Medical News

Raccolta straordinaria di sangue da tutti Italia

“Sono 64 i casi accertati dal Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) ad oggi di Chikungunya. Di questi, 54 sono i casi che hanno residenza ad Anzio o che hanno soggiornato nei 15 giorni precedenti ad Anzio, 7 casi sono a Roma e 3 casi sono a Latina”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.
“La Regione Lazio chiede ai Comuni interessati di intensificare l’azione di contrasto ai vettori e per questo motivo ha convocato lunedì prossimo i rappresentanti di Roma Capitale e delle altre amministrazioni interessate, Latina e Anzio, proprio per verificare l’azione di disinfestazione messa in atto fin qui”. Lo si legge in una nota della Regione Lazio. “La Regione Lazio ha richiesto, inoltre – aggiunge la nota – l’intervento dei tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità per verificare le metodologie finora adottate”.
Primo caso di Chikungunya anche in Lombardia. Ad essere stata infettata è una ragazzina di 13 anni di origine asiatica residente a Curtatone, Comune alle porte di Mantova.
In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. Per il centro nazionale sangue le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell’emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio “sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi”.
Tutte le Regioni, sottolinea il Cns, “anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione”.si tratta di una maxiemergenza, ma non ti tipo sanitario. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno.

Ecdc, alta probabilità nuovi casi a Roma

E’ molto probabile che nella zona di Roma si verifichino nuovi casi di Chikungunya. Lo scrive il Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) in un documento di valutazione del rischio legato ai focolai italiani. “Il fatto che il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace – scrivono gli esperti europei -. Di conseguenza ci si aspetta di identificati nuovi casi in futuro. Dato che le condizioni ambientali rimarranno le stesse nel Lazio nelle prossime settimane la probabilità di ulteriore trasmissione è alta”.

Cri Roma apre numero per informazioni sulle donazioni

“In queste ore di emergenza dovuta alla Chikungunya la Croce Rossa di Roma mette a disposizione il numero della Sala Operativa 06.5510 per tutti i cittadini romani che vogliono informazioni sulla donazione del sangue e lancia sui social una campagna di comunicazione per continuare a sensibilizzare tutti sull’importanza della donazione del sangue”. Lo rende noto la Croce Rossa in una nota.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti rassicura dopo il blocco di donazionidi disangue disposto dalla Asl Roma 2 per il caso Chikungunya: “Ieri come sapete è stato adottato un provvedimento: ovviamente il Centro nazionale sangue ha garantito la fornitura per coprire quello che ci sarà in meno, inevitabilmente, a seguito di questo blocco. Quindi non ci saranno problemi per la rete sanitaria”.
Nella Capitale, a causa del blocco, era stata calcolata una carenza di 200-250 sacche di sangue nei prossimi giorni, una quantità paragonabile ad una maxi-emergenza. La cifra è contenuta nella circolare che il Centro Nazionale Sangue ha inviato alle Regioni, pubblicata sul sito del Cns. “Al fine di supportare la regione Lazio – si legge inoltre – si invitano tutti i responsabili delle Src (le strutture regionali di coordinamento, ndr) ad attivare la compensazione interregionale secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal ‘Piano strategico nazionale per le maxiemergenze’, configurandosi le ricadute dell’evento epidemico sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxiemergenza”. Il piano per le maxiemergenze approvato lo scorso anno prevede che ogni regione abbia una scorta di sangue dedicata, da utilizzare in caso di eventi come terremoti o incidenti con molti feriti.

Usl accerta un caso nel Modenese

L’azienda Usl di Modena ha accertato un caso di Chikungunya per un residente di Casinalbo. Il Comune di Formigine, in provincia di Modena, ha attivato il piano di emergenza sanitaria con disinfestazione della zona interessata. La chikungunya – viene ricordato – è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia-Romagna.

Scatta gara di solidarietà, 849 sacche sangue da 10 Regioni per il Lazio

Sono 849 le unità di sangue già messe a disposizione dalle Regioni per sopperire alle eventuali carenze nel Lazio dovute ai focolai di Chikungunya a Roma e Anzio. Lo comunica il Centro Nazionale Sangue, precisando che le sacche provengono da dieci regioni. Fino a questo momento si sono rese disponibili a inviare sangue Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Veneto e Toscana, mentre le altre si stanno ancora organizzando anche con raccolte straordinarie. Alcune delle unità sono state già inviate, mentre delle altre è in via di organizzazione il trasporto. “La gara di solidarietà, necessaria a garantire le trasfusioni ai pazienti del Lazio, è già scattata grazie alla collaborazione di tutte le Regioni e delle associazioni di volontariato – afferma il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno -. Domani saranno a Roma i rappresentanti delle associazioni da tutte le regioni per coordinare ulteriormente gli sforzi”.

Regione Emilia Romagna aiuta Lazio, ‘raccogliamo sangue’

L’obiettivo è raccogliere 500 unità di sangue alla settimana per tutto il periodo dell’emergenza Chikungunya, da destinare alla capitale. Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas lanciano un appello ai donatori del territorio, chiedendo “un contributo straordinario” per far fronte a quanto sta accadendo in provincia di Roma: il centro regionale sangue del Lazio ha sospeso la raccolta come misura di prevenzione dell’infezione . “Chiediamo ai nostri donatori uno sforzo straordinario, certi che come sempre la risposta ci sarà – dice l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. La nostra è una regione che ha nella solidarietà uno dei principi fondamentali. Il nostro sistema è forte, da sempre capace di garantire l’autosufficienza regionale e di fornire unità di sangue alle regioni che più ne hanno bisogno. Questo è il momento di dimostrarlo”. In Emilia-Romagna sono 137.972 i donatori di sangue totali, quelli che donano periodicamente sono 126.518.
Nel Lazio “sono 17 i casi accertati dal Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive (Seresmi) ad oggi di Chikungunya, di questi 6 nella Capitale”. Lo rende noto la Regione. “Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi”.
In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni. “Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro, Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxi-emergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni, è già partita una gara di solidarietà, che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”.

Avis, mobilitati per far fronte a deficit sangue

“Le sedi Avis, i nostri volontari e i nostri donatori sono già mobilitati per far fronte al deficit di sangue ed emocomponenti che si sta verificando in alcune zone di Roma e della sua provincia in seguito al provvedimento di sospensione per Chikungunya emanato dal Centro Nazionale Sangue”. Lo rende noto il presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni dicendosi sicuro “che anche questa volta, come tante volte in passato, i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali”.

Appello Cri ai donatori, programmate donazioni

Appello della croce rossa ai donatori di tutto il territorio italiano in seguito alla sospensione delle donazioni ad Anzio e nell’Asl 2 di Roma a causa del virus Chikungunya. “Contattate la struttura trasfusionale più vicina e programmate quanto prima una donazione di sangue o plasma, secondo le indicazioni che vi saranno fornite”, invita Colum Donnelly, delegato nazionale della Croce Rossa Italiana per la donazione di sangue, poichè “sono tantissimi i pazienti che, necessitando di trasfusioni per interventi chirurgici oppure quale terapia per malattie come la talassemia, dipendono direttamente dalle scorte delle strutture trasfusionali e non possiamo consentire che le conseguenze di questa situazione mettano in pericolo la loro salute”.

Lorenzin martedì:

”Siamo molto preoccupati per la situazione Chikungunya, il Comune di Roma proceda subito alle disinfestazioni. E’ passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre”. Ora ”e’ molto probabile la decisione di uno stop alle donazioni di sangue anche a Roma. Oggi e’ arrivata dalla Regione al Comune (per conoscenza al ministero e alla prefettura) una nuova diffida per una disinfestazione immediata”, ha detto il ministro della Salute.

Raggi ha firmato martedì ordinanza per disinfestazioni

È stata firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza “per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico, ma anche su quello privato”.

Fonte:www.ansa.it

Medical News

Sangue da regioni, Zingaretti: “Non ci sarà carenza sangue”

“Ad oggi al SERESMI (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) sono pervenute 27 notifiche di casi di Chikungunya. I 10 nuovi casi rispetto alla giornata di ieri sono residenti o riportano un soggiorno nel comune di Anzio e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi. Rimangono inalterate le notifiche facenti riferimento il territorio di Roma”. Lo comunica la Regione Lazio.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti rassicura dopo il blocco di ieri sulle donazionidi sangue disposto dalla Asl Roma 2 per il caso Chikungunya: “Ieri come sapete è stato adottato un provvedimento: ovviamente il Centro nazionale sangue ha garantito la fornitura per coprire quello che ci sarà in meno, inevitabilmente, a seguito di questo blocco. Quindi non ci saranno problemi per la rete sanitaria”.
Nella Capitale, a causa del blocco, era stata calcolata una carenza di 200-250 sacche di sangue nei prossimi giorni, una quantità paragonabile ad una maxi-emergenza. La cifra è contenuta nella circolare che il Centro Nazionale Sangue ha inviato alle Regioni, pubblicata sul sito del Cns. “Al fine di supportare la regione Lazio – si legge inoltre – si invitano tutti i responsabili delle Src (le strutture regionali di coordinamento, ndr) ad attivare la compensazione interregionale secondo le indicazioni e i criteri stabiliti dal ‘Piano strategico nazionale per le maxiemergenze’, configurandosi le ricadute dell’evento epidemico sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxiemergenza”. Il piano per le maxiemergenze approvato lo scorso anno prevede che ogni regione abbia una scorta di sangue dedicata, da utilizzare in caso di eventi come terremoti o incidenti con molti feriti.

Usl accerta un caso nel Modenese

L’azienda Usl di Modena ha accertato un caso di Chikungunya per un residente di Casinalbo. Il Comune di Formigine, in provincia di Modena, ha attivato il piano di emergenza sanitaria con disinfestazione della zona interessata. La chikungunya – viene ricordato – è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia-Romagna.

Scatta gara di solidarietà, 849 sacche sangue da 10 Regioni per il Lazio

Sono 849 le unità di sangue già messe a disposizione dalle Regioni per sopperire alle eventuali carenze nel Lazio dovute ai focolai di Chikungunya a Roma e Anzio. Lo comunica il Centro Nazionale Sangue, precisando che le sacche provengono da dieci regioni. Fino a questo momento si sono rese disponibili a inviare sangue Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Veneto e Toscana, mentre le altre si stanno ancora organizzando anche con raccolte straordinarie. Alcune delle unità sono state già inviate, mentre delle altre è in via di organizzazione il trasporto. “La gara di solidarietà, necessaria a garantire le trasfusioni ai pazienti del Lazio, è già scattata grazie alla collaborazione di tutte le Regioni e delle associazioni di volontariato – afferma il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno -. Domani saranno a Roma i rappresentanti delle associazioni da tutte le regioni per coordinare ulteriormente gli sforzi”.

Regione Emilia Romagna aiuta Lazio, ‘raccogliamo sangue’

L’obiettivo è raccogliere 500 unità di sangue alla settimana per tutto il periodo dell’emergenza Chikungunya, da destinare alla capitale. Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas lanciano un appello ai donatori del territorio, chiedendo “un contributo straordinario” per far fronte a quanto sta accadendo in provincia di Roma: il centro regionale sangue del Lazio ha sospeso la raccolta come misura di prevenzione dell’infezione . “Chiediamo ai nostri donatori uno sforzo straordinario, certi che come sempre la risposta ci sarà – dice l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. La nostra è una regione che ha nella solidarietà uno dei principi fondamentali. Il nostro sistema è forte, da sempre capace di garantire l’autosufficienza regionale e di fornire unità di sangue alle regioni che più ne hanno bisogno. Questo è il momento di dimostrarlo”. In Emilia-Romagna sono 137.972 i donatori di sangue totali, quelli che donano periodicamente sono 126.518.
Nel Lazio “sono 17 i casi accertati dal Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive (Seresmi) ad oggi di Chikungunya, di questi 6 nella Capitale”. Lo rende noto la Regione. “Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi”.
In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni. “Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma – spiega il direttore del Centro, Giancarlo Maria Liumbruno -, a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxi-emergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni, è già partita una gara di solidarietà, che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio”.

Avis, mobilitati per far fronte a deficit sangue

“Le sedi Avis, i nostri volontari e i nostri donatori sono già mobilitati per far fronte al deficit di sangue ed emocomponenti che si sta verificando in alcune zone di Roma e della sua provincia in seguito al provvedimento di sospensione per Chikungunya emanato dal Centro Nazionale Sangue”. Lo rende noto il presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni dicendosi sicuro “che anche questa volta, come tante volte in passato, i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali”.

Appello Cri ai donatori, programmate donazioni

Appello della croce rossa ai donatori di tutto il territorio italiano in seguito alla sospensione delle donazioni ad Anzio e nell’Asl 2 di Roma a causa del virus Chikungunya. “Contattate la struttura trasfusionale più vicina e programmate quanto prima una donazione di sangue o plasma, secondo le indicazioni che vi saranno fornite”, invita Colum Donnelly, delegato nazionale della Croce Rossa Italiana per la donazione di sangue, poichè “sono tantissimi i pazienti che, necessitando di trasfusioni per interventi chirurgici oppure quale terapia per malattie come la talassemia, dipendono direttamente dalle scorte delle strutture trasfusionali e non possiamo consentire che le conseguenze di questa situazione mettano in pericolo la loro salute”.

Lorenzin martedì:
”Siamo molto preoccupati per la situazione Chikungunya, il Comune di Roma proceda subito alle disinfestazioni. E’ passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre”. Ora ”e’ molto probabile la decisione di uno stop alle donazioni di sangue anche a Roma. Oggi e’ arrivata dalla Regione al Comune (per conoscenza al ministero e alla prefettura) una nuova diffida per una disinfestazione immediata”, ha detto il ministro della Salute.

Raggi ha firmato martedì ordinanza per disinfestazioni

È stata firmata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi l’ordinanza “per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico, ma anche su quello privato”.

Medical News

Concorso (Scad. 10 luglio 2017)
Selezione pubblica, per titoli e prova-colloquio, per l’assunzione, a tempo determinato, con contratto a tempo determinato, della durata di anni due, di una unita’ di personale con il profilo di ricercatore – III livello professionale, presso il Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci (lettera d) dell’art. 1 del bando).

E’ indetta una selezione pubblica, per titoli e prova-colloquio,
per l’assunzione, a tempo determinato, con contratto a tempo determinato, della durata di due anni, di una unita’ di personale con il profilo di ricercatore – III livello professionale dell’Istituto superiore di sanita’, per far fronte alle esigenze di realizzazione del progetto: «Accordo ISS-AIFA» nell’ambito dell’area progettuale «Effettuazione di valutazione, controllo, sorveglianza e ricerca sui prodotti immunobiologici» presso il Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci del suddetto Istituto. Oltre al possesso dei requisiti prescritti per l’accesso ai pubblici impieghi, sono richiesti:
laurea magistrale afferente alle classi di laurea in Biologia (LM/6) ovvero laurea che sia stata equiparata con decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica; dottorato di ricerca in Microbiologia medica, immunologia e malattie infettive; esperienza almeno triennale nelle attivita’ di seguito riportate: tecniche di base in biologia cellulare e molecolare applicata alla virologia; metodiche analitiche per la messa a punto in evidenza, caratterizzazione e quantizzazione di virus rilevanti da un punto di vista vaccinale.
La domanda di ammissione, redatta su carta semplice secondo lo schema allegato al bando, dovra’ essere inviata a mezzo postale tramite raccomandata con avviso di ricevimento, indirizzata all’Istituto superiore di sanita’ – Ufficio III reclutamento, borse di studio e formazione, Viale Regina Elena n. 299 – 00161 Roma, ovvero equivalente mezzo informatico (PEC) all’indirizzo protocollo.centrale@pec.iss.it, con esclusione di qualsiasi altro mezzo, entro il termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data di pubblicazione del presente estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Il timbro a data dell’ufficio postale accettante fara’ fede al fine dell’accertamento della spedizione della domanda nel termine sopra indicato.
Alla domanda dovranno essere allegati i titoli di merito che il candidato intende presentare ai fini della valutazione prevista dall’art. 5 del bando stesso.
Il bando, affisso all’Albo dell’Istituto superiore di sanita’ – Viale Regina Elena n. 299 – 00161 Roma, e’ altresi’ consultabile nel sito Internet dell’Istituto stesso http://www.iss.it e puo’ essere ritirato o richiesto all’Ufficio di cui sopra.

Medical News

Concorso (Scad. 10 luglio 2017)
Selezione pubblica, per titoli e prova colloquio, per l’assunzione, con contratto a tempo determinato, di tre unita’ di personale con il profilo di tecnologo – III livello professionale, presso il Centro nazionale trapianti (durata del contratto: 3 anni) di cui alla lett. b) dell’art. 1 del bando.

E’ indetta una selezione pubblica, per titoli e prova colloquio,
per l’assunzione, con contratto a tempo determinato, di tre unita’ di personale con il profilo di tecnologo – III livello professionale dell’Istituto superiore di sanita’ per far fronte alle esigenze previste dal progetto: «Sviluppo di misure di qualita’ e sicurezza nell’ambito delle attivita’ di donazione e trapianto cellule e tessuti» nell’ambito dell’area progettuale «Organizzazione e gestione delle attivita’ di donazione, prelievo e trapianto effettuate a livello nazionale» presso il Centro nazionale trapianti (durata del contratto: tre anni), di cui alla lettera b), dell’art. 1 del bando.
Oltre il possesso dei requisiti prescritti per l’accesso ai pubblici impieghi, e’ richiesto il seguente titolo di studio: laurea magistrale o laurea specialistica ovvero laurea che sia equiparata con decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica:
esperienza: esperienza lavorativa pluriennale nel settore della donazione e trapianto di organi, tessuti e/o cellule con riferimento all’organizzazione di iniziative ed eventi di comunicazione, nonche’ alla predisposizione di materiale informativo/divulgativo. La suddetta esperienza dovra’ essere documentata attraverso il servizio prestato presso istituzioni pubbliche e/o private.
La domanda di partecipazione alla selezione, redatta in carta semplice, secondo lo schema di cui all’allegato A del bando, dovra’ pervenire esclusivamente tramite raccomandata con avviso di ricevimento entro il trentesimo giorno successivo a quello della data di pubblicazione del presente estratto del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e dovra’ essere inoltrata all’Ufficio III reclutamento, borse di studio e formazione dell’Istituto superiore di sanita’, Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma (per la data d’inoltro, fara’ fede il timbro a data dell’ufficio postale accettante), o tramite equivalente mezzo informatico (PEC) indirizzo: protocollo.centrale@pec.iss.it
Alla domanda dovranno essere allegati i titoli di merito che il candidato intende presentare ai fini della valutazione di merito prevista dall’art. 5 del bando stesso.
Il bando e’ affisso all’albo ufficiale dell’Istituto superiore di sanita’ – Viale Regina Elena n. 299 – 00161 Roma ed e’ altresi’ consultabile nel sito web dell’Istituto stesso http://www.iss.it e puo’ essere ritirato o richiesto all’ufficio di cui sopra.

Medical News

Grande generosita’ in tutto il Lazio per aiutare le vittime

Uno straordinario afflusso di donatori di sangue e’ stato registrato nei centri di raccolta del Lazio.
Sono già 60 le persone che hanno donato il sangue per i feriti del sisma nel Reatino all’autoemoteca&lrm allestita da ieri sul piazzale del palazzo della Giunta Regionale del Lazio, in via Cristoforo Colombo, a Roma. Il punto sangue, gestito dall’associazione donatori La Rete di Tutti (che si appoggia all’ospedale S. Eugenio), è stato allestito ieri dalle 14. Nel pomeriggio di ieri hanno donato il sangue 35 persone, e circa altrettante stamattina, in particolare dipendenti regionali. Una trentina di persone inoltre, ieri pomeriggio, si è presentata al punto sangue ma per motivi vari non ha potuto donare. &lrm In attesa al momento ci sono altre trenta persone, sotto i gazebo montati dagli operatori. Al lavoro quattro persone: una dottoressa e tre infermieri. “Il mio suggerimento – ha detto il presidente dell’associazione Felice Di Iorio – è programmare la donazione, per evitare di non riuscire a donare il sangue, che già tra venti giorni potrebbe mancare”. Il punto sangue resterà attivo anche questo pomeriggio.
Solo al San Camillo di Roma i medici parlano di una raccolta dieci volte superiore alla media. A spiegarlo è Silvio Chiarioni, responsabile della sala donatori dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, dove ieri sono stati effettuati 70 prelievi e da stamattina ben 140, dieci volte la media quotidiana.

”In questa direzione va una comunicazione della direzione regionale salute e politiche sociali, la stessa che ieri aveva previsto l’apertura straordinaria dei centri, in cui si comunica un progressivo ritorno ai normali orari” spiega Chiarioni.

”Sull’onda emotiva del terremoto abbiamo avuto molte persone che con grande generosità sono venute qui e abbiamo però dovuto rimandare a casa senza che potessero donare sangue, perché magari avevano preso un’aspirina oppure erano diabetici o cardiopatici – conclude – un grande plauso va anche agli operatori sanitari, come ad esempio gli infermieri, alcuni dei quali sono rientrati dalle ferie per dare la propria disponibilità”.

Medical News

Dirigenti e funzionari regionali pedinati e minacciati. Il coinvolgimento della Direzione investigativa antimafia. E’ una storia complessa e dai risvolti potenzialmente inquietanti quella emersa nelle ultime ore dai palazzi della Regione Lazio e che sta tenendo ferma l’assegnazione delle sedi di ben 274 nuove farmacie regionali, 119 solo a Roma. Un vero colpo di scena, confermato questa mattina in Consiglio regionale dal governatore Nicola Zingaretti, in una vicenda che ai più era sembrata, fino a questo momento, un semplice intoppo amministrativo di un iter cominciato nel lontano 2012 con una procedura nazionale indetta per potenziare, tramite concorso, il servizio farmaceutico in tutta Italia.
 
Da fine maggio la pratica era passata in mano alla Regione, che avrebbe dovuto entro fine luglio chiudere la partita, assegnando almeno le prime sedi. Uno stallo che una delegazione di farmacisti – spalleggiata in particolare dal centrodestra e dal M5s – cercava da settimane di sbloccare manifestando in Consiglio: perché, la loro domanda, se le graduatorie già ci sono, non si procede a firmare le delibere di assegnazione? La risposta è arrivata solo ieri sera, nel corso di una riunione a porte chiuse della commissione Salute, per bocca del direttore regionale Sanità Vincenzo Panella, quello che doveva firmare materialmente le assegnazioni, fatto accorrere alla Pisana. Insieme al segretario generale della Giunta Andrea Tardiola, ha rivelato agli esterrefatti consiglieri (anche quelli di maggioranza, a quanto pare, non ne sapevano niente) che nella vicenda, già rallentata da ricorsi al Tar, era stata coinvolta la Dia, sulla scia di un caso analogo in Lombardia.
 
I funzionari che seguivano l’iter sarebbero stati minacciati e pedinati, e la loro denuncia ha attivato un meccanismo complesso di certificazione antimafia che ora rischia di rallentare di molto le cose. “Sappiamo – ha detto oggi in Consiglio il governatore Zingaretti -quanto il Lazio sia oggetto di infiltrazioni criminali accanto alle persone perbene. Ciò che ho fatto, e me ne assumo con orgoglio la responsabilità, è stato avviare un tavolo in Prefettura e con il coinvolgimento delle massime autorità investigative italiane affinché sia legata la certificazione antimafia a tutte le deroghe. Non per criminalizzare qualcuno, ma a tutela delle persone perbene”.
 
Per l’opposizione, però, c’è stato un difetto di trasparenza: “Non è pensabile – ha tuonato in Aula il capogruppo de La Destra Francesco Storace – che in questa Regione tutto venga occultato. Le domande per le farmacie le hanno fatte i mafiosi? Non è lei che lo stabilisce. Lei faccia il suo dovere, lei deve dare concessioni, se sono mafiosi li arresteranno, ma lei non si può arrogare il diritto di bloccare gli investimenti:se c’è una denuncia, abbiamo chiesto di poterla acquisire”. “Le denunce le porteremo – la replica del governatore – Le autorità investigative hanno condiviso l’idea di introdurre una ulteriore verifica preventiva a difesa della legalità. A settembre informerò sullo stato delle cose perché questa vicenda si concluda nel più breve tempo possibile”.

Medical News

“La paziente aveva una patologia neoplastica che non permetteva il congelamento del tessuto ovarico, cosa su cui sono organizzati all’Ifo, quindi c’e’ stato un congelamento degli ovociti che e’ una tecnica molto piu’ routinaria e anche meno invasiva. L’abbiamo trattata e abbiamo quindi recuperato gli ovociti a questa giovane ragazza di 19 anni. Da questo punto di vista era una situazione ideale”. Cosi’ il dottor Rocco Rago, direttore dell’Unita’ operativa di Fisiopatologia della riproduzione dell’ospedale ‘Sandro Pertini’ di Roma, intervistato dall’agenzia Dire in merito al primo intervento di preservazione della fertilita’ in una giovane donna affetta da tumore, effettuato presso il Centro di sterilita’ dell’ospedale in collaborazione con l’Istituto nazionale Tumori ‘Regina Elena’ della Capitale.
“È una ragazza molto giovane- spiega Rago- e questo ha fatto si’ che pur non essendoci un protocollo d’intesa ancora ratificato su questo aspetto, abbiamo comunque deciso di intervenire. È andata molto bene, la ragazza adesso sta svolgendo le sue fisiologiche terapie. Quello che c’e’ di nuovo e’ che si tratta di una procedura che per la prima volta nel Lazio si e’ svolta in un’attivita’ pubblica“. Il professor racconta poi che al Pertini ci sono “gia’ in trattamento altre due pazienti, per cui la mia idea- sottolinea- e’ quella di creare un polo funzionale di riferimento nella nostra regione che copra l’intero percorso di preservazione della fertilita’: abbiamo la Banca del seme al Policlinico Umberto I, la Banca del tessuto ovarico all’Ifo e la Banca degli ovociti, anche per una futura procreazione medicalmente assistita, al Pertini”.
Secondo il direttore dell’Unita’ operativa di Fisiopatologia della riproduzione dell’ospedale Pertini, questo potrebbe essere “un triangolo positivo per cui la Regione Lazio potrebbe rappresentare un modello di riferimento nel panorama nazionale. Si tratta di un progetto tra l’altro anche aziendale: stiamo infatti organizzando anche una serie di attivita’ in questo senso con la Asl Roma 2, promotrice a tutti gli effetti di iniziative nel senso della preservazione della fertilita’ nelle donne oncologiche. Tutti coloro che vorranno collaborare sono ben accetti. Il percorso e’ iniziato- conclude Rago- e noi lo continueremo sicuramente”.

Medical News

Sono otto le Regioni che aderiranno al Piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria e per le quali presidenti e giunte potrebbero anche valutare, come indicato oggi dal coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia, un aumento dei ticket, oltre a quello delle addizionali Irpef e Ires previsto ‘in automatico’ dalla legge proprio nei casi di disavanzo sanitario.

I Piani di rientro, come chiarisce il ministero della Salute, ”si configurano come un vero e proprio programma di ristrutturazione industriale che incide sui fattori di spesa sfuggiti al controllo delle Regioni”.

Ad oggi, le Regioni in Piano di Rientro sono: Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia.

Le Regioni per cui, attualmente, è anche previsto un commissario ad acta per la spesa sanitaria sono invece Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio e Molise.

Situazioni di difficoltà confermate anche dal rapporto appena pubblicato online dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che ha tracciato i bilanci 2014 delle 108 aziende ospedaliere italiane (compresi policlinici universitari e Irccs pubblici). In tutto sono 31 le aziende sanitarie con bilanci in rosso, e 24 di queste sono a rischio piano di rientro secondo i parametri indicati al momento dalla legge di stabilità.

Le aziende da risanare sono concentrate in 7 Regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Calabria e Sardegna). In Veneto, ad esempio, sulle 3 aziende censite, 2 superano i 10 milioni di euro di deficit. In rosso sono poi tutte le 9 aziende laziali, con disavanzi oltre la soglia e il disavanzo record italiano di oltre 158 milioni per il San Camillo Forlanini. Segno ‘meno’ anche per le aziende ospedaliere del Piemonte: le 6 aziende censite presentano tutte bilanci in rosso, e sono 3 quelle che presentano un buco superiore ai 10 milioni di euro.

Medical News

L’emergenza caldo che ha colpito il nostro paese, da nord a sud sta iniziando ad avere i primi effetti nefasti sulla popolazione. Dall’inizio di luglio a oggi  sta facendo registrare un aumento degli accessi nei pronto soccorso degli ospedali: nelle prime due settimane di luglio si rileva, infatti, un aumento di circa il 10% degli arrivi in pronto soccorso rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Secondo i dati forniti da SIMEU Società italiana di Medicina di emergenza urgenza, il picco di accessi si è avuto nelle grandi città, in Emilia Romagna e in Lazio. Al di sotto della media Piemonte e Veneto.

Oltre all’incremento delle patologie imputabili al caldo, come disidratazione, colpo di calore e sincope, l’emergenza caldo sta anche causando  un aumento di scompensi di patologie pre-esistenti (cardiopolmonari, renali e metaboliche).

In alcune regioni, come il Piemonte, si è avuto un aumento di mortalità che riguarda, come sempre in queste situazioni, in pazienti più fragili: anziani con varie patologie, malati cronici allettati e fasce più deboli per povertà e isolamento sociale.