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Migliorano i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). È quanto emerge dai dati del monitoraggio del Ministero della Salute. Se lo scorso anno non avevano passato il “turno” 5 Regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Molise e Puglia), quest’anno rimangono solo in 2.
Il punteggio necessario a considerare una Regione adempiente nell’erogazione dei LEA è 160; la Campania e la Calabria raggiungono rispettivamente 124 e 144, restando ancora tra le “bocciate”.
In generale, quasi la totalità delle Regioni ha visto migliorare il proprio punteggio. Al top della classifica sta il Veneto.

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Durante il Congresso della Società Italiana di Medicina Penitenziaria e della Società per le malattie infettive si è chiesto una visione diversa per il benessere di chi è dietro le sbarre. Sergio Babudieri, Direttore Scientifico di Simspe, sostiene che: “Bisogna prendere in carico i detenuti da quando entrano in carcere, con screening e test, e non più soltanto quando c’è una malattia conclamata”
Quindi i numeri parlano chiaro, specialmente per le malattie infettive: l’epatite C è presente tra il 25% e il 35% dei detenuti, 6.500 i casi di epatite B, mentre 5.000 circa sono i sieropositivi.
Recentemente sono disponibili nuovi farmaci contro l’epatite C, che potrebbero essere somministrati a circa 30 mila detenuti. Oltre ai benefici di salute dei diretti interessati, questi trattamenti possono impedire eventuali contagi dopo la fine della pena.
La popolazione carceraria è costituita da un 34% di stranieri, spesso portatori della tubercolosi. Secondo Babudieri: Nel 2016 sono transitate nei 190 istituti penitenziari italiani oltre centomila persone. Si tratta di un quantitativo ingente di individui, soggetti peraltro a un continuo turn-over e talvolta restii a controlli e terapie. Un lavoro enorme, di competenza della salute pubblica: senza un’organizzazione adeguata. Pur avendo i farmaci a disposizione, si rischia di non riuscire a curare questi pazienti”.
Quindi i medici ribadiscono l’assoluto bisogno di intervenire per il diritto alla salute, che deve essere garantita a tutti i cittadini.

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Lorenzin, il 18 marzo su Gazzetta ufficiale, giornata storica

Attesi da 15 anni, domani arrivano finalmente i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) aggiornati, cioè le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) deve garantire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di un ticket. Sabato 18 marzo, come annunciato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sarà ”una giornata storica”, perché saranno pubblicati in Gazzetta ufficiale i nuovi Lea.
Il documento, firmato lo scorso 12 gennaio dal premier Paolo Gentiloni, mette tra le nuove prestazioni garantite la fecondazione assistita eterologa ed omologa, i nuovi vaccini, lo screening alla nascita, l’esenzione dal ticket per endometriosi, i trattamenti per la celiachia e ulteriori malattie rare. Entra anche il trattamento dell’AUTISMO, con diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, integrazione nella vita sociale e sostegno per le famiglie. Importanti novita’ anche per le MALATTIE RARE: si assegna un codice che da’ diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa a 110 nuove malattie rare. Viene rivisto inoltre l’elenco delle MALATTIE CRONICHE e invalidanti, con l’introduzione di 6 patologie esenti da ticket, tra cui Broncopneumopatia ostruttiva, sindrome da talidomide ed endometriosi moderata e grave. Alcune malattie gia’ esenti come malattie rare vengono spostate tra quelle croniche, come la celiachia e la Sindrome di Down.
Molto si investe in prevenzione, con il recepimento del nuovo Piano Vaccinale che introduce NUOVI VACCINI, come l’anti Pneumococco, l’anti Meningococco e l’anti Varicella. Previsti poi SCREENING alla nascita per individuare con anticipo eventuale sordita’ e cataratta congenita, e una quarantina di malattie metaboliche ereditarie. Il testo dei nuovi Lea aggiorna anche il NOMENCLATORE DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, fermo al 1996, introducendo le prestazioni per la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa, finora erogate solo in ricovero ospedaliero. Si prevedono inoltre le prestazioni di genetica e terapie innovative come l’adroterapia per la cura dei tumori o la radioterapia stereotassica. Attesissimo pure l’aggiornamento del NOMENCLATORE PROTESICO fermo al 1999, che introduce negli elenchi dei dispositivi ausili informatici e di comunicazione (come i comunicatori oculari e le tastiere adattate), come quelli per i malati di Sla, apparecchi acustici digitali e carrozzine a tecnologia avanzata. Saranno forniti dal Ssn attrezzature per disabili come barelle adattate per la doccia, arti artificiali di ultima generazione, sistemi di riconoscimento vocale e di puntamento con lo sguardo. Per far spazio alle nuove prestazioni, alcune di quelle precedentemente previste sono state escluse poiche’ obsolete. Nei nuovi Lea sono previsti anche i trattamenti contro la LUDOPATIA e la TERAPIA DEL DOLORE. L’investimento complessivo è di 800 milioni di euro annui, e ci sarà una Commissione nazionale che monitorerà il contenuto dei Lea, escludendo prestazioni che divengano obsolete e valutando di erogare a carico del Ssn trattamenti che nel tempo si dimostrino innovativi. In questo modo, ha assicurato il ministro, ”per l’aggiornamento dei Lea non bisognera’ attendere altri 15 anni”.

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Costituita da Lorenzin per sostenere e monitorare nuove cure

Dopo l’entrata in vigore dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), appena pubblicati in Gazzetta Ufficiale, entra ora in funzione una nuova task-force istituita dal ministro Lorenzin lo scorso gennaio ma adesso operativa. Il suo ruolo sarà quello di monitorare l’applicazione delle nuove norme che introducono le nuove prestazioni gratuite per tutti gli italiani, ma anche di sostenere le Regioni in questa operazione.
Nella task-force, oltre ad essere presenti alcuni rappresentanti del ministero della Salute, compare il comandante dei Nas, Claudio Vincelli, il direttore generale dell’Agenas, Francesco Bevere, e i vertici dell’Agenzia del Farmaco (Aifa), il direttore Mario Melazzini, e dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), il presidente Walter Ricciardi.

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Sesti, cruciali contro amputazioni dal costo di 15mila euro l’anno per paziente

Sono delle particolare scarpe ortopediche dal costo di 100-200 euro al paio. Una spesa che può incidere notevolmente nel bilancio di chi ne ha bisogno: sono i moltissimi malati di diabete che soffrono di piede diabetico con ulcere e che necessitano, appunto, di queste particolari calzature. Le scarpe non sono però più inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea) e questo, afferma il presidente della società italiana di diabetologia Giorgio Sesti dal congresso Panorama Diabete, “può aumentare i rischi per circa 150 mila diabetici italiani che potrebbero averne bisogno”.
“Nei Lea, dei quali diamo un giudizio sostanzialmente positivo, anche se alcuni aspetti si potevano ottimizzare maggiormente – spiega Sesti – sono incluse protesi più raffinate e costose per i pazienti che hanno subito un’amputazione e questo è ovviamente fondamentale. Sono però escluse le scarpe ortopediche terapeutiche, solo in apparenza meno importanti”.
Infatti, sottolinea, tali scarpe “determinando una particolare posizione per il piede ulcerato, aiutano a prevenire conseguenze più gravi fino all’amputazione. In Italia sono 150 mila i pazienti con un problema serio di piede diabetico che potrebbero averne bisogno”.
Si tratta certamente di un costo per il Servizio Sanitario Nazionale, costo che si tradurrebbe però in un notevole risparmio per le casse della sanità sul medio termine: “Basti pensare – sottolinea Sesti – che sono circa 10 mila l’anno le amputazioni per piede diabetico. Il costo per ogni paziente amputato è di circa cinquemila euro annuali solo per i costi diretti, cui si aggiungono altri 10 mila euro per costi indiretti”.
“Facendo una stima, dunque – avverte lo specialista – se tutti i pazienti che ne hanno bisogno utilizzassero tali scarpe, prevenendo così complicanze e innanzitutto amputazioni, si potrebbe arrivare ad un risparmio annuale per il Servizio Sanitario pari a 1.5 milioni di euro”. Di contro, conclude Sesti, “nei Lea sono rientrati vari nuovi esami e dispositivi, e ciò è senza dubbio positivo.

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Con Piano vaccinale collegato a nuovi Livelli assistenza

Arriva la nuova sanità con l’aggiornamento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza firmato dal premier, Paolo Gentiloni. Vaccini gratis per tutti e senza ticket. ‘Non sono una cura, ma la prevenzione collettiva per la popolazione’, dice la ministra Lorenzin. Tra le vaccinazioni gratuite, quelle contro pneumococco, meningococco, papillomavirus anche agli adolescenti maschi, vaccino anti-influenzale per gli anziani over-65. Aggiornati gli elenchi di malattie rare e croniche. Novità per la fecondazione assistita. Previsti la terapia del dolore e trattamenti contro la ludopatia.
“Con il nuovo piano nazionale vaccini, collegato ai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), il cui decreto è stato firmato dal premier Paolo Gentiloni, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket, perche’ i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione”. Lo ha affermato all’ANSA il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
Tra le vaccinazioni che saranno gratuite, l’anti-Pneumococco, anti-Meningococco, Papillomavirus anche agli adolescenti maschi, vaccino anti-influenzale per gli anziani over-65.
“Per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza non bisognerà attendere altri 15 anni”, ha sottolineato Lorenzin, ricordando come sia stata infatti costituita la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea. “La Commissione – sottolinea il ministro – avrà il compito di monitorarne costantemente il contenuto dei Lea, escludendo prestazioni, servizi o attività che divengano obsoleti e valutando di erogare a carico del Servizio sanitario nazionale trattamenti che, nel tempo, si dimostrino innovativi o efficaci per la cura dei pazienti”. Lo stanziamento previsto, ha ricordato Lorenzin, è pari a 800 milioni. I nuovi Lea, “dopo 15 anni – ha ribadito il ministro – rappresentano un passaggio storico per la sanità italiana”.

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Cosa sono i Lea e come si ‘misurano’

“Il premier ha firmato i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il nomenclatore delle protesi: passaggio storico per la sanità italiana”. Così, in un tweet il ministro della Salute Beatrice Lorenzin annuncia la firma di Paolo Gentiloni al provvedimento sui nuovi Lea.

Cosa sono i Lea e come si ‘misurano’

I Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini, con le risorse pubbliche, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Per monitorare l’erogazione dei Lea, in condizioni di appropriatezza ed efficienza e compatibilmente con le risorse disponibili, presso il Ministero della salute e’ stato istituito il “Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza”.
Ogni anno il Comitato predispone un questionario per la valutazione del raggiungimento degli adempimenti. E’ la cosiddetta Griglia Lea, basata su 31 indicatori (dall’assistenza ospedaliera alle liste di attesa, dal controllo della spesa farmaceutica ai dispositivi medici) raggruppati in tre grandi aree: assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro (vaccinazioni, screening, prevenzione nei luoghi di lavoro, tutela degli alimenti, sanita’ veterinaria, etc.); assistenza distrettuale (assistenza farmaceutica, specialistica e diagnostica ambulatoriale, servizi domiciliari ad anziani e malati gravi, consultori, strutture residenziali e semiresidenziali); assistenza ospedaliera, valutata in base al tasso di ricovero e sulla base di una serie di indicatori di appropriatezza. Quest’anno e’ stato aggiunto un nuovo indicatore sugli stili di vita (obesita’, fumo, etc).

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Gallo (Coscioni), stralciare 12 dispositivi dal nomenclatore

Entro meta’ dicembre i Lea assieme al nuovo nomenclatore tariffario completeranno il loro iter. Il provvedimento aggiorna l’elenco dei Livelli essenziali di assistenza che e’ la lista delle cure assicurate gratuitamente in tutta Italia dopo 15 anni dall’ultimo aggiornamento e i livelli di assistenza protesica dopo 17 anni. Il Dpcm e’ arrivato infatti alle Camere mercoledi’ scorso, gia’ fornito della bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato, posto, come previsto, prima ancora dell’intesa con le Regioni. Lunedi’ prossimo comincera’ l’esame nelle commissioni parlamentari. Il parere deve essere espresso, per legge, entro 30 giorni. Dopo il parere delle commissioni parlamentari c’e’ solo l’atto di firma del Dpcm da parte dei ministri Lorenzin e Padoan e del premier Renzi, poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Intanto Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, si è rivolta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ai Presidenti di Commissione Luigi Manconi e Emilia De Biasi e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per chiedere che 12 tipologie di ausili per persone disabili siano stralciate dalla procedura di messa a bando prevista dal progetto di nomenclatore fermo da 2 mesi a Palazzo Chigi. Seguendo tale procedura, infatti, la persona disabile non potrebbe personalizzare il proprio ausilio, come invece è fondamentale ad esempio per le carrozzine. L’elenco dei 12 dispositivi inviato da Gallo a Lorenzin è stato predisposto dalla Società scientifica dei medici fisiatri, ed è lo stesso oggetto della richiesta che il co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni Marco Gentili e il Tesoriere Marco Cappato avevano rivolto al Presidente del Consiglio all’interno del servizio de “Le Iene” che avrebbe dovuto andare in onda stasera.
“Visti i precedenti, non comprendo le ragioni della mancata messa in onda dell’intervista a Renzi – ha aggiunto Filomena Gallo- ma in ogni caso spero che il servizio, che sarà pubblicato oggi su Facebook, possa contribuire a smuovere l’attenzione anche del Ministro Lorenzin sull’importanza di modificare il nomenclatore e portarlo velocemente all’approvazione definitiva”.

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Uno ‘zaino’ per la vita normale di 600 malati rari

I livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le cure e terapie garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale, “Sono stati finalmente aggiornati e sono stati inseriti 118 nuovi gruppi di malattie rare; un grande passo avanti che ha pure l’obiettivo di assicurare un’assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale rispetto a queste patologie”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo al convegno ‘Lo zaino magico, 30 anni di missioni possibili – un approfondimento sulla vita normale di centinaia di malati che si nutrono attraverso un filo”, promosso da Istituto superiore di Sanità e ANSA. “Con i nuovi Lea – ha sottolineato Lorenzin – abbiamo anche stabilito un nuovo metodo di aggiornamento con cadenza annuale. Ciò che va considerato – ha aggiunto – è che il paziente affetto da malattie rare non può essere solo, e per questo è importante mantenere alta l’attenzione su queste patologie, ed il caso della nutrizione parenterale attraverso lo ‘Zaino magico’ per 600 pazienti italiani è appunto un esempio importante”. Su questo fronte, ha rilevato quindi il ministro, “dobbiamo continuare a promuovere un lavoro sinergico: da una parte spingere la ricerca scientifica e l’innovazione, temi per i quali mi sto battendo anche nella legge di stabilità, e dall’altra favorire ulteriormente il coinvolgimento delle istituzioni e del territorio per l’assistenza ai malati rari, eliminando le differenze di percorso tra le varie regioni”. Quanto infine ai tempi per l’approvazione definitiva dei nuovi Lea, Lorenzin ha affermato di aver sollecitato la chiusura dell’iter legislativo in atto nei tempi più brevi possibile.

Ricciardi (Iss), troppe differenze regioni cura malattie rare

“Ci sono ancora troppe e forti differenze regionali rispetto all’assistenza e al trattamento delle malattie rare in Italia”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, intervenendo al convegno ‘Lo zaino magico, 30 anni di missioni possibili – un approfondimento sulla vita normale di centinaia di malati che si nutrono attraverso un filo”, promosso da Istituto superiore di Sanità e ANSA.
“Alcune regioni – ha affermato Ricciardi – hanno attivato centri di eccellenza e strutture diagnostiche specializzate, mentre altre non hanno in merito alcun punto di riferimento. Per le malattie rare, la situazione è a macchia di leopardo sul territorio, con forti disomogeneità”. Oggi, ha proseguito, i pazienti con malattie rare “sono tantissimi e la sfida è dare loro delle risposte, ma spesso solo per avere una diagnosi certa sono necessari anni”. Il punto, ha quindi rilevato il presidente dell’Iss, “è puntare ad avere una standardizzazione dei percorsi terapeutici, diagnostici e assistenziali su tutto il territorio nazionale, poiché non ci possono essere 21 percorsi diversi a seconda delle regioni. Come Iss ci stiamo impegnando per questo obiettivo”. Le malattie rare, infatti, ha ricordato il direttore del Centro nazionale malattie rare Iss, Domenica Taruscio, “sono oltre 7000, molte delle quali colpiscono principalmente bambini e non hanno una terapia risolutiva”. Negli anni, ha affermato Taruscio, “è stata costruita una rete per le patologie rare e ne è stato implementato il registro, ma è grazie soprattutto all’innovazione – ha concluso – che oggi si può garantire a molti malati rari una vita normale e la possibilità di svolgere anche un’attività lavorativa”.

Intestino corto, patologia rara che affligge in Italia 600 persone

Attaccate alla vita con un filo le persone con intestino corto in Italia sono circa 600, di cui almeno un centinaio bambini. Per tutti l’insufficienza intestinale cronica benigna significa dover dipendere, spesso per tutta la vita, da un macchinario che eroga nutrienti direttamente in vena tramite un catetere. Una vera e propria terapia salvavita, introdotta in Italia 30 anni fa. Ma la rarità e la complessità della malattia, rendono necessaria un’assistenza continua e specializzata che negli anni ha fatto passi in avanti importanti per i pazienti e le loro famiglie, fino ad arrivare a garantire una vita “normale” soprattutto ai più piccoli, attraverso lo “zaino magico”.
Il convegno si pone l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la sensibilizzazione sul delicato tema di chi è affetto da insufficienza intestinale cronica benigna: una patologia cronica e rara che costringe ad alimentarsi artificialmente tramite la nutrizione parenterale per tutta la vita.
L’incontro, realizzato dall’ANSA in collaborazione con l’ISS e il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR), è l’occasione per avviare un confronto tra istituzioni, medici e pazienti sulla patologia, sui trattamenti, sugli importanti aspetti della sicurezza e qualità nell’erogazione e produzione delle terapie e, soprattutto, sulle necessità ancora non soddisfatte.
Volontà comune quella di aprire la strada verso il riconoscimento e inserimento dell’insufficienza intestinale cronica benigna (IICB) e della pratica clinica nei Livelli Essenziali d’Assistenza (LEA), con un conseguente miglioramento delle politiche di accesso alle terapie, che miri ad annullare le disomogeneità che oggi ancora esistono tra le regioni italiane.

Lorenzin, autorevolezza scienza sia guida per social media

“Non possiamo far finta che i social media non ci siano, ma dobbiamo riuscire a governare tali strumenti con l’autorevolezza scientifica”. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin intervenendo al convegno ‘Lo zaino magico, 30 anni di missioni possibili – un approfondimento sulla vita normale di centinaia di malati che si nutrono attraverso un filo”. “Media e medicina – ha sottolineato il ministro – devono sempre di più convivere ed approcciarsi. La falsa o cattiva comunicazione, infatti, può far propagare pericolosi falsi miti e terapie totalmente non scientifiche e che spesso vedono alla base solo un business”. In un’epoca sempre più governata dalla Rete, ha aggiunto Lorenzin, “l’informazione ha bisogno di autorevolezza, di validità scientifica e anche di parlare un linguaggio comprensibile ai cittadini”. Mettendo dunque in guardia dalle false credenze terapeutiche diffuse su Internet, il ministro ha sottolineato ad esempio l’opportunità che digitando sul motore di ricerca, i primi a comparire non fossero siti o blog non noti bensì siti istituzionali e accreditati. Riferendosi quindi alle malattie rare, Lorenzin ha rilevato come anche in questo settore a partire dalla vicenda Stamina, varie siano state negli anni le false terapie propagandate: “C’è quindi un grande lavoro da fare ed il ruolo dei media è fondamentale per spiegare alla gente cosa vuol dire metodo scientifico”. Va però sottolineato, ha aggiunto, che “la buona sanità è la regola nel nostro Paese mentre le mele marce sono l’eccezione. Ma un aspetto che va sicuramente affrontato è quello della frammentazione territoriale a livello di assistenza; è infatti questo – ha detto – uno degli aspetti più critici”.

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40 mln da nuove prestazioni; cataratta non sarà più gratuita

Nuovi ticket a carico dei cittadini pari ad un totale stimato di 60 mln di euro: verranno introdotti con i nuovi Livelli di assistenza (Lea). Lo segnala la Cgil, sulla base dei dati della relazione tecnica del ministero della Salute al decreto sui Lea. Circa ”20 mln – spiega all’ANSA Stefano Cecconi, responsabile Politiche Salute Cgil – si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dall’introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali”.

L’intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.
”Sono in arrivo nuovi ticket – afferma Stefano Cecconi – e questo anche perchè, con i nuovi Lea, varie prestazioni chirurgiche finora effettuate in Day Surgery, e quindi gratuitamente, saranno trasferite in regime di prestazione ambulatoriale che implica il pagamento del ticket”. Sono prestazioni chirurgiche che vanno dalla cataratta al tunnel carpale, dall’ernia al dito a martello. Secondo ”le stime del ministero – spiega Cecconi – con i nuovi Lea si realizzeranno maggiori entrate per il Servizio sanitario nazionale pari a 60,4 mln di euro: in particolare, circa 20 mln si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dalla introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali nell’elenco dei Lea”.