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Grande attesa per il Congresso Artemisia Catania in cui si discuterà della gestione terapeutico-farmacologica del paziente durante il periodo pandemico da Covid 19. Una situazione che ha messo ancora più in risalto la figura del MMG, che si è trovato a fronteggiare in prima persona patologie di interesse specialistico e a svolgere incombenze certificative e informatiche normalmente ad appannaggio delle strutture sanitarie pubbliche.
Il Congresso Artemisia, l’Accademia del Sapere Medico, di cui è presidente il dott. Marcello Scifo che abbiamo intervistato, è organizzato da AV Eventi e Formazione e si svolgerà il 5 e 6 Novembre 2021 al Four Point Sheraton Hotel di Catania.
La competenza polispecialistica e la conoscenza dei principi attivi ha permesso di svolgere con appropriatezza lo spazio prescrittivo concesso dalle normative, personalizzato sul paziente, in base alla sua anamnesi e le sue comorbidità.
Il corso di alta formazione scientifica, giunto alla quarta edizione, mette nella condizione di avere un quadro complessivo degli schemi terapeutici utilizzati per paziente con infezione da Coronavirus fino alle patologie cardio-metaboliche e respiratorie più diffuse tra la popolazione. Ancora una volta la puntuale e precisa integrazione con le figure specialistiche di riferimento permette di ottenere il ”Gold Standard” nella gestione del paziente. Il rapporto intimistico che il Medico di Famiglia intrattiene con i suoi pazienti di entrambi i sessi fa si che il trattamento delle patologie uro-ginecologiche sia un punto cardine fondamentale della sua attività professionale. Per completare l’excursus di questo 4° Congresso Artemisia verrà discussa l’importanza delle varie terapie per le dislipidemie con utilizzo dell’ezetimibe da solo o in associazione con le statine, nonchè le possibili alternative nutraceutiche nei pazienti intolleranti. Questo evento rappresenta quindi, una preziosa occasione per ampliare e aggiornare il bagaglio professionale del medico di famiglia, che costituisce a tutti gli effetti un ”polispecialista”, punto di riferimento per il paziente.
Inscriviti al corso di formazione seguendo  questo link:
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Si può fare richiesta senza muoversi da casa, in occasione della cessazione dell’attività di diversi medici del Distretto di Modena

In occasione della cessazione dell’attività di alcuni medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del Distretto di Modena, per i pazienti è possibile presentare la richiesta di cambio medico anche senza muoversi da casa, evitando così l’eventuale fila allo sportello.

 

I pazienti, che hanno già ricevuto comunicazione al domicilio, potranno farlo dal portale web dell’Azienda USL (alla pagina www.ausl.mo.it/cambiomedicoonline) inserendo il codice fiscale e il codice di accesso personale ricevuto con la lettera. Per agevolare i cittadini, l’AUSL ha realizzato anche un video illustrativo.

Il cambio medico è possibile on line anche attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, oppure con il modulo ricevuto per posta che può essere inviato via mail a sportelloonline@pec.ausl.mo.it  o consegnato in farmacia. Resta comunque possibile effettuare la scelta del medico di medicina generale anche presso i Punti unici di prenotazione e assistenza di base.

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Via piano formazione, in Italia 16 milioni persone con problemi sfera sessuale

Il medico di famiglia cambia volto e diventa anche ‘dottore della sessualità’. La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), dal congresso nazionale in corso a Chia Laguna (Cagliari), ha infatti annunciato un accordo con la società scientifica che si occupa delle patologie sessuali (Fiams), grazie al quale sarà estesa all’intera platea dei medici di famiglia la formazione sulle patologie ed i disturbi sessuali, formazione che invece oggi ‘copre’ circa 30mila medici l’anno.
E dal Congresso i medici lanciano l’allarme: “Attenzione alla disfunzione erettile, può anticipare ictus e infarti”. Questo, spiegano, ”per via delle caratteristiche anatomiche delle arterie che irrorano il membro, che sono di minori dimensioni rispetto a quelle cardiache e cerebrali e che proprio per questo possono manifestare con anni di anticipo problemi rispetto a quelle di organi vitali come cuore e cervello”. Un campanello d’allarme che dopo una prima anamnesi per capire come e quando la disfunzione si manifesta, consiglia analisi e accertamenti su altri distretti cardiovascolari, che spesso hanno permesso di prevenire eventi ben più pericolosi. In Italia, sono 16 milioni le persone che vivono non serenamente la propria vita sessuale.
In 4 milioni per via dell’eiaculazione precoce, ai quali si sommano 3 milioni di maschi per la disfunzione erettile e 4 milioni e mezzo di donne che soffrono di anorgasmia (assenza di orgasmo).

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Venturi: “E’ una questione di civiltà, di diritto alla salute del singolo e della collettività”. Un ulteriore ampliamento del diritto al pediatra, riconosciuto già nel 2014. Oggi i bambini in carico al Servizio sanitario regionale sono 198

Non solo il pediatra, ma anche il medico di famiglia fino al compimento del diciottesimo anno d’età: d’ora in poi in Emilia-Romagna avranno diritto ad averlo anche ragazzi e ragazze minorenni, figli di migranti senza permesso di soggiorno.
Lo prevede un accordo firmato da Regione e organizzazioni sindacali dei medici di famiglia (Fimmg, Snami, Smi, Intesa sindacale) e approvato dalla Giunta regionale. L’accordo amplia quanto era stato introdotto due anni fa con il riconoscimento del diritto al pediatra dalla nascita fino ai 14 anni anche per i migranti senza permesso di soggiorno. Oggi i bambini in carico al Servizio sanitario regionale sono 198.

“E’ una questione di civiltà- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi– e di rispetto per quanto è sancito dalla nostra Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

In base all’accordo, il medico potrà prescrivere visite specialistiche ed esami che si possono fare solo negli ospedali e ambulatori pubblici dell’Emilia-Romagna. I farmaci che il medico prescriverà saranno forniti solo dalle farmacie dell’Emilia-Romagna.

I genitori devono scegliere il medico nella sede dell’Azienda Usl del territorio dove vivono, e questo vale per tutti. Al momento della scelta, nel caso in cui si tratti di migranti senza permesso di soggiorno, allo sportello dell’Azienda viene consegnata loro la tessera sanitaria del proprio figlio o figlia con il codice STP (Stranieri Temporaneamente Presenti).
La tessera sanitaria è valida solo in Emilia-Romagna, ha durata di un anno e si può rinnovare fino ai 18 anni solo se il ragazzo o la ragazza continuano a vivere sul territorio regionale.

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I medici di famiglia sono sul piede di guerra. Da troppi mesi aspettano risposte alle loro istanze e, l’ultima tegola dell’appropriatezza prescrittiva di esami e farmaci non ha fatto altro che peggiorare un clima già teso.

“Se non avremo risposte concrete, i medici scenderanno in sciopero a dicembre”. Lo ha detto il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, a margine degli Stati generali della professione medica ed odontoiatrica.
“C’è una politica marcia – ha affermato – che si occupa dei suoi equilibri e non degli interessi del Paese”, ha sottolineato sollecitando delle “risposte concrete” dal governo.

“Abbiamo creato le condizioni per legge al fine di poter dichiarare lo sciopero – ha detto Milillo – che sarà in dicembre, ma valuteremo sia la data sia le modalità sulla base dell’astensione che riceveremo”. Certamente, ha chiarito, “ci sarà lo sciopero dei medici se continueranno ad arrivare solo dichiarazioni superficiali e di stima ma non basate su fatti concreti, che mettano la collaborazione dei professionisti sanitari davanti alle istanze della Conferenza delle Regioni ed alla tecnocrazia delle Regioni stesse”.

Quello che i medici chiedono, ha rilevato Milillo, è un “progetto nazionale coerente per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e per il riconoscimento dell’uguaglianza di tutti i cittadini”. Il problema, ha avvertito, è che “purtroppo il governo si relazione oggi con 21 interlocutori diversi e schizofrenici che sono appunto le diverse istituzioni regionali”. Quanto alle ventilate sanzioni ipotizzate per i medici in varie situazioni, “le sanzioni – ha detto – sono solo un dettaglio di questa degenerazione del Sistema sanitario nazionale”.
Riferendosi quindi al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, Milillo ha sottolineato come il ministro “stia rispondendo con un’attenzione, ma non ha ancora avuto possibilità di dare risposte concrete”.

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In Oncologia vengono chiamati Long Term Survivors, si tratta dei pazienti che escono dalla fase acuta di un tumore e che devono essere costantemente monitorati. In Italia sono circa tre milioni i pazienti che vivono in questo stato di limbo, non si possono definire guariti nè cronicizzati e per il sistema sanitario rimangono in carico all’oncologo a tempo indeterminato.

Quello dei Long Term Survivors e delle possibili soluzioni è stato il tema principale della conferenza dell’AIOM tenutasi in questi giorni a Roma.

La soluzione individuata fa riferimento al modello americano di gestione del paziente oncologico chiamato “survivorship care”.

Il modello contenuto in un documento di consenso firmato da 10 sigle che operano nell’oncologia, parla di una rete informatica per la sorveglianza clinica dopo il tumore, differenziata e mirata alla persona e alle sue specifiche caratteristiche, che vede il medico di famiglia riorganizzarsi insieme all’oncologo per reciproci invii e controlli, paziente informato, medico di famiglia avvertito, oncologo disponibile in via preferenziale nel caso vi sia sospetto di recidiva.

Un percorso virtuoso, attento anche alle problematiche psicologiche, riabilitative e socio-lavorative, in modo da ottimizzare l’assistenza e diminuire i tassi di ospedalizzazione durante la sorveglianza clinica. E soprattutto individuare prima possibile le ricadute e gli effetti anche a lungo termine della tossicità dei trattamenti farmacologici.

Al momento i Long Term Survivors costano al sistema sanitario circa 400 milioni di euro l’anno per i costi di troppi esami inutili e di una scarsa comunicazione tra specialista e medico di famiglia, superando di dieci volte il budget previsto.