Medical News

Via incontro assessori-Lorenzin riforma con partecipazione spesa

“D’accordo con l’ipotesi di un’eventuale eliminazione dei ticket sanitari ma a patto che alle Regioni sia garantita la quota di 3 miliardi di euro che è attualmente la cifra derivata dai ticket; resta cioè il problema di dove andare a recuperare questi 3 miliardi di risorse fondamentali per le regioni”. Lo ha affermato l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, arrivato al ministero della Salute per l’incontro in programma tra gli assessori regionali alla sanità ed il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin sulla riforma del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria. Riferendosi ai ticket, Coletto ha però evidenziato come in alcuni casi svolgano pure un’importante funzione di ‘filtro’ per garantire l’appropriatezza: “Ad esempio – ha detto – se non si mette una sorta di ‘barriera’ ai pronto soccorso, è impossibile riuscire a contenere gli accessi inappropriati, nella maggior parte dei casi codici bianchi. In questo caso, proprio grazie al ticket sul pronto soccorso è possibile attuare una sorta di controllo”. 

Anche secondo l’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi, “bisogna fare bene i conti; si tratta di modulare i ticket – ha sottolineato – in maniera differente e cioè in maniera più equa e proporzionalmente rispetto ai redditi, una cosa che già nella mia regione facciamo. Di certo – ha affermato – il gettito di 3 miliardi di euro legato ai ticket è importante e dobbiamo capire quali e quante tappe ci possono essere per una eventuale abolizione dei ticket”. Ad ogni modo, ha rilevato l’assessore prima dell’inizio dell’incontro con il ministro -, “per il momento credo che si discuta non tanto dell’abolizione dei ticket ma di una partecipazione alla spesa più equa per i cittadini”. Questo perché, ha concluso, “non ci può essere lo stesso criterio per chi guadagna zero e chi guadagna cento”.

Medical News

In arrivo l’ennesima ondata di tagli alla sanità. La sforbiciata prevista quest’anno sarà di 2,35 miliardi di euro.

Da mesi oramai la riforma del Sistema sanitario nazionale è al centro del dibattito e l’accordo raggiunto in questi giorni rappresenta un compromesso tra le richieste dei medici e le necessità imposte dalla spending review.

“L’accordo ci permetterà di compensare il mancato incremento sul fondo senza stravolgere l’impianto del patto della salute” ha dichiarato il Ministro Beatrice Lorenzin, “L’impianto dell’intesa è importante perché non consentirà uno stravolgimento delle leve, che andranno ad operare, a differenza del passato, quando si attuavano tagli lineari”. In base all’intesa siglata dalle regioni “da ora in poi si lavorerà sulla produttività – ha riferito ancora il ministro – e questo è un inizio molto importante. Tuttavia sono anche convinta che il patto vada aggiornato, verificando anche la sua piena attuazione. Avremo anche l’occasione di implementare i vari tavoli di lavoro aperti, compreso quello sulla spesa farmaceutica, sul quale ci sono meccanismi che possiamo rivedere e aggiornare dopo tanti anni al fine di rendere più fluido ed efficiente il sistema”

Tra le proposte di emendamento da parte delle Regioni, ha ricordato ancora Lorenzin, “ne è stata accolta una che prevede di rivedere l’aggiornamento del Patto e su questo aspetto specifico verrà attivato un tavolo di verifica e monitoraggio che per me va benissimo”. Per quanto riguarda infine il Fondo Innovativi «abbiamo rinviato a settembre la definizione del tetto di spesa territoriale per verificare se si può riassorbire in qualche modo”.

Unico no dal Veneto, di conseguenza il documento è stato approvato senza il voto della Regione governata da Luca Zaia, che ha espresso parere contrario a questi nuovi tagli alla sanità ma ha consentito di far approvare il documento. “Il Veneto è uscito – ha spiegato il ministro – ma ci ha permesso in questo modo di chiudere, quindi lo ringrazio”.

“Come regione Veneto abbiamo espresso il nostro no sia in Conferenza delle Regioni sia in Conferenza Salute. E anche oggi abbiamo formalizzato il nostro no”. Ha dichiarato l’assessore alla Sanità della regione Veneto Luca Coletto