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Cibio di Trento in consorzio ricerca

Sviluppare un kit per diagnosticare in modo innovativo il tumore al polmone fin dalle fasi iniziali, utilizzando microRNA come biomarcatori: questo l’obiettivo di un gruppo di università e di aziende impegnate nel progetto miRNA-DisEASY.

L’Università di Trento partecipa al consorzio – che è coordinato da Optoelettronica Italia srl (Optoi), impresa trentina specializzata in sensoristica ottica e tecnologie microelettroniche – con il Laboratorio di RNA Biology and Biotechnology del Centro di biologia integrata (Cibio), diretto da Michela Denti. “I microRNA (miRNAs) – spiega Denti – possiedono tutte le caratteristiche del marcatore ideale e forniscono indicazioni affidabili prima dell’insorgenza dei sintomi clinici (diagnosi precoce), sono sensibili ai cambiamenti della patologia (evoluzione della patologia o risposta terapeutica), si possono rilevare facilmente dai fluidi (sangue, urine, saliva) come liquid biopsy e sono facilmente trasferibili dai modelli di laboratorio all’uomo”.

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Il più delle volte si pensa spesso che lo stress e le sue conseguenza nascano dalle vite frenetiche che alcune persone svolgono rispetto ad altre.

Non solo il Dna: anche lo stress può essere ereditato, in particolare dai padri. Vivere situazioni stressanti può infatti modificare il Dna al punto da trasferire ai figli una risposta analoga a tensioni e situazioni difficili, come hanno dimostrato alcuni esperimenti fatti dai ricercatori dell’università della Pennsylvania sui topi, descritti sulla rivista dell’Accademia di scienze americana (Pnas).

I topi maschi che hanno vissuto una situazione stressante producono spermatozoi con un’espressione alterata dei micro RNA, piccole molecole che regolano l’attività dell’RNA messaggero: come conseguenza, la prole concepita con quegli spermatozoi mostra una risposta alle situazioni di stress più intensa del normale

Le esperienze fatte dal padre possono dunque influire sullo sviluppo e la salute mentale dei figli anche a livello biologico, e non solo comportamentale.

”E’ stato sorprendente vedere come uno stress anche lieve su un topo maschio – commenta Tracy L. Bale, coordinatrice dello studio – inneschi un cambiamento massiccio nella risposta dei suoi microRna, cioè piccole molecole di Rna che servono a ‘silenziare’ i geni. Già nei primi studi, i ricercatori avevano visto che i topi maschi, sottoposti a stress prima di mangiare, avevano figli con una minore risposta allo stress, e che il loro sperma subiva modifiche nei microRna.

Dopo di che hanno iniettato questi microRna modificati in zigoti (cioè cellule uovo fecondate) di topi, impiantanti in femmine non stressate, che hanno svolto il ruolo di ‘utero in affitto'”. “I figli così nati – aggiunge – sono stati esaminati da adulti nella loro risposta allo stress. Si è così visto che avevano livelli ridotti di cortisolo (noto come l’ormone dello stress) e molti cambiamenti nell’espressione di centinaia di geni dell’area che nel cervello regola la risposta allo stress. I ricercatori hanno inoltre scoperto che le molecole di microRna paterno ‘modificate’ attaccano quelle di Rna materno”.

Secondo Bale quando il maschio vive situazioni di stress, si scatena il rilascio dei microRna che possono finire per essere incorporati nello sperma e influenzare lo sviluppo durante la fecondazione. I ricercatori vogliono ora vedere se si può prevenire l’eredità dello stress.