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Sposta avanti ritmi, difficoltà svegliarsi presto

Chi non va mai a letto presto e la mattina fatica ad alzarti presto potrebbe avere nel suo Dna un gene che ‘rallenta’ l’orologio interno, spostando in avanti il ciclo sonno/veglia. Lo rivela una ricerca della Rockefeller University e pubblicata sulla rivista Cell, che individua il difetto genetico (mutazione) a carico del gene ‘CRY1’. A molte persone con l’indole da ‘gufo’ viene ‘riconosciuto’ un vero e proprio disturbo del sonno, definito negli Stati Uniti ‘Disturbo della fase del sonno ritardato’.
Gli esperti sono partiti dall’osservazione di un gruppo di volontari rimasti ‘chiusi’ per due settimane in appartamenti-laboratorio in cui nessuno aveva accesso a informazioni sull’ora del giorno o della notte, per cui tutti si trovavano ad affrontare le 24 ore, compresa la cadenza dei pasti, seguendo semplicemente i propri ritmi naturali. Ebbene è emerso che, quasi tutti i volontari mantenevano cicli sonno-veglia e orari dei pasti piuttosto normali, tranne una persona cui era stato precedentemente diagnosticato il disturbo di fase del sonno ritardato, che tendeva ad addormentarsi e svegliarsi tardi. Analizzando il suo DNA i ricercatori hanno trovato la mutazione a carico del gene ‘CRY1’, già noto per la sua influenza sui ritmi sonno/veglia (circadiani) dell’organismo.
Gli esperti hanno quindi consultato database genetici e hanno trovato altri individui portatori della stessa mutazione, calcolando così che questa è piuttosto frequente, presente nel DNA di una persona ogni 75. Le prossime ricerche verteranno sul capire cosa comporta avere ‘CRY1’ difettoso. In futuro tali studi potrebbero portare a nuove indicazioni terapeutiche per coloro che, non riuscendo ad addormentarsi presto la sera e dovendosi svegliare presto, sono perennemente in debito di sonno.

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Da inizio stagione. Triplicate consultazioni medici di famiglia

“Dall’inizio della stagione influenzale è ormai di oltre tre milioni il numero di italiani costretti a letto dall’influenza”. Un numero raggiunto con grande anticipo rispetto allo scorso anno, quando era stato toccato a marzo. A spiegarlo dall’ANSA è Antonino Bella, responsabile del bollettino di sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali Influnet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Un super lavoro per gli studi dei medici di famiglia, presso cui sono triplicate le consultazioni e le visite a domicilio.
Più aggressiva degli anni passati, l’influenza “viaggia verso il picco dei contagi, che potrebbe arrivare – spiega Bella – già per la prossima settimana”.ß Presso gli studi dei medici di famiglia, spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di Medicina Generale (Simg) “c’è stato un afflusso straordinario in breve periodo di tempo, iniziato durante le vacanze natalizie, con impatto forte sulla medicina generale”. Di fatto, precisa il responsabile del bollettino di Influnet, “in circa 2 mesi e mezzo 48mila medici si sono fatti carico di 5 o 6 milioni di persone affette da influenza o sindromi similinfluenzali e di relative complicanze meno gravi. In alcuni casi facendo anche 10 visite domiciliari al giorno, ovvero molto più della media, che in genere sono circa 3. In pratica si sono triplicate. E anche le consultazioni ambulatoriali sono più che triplicate a causa dell’influenza”.