Medical News

La Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa e l’Università svedese di Lund insieme nella ricerca: finanziato dalla Commissione Europea e dal MIUR, lo studio – coordinato dal Prof. Oddo e dal Prof. Jorntell – descrive i meccanismi grazie ai quali il cervello è in grado di migliorare la nostra percezione con l’esperienza. Attraverso quest’ultima ciascun neurone si specializza nel riconoscimento delle proprietà degli oggetti, così da essere individuati con il tatto. Il cervello, attraverso le informazioni sensoriali e tattili, apprende immagazzina e riconosce. Secondo il Prof. Oddo “questa ricerca può portare allo sviluppo di protesi bioniche avanzate, chip e sistemi di intelligenza artificiale”.

Medical News

L’AUSL di Modena aderisce alla campagna dell’OMS, promuovendola con materiali e operatori dedicati

Ogni anno, il 5 maggio, l’Organizzazione mondiale della sanità celebra la giornata mondiale dell’igiene delle mani con lo slogan “SAVE LIVES: Clean Your Hands”. Quest’anno con il messaggio “IT’S IN YOUR HANDS – PREVENT SEPSIS IN HEALTH CARE” si evidenzia come l’igiene delle mani sia fondamentale per la prevenzione della sepsi correlata all’assistenza sanitaria.


L’igiene delle mani è una delle misure più efficaci per proteggere dal rischio di contrarre un’infezione correlata all’assistenza, un rischio che interessa ogni anno milioni di persone in tutto il mondo con un impatto importante in termini di sofferenza, morbosità e mortalità.

Ogni operatore sanitario ha la responsabilità professionale e il dovere etico-deontologico di lavarsi correttamente le mani ogni volta che è necessario nella sua attività di lavoro, ma l’igiene delle mani è il gesto più semplice che tutti – assistiti, parenti, visitatori e caregiver – possiamo effettuare per rendere più sicuri i contesti assistenziali.


L’Azienda USL di Modena aderisce alla Giornata diffondendo materiali informativi che invitano a lavarsi le mani e a ricordare a tutti di farlo. Le mattine del 4 e 7 maggio, nelle aree di ingresso degli ospedali di Carpi, Mirandola, Pavullo e Vignola, saranno presenti operatori formati nella gestione del rischio infettivo che inviteranno tutti ad effettuare l’igiene delle mani con il gel alcolico, mostrando come utilizzarlo.
”L’iniziativa – spiega Teresa Pesi, Direttore della Struttura Complessa di Igiene Ospedaliera e Infezioni Correlate all’Assistenza – si aggiunge alle attività avviate nella nostra Azienda sin dal 2014, con la campagna mani pulite, sane e sicure, per migliorare l’adesione all’igiene delle mani in tutti i contesti assistenziali, verificata attraverso il monitoraggio del consumo di gel alcolico e l’osservazione diretta del personale sanitario”.

Se l’obiettivo assegnato alle Aziende sanitarie dall’Agenzia Sanitaria e Sociale della regione Emilia Romagna è un consumo di almeno 20 litri di prodotti idroalcolici per 1.000 giornate di degenza ordinaria (standard indicato dall’OMS), nel 2017 il consumo medio negli ospedali dell’AUSL di Modena (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) è stato di 17,2 litri per 1.000 giornate di degenza ordinaria, con un grado medio di adesione del 71% (il 10% in più rispetto al 2016) e una notevole variabilità tra le diverse Unità Operative
I dati confermano il trend in aumento registrato negli ultimi anni: “L’obiettivo – conclude Pesi – è arrivare presto a un’adesione del 100%. Questo tema interessa tutti, e tutti hanno un ruolo importante nell’assicurarsi che una buona igiene delle mani venga praticata in tutto l’ospedale”.

Medical News

Non bastano pochi secondi, strofinarsi almeno un minuto

E’ la prima regola igienica che viene insegnata ai bambini, e’ anche un preciso obbligo da rispettare per i medici ma il modo corretto per lavarsi le mani e’ noto a pochi, tanto da costringere l’Oms e i centri per il controllo della malattie americano ed europeo a realizzare campagne ad hoc proposte in occasione della giornata mondiale dell’igiene delle mani che si celebra il 5 maggio. Spesso si dedica al lavaggio delle mani pochi secondi nella convinzione che ciò sia sufficiente ad averle pulite. Ma non è così. Le mani sono, infatti, un ricettacolo di germi: circa il 20% è rappresentato da microrganismi non patogeni, che risiedono normalmente sulla cute senza creare danni. A questi, però, possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto in diverse occasioni. Una corretta igiene delle mani è fondamentale per gli operatori sanitari perché riduce la diffusione delle infezioni ospedaliere.
Queste le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dal Centro per il controllo delle malattie di Atlanta.
1) Utilizziamo sempre il sapone, preferendolo liquido e usiamo acqua corrente preferibilmente calda. 2) Applichiamo il sapone su entrambi i palmi delle mani e poi strofiniamo bene per almeno 40-60 secondi il dorso, tra le dita e nello spazio al di sotto delle unghie perché qui i germi si annidano più facilmente. Ai bambini piccoli possiamo insegnare a lavarsi le mani facendogli cantare per tutto il tempo una canzoncina/filastrocca che duri circa un minuto.
3) Risciacquiamole abbondantemente. 4) E’ preferibile asciugare le mani con carta usa e getta o con un dispositivo ad aria calda oppure con un asciugamano pulito, strettamente personale.
5) Ricordiamoci di non toccare rubinetti o maniglie con le mani appena lavate: se dobbiamo farlo usiamo una salviettina di carta che poi getteremo nella spazzatura.
6) Per prevenire eventuali irritazioni dovuti a detergenti troppo aggressivi o a lavaggi troppo prolungati, applichiamo eventualmente una crema o una lozione idratante.

Medical News

Mangiano e bevono da soli, tecnologia parla italiano

Mangiare da soli e bere un caffè, afferrare una bottiglietta di plastica con la giusta pressione per versare il liquido in un bicchiere, prendere delle patatine con le dita, scrivere e riuscire a afferrare una carta di credito: per la prima volta sei persone con braccia e gambe paralizzate sono riuscire a compiere da sole queste azioni. Lo hanno fatto con l’aiuto di un guanto hi-tech realizzato in Italia dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, controllato in modo non invasivo da elettrodi posti all’interno di una cuffia, realizzati in Germania, dal gruppo dell’università di Tubinga guidato da Surjo Soekadar. Il risultato è pubblicato sul primo numero della rivista Science Robotics, la prima rivista dedicata ai robot dal gruppo editoriale di Science, nel quale l’Italia è presente con due articoli.

La tecnologia


Le prime sei persone che grazie al guanto hi-tech sono riuscite a aprire e chiudere le mani, controllandone i movimenti, sono sono cinque uomini e una donna di età compresa fra 14 e 30 anni. Sono riusciti a compiere azioni altrimenti impossibili grazie alla tecnologia che traduce l’attività del cervello e il movimento degli occhi in semplici comandi di apertura e chiusura della mano, che vengono trasmessi con una tecnologia wireless. Gli elettrodi sono nella cuffia, posti sulla testa e a lato degli occhi, e la “centralina” di controllo è incorporata nella sedia a rotelle. La sperimentazione, alla quale l’Italia ha partecipato anche con la Fondazione Don Gnocchi di Firenze e l’ospedale San Camillo di Venezia, è stata condotta in Spagna, dal gruppo dell’istituto per la riabilitazione Guttmann di Barcellona guidato da e Eloy Opisso.

Il futuro

È un passo importante per rendere disponibili questi dispositivi in un futuro non molto lontano, meno di dieci anni secondo gli esperti. “Abbiamo sicuramente fatto un importante passo in avanti”, ha detto Nicola Vitiello, che ha coordinato la ricerca per l’Italia con Maria Chiara Carrozza, entrambi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna. “Si tratta – ha aggiunto – della prima fase di una sperimentazione molto preliminare e tesa a dimostrare il funzionamento di questa tecnologia. La strada per renderla disponibile a chiunque ne abbia bisogno è lunga, ma i ricercatori sono ottimisti e guardano al futuro: “in Italia contiamo di mettere a punto entro il 2017 il protocollo per una nuova sperimentazione”, ha detto Maria Chiara Carrozza. “Serve anche l’interesse dell’industria per abbattere i costi – ha aggiunto – e rendere queste tecnologie alla portata di tutti. Bisognerà trovare la strada, ma è possibile che questo possa richiedere meno di dieci anni”.