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Documento a Galletti, 33% bimbi ha malattie da fattori ambientali

Attuare una mappatura dei fattori di rischio ambientale nelle scuole: è l’appello dei pediatri al G7 di Bologna per difendere la salute dei bambini. Per questo, è stato consegnato al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, un documento con analisi e proposte concrete, alla luce del dato secondo cui il 33% dei piccoli sotto i 5 anni è affetto da patologie riconducibili a fattori ambientali.
La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) propone dunque alle Istituzioni azioni concrete da attuare quanto prima: innanzitutto la mappatura dei fattori di rischio ambientale per inquinanti negli edifici scolastici compresi i campi elettromagnetici; il monitoraggio ambientale con rilevatori di varia tipologia dei fattori che possano avere effetti negativi sulla salute dell’infanzia e adolescenza; l’adeguamento dei “valori limite di riferimento” delle concentrazioni dei determinanti negativi per la salute presenti in aria, acqua e suolo secondo il principio di precauzione; la pianificazione delle azioni di salvaguardia per mamma e bambino nei primi 1000 giorni di vita; la promozione e realizzazione di campagne educative rivolte a bambini ed adolescenti, genitori, educatori delle scuole; la programmazione ed il sostegno di interventi adatti a favorire l’utilizzo di energie rinnovabili; infine le iniziative adatte a favorire ed incentivare modelli di sviluppo eco-sostenibile.
Il presidente Fimp Giampietro Chiamenti, durante la manifestazione ‘Salviamo il Respiro della Terra’, ha consegnato al Ministro dell’Ambiente Galletti il documento ‘Ambiente e salute infantile’: “Il ministro – sottolinea Chiamenti – ha apprezzato l’iniziativa ed affermato che terrà conto del contributo civico e scientifico di FIMP”. Si calcola che il 25% degli adulti e il 33% dei bambini in età 0-5 anni sia affetto da patologie riconducibili a fattori ambientali e che 1 decesso su 4 nel mondo secondo dati OMS sia attribuibile al vivere o lavorare in ambienti malsani.

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Mappare ogni cellula, iniziativa scienziati Usa e inglesi

Mappare ogni cellula dell’organismo umano per capire la funzione e la forma di ogni cellula sana all’interno dei vari organi, e di conseguenza i meccanismi di sviluppo delle malattie: è questa l’ambiziosa iniziativa globale lanciata in una collaborazione anglo-americana, che vede coinvolti in primo piano il ‘Sanger Institute’ britannico, il ‘Massachussetts Institute of Technology’ (MIT) e Harvard. 

Per completare l’Atlante, che seguirà le orme di quello del genoma umano – hanno ammesso gli esperti, al lancio dell’iniziativa – ci vorrà più di un decennio, in quanto bisognerà mappare e descrivere ogni cellula e le sue proprietà all’interno dei diversi tessuti ed organi. In questo modo verrà messa a punto per la prima volta una ‘Mappa di referenza’ di quello che dovrebbe essere l’organismo umano sano, da mettere a disposizione di ogni scienziato e medico al mondo.

Il piano prevede la collaborazione e finanziamenti di team di ricerca di tutto il mondo. “Abbiamo oggi per la prima volta gli strumenti per capire di cosa è fatto il nostro organismo e come funziona, nonché di scoprire come questi vari elementi funzionano per dare origine alle malattie”, ha osservato Aviv Regev, direttore del Broad Institute del MIT. L’Atlante sarà un’immensa banca dati di ogni dettaglio cellulare, che dovrebbe aiutare a capire lo sviluppo di patologie come il morbo di Alzheimer, i tumori e così via.