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E’ il ritratto del cyber-maschio, non è lui che fa primo passo

Concentrati su se stessi, persi nelle relazioni virtuali sul web, e soprattutto incapaci di fare il primo passo con le donne: il ritratto del ‘cyber-maschio 2.0′ e’ tracciato da uno studio presentato in occasione del 41mo Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA), a Milano Marittima dal 25 al 27 maggio, dipinge un uomo che sta cambiando pelle rispetto al passato ma che è sempre più debole e spaesato di fronte alla realtà e alle donne. Un uomo con informazioni sulla sessualità scarse e spesso distorte perché apprese online, che alle prime defaillance si chiude in se stesso, non chiede aiuto all’andrologo e lascia che difficoltà come la disfunzione erettile o l’eiaculazione precoce lo trascinino in una relazione di coppia insoddisfacente.
L’indagine sul nuovo maschio è stata condotta sottoponendo a circa 50 uomini e donne dai 19 ai 60 anni dieci domande per capire se esista e come sia il maschio 2.0. I risultati mostrano che il 73% ritiene che l’uomo sia diverso rispetto al passato, ma che purtroppo sia cambiato in peggio. “Il maschio è sempre più il sesso debole – osserva Alessandro Palmieri, presidente SIA e professore dell’Università Federico II di Napoli – Già nel 2005 l’Economist inglese, mettendo a confronto la salute fisica dei due sessi, spiegava che le donne erano più resistenti degli uomini; una convinzione rafforzata dieci anni dopo quando l’uomo è stato definito dallo stesso giornale il nuovo sesso debole. La nostra indagine mostra che secondo il 69% delle donne ormai non è più lui a prendere l’iniziativa ma il primo approccio è paritario e può partire indifferentemente da lui o da lei.
Il nuovo uomo è anche egoista, stando a un intervistato su due, e concentrato sul web: un cyber-maschio in genere fra i 20 e i 40 anni che dimentica le relazioni reali in favore di quelle virtuali, ancora alla ricerca di se stesso anche se resiste la suggestione del macho, modello ideale per il 16% degli intervistati”. Purtroppo il cyber-maschio è anche poco preparato in tema di sessualità: una carenza di informazioni che unita all’ansia da prestazione può far precipitare le relazioni alla prima difficoltà, stando ai più recenti dati sui matrimoni bianchi del nuovo millennio.
Rapporti che tuttora sono molto diffusi e che spesso si instaurano proprio a causa di defaillance maschili: in caso di disfunzione erettile o eiaculazione precoce l’uomo spesso tace, soccombe all’ansia da prestazione e contribuisce a creare una relazione di coppia anomala, in cui non c’è spazio per il sesso. “L’andrologo deve essere punto di riferimento per parlare di questi disagi e deve saper intercettare il maschio di oggi, capirlo nella sua identità in mutamento e prendere coscienza delle sue esigenze e dei suoi problemi nelle varie età della vita” commentano Carlo Ceruti e Danilo Di Trapani, responsabili della Commissione SIA progetto ‘Bollino blu’, che mette a disposizione andrologi sempre più aggiornati. Per questo e’ gia’ attiva una mappa andrologica dove trovare l’andrologo più vicino info www.andrologiaitaliana.it.

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Lo dimostra un piccolo roditore

È possibile continuare a essere un maschio senza avere il cromosoma Y: lo dimostra una specie di piccoli roditori e la scoperta indica che il cromosoma maschile potrebbe avere almeno un sostituto. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la scoperta si deve ai ricercatori giapponesi Tomofumi Otake e Asako Kuroiwa, dell’università di Hokkaido.

Nella maggior parte dei mammiferi con la placenta, compreso l’uomo, il cromosoma Y conferisce i caratteri sessuali maschili durante lo sviluppo dell’embrione, mentre gli embrioni che non hanno questo cromosoma diventano femmine. In particolare, a determinare il sesso maschile è il gene Sry, presente sul cromosoma Y, che ‘accende’ un gruppo di altri geni, come Sox9 e Amh, che svolgono un ruolo importante nella differenziazione sessuale. Ma il ratto spinoso Amami (Tokudaia osimensis) è un’eccezione, in quanto i maschi non hanno il cromosoma Y e quindi neanche il gene Sry.

Per scoprire come mai si possa essere maschi anche senza il cromosoma Y, i ricercatori hanno ottenuto la mappa del Dna di questo roditore e l’hanno confrontata con quella del topo e nel ratto. Inoltre, utilizzando cellule in coltura, è stato osservato come funzionano i geni collegati al cromosoma maschile. Hanno scoperto in questo modo che, sebbene questo roditore non abbia il cromosoma Y e neanche il gene Sry, nel suo Dna sono presenti tutti gli altri geni cruciali per la determinazione del sesso maschile e sono gli stessi che negli altri mammiferi sono controllati e regolati dal gene Sry. 

Alla luce della scoperta, secondo i ricercatori, in questi roditori potrebbe esserci un sostituto del gene Sry ancora da individuare. ”Ipotizziamo che nel roditore T. osimensis ci sia un gene sconosciuto che funzioni come sostituto del gene Sry” ha detto Kuroiwa. Secondo l’esperto, ”la scoperta potrebbe aiutare nella comprensione del meccanismo di determinazione del sesso, che potrebbe essere indipendente dal cromosoma Y”.

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Ritmi sonno ragazzi in parte causa gap rendimento con le ragazze

Ragazzi che arrancano tra i banchi di scuola e ragazze sempre prime della classe? Il gap maschi-femmine sul fronte del successo scolastico e accademico potrebbe almeno in parte avere origine da differenze fisiologiche nei ritmi sonno/veglia tra i due sessi coi maschi che hanno più difficoltà a svegliarsi presto e sopportano meno la carenza di sonno.

E’ quanto suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista di ‘IZA’ – Institute for the Study of Labor a Bonn.

Condotto da ricercatori dell’Università di Davis lo studio si basa sull’analisi di 240 mila voti assegnati nel corso di prove in classi della scuola media e delle superiori, dove gli studenti alternavano l’inizio delle lezioni al mattino o al pomeriggio. Il senso della ricerca era vedere se in qualche modo l’inizio ritardato delle lezioni influisse sul rendimento scolastico.

E’ piuttosto comune vedere che a scuola le ragazze vanno meglio dei ragazzi; le differenze si vedono già nelle classi elementari quando le bambine iniziano subito a dimostrarsi più brave nella lettura.

Studi precedenti hanno dimostrato che le ragazze tendono ad andare a letto prima dei coetanei maschi, sono più attive al mattino a resistono notevolmente di più alla carenza di sonno.

Così gli esperti hanno voluto indagare se la normale fisiologia del sonno in età adolescenziale fosse in qualche modo da chiamare in causa per il gap nel rendimento scolastico tra maschi e femmine. Hanno visto che quando le lezioni iniziavano con orario posticipato il rendimento dei maschi saliva.

Secondo le loro stime, quindi, fino al 16% delle differenze nel rendimento scolastico di maschi e femmine sono spiegabili con un problema di differenti ritmi del sonno e potrebbero essere alleviate posticipando un po’ l’inizio delle lezioni al mattino. Dato il sentore diffuso che i giovani oggi dormano meno di quanto abbiano bisogno, la ricerca suggerisce che il suono della campanella presto al mattino sia svantaggioso specie per i maschi.

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A causa dei contaminanti presenti nell’ambiente

Negli ultimi 30 anni la fertilità dei cani maschi è in costante declino a causa dei contaminanti presenti nell’ambiente: lo indica una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports e coordinata da Richard Lea, dell’università britannica di Nottingham. 
”E’ la prima volta – ha detto Lea – che un calo della fertilità maschile di queste proporzioni è riportato nei cani e crediamo che questo sia dovuto ai contaminanti ambientali, alcuni dei quali identificati negli alimenti per cani, nello sperma e nei testicoli degli animali stessi”.
Inoltre, secondo il ricercatore, il calo della fertilità individuata nei cani solleva anche il dubbio che il declino della fertilità maschile osservata negli ultimi 70 anni anche nell’uomo potrebbe avere la stessa origine, ossia potrebbe essere collegata all’ambiente. 
Anche se sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare un collegamento tra contaminanti ambientali e calo della fertilità nei cani maschi, ”questi animali – ha osservato il ricercatore – potrebbero effettivamente essere una sentinella per l’uomo perché condividono lo stesso ambiente, mostrano la stessa gamma di malattie, molte con la stessa frequenza, e rispondono in modo simile alle terapie”. 
Lo studio ha analizzato nel corso di 26 anni campioni di seme prelevati da cani di un allevamento in Gran Bretagna e appartenenti a cinque razze: il Labrador, il Golden retriever, il Retriever a pelo riccio, il Border collie e il pastore tedesco. Il campione studiato ogni anno era compreso tra un minimo di 42 animali e un massimo di 97. Tra il 1988 e il 1998, la motilità degli spermatozoi degli animali esaminati è diminuita del 2,5 per cento l’anno. Dopo 4 anni di pausa, la raccolta e l’analisi dei campioni è ricominciata nel 2002 e da quell’anno fino al 2014 la motilità degli spermatozoi è diminuita ulteriormente fino ad arrivare a un tasso del 1,2% annuo.