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Si è rivolta al Pronto Soccorso una donna di 49 anni

MONTEVARCHI – Stamani al Pronto Soccorso dell’ospedale del Valdarno è stato registrato un caso di meningite in una donna di 49 anni.Gli accertamenti eseguiti hanno rilevato che l’origine è virale e non batterica, quindi non esistono pericoli di contagio o di allarme per la popolazione, neppure per coloro che sono stati a contatto con la paziente stessa.

La donna è stabile ed è ricoverata in Malattie Infettive ad Arezzo. L’U.O. Igiene del territorio ed il presidio del Valdarno hanno già valutato e intrapreso le azioni necessarie.

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Il servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ATS Sardegna – ASSL Sassari è ancora impegnato nell’attuazione delle azioni di prevenzione e contrasto alla diffusione del batterio previste dalla procedura per i casi di meningite. Nelle ultime quarantotto ore sono stati contattati sia i familiari del paziente sia i conoscenti che lo hanno frequentato nei dieci giorni precedenti al manifestarsi della malattia. Grazie alla loro disponibilità è stato possibile attuare una prima e importante attività di profilassi farmacologica.
 
Il servizio di Igiene e Sanità Pubblica si rivolge, inoltre, a tutte le persone che alle ore 19 di lunedì 14 gennaio hanno preso il pullman partito da Sassari e diretto a Ittiri, con fermata intermedia a Uri. Chi non lo avesse ancora fatto, è pregato di rivolgersi agli uffici di Igiene o di contattare il proprio medico curante. Si tratta di una forma di cautela ulteriore adottata per ridurre al minimo le possibilità di diffusione del batterio.
 
Gli uffici a cui rivolgersi sono: Ittiri, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12, il martedì e il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17; Ossi, il lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 8:30 alle 12; Sassari, dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 12:30, dal lunedì al giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17.
 
I medici di medicina generale sono già informati e sorveglieranno con particolare cura e prudenza, per i prossimi otto giorni, eventuali manifestazioni febbrili dei propri pazienti.
 
Prevenzione. La ATS Sardegna già da qualche tempo offre gratuitamente la vaccinazione antimeningococcica tetravalente (comprendente il ceppo Y) per tutti gli adolescenti secondo le indicazioni del Piano nazionale vaccini ripreso nel Piano regionale vaccini. La fascia individuata per questa vaccinazione preventiva è quella compresa tra gli 11 e i 18 anni. Per effettuare il vaccino, tutti i ragazzi possono rivolgersi ai Servizi Vaccinali territoriali.

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Attualmente i risultati arrivano in 2 giorni

Un nuovo test potrebbe rendere molto più veloce la diagnosi della meningite: i suoi risultati arrivano infatti in un’ora, contro le attuali 48. Lo hanno sviluppato i ricercatori della Queen’s University Belfast e ora verrà testato nella pratica clinica, per due anni, presso l’ospedale reale pediatrico di Belfast, come segnala la Bbc. Il test rapido si chiama Lamp (Loop Mediated Isothermal Amplification) e può essere fatto con un semplice campione prelevato dalla bocca.
Intervenire velocemente e tempestivamente con le terapie è cruciale per la meningite, che può uccidere anche nel giro di poche ore e i cui sintomi non sempre sono evidenti, fin quando non sono troppo avanzati. Al momento, i medici si basano sul loro giudizio clinico per decidere quali antibiotici usare, con il rischio di sbagliare e dare ad alcuni pazienti potenti farmaci non necessari. Si stima che circa il 50% dei bambini e adulti con meningite ricevano una diagnosi sbagliata e mandati a casa dall’ospedale. Uno studio fatto in passato su 105 bambini, trattati per sospetta setticemia da meningococco, ha mostrato che solo un terzo era stato effettivamente infettato, mentre due terzi avevano ricevuto un antibiotico molto forte non necessario. Nello studio, i medici dell’ospedale irlandese continueranno ad usare gli antibiotici e si serviranno del test per verificare rapidamente se i loro sospetti clinici sono esatti fr-libido.com. “Sappiamo già che scientificamente il test è efficace – spiega Tom Waterfield, coordinatore dello studio – ma abbiamo bisogno di dati per confermare che è pratico per i medici usarlo prima di decidere la terapia”.

Fonte:www.ansa.it

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Tamponi nella popolazione per capire quanto circola il batterio

Dalla diagnosi alla profilassi, dai vaccini alla cura. Per uniformare le conoscenze e sfatare miti sono in arrivo nuove linee guida sulla meningite. A confrontarsi sul tema, a Roma, sono stati primari, docenti ed esperti in occasione degli “Stati generali sulla meningite”, organizzati dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute.
Obiettivo delle indicazioni, chiarisce Massimo Galli, vicepresidente Simit e ordinario di Malattie Infettive all’Università di Milano, “è sintetizzare quello che si sa su questo tema in un documento agile, rivolto ai medici italiani, per indicare cosa fare, uniformare la voce, sfatare miti e credenze, capire i lati rimasti oscuri e avere uno strumento utilizzabile nel quotidiano condiviso e modificabile”.
Le raccomandazioni hanno già un testo preliminare che verrà sottoposto all’esame degli esperti e costituirà la base di un position paper da pubblicare su una rivista internazionale. Tra le indicazioni, sottolinea Massimo Andreoni, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e past president Simit, “promuovere una tipizzazione del batterio sia nei casi sospetti di meningite, sia in generale nella popolazione.
L’isolamento, infatti, non dovrebbe esser limitato a persone malate. Andranno fatte campagne epidemiologiche, attraverso tamponi della gola, per capire quanto il batterio sta circolando nella popolazione e quanto, aumentando le vaccinazione, circoli di meno”. Le linee guida conterranno anche indicazioni per riconoscere i segni di malattia, in particolare nei soggetti a rischio. “Vedere bimbi e giovani con febbre alta improvvisa, cefalea e vomito improvviso non correlato al mangiare, deve destare sospetto. In questi casi – conclude Andreoni – bisogna intervenire subito, perché una diagnosi precoce salva la vita”.

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Decesso causato da pneumococco, forma non contagiosa

Un uomo di 36 anni è morto a causa della meningite la notte scorsa nel pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Lo si apprende dal direttore generale Ciro Verdoliva il quale fa sapere che l’uomo è giunto in pronto soccorso ”in stato di coma e in imminente pericolo di vita’. ”Non esiste nel Cardarelli alcuna emergenza a seguito di questo caso” ribadisce per non alimentare ”una psicosi ingiustificata”.
In via precauzionale è stata subito attivata la profilassi ma le successive analisi effettuate sul paziente deceduto all’ospedale Cardarelli di Napoli hanno evidenziato che si tratta di meningite fulminante da pneumococco. Come tale – si apprende dal personale medico del Cardarelli – si tratta di un ceppo di meningite che non si trasmette per contagio.

Meningite: due casi in Piemonte ma è forma non contagiosa

VERCELLI – Due casi di meningite in poche ore in Piemonte, ma entrambi sono di origine pneumococcica, la forma meno grave e non contagiosa. All’ospedale Sant’Andrea di Vercelli è stata ricoverata un’anziana donna, portata al Pronto Soccorso. “Vogliamo rassicurare la popolazione – interviene l’Asl di Vercelli – in quanto in questi casi non è necessaria alcun tipo di profilassi, né per i parenti, né per tutte le persone che eventualmente possano essere venute a contatto con la paziente”. Il secondo caso all’ospedale di Chivasso (Torino), dove è stata ricoverata una donna di 72 anni, che è in condizioni stabili dopo l’inizio della terapia, precisa l’Asl To4.

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La vaccinazione è consigliata ai bambini piccoli e agli adolescenti

In Italia non vi è al momento alcuna epidemia da meningite e l’unica situazione da monitorare è rappresentata dalla Toscana, dove negli ultimi due anni si sono registrati vari casi di meningite da meningococco C. La circolazione dei germi che causano la malattia è infatti nella norma attesa, in linea coi numeri degli ultimi anni. A rassicurare sono il ministero della Salute e gli epidemiologi, che raccomandano la vaccinazione alle categorie consigliate, ovvero i bambini nel primo anno di età e gli adolescenti.
– LA MENINGITE: è una malattia del sistema nervoso centrale con imfiammazione delle meningi. Può essere determinata da germi assai vari che colpiscono in maniera episodica, difficilmente prevedibile, attraverso contatti e portatori sani. Possono causare la meningite batteri come il meningococco (di vari ceppi, come il tipo B e il tipo C, molto aggressivo, di recente e alta visibilità nelle cronache a causa della sua concentrazione in Toscana e della sua letalità, oppure altri tipi come A, Y, W135), lo pneumococco (l’agente della polmonite invasiva), l’emofilo influenzale, ma anche il bacillo della tubercolosi, così come stafilococchi, streptococchi e batteri coliformi (batteri comuni, ma con aggressività variabile, spesso secondo le condizioni di salute della persona colpita), che però non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva.
– I NUMERI: Nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia, dove la situazione è costante. Il numero totale dei casi di meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato. La letalità della meningite è di circa il 10% nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12% nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti).
– LE FASCE A RISCHIO, CHI DEVE VACCINARSI: i bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre la malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età. La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti.
Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo.
In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.
La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti fattori di rischio. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla ASL o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico.
– I VACCINI A DISPOSIZIONE: esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC) è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B, che protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

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Il quadrivalente “Nessuna angoscia. Strutture sanitarie pronte”

“Abbiamo deciso la distribuzione gratuita del vaccino quadrivalente che copre anche il ceppo di meningite più aggressivo fino ai 18 anni”. Lo annuncia il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca su Lira Tv. La vaccinazione è prevista, precisa, “per una copertura completa dei bambini e dei ragazzi che frequentano di più luoghi affollati”. Il governatore sottolinea che non deve esserci: “nessun clima di angoscia per la meningite, la situazione è sotto controllo, con strutture pronte a intervenire e qualificate”.

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Persistono focolai in regione. 35% ha fatto vaccino

Il bimbo di 22 mesi morto a Firenze per meningite da meningococco C rappresenta il primo decesso a causa dell’infezione, nella Regione negli ultimi due anni, di un bambino che non era stato vaccinato. Un dato sottolineato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, e che sta ad indicare come la vaccinazione sia invece fondamentale dal momento che, nella rara ma pur sempre possibile eventualità di contagio, ‘attenua’ comunque la gravità della malattia prevenendone le conseguenze più gravi.
   
La vaccinazione, avverte Ricciardi, resta dunque l’arma fondamentale ed “in questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili”. Ovviamente, ha spiegato il presidente dell’Iss, “è importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è proprio da irresponsabili”. Infatti, “altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno dunque superato la malattia”. Da qui l’invito ad effettuare urgentemente la vaccinazione contro il meningococco C: “Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma – ha chiarito Ricciardi – la copertura da raggiungere per essere sicuri dei benefici derivati dal cosiddetto ‘effetto gregge’, sarebbe almeno del 90%. Ad ogni modo, senza la campagna estensiva di vaccinazione già avviata i casi sarebbero stati sicuramente molti di più”. Il punto, sottolinea anche Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, è che “nessun vaccino protegge al 100%, anche se la protezione è altissima attestandosi oltre il 95%. Ma va detto che il vaccino contro il meningococco è sicuro e che vaccinandoci si ha, in caso di contagio, una evoluzione migliore della patologia, oltre ad un rallentamento generale della circolazione del batterio”. Quanto alla durata della protezione vaccinale, la Toscana, ha rilevato Ricciardi, “ha introdotto il richiamo a 13 anni e questo sulla base di un principio di precauzione più che su evidenze scientifiche. In questo caso concordo con la decisione presa, ma al momento non c’è un’indicazione al richiamo contro la meningite a livello nazionale”. L’Iss, ha ricordato, “sta appunto effettuando uno studio sulla durata della copertura da vaccino anti-meningite e solo sulla base dei risultati valuteremo eventuali nuove indicazioni. Al momento, l’unica evidenza viene infatti da uno studio statunitense che suggerisce l’utilità di un richiamo dopo 5-6 anni dalla prima vaccinazione”. Il meningococco C resta la causa più frequente di meningite in Italia, mentre il ceppo B, ha ricordato Ricciardi, “è più raro ma più aggressivo. La strada da seguire, quindi, è vaccinare tutti i nuovi nati contro i ceppi B e C, mentre la meningite dovuta al batterio escherichia coli è una eccezione”. Purtroppo, ha concluso il presidente Iss, “la copertura vaccinale contro la meningite, pur attestandosi attorno al 93% a livello nazionale, registra tuttavia tassi ben più bassi in varie regioni e tale situazione non permette di raggiungere un ‘livello di sicurezza’ omogeneo”.

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Ricciardi, non fare vaccinazione è da irresponsabili

Il bimbo di 22 mesi deceduto in Toscana per meningite da meningococco C è “il primo caso nella Regione, negli ultimi due anni, di decesso di un bambino non vaccinato a causa della meningite”. Lo ha affermato all’ANSA il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi, sottolineando come la vaccinazione sia fondamentale anche perché, in caso di infezione da meningococco, attenua comunque la gravità della patologia.
    “In questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili”, è il monito del presidente dell’Iss. Contro la meningite, ha avvertito Ricciardi, “è ovviamente importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è da irresponsabili”. Il caso del bimbo di 22 mesi deceduto, ha sottolineato, “è il primo caso in Toscana, negli ultimi 2 anni, di meningite in un bimbo che non era stato vaccinato, e ciò è indicativo. Altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno superato la malattia”. Da qui l’invito ad effettuare la vaccinazione contro il meningococco C: “Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma – ha concluso Ricciardi – la copertura da raggiungere sarebbe almeno del 90%”

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Vaccino è consigliato per forme da meningococco, le più frequenti

“I casi di meningite da Eschirichia Coli sono rarissimi, e ancora più rari quelli letali, che spesso sopravvengono in casi di sistema immunitario indebolito. Non si trasmettono da persona a persona attraverso saliva, come avviene invece ad esempio per l’influenza. Non c’è quindi motivo di allarme”. Così all’ANSA Paola Stefanelli, responsabile sorveglianza nazionale malattie invasive batteriche del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
 “Qualsiasi batterio gram negativo, come la E.Coli, ma anche molti virus – prosegue – possono dare un quadro di meningite, che consiste nell’infiammazione della membrana che circonda il cervello. Ma la maggior parte dei casi di meningite è causata dal meningococco”.
“In particolare – precisa l’esperta Iss – i ceppi di Meningo B e C hanno causato 196 casi l’anno di meningite nel 2015 e 189 nel 2016. Sono invece quasi sempre innocui i diversi ceppi di Escherichia coli, batteri normalmente presenti nell’intestino umano come in quello animale”. Il consiglio per limitarne la diffusione di questo come di qualsiasi altro batterio “è quello di lavarsi spesso le mani”. I problemi più frequenti causati dall’e.coli sono di tipo gastrointestinale, come diarrea e vomito. “Ma – sottolinea Stefanelli – se il batterio va a finire nel sangue o nel liquor può dare quadri importanti come meningite oppure sepsi”. Per questi casi “non esiste vaccino anche perché la loro estrema rarità non giustificherebbe un intervento sanitario di questo tipo”. Così come non esiste vaccino per le meningiti provocate da alcuni virus come enterovirus e adenovirus. “E’ possibile invece prevenire – precisa – la maggior parte di quelle derivate da pneumococco (per cui esiste un vaccino che protegge contro 7 sierotipi), dall’haemophilus influenzae b (il cui vaccino è incluso nell’esavalente) e dal meningococco. In particolare l’antimeningococco C è inserito tra le vaccinazioni raccomandate dal Piano nazionale per la Prevenzione Vaccinale ed è gratuito in tutta Italia per i bambini tra 13 e 15 mesi. Mentre il vaccino contro il meningo B, autorizzato nel 2013 per bimbi a partire ai due mesi di età, non era incluso nel Piano vaccinale 2012-2014, quindi in alcune regioni è a pagamento, mentre in altre è offerto gratuitamente. Infine è disponibile a pagamento, per bambini come per adulti, il vaccino tetravalente antimeningococco A, C, W 135, Y (Mcv4), consigliato in particolare per i viaggiatori che si recano in Paesi africani, in cui sono maggiormente diffusi i ceppi, poco frequenti in Europa.