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Corretti stili di vita, terapie, riabilitazione, diritti, turismo accessibile, saranno solo alcuni degli 11 stand tematici allestiti presso il giardino dell’Istituto Superiore di Sanità, in via del Castro Laurenziano 14 a Roma, lunedì 11 giugno. Dalle 17 alle 21 gli stand saranno aperti alla cittadinanza per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sclerosi multipla, malattia che in Italia colpisce 118 mila persone, soprattuto giovani tra i 20 e i 40 anni e donne.
Ogni giorno 8 persone scoprono di avere la sclerosi multipla: una diagnosi ogni tre ore. L’evento, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si svolge all’interno delle celebrazioni dei 50 anni di AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, l’associazione di persone con SM, capillare in tutto il territorio con 100 Sezioni provinciali e più di 50 gruppi operativi.
Nel giardino dell’ISS, gli stand saranno allestiti con poster scientifici, video, supporti multimediali e materiali informativi gestiti da ricercatori, neurologi, volontari di AISM, con la collaborazione dei giovani dell’Alternanza Scuola Lavoro presso l’ISS site internet. Tutti, ognuno nei propri ambiti, incontreranno il pubblico per spiegare la malattia, lo stato della ricerca, le novità in tema di terapie e di riabilitazione, i corretti stili di vita, ma anche i diritti per le persone con sclerosi multipla distribuendo e invitando a firmare “la Carta dei diritti” delle persone con SM. Dal momento che andiamo incontro all’estate uno stand sarà dedicato al turismo accessibile.
Nello stand “SM donna” verranno affrontati temi quali sessualità, vita di coppia, maternità e allattamento: saranno a disposizione i ricercatori, medici e psicologi dell’ISS, del Policlinico Tor Vergata e della Sezione AISM di Roma. Altri stand saranno dedicati a tematiche di primo piano, come ad esempio la nutrizione, perché una adeguata alimentazione può aiutare a combattere la sclerosi multipla, il sole e la vitamina D, mentre si parlerà di quanto il tabagismo possa influenzare la progressione della SM all’interno dello stand dedicato al fumo. Studi scientifici hanno dimostrato che una buona attività fisica può ridurre la sintomatologia in persone con patologie neurodegenerative e svolgere allo stesso tempo una funzione neuroprotettiva, tutte le informazioni sono a disposizione presso lo stand “AFA – Attività Fisica Adattata”.
Lo stand “Giochi e scienza” sarà dedicato ai bambini: semplici esperimenti scientifici, modelli tridimensionali, giochi interattivi e una caccia al tesoro nel giardino, aiuteranno a conoscere più da vicino le cellule del sistema nervoso e a capire come queste interagiscono tra loro e perché possono svilupparsi malattie invalidanti come la sclerosi multipla.
All’interno dell’evento, a partire dalle 17.30, si terrà anche un talk show dedicato alla collaborazione tra AISM e ISS: una collaborazione iniziata negli anni ’80.
Interverranno in questo spazio il presidente dell’ISS – Walter Ricciardi e i due presidenti AISM e FISM, Angela Martino e Mario A. Battaglia. All’incontro parteciperanno anche Diego Centonze (neurologo, Università di Tor Vergata e NEUROMED) e Francesca Aloisi (ricercatrice ISS).
Durante l’apertura degli stand sarà possibile partecipare alla visita guidata del Museo dell’ISS. Per prenotare basta scrivere una mail a museo@iss.it specificando nell’oggetto “Evento AISM 11 giugno 2018”, il numero dei partecipanti e se i visitatori hanno bisogno di un percorso facilitato.

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Procedura di selezione, per titoli e prova colloquio, per la copertura a tempo determinato di durata tre anni, di quattro posti di collaboratore tecnico enti di ricerca – VI livello professionale, presso il Centro nazionale trapianti

E’ indetta una selezione pubblica, per titoli e prova colloquio, per l’assunzione, con contratto a tempo determinato, di quattro unita’ di personale con il profilo di collaboratore tecnico enti di
ricerca – VI livello professionale dell’Istituto superiore di sanita’ per svolgere attivita’ di supporto nell’ambito dell’area progettuale: «Organizzazione e gestione delle attivita’ di donazione, prelievo e trapianto effettuate a livello nazionale» presso il Centro nazionale trapianti (durata del contratto: 3 anni).
Oltre il possesso dei requisiti prescritti per l’accesso ai pubblici impieghi, e’ richiesto il seguente titolo di studio: diploma di istituto di istruzione secondaria di secondo grado (diploma di maturita’).
Esperienza lavorativa nel settore della donazione e trapianto di organi, tessuti e/o cellule con riferimento alle attivita’ di raccolta, gestione ed archiviazione di dati, nonche’ di supporto ad iniziative/attivita’ di divulgazione, informazione e/o formazione.
La suddetta esperienza dovra’ essere documentata attraverso il servizio prestato presso strutture pubbliche e/o private.
La domanda di partecipazione alla selezione, redatta in carta semplice, secondo lo schema di cui all’allegato A del bando, dovra’ pervenire esclusivamente tramite raccomandata con avviso di ricevimento entro il trentesimo giorno successivo a quello della data di pubblicazione del presente estratto del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e dovra’ essere inoltrata all’ufficio III reclutamento, borse di studio e formazione dell’Istituto superiore di sanita’, viale Regina Elena n. 299 – 00161 Roma (per la data d’inoltro, fara’ fede il timbro a data dell’ufficio postale accettante), o tramite equivalente mezzo informatico (pec) indirizzo: protocollo.centrale@pec.iss.it
Alla domanda dovranno essere allegati i titoli di merito che il candidato intende presentare ai fini della valutazione di merito prevista dall’art. 5 del bando stesso.
Il bando e’ affisso all’albo ufficiale dell’Istituto superiore di sanita’ – viale Regina Elena n. 299 – 00161 Roma, ed è altresì consultabile nel sito web dell’Istituto stesso http://www.iss.it nella sezione Lavorare all’ISS e puo’ essere ritirato o richiesto all’ufficio di cui sopra.

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Il drastico calo delle vaccinazioni avvenuto negli ultimi anni rischia di aprire una nuova emergenza sanitaria. Il pericolo è che ritornino malattie che già da tempo erano state debellate o controllate come la difterite e il morbillo

A lanciare l’allarme,ll’Istituto Superiore di Sanità, seguito a ruota dall’Aifa e dai pediatri. Oltre che dalle campagne di sensibilizzazione, affermano, la “riscossa” delle vaccinazione dovrebbe passare per l’approvazione del Piano nazionale Vaccini da parte delle Regioni.

“La copertura vaccinale nel nostro Paese – rileva Walter Ricciardi, neopresidente dell’Iss – è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane”.

Le vaccinazioni contro poliomelite, tetano, difterite ed epatite B sono scese sotto il 95%, quelle contro morbillo, partotite e rosolia circa all’86% con un caldo di quattro punti percentuali in appena un anno.

Venendo a mancare la cosiddetta “immunità di gregge”, data dalle vaccinazioni massive, il rischio, per i bambini non vaccinati, di essere esposti a malattie diventa molto maggiore e soprattutto si rischia l’esplodere di epidemie. Ma non è tutto, il riemergere di malattie “dimenticate”, come la difterite, potrebbe mettere in difficoltà i medici, ormai poco avvezzi a riconoscere e a trattare simili patologie.

Il fenomeno, sottolinea la Società Italiana di Pediatria, è già in atto. “Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate – afferma il presidente Giovanni Corsello -. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale”.

In aiuto di chi ha dei dubbi debutta oggi il call center nazionale Vaccini e Vaccinazioni. A promuoverlo, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute e dall’Università degli Studi di Foggia a cui fa capo il progetto.

Il numero verde 800 56 18 56 sarà attivo il lunedì dalle 10 alle 18. Anche i medici di famiglia, ha confermato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, sono pronti a sensibilizzare i pazienti. “Noi medici di famiglia – ha sottolineato – siamo tutti i giorni in prima linea nell’incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione”

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Cresce la popolazione tatuata e in particolare i baby tatuati che ormai sono il 7,7% di quelli fra i 12 e i 17 anni.

Il dato emerge dalla prima fotografia ufficiale del fenomeno che arriva dall’Istituto Superiore di Sanità. In alcune regioni come la Sicilia è completamente vietato per gli under 18, in altre come la Toscana è vietato sotto i 14 anni e il consenso informato deve essere firmato dai genitori.

Le precedenti indagini sul fenomeno condotte dall’Eurispes confermano l’aumento del fenomeno dei baby tatuati, ben percepito da chi si occupa di giovani. Ed un altra recente ricerca dell’Università romana di Tor Vegata dice che un quarto dei liceali che si sono sottoposti a tatuaggi e piercing ha avuto problemi di infezioni. Ma anche l’attenzione da parte di mamma e papà sul fenomeno sembra in alcuni casi lacunosa.

Alberto Renzoni, esperto dell’Istituto Superiore di Sanità che ha coordinato l’indagine sottolinea come in generale solo il 22% di chi si è rivolto a un centro per tatuarsi non ha firmato il consenso informato. ”E’ invece necessario non solo firmarlo ma che nel farlo ci sia un reale consenso e una reale informazione, considerato inoltre che una fetta consistente delle persone tatuate è rappresentato da minori che potrebbero farlo solo con il consenso dei genitori”.

Iniziare presto, come i baby tatuati, inevitabilmente aumenta il rischio di entrare nel grande gruppo dei ”pentiti”: di chi cambia idea e si rivolge al un medico per cancellare un disegno che non si vuole piu’ portare sul proprio corpo.

Il 17,2% dei tatuati italiani ha dichiarato di voler rimuovere il proprio tatuaggio e di questi il 4,3% l’ha già fatto. I costi per l’intervento con il laser – unico sistema a disposizione dopo che alcune creme cancella-tattoo sono state ritirate dal mercato per pericolosita’ – sono elevati.

Servono non meno di 4 sedute per fare sparire un tatuaggio, ma a seconda delle dimensioni ne possono servire anche 10, un anno circa di lavoro con costi che variano dal mille ai 5 mila euro, ha spiegato Francesco Madonna Terracina, chirurgo plastico e docente di laser terapia alla scuola di medicina estetica della Fondazione Fatebenefratelli a Roma.

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ROMA – Per fare fronte alla crescente richiesta di ‘pazienti esperti’ in grado di partecipare alla pari al processo di sviluppo dei farmaci innovativi, è stato implementato il progetto europeo Eupati (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation). Presentato nell’ambito di un convegno svolto nella sede dell’Istituto superiore di sanità, il progetto – con la sua piattaforma italiana – nasce per rispondere alla necessità dei pazienti o dei loro familiari di dialogare alla pari con istituzioni, enti di ricerca, aziende farmaceutiche. ‘Ritengo che il vostro progetto sia encomiabile – ha scritto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel suo messaggio di saluto rivolto ai rappresentanti di decine di associazioni – Sviluppare e disseminare informazioni obiettive, credibili, corrette aggiornate sulla ricerca e lo sviluppo dei farmaci rappresenta uno strumento di grande spessore per incrementare la capacità e la competenza dei pazienti”. Nelle intenzioni, i primi 100 pazienti formati verranno direttamente impiegati nelle riunioni dove sarà necessaria la loro presenza: si tratta dei comitati etici, dei tavoli delle agenzie regolatorie e dei board delle aziende farmaceutiche che decidono come fare i trial clinici.

10 Aprile 2015

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ROMA – Uno studio condotto da ricercatori dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e dell’Istituto Superiore di Sanità e pubblicato sulla rivista ‘The American Journal of Human Genetics’, ha scoperto le mutazioni responsabili di una rara malattia dello sviluppo, la sindrome di Ayme-Gripp, precedentemente nota come sindrome di Fine-Lubinsky e associata a rari casi di cataratta congenita isolata.
Gli scienziati sono giunti alle loro conclusioni utilizzando una nuova tecnologia di sequenziamento del dna che ha permesso di identificare le mutazioni nel gene codificante la proteina Maf come responsabili della sindrome. L’identificazione del gene ha permesso di delineare più specificamente le caratteristiche cliniche della malattia. Lo studio darà il via libera per una diagnosi più celere e precisa.

13 Aprile 2015