, attenua comunque la gravità della patologia.
    “In questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili”, è il monito del presidente dell’Iss. Contro la meningite, ha avvertito Ricciardi, “è ovviamente importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è da irresponsabili”. Il caso del bimbo di 22 mesi deceduto, ha sottolineato, “è il primo caso in Toscana, negli ultimi 2 anni, di meningite in un bimbo che non era stato vaccinato, e ciò è indicativo. Altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno superato la malattia”. Da qui l’invito ad effettuare la vaccinazione contro il meningococco C: “Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma – ha concluso Ricciardi – la copertura da raggiungere sarebbe almeno del 90%”

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Vaccino è consigliato per forme da meningococco, le più frequenti

“I casi di meningite da Eschirichia Coli sono rarissimi, e ancora più rari quelli letali, che spesso sopravvengono in casi di sistema immunitario indebolito. Non si trasmettono da persona a persona attraverso saliva, come avviene invece ad esempio per l’influenza. Non c’è quindi motivo di allarme”. Così all’ANSA Paola Stefanelli, responsabile sorveglianza nazionale malattie invasive batteriche del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
 “Qualsiasi batterio gram negativo, come la E.Coli, ma anche molti virus – prosegue – possono dare un quadro di meningite, che consiste nell’infiammazione della membrana che circonda il cervello. Ma la maggior parte dei casi di meningite è causata dal meningococco”.
“In particolare – precisa l’esperta Iss – i ceppi di Meningo B e C hanno causato 196 casi l’anno di meningite nel 2015 e 189 nel 2016. Sono invece quasi sempre innocui i diversi ceppi di Escherichia coli, batteri normalmente presenti nell’intestino umano come in quello animale”. Il consiglio per limitarne la diffusione di questo come di qualsiasi altro batterio “è quello di lavarsi spesso le mani”. I problemi più frequenti causati dall’e.coli sono di tipo gastrointestinale, come diarrea e vomito. “Ma – sottolinea Stefanelli – se il batterio va a finire nel sangue o nel liquor può dare quadri importanti come meningite oppure sepsi”. Per questi casi “non esiste vaccino anche perché la loro estrema rarità non giustificherebbe un intervento sanitario di questo tipo”. Così come non esiste vaccino per le meningiti provocate da alcuni virus come enterovirus e adenovirus. “E’ possibile invece prevenire – precisa – la maggior parte di quelle derivate da pneumococco (per cui esiste un vaccino che protegge contro 7 sierotipi), dall’haemophilus influenzae b (il cui vaccino è incluso nell’esavalente) e dal meningococco. In particolare l’antimeningococco C è inserito tra le vaccinazioni raccomandate dal Piano nazionale per la Prevenzione Vaccinale ed è gratuito in tutta Italia per i bambini tra 13 e 15 mesi. Mentre il vaccino contro il meningo B, autorizzato nel 2013 per bimbi a partire ai due mesi di età, non era incluso nel Piano vaccinale 2012-2014, quindi in alcune regioni è a pagamento, mentre in altre è offerto gratuitamente. Infine è disponibile a pagamento, per bambini come per adulti, il vaccino tetravalente antimeningococco A, C, W 135, Y (Mcv4), consigliato in particolare per i viaggiatori che si recano in Paesi africani, in cui sono maggiormente diffusi i ceppi, poco frequenti in Europa.

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‘Non dico dove’, da calo vaccinazioni ci attendiamo casi

“In Italia si è già verificato un primo caso di insulto difterico, l’ho già detto pubblicamente, ma non posso dire dove”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, riferendosi ad un attacco di difterite,parlando dei rischi connessi al calo dei vaccini, nel corso del suo intervento a un congresso di pediatria a Firenze.
A causa del calo delle vaccinazione, ha ribadito Ricciardi, “ci attendiamo anche in Italia casi di poliomielite e difterite”. Ricciardi ha poi parlato del morbillo, spiegando come in Italia momento ci siano 670 mila bambini che rischiano di contrarlo poiché non vaccinati.
“A questi – ha detto – vanno aggiunti circa un milione e mezzo di giovani adulti a rischio, per un totale di circa 2 milioni di persone suscettibili all’infezione”.

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Il calo delle vaccinazione, di cui abbiamo già parlato, sta favorendo il ritorno di malattie da tempo dimenticate. In Spagna, per esempio, stanno tornando la Difterite e la Pertosse.

Anche in Italia qualche allarmante segnale sta iniziando a vedersi. Il Morbillo ha iniziato a mietere qualche vittima tra i bambini.

L’Istituto Superiore di Sanità aveva già lanciato l’allarme e subito Aifa e Pediatri hanno risposto per lanciare campagne di sensibilizzazione e promuovere un Piano nazionale Vaccini.

“La copertura vaccinale nel nostro Paese – rileva Walter Ricciardi, neopresidente dell’Iss – è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane”.

Il fenomeno, sottolinea la Società Italiana di Pediatria, è già in atto. “Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate – afferma il presidente Giovanni Corsello -. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale”.

 

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Il drastico calo delle vaccinazioni avvenuto negli ultimi anni rischia di aprire una nuova emergenza sanitaria. Il pericolo è che ritornino malattie che già da tempo erano state debellate o controllate come la difterite e il morbillo

A lanciare l’allarme,ll’Istituto Superiore di Sanità, seguito a ruota dall’Aifa e dai pediatri. Oltre che dalle campagne di sensibilizzazione, affermano, la “riscossa” delle vaccinazione dovrebbe passare per l’approvazione del Piano nazionale Vaccini da parte delle Regioni.

“La copertura vaccinale nel nostro Paese – rileva Walter Ricciardi, neopresidente dell’Iss – è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane”.

Le vaccinazioni contro poliomelite, tetano, difterite ed epatite B sono scese sotto il 95%, quelle contro morbillo, partotite e rosolia circa all’86% con un caldo di quattro punti percentuali in appena un anno.

Venendo a mancare la cosiddetta “immunità di gregge”, data dalle vaccinazioni massive, il rischio, per i bambini non vaccinati, di essere esposti a malattie diventa molto maggiore e soprattutto si rischia l’esplodere di epidemie. Ma non è tutto, il riemergere di malattie “dimenticate”, come la difterite, potrebbe mettere in difficoltà i medici, ormai poco avvezzi a riconoscere e a trattare simili patologie.

Il fenomeno, sottolinea la Società Italiana di Pediatria, è già in atto. “Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate – afferma il presidente Giovanni Corsello -. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale”.

In aiuto di chi ha dei dubbi debutta oggi il call center nazionale Vaccini e Vaccinazioni. A promuoverlo, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute e dall’Università degli Studi di Foggia a cui fa capo il progetto.

Il numero verde 800 56 18 56 sarà attivo il lunedì dalle 10 alle 18. Anche i medici di famiglia, ha confermato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, sono pronti a sensibilizzare i pazienti. “Noi medici di famiglia – ha sottolineato – siamo tutti i giorni in prima linea nell’incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione”

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Le cose potrebbero cambiare per i bambini affetti da autismo e per le loro famiglie. L’accordo suggellato  tra l’Istituto superiore di sanità (Iss), che coordina il Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (Nida), e la Fondazione ‘I Bambini delle Fate’, si pone come obiettivo arrivare ad una diagnosi precisa dell’autismo sin dai primi mesi di vita.

Ad oggi la certezza della malattia arriva in media anche a 5 anni di età e dopo enormi sofferenze. Una cura efficace, infatti, ancora non c’e’ ma l’intervento precoce è in grado di limitare notevolmente i danni.

Il Nida monitorerà direttamente a casa per i primi 6 mesi e in tutta Italia i bambini nuovi nati con fratelli o sorelle autistici, quindi i piccoli vengono monitorati dai centri locali partner fino ai 36 mesi di età. Questo per rilevare precocemente i segni della malattia, dal momento che per un bimbo con familiari autistici il rischio di insorgenza della patologia è superiore di circa il 20%. I primi studi, spiega Maria Luisa Scattone, responsabile del Nida ”ci dicono che bambini colpiti da disturbi legati ad autismo presentano, già nelle prime settimane di vita, alcune anomalie nel pianto e nel movimento spontaneo. Se questi dati venissero confermati in un più ampio campione e sarà possibile associare tali anomalie ad alcune caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti presi in esame, potrà essere attivato un monitoraggio per la loro identificazione precoce, già nel primo anno di vita”.

L’obiettivo del progetto è dunque arrivare a definire un protocollo scientifico unico per la diagnosi precoce dell’autismo.

Il progetto verrà finanziato in parte con contributi pubblici in parte con fondi privati.

”Oggi le donazioni volontaristiche e gli sms non bastano più. Ha dichiarato il presidente dell’Associazione ‘Bambini delle fate’ Franco Antonello – Da imprenditore ho capito che bisogna portare la mentalità imprenditoriale nel sociale: la nostra Fondazione riceve fondi di 500-1000 euro al mese da 650 aziende, con cui abbiamo stipulato dei contratti. Tutto viene rendicontato pubblicamente su quotidiano nazionali ogni tre mesi, aggiornando sui 32 progetti in corso in tutta Italia e citando le aziende che ci supportano. In questo modo abbiamo finanziato progetti per 5 mln di euro in 10 anni. E’ la via da seguire”.