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Mentre il correttivo della riforma Madia e’ fermo in Cdm

“Oggi miliardi vengono sprecati e buttati dalla finestra per l’incapacità dei manager della sanità pubblica, mentre il correttivo alla riforma Madia, che è l’ultimo passaggio per la riforma delle nomine dei manager nella sanità, è in Consiglio dei Ministri fermo da quattro settimane”.
Lo ha detto il ministro della salute Beatrice Lorenzin, intervenendo all’assemblea pubblica di Farmindustria. “Spero – ha affermato – che possa essere calendarizzato il prima possibile; abbiamo già la commissione insediata da quali un anno, ed il nuovo albo dei manager deve partire ad ottobre”.

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Ok Cdm a decreto, valutazione anche su Lea e taglio liste attesa

Manager della Sanità, si volta pagina: non saranno più scelti dalla politica ma selezionati attraverso un Albo nazionale a cui potranno accedere dopo una selezione per curriculum e titoli. E c’è di più: chi non raggiunge gli obiettivi prefissati, o amministrerà male, decadrà direttamente dall’incarico. E’ questa la ‘rivoluzione’ in arrivo già a partire da ottobre, quando diventerà operativo il nuovo Elenco unico nazionale per i direttori generali nella Sanità.
Il Consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera ad un decreto legislativo sui dirigenti sanitari. Si tratta di un decreto, ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “estremamente importante che era stato bloccato dall’impugnativa della Regione Veneto nell’ambito della riforma Madia”. Ora il testo, che accoglie i correttivi delle Regioni, andrà alla Conferenza Stato-Regioni e al Consiglio di Stato e “concluderà il suo iter entro giugno”. Il problema della sanità italiana, ha quindi sottolineato il ministro, “non è la mancanza di personale qualificato, perché i medici, infermieri e tecnici sono di altissimo livello. Il problema è di tipo organizzativo e gestionale, con la componente manageriale che è scelta dalle Regioni. Abbiamo cambiato il modo di selezionare i direttori generali, lasciando le competenze alle Regioni, ma riportandole a criteri di valutazione meritocratici, validi per tutti. E quindi assicurando procedure conformi a principi di merito, imparzialità e trasparenza, con un albo nazionale cui potranno attingere le amministrazioni locali”.
Per questo, viene istituito presso il ministero della salute un elenco nazionale di idonei, aggiornato ogni due anni attraverso una selezione di candidati da parte di una commissione di esperti. All’elenco dei direttori generali non potrà iscriversi chi abbia più di 65 anni e per accedere bisogna avere un attestato di formazione in materia di sanità pubblica e gestione sanitaria. Quindi, ha rilevato Lorenzin, “parliamo di manager con comprovata esperienza”. La permanenza nell’elenco dura 4 anni: è un elenco aperto, che viene aggiornato e prevede un sistema di valutazione dei dirigenti, che, ha ricordato il ministro, “gestiscono 113 miliardi della spesa sanitaria italiana”. La grande novità riguarda poi il capitolo ‘valutazione’, con la perdita dell’incarico nel caso di non raggiungimento degli obiettivi. Ci sarà infatti una valutazione dei direttori generali iscritti nell’albo, ha spiegato, “tenendo conto del raggiungimento degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi”. I Livelli essenziali di assistenza (Lea) diventano dunque elemento primario di valutazione e tra i criteri viene inserita anche la riduzione delle liste d’attesa, che sui territori provocano diseguaglianza: “Vogliamo raggiungere un’omogeneità del livello di assistenza a livello nazionale”, ha affermato Lorenzin. Vengono anche valutati i dati dei bilancio ed è prevista la decadenza dei direttori generali non solo in caso di violazione della legge e malasanità ma anche nei casi in cui la valutazione delle performance sia negativa. Non c’è la possibilità di ricorso e si prevede la cancellazione dall’elenco e reinserimento solo dopo nuova selezione. A cascata, c’è un procedimento demandato alle regioni per la nomina dei direttori sanitari e dei servizi socio-sanitari: anche qui viene costituito un elenco regionale degli idonei e la selezione avviene per titolo e colloquio.

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Il ministro proporrà inserimento norma in decreto su nomine direttori

”Ho intenzione di proporre l’inserimento nel mio decreto legislativo sulla nomina dei Direttori Generali delle aziende sanitarie di una norma che imponga di valutare i manager anche in relazione agli obiettivi di riduzione delle liste d’attesa”. Lo annuncia il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, commentando i dati Censis sugli italiani che rinunciano alle cure a causa delle code nelle liste d’attesa e delle difficoltà economiche.
L’obiettivo, spiega Lorenzin, ”è uniformare l’intero territorio nazionale su standard elevati, così da permettere a ciascun cittadino di ottenere in tempi rapidi prestazioni sanitarie di qualità”. Più in generale, rileva, è anche ”importante eliminare tutti gli sprechi e i fenomeni di corruzione contro i quali abbiamo lavorato insieme al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Anac, Raffaele Cantone: il nostro obiettivo rimane reinvestire in sanità tutto quanto recuperiamo e i provvedimenti assunti daranno grandi risultati”.
”E’ chiaro che il Sistema Sanitario deve fare i conti con la grave crisi economica che le famiglie stanno vivendo e che questa indagine Censis ci conferma la necessità di difendere l’aumento previsto del Fondo Sanitario per il 2017-18, che intendiamo utilizzare tra l’altro per sbloccare il turn over. Deve essere chiaro a tutti che non si possono fare le nozze con i fichi secchi”. Si tratta, afferma il ministro, ”di un problema conosciuto, per la cui soluzione stiamo operando da tempo con il Ministero dell’economia e delle finanze, le Regioni ed i professionisti del Servizio Sanitario Nazionale”. La soluzione, afferma, ”passa da una profonda riorganizzazione del sistema delle liste di attesa, soprattutto in alcune regioni italiane”.
Quello che il CENSIS ”non rileva – prosegue – è che alcuni territori del nostro Paese offrono modelli sanitari d’avanguardia, altre non garantiscono, come dovrebbero, il funzionamento della rete territoriale, prima e dopo il ricovero in ospedale. L’obiettivo è quello di uniformare l’intero territorio nazionale su questi standard elevati, così da permettere a ciascun cittadino di ottenere in tempi rapidi le prestazioni sanitarie di qualità”.
”Trovo singolare – rileva inoltre – che secondo l’indagine Censis il 51% degli italiani si schieri contro le sanzioni ai medici per le prescrizioni inutili, sanzioni che non ci sono, come ho avuto modo di ripetere più volte”.
L’aumento del Fondo, aggiunge il ministro, verrà utilizzato per ”sbloccare il turn over e stabilizzare il personale sanitario precario, rifinanziare il Fondo per l’epatite C, coprire i costi dei nuovi farmaci oncologici e garantire a tutti i cittadini accesso gratuito alle cure” e ”una ‘prima svolta verrà a breve introdotta con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza Lea, con l’ingresso nel Servizio sanitario nazionale di nuove prestazioni gratuite che si attendono da quindici anni”.